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Fiat Cinquecento


Mat7502
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4 ore fa, PANDA scrive:

Ora mi domando quale è dunque la reale misura del successo del design industriale, è forse il successo sul mercato, è solo il successo sul mercato? Se così fosse il design di 500 2007 ha perfettamente raggiunto la missione per cui era stato concepito, totalmente forma-funzione (vendere!) e rimane comunque un oggetto attraente al di la di tutto.

Dal punto di vista del marketing (e quindi della proprietà di un'azienda) il successo del design industriale si misura con il numero di vendite. Quindi la 500 2007 è stato un successo.

 

Da un punto di vista di appassionati e storici del design il successo del design industriale si dovrebbe misurare come l'insieme ottimale di estetica piacevole che presenta soluzioni innovative per adeguarsi con intelligenza ai vincoli meccanici che ha dovuto affrontare. Quindi in questo caso, no: la 500 2007 non è stato un successo.

Col senno del poi è comunque meglio che abbia risposto alle esigenze del marketing, perché il fatto che abbia venduto così tanto ha portato ossigeno alla Fiat :)

 

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ne io ne la mia famiglia abbiamo mai pagato auto a rate tutt' oggi, quindi...
 
Ricordo come fosse ieri quando accompagnai l'allora compagna di mio padre a scegliere la nuova utilitaria.
Alla fine tra Twingo, Arosa, Atos e Seicento la spuntò quest'ultima proprio per il fattore prezzo (cash).
Già quando andammo a prendere Ypsilon nel 2005 (bella ma costata una fucilata), si iniziò a parlare di anticipi e rate.
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forse non la ricordiamo come la vettura delle vetture perchè aveva un nome "blasonato" o pe rlo meno iconico , infatti la 500 2007 è un'altra cosa ma la cinquecento fece il suo sporco lavoro forse il marcketing è stato ottimista nel chiamarla così oppure un pelo paraculo chamandola con lo stesso suono ma usando lettere e non numeri

e come detto sopra se la nonna doveva mettere in auto una nazione questa doveva portare in giro per le città come seconda vettura una parte della nazione ed aveva molta ma molta più concorrenza

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On 28/9/2021 at 09:55, 3volumi3 scrive:

Non è che la 500 attuale non abbia senso, però come tutti i modelli “revival” è l’emblema di un problema che affligge un certo design contemporaneo (e quindi la creatività contemporanea). Mi spiego.
La Fiat 500 del 2007 è innegabilmente un bel oggettino, una vettura carina che ispira simpatia e che ha salvato la Fiat dalla morte per inedia (anche se da un certo punto di vista ne è stata la sua condanna, ma questo è un altro discorso).
Ma (ed è un "ma" gigantesco) è il segno della recente tendenza della creatività a ripiegarsi su se stessa. Anziché fare quello che ci si aspetta da un buon design, ossia proporre nuovi linguaggi visivi e nuove soluzioni di stile, si percorre la scorciatoia dell'effetto nostalgia, si rimane nella confort zone della rivisitazione del classico, della rassicurazione del "già visto e digerito".
Nel migliore industrial design, il design viene sviluppato in base alla soluzione tecnica deliberata. È il progetto tecnico a guidare lo stile. E se i designer sono designer di prim'ordine (quindi con competenze sia ingegneristiche sia di design) vengono fuori prodotti innovativi e armonici che passeranno alla storia. Penso alla Nuova 500 di Giacosa, alla VW Beetle di Porsche, alla Mini di Isigonis, alla Panda di Giugiaro.
Nei revival, invece, si mette in atto il processo inverso: si parte dal design già stabilito e si adatta la meccanica. Niente di più sbagliato a mio parere: vetture le cui proporzioni avevano un senso per la loro disposizione meccanica (come i "tutto dietro" VW e Fiat 500), nelle versioni moderne non hanno più senso.
Poi, ripeto: anche a me esteticamente piacciono queste nuove rivisitazioni, ma trovo questa tendenza deleteria per la creatività. Pensiamo a come considereremo il design automobilistico "popolare" di oggi tra 50/60 anni? Di cosa potremmo fare un revival se già adesso i modelli più popolari sono a loro vola dei revival di vetture di 60 e più anni fa?

 

Tornando alla Cinquecento (non "500"), l'idea di partenza era giusta: sviluppare un design minimale e pratico per vestire una meccanica collaudata. Peccato che il risultato fosse un po' troppo tristanzuolo. Mancava quel "guizzo" che caratterizzava le precedenti citycar Fiat e le quasi coeve proposte che ho postato prima (Twingo e Ka).

