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Fiat: 190 milioni di utile e target 2010 alzati


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Il primo mercato della FIAT è il Brasile.

Ad ogni modo Marchionne non ragiona in termini di quote di mercato ma di remuneratività: lanciare dei nuovi modelli senza aver prima risolto il nodo della remuneratività degli impianti italiani significa annullare il vantaggio che si può ottenere dagli eventuali aumenti delle quote di mercato.

È meglio allora mettere tutto sotto naftalina e risolvere il problema della remuneratività delle fabbriche italiane (Marchionne parla di competitività di tutta l'italia) per mettere il Gruppo nelle condizioni di fare utili su tutti i modelli.

Quanto dice nell'intervista è interessante ma, a conti fatti, si tratta solo della scoperta dell'acqua calda: operare in Italia, per un motivo o per un altro, è come voler partecipare ad una gara sui 100 metri piani con le catene alle caviglie.

E questo è quanto, se vi piace. Se no è uguale.

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Comunista!!! Nemico della patria e dell'ammmmore che non sei altro!!! :mrgreen: Smettila di predicare disfattismo!!! Il popolo attenderà con trepidazione l'uscita dell'Italico prodotto, e maaaaaai comprerà gli scarti dello straniero!!!! :mrgreen:

La verità è comunista come me... ho appena finito di sgranocchiare un bambino al forno... :mrgreen:

seriously...l'ho già detto...Fiat per me sta diventando Chrysler Europe, altro che pippe mentali...:(

Ed è anche peggio, perchè ai tempi dell'affaire-Simca, sono stati mandati avanti progetti già in gestazione, oggi invece tutto è congelato e apparentemente nei cassetti non sembra esserci granchè....poi magari mi sbaglio eh!

Quoto :agree:

Adesso lancio una domanda marzulliana....è meglio essere Chrysler Europe e vivere, o morire da fieri indipendenti?

E una sana via di mezzo no eh?

Può darsi che l'acquisizione Chrysler sia un buon affare in prospettiva, e per le note ragioni la divisione Chrysler Europe (perchè questo è diventata FGA;)) deve tagliare il possibile. Ma questo non significa che si debba tagliare ogni spesa e tutti i modelli in dirittura d'arrivo (eccetto Thema, ricavata a costo quasi zero) perchè questo implica tagliarsi le palle da sè, e recuperare il terreno perso sarà difficilissimo. I soldi sono limitati, anche e soprattutto per gli errori del passato (gamma ristretta in primis): ok, allora si investa quanto basta per lanciare prima possibile Panda III e Ypsilon 846, si avvii Punto IV, Mito II e Deltina, si inizi a creare le carrozzerie di Bravo III (berlina, SW e MPV), Delta IV e dei suv C su base Giulietta, restyling di 159 e Croma, si eviti quell'aborto di Thema (che è costata più di indagini di mktg che di prodotto) e si venda la 300C berlina e SW col suo marchio, ovvero Chrysler. Non mi pare un piano così trascendentale, anzi, è financo più ridotto del PP di aprile 2010 citato a sproposito da Maglionne da Fazio. Si tratterebbe di un piano di sopravvivenza temporanea in attesa di raggiungere gli obiettivi in Usa, una volta raggiunti i quali investire TANTO per creare una gamma da paura sfruttando le tante sinergie possibili.

Ma se questo piano risultasse troppo comunista allora si venda il marchio Alfa Romeo: meno investimenti e 1 mld liquido di ossigeno puro per le casse Chrysler-FGA (non Fiat-Chrysler ;)).

Invece si punta a vivacchiare: l'autoevirazione - perchè di questo si tratta - è una strategia voluta e perseguita, non una temporanea necessità.

Ho già scritto più volte che il destino dell'Italia sembra puntare dritto verso la polarizzazione delle classi sociali e l'allargamento estremo della forbice dei redditi, e in quest'ottica la scelta di Maglioncino di ridurre FGA ai segmenti A e B low cost o semipremium appare corretta, ma si tenga conto che il resto dell'Europa difficilmente seguirà la drammatica deriva dell'Italia (che è ancora in tempo per correggere la rotta) e che pertanto, se l'obiettivo è diventare davvero un player mondiale (e lucrare di conseguenza) non ci si può marginalizzare dal mercato europeo.

"Se passi una vita noiosa e miserabile perché hai ascoltato tua madre, tuo padre, tua sorella, il tuo prete o qualche tizio in tv che ti diceva come farti gli affari tuoi, allora te lo meriti."  Frank Zappa

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Confronta gli investimenti che fanno in Brasile, il quale è il 4° mercato mondiale ma, a differenza di quello europeo, è in crescita, con quelli fatti in Europa e pensa al Gruppo Chrysler che sta per rivoluzionare tutta la sua gamma introducendo 24 nuovi modelli.

In Europa invece cosa fa?

Aspetta che siano pronti i modelli statunitensi da rimarchiare o quelli brasiliani.

Strano vero?

Non tanto se pensi al fatto che il nostro mercato è in contrazione, al numero di concorrenti che lo affollano ed alla sua ultima esternazione.

Mi sento di quotarti, aggiungi anche che l'impegno oltreoceano è praticamente "dovuto" in vista della restituzione prestiti e non ultimo della maggior remuneratività dei modelli progettati e costruiti laggiù.
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