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Stai visualizzando i contenuti con il più alto punteggio, pubblicati in data 08/03/26 e localizzati Tutte le aree/sezioni

  1. Dopo più di un anno di ricerca ho trovato la Stelvio come piace a me e consorte. L'ho appena provata per 30 min circa e domani la ritiro. 105k km, prima immatricolazione 4/2021. Domani faccio i primi 300 km di autostrada. sono felice come un bambino.
  2. Un buon pomeriggio a tutti in questa torrida estate, ormai alla quarta ondata di calore... 😰 La questione delle plance con rivestimento cannettato risollevata da @3volumi3 , mi fornisce l'occasione per continuare la carrellata di modelli più o meno storici che si distiguono per la particolare concentrazione di curiosità. Parto ovviamente dall'argomento scatenante, cioè la plancia cannettata: (foto: hymanltd.com) Cos'è? Forse l'avete riconosciuta, forse no... è la Studebaker Avanti, la coupé del 1963 dello storico marchio americano. Fu il modello con cui - nel tentativo di sollevarsi da una situazione economica difficile - l'azienda dell'Indiana giocò il tutto per tutto. Una coupé di forte impatto, sia estetico che prestazionale, nella speranza che la sua immagine si riverberasse sul resto della gamma. Quindi possiamo dire che ogni cosa per cui quest'auto si faceva notare, non fu un guizzo di qualche designer o ingegnere che era riuscito a emergere fortuitamente dal progetto fino alla produzione, né una caratteristica tradizionale del marchio, bensì una scelta deliberata per creare un'auto che si distinguesse e potesse attrarre attenzioni e clienti! Ormai che siamo partiti con gli interni, possiamo intanto notare la modernità del disegno e dell'impostazione generale (siamo nel '63...), ma se siamo qui è per soffermarci sulle particolarità di questa Avanti. Quindi cominciamo con la console centrale, che sotto l'autoradio disponeva di una luce dedicata, con un effetto ambientale incredibilmente attuale! (foto: hemmings.com) Naturalmente lo scopo pratico era di illuminare i comandi sul tunnel, che erano dedicati alla climatizzazione e si facevano notare per lo stile avveniristico delle levette cromate a forma di freccia, decisamente ispirate al mondo aeronautico: Del resto era l'intera automobile che doveva suggerire un'idea avveniristica di dinamismo, stile e prestazioni, a partire dal nome, che a noi italiani risulta fin troppo ovvio... e che campeggiava proprio al centro della consolle, con quei caratteri inclinati e la freccia che non lasciava dubbi sul significato. La stessa sensazione "aeronautica" dovevano darla gli interruttori dei comandi piazzati sul padiglione: ...che di notte diventavano così: (foto: hemmings.com) La sensazione di pilotare ad alta quota veniva anche dal trovarsi di fronte a una strumentazione che nella dotazione, nella grafica e nella forma avvolgente, voleva ricordare palesemente il cockpit di un aereo: Tra i quadranti, faccio solo notare i due laterali, orientati verso il pilota: a sinistra l'orologio, con la grafica che ricorda una bussola; mentre a destra si trova uno strumento estremamente raro: è l'indicatore della pressione nel collettore d'aspirazione. Il passeggero, invece poteva godere di amenità da prima classe, come l'esclusivo cassetto con contenitore e specchio a scomparsa per toilette: Finora pensavo che simili stravaganze fossero roba da show car, avendo vista una cosa del genere soltanto nelle fotografie del prototipo BMW Garmisch di Gandini, presentato nel 1970 (e poi riprodotto qualche anno fa). Ma alla Studebaker erano ...avanti! 🤭 Per chiudere il capitolo "interni", un paio di dettagli meno eclatanti ma comunque curiosi: il disegno molto stylish della leva del cambio automatico una sezione della brochure originale di lancio, che ci mostra la botola sulla cappelliera per l'accesso diretto al bagagliaio, oltre al particolare sistema di chiusura delle portiere: Per non farlo esplodere, chiudo qua il post, rimandando al prossimo messaggio i dettagli degli esterni, che sono altrettanti se non di più. 😎
  3. Come stabilì d'Annunzio nella famosa lettera a Giovanni Agnelli, dirimendo una volta per tutte se usare il maschile o il femminile per l'automobile: L'Automobile è femminile. Questa ha la grazia, la snellezza, la vivacità d'una seduttrice. Ecco, quindi ci dobbiamo immaginare così la Grizzly:
  4. Visto che non era prevista, i tecnici Alfa han pensato a qualcosa del genere.
  5. Segnalo forti sconti su Grande Panda questo mese. 🤣
  6. Comunque le bocchette d'areazione dietro vanno sdoganate una volta per tutte... per me è assurdo che ad ogni nuova uscita bisogna ancora chiederci se ci siano o meno.
  7. non ho ben capito questa strategia di presentazione comunque... ormai l'abbiamo vista "svestita" e definitiva praticamente ovunque, persino in tv... mi domando perché a questo punto non abbiano ancora diramato una vera e propria cartella stampa, con tutte le foto e le informazioni definitive... vogliono preservare qualcosa da dire alla presentazione ufficiale di ottobre? allora perché permettere foto cosi' ravvicinate e totalmente senza veli? il marketing stellantis continua a rimanere un mistero per me...
  8. Oggi vediamo la sezione premium del raduno ove erano collocate quasi soltanto auto di gran valore e/o molto anziane, con qualche eccezione. Ho quasi finito con le foto, manca soltanto un ultimo reportage che vi proporrò nei prossimi giorni. Iniziamo però con questo bel Volkswagen T2 Bus '75 sponsor del club che ha organizzato il raduno; Le targhe sono dei primi anni '90 e sono state rifatte nere, curiosamente non in formato quadrato come quelle originali ma in formato con provincia arancione. Un'altra Mercedes 190 SL W121 '60, rispetto quella che vi ho proposto qualche giorno fa questa è leggermente più recente e di una tinta più classica del modello, anche qui però sono presenti i fantastici interni in pelle rossa. Un po' un'intrusa nella sezione premium questa comunque appetibile Chevrolet Corvette C3 5.7 '81 che pare sia da sempre italiana anche se, purtroppo, è stata ritargata con le targhe bianche (notiamo quella anteriore con gli angoli smussati ). Bella ed appariscente la configurazione nera e grigia. Ora vediamo un po' di spider inglesi, non una delle categorie di vetture che più mi entusiasma. Piuttosto scontata e presente in numero consistente sul territorio italiano questa MG TD Midget che risulta importata nel 1979, ma probabilmente ha almeno 25 anni in più. Notevoli le targhe sassaresi, decisamente poco comuni al di fuori della Sardegna. Altro classico questa Triumph TR3 '59 importata in Italia nei primi anni '90 e con targhe teramane bianche rifatte in formato quadrato, dai numeri sulla carrozzeria molto probabilmente viene utilizzata per gare di regolarità. Più vetusta e decisamente meno conosciuta questa Triumph Roadster 2000 '49, modello post-bellico con una linea che definirei un po' tetra ma per questo abbastanza affascinante, pare che abbia doti di guida piuttosto scarse ma ovviamente non l'ho mai provata per dirlo con certezza. A dir poco straordinaria questa Lancia Ardea '51 con targhe aquilane a bassissima numerazione (non originali), sorella minore dell'Aprilia riprendeva quasi totalmente la linea di quest'ultima in scala ridotta. Un classico del motorismo storico anteguerra questa Fiat 508 Balilla 4p '35, versione dotata di porte posteriori ad armadio che credo sia la prima volta che vedo dal vivo, notevoli le targhe romane a bassa numerazione seppur non originali. Non copro il volto della signorina visto che si è messa anche in posa per la foto. Tra le auto auto che ho gradito di più c'è stata questa Opel Kapitan 2.5 III Serie '52, una vettura che non gode di grande appeal in Italia e che per tale motivo il proprietario merita un plauso per l'importazione. Trattasi dell'ultima Kapitan derivata dalla versione originale del 1938, in questa serie con notevoli differenze concentrate sul posteriore. Due Ford dei tempi d'oro della casa americana. La prima è questa piuttosto nota Ford Model A 3.3 Roadster '30, non è il primo esemplare che vedo dal vivo, ovviamente sono tutte importate in tempi recenti, dubito ne sia sopravvissuta qualcuna con targhe originali italiane. Configurazione estetica interessante, anche se pongo qualche dubbio sulla sua originalità. Molto più anziana invece questa Ford Model T 2.9 Speedster '17 che fa parte ancora della categoria di auto che erano più vicine a delle carrozze con motore piuttosto che a delle auto come le intendiamo oggi. Notiamo la presenza della manovella per l'avviamento all'anteriore! Leggermente più recente, seppur comunque ultracentenaria, questa Citroen Type C 5HP '22, una concorrente europea della Model T. Pare che questa sia una delle prime aggiornate con il cofano motore a 16 feritorie, anche la tinta era tipica di quell'AM. Da quel che so questo esemplare dovrebbe essere apparso anche in svariate serie tv e film ambientati negli anni '20 e '30. Ora vediamo un trittico di Fiat sportive delle quali purtroppo non sono riuscito a reperire in nessun modo gli anni di produzione originali, dovrebbero essere comunque tutte degli anni '20. Due delle tre sono Fiat 501 Sport, versione progettata per le corse della Fiat 501 che qui vediamo in due diverse declinazioni di carrozzeria, immagino si differenzino a seconda del carrozziere che le ha allestite. La seconda dagli adesivi sparsi direi che ha ancora un presente agonistico. L'altra invece è questa Fiat 509 Spinto Monza, versione anch'essa sportiva ma della Fiat 509, dovrebbe essere di alcuni anni più recente delle precedenti 501. Una datazione più precisa la si potrebbe ricavare dai loghi sulle mascherine, ma sono poco esperto per farlo in autonomia. Prima di proseguire con le vetture conclusive di questa tranche, vi faccio