 

E per concludere questo pistolotto, una piccola digressione. Questa tendenza a riproporre (attualizzandoli) successi del passato per essere sicuri di non sbagliare ha afflitto anche la creatività artistica mainstream. Lo vediamo ad esempio con le sempre maggiori proposte filmiche: prequel, sequel, reboot revamp. Ormai sembra che sia solo la nostalgia a guidare la creatività.

 

 

 

Concordo completamente con la tua analisi.
Il ricorso sistematico a elementi stilistici del passato è segno inequivocabile di una crisi creativa. Sembra essersi persa la capacità di inventare, di proporre qualcosa di nuovo, e sembra che nessuna realtà sia esente da questa malattia.

Se il richiamo al passato non è nelle linee esterne, lo è nel nome; certo, perchè il nome è una garanzia. E pazienza se chiami un suv con lo stesso nome di una sportiva; il nome farà certamente vendere qualche pezzo in più.

Non sfuggiva a questa norma neppure la Cinquecento del '92 (che fino a un paio d'anni prima della presentazione, secondo alcune fonti si sarebbe dovuta chiamare "Goccia", così avevo letto su Gente Motori), che pur essendo un prodotto sostanzialmente nuovo (anche se non modernissimo, come sottolineato giustamente in queste pagine), cercava di rinforzare la propria immagine con un nome che richiamava il passato.
 

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1 ora fa, Abarth03 scrive:

Il ricorso sistematico a elementi stilistici del passato è segno inequivocabile di una crisi creativa. Sembra essersi persa la capacità di inventare, di proporre qualcosa di nuovo, e sembra che nessuna realtà sia esente da questa malattia.

Infatti penso che l'approccio più giusto sia quello di Enrico Fumia, con il suo “ciclo di riconoscibilità”: citare – attualizzandoli – alcuni dettagli caratteristici della storia del marchio, per mantenere con discrezione una linea di continuità con la tradizione della casa. Citazione, quindi, non mera copia come si fa con i modelli "revival".

(che poi, vabbè, Fumia col tempo è diventato un po' troppo integrailista nell'applicazione delle sue teorie, ma di questo ne abbiamo già parlato nell'apposito topic)

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2 ore fa, Abarth03 scrive:

 

 

Concordo completamente con la tua analisi.
Il ricorso sistematico a elementi stilistici del passato è segno inequivocabile di una crisi creativa. Sembra essersi persa la capacità di inventare, di proporre qualcosa di nuovo, e sembra che nessuna realtà sia esente da questa malattia.

Se il richiamo al passato non è nelle linee esterne, lo è nel nome; certo, perchè il nome è una garanzia. E pazienza se chiami un suv con lo stesso nome di una sportiva; il nome farà certamente vendere qualche pezzo in più.

Non sfuggiva a questa norma neppure la Cinquecento del '92 (che fino a un paio d'anni prima della presentazione, secondo alcune fonti si sarebbe dovuta chiamare "Goccia", così avevo letto su Gente Motori), che pur essendo un prodotto sostanzialmente nuovo (anche se non modernissimo, come sottolineato giustamente in queste pagine), cercava di rinforzare la propria immagine con un nome che richiamava il passato.
 

Io su Gente Motori del 1987 ho letto che si parlava della nuova Topolino, cioe la cinquecento.

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1 ora fa, Mat7502 scrive:

Io su Gente Motori del 1987 ho letto che si parlava della nuova Topolino, cioe la cinquecento.

 

In realtà se ne parlava già nell'84, i prototipi scesi in strada erano stati almeno due, la X1/72 (se non ricordo male) e quello successivo (mi pare si chiamasse X1/75), riportato negli ultimi post.

In ogni caso l'ipotesi del nome "Goccia" l'avevo letto più tardi, nel '90 o '91.

A cosa fosse servita la X1/7, non l'ho mai capito. La Cinquecento non aveva nulla a che fare con essa, anche se in molti avevano creduto che fosse la sua evoluzione "di serie".

48 minuti fa, cc1920 scrive:

 

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A occhio, la X1/75 sembrava leggermente più lunga della Cinquecento, e in qualche modo (opinione mia) anche più moderna esteticamente.

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A livello componentistico, oltre ai motori (899 e 1108cc) la cinquecento ha condiviso parecchi pezzi con la Panda supernova: frecce laterali, plafoniera interna, devioluci, cambio, impianto elettrico e molte altre cose..

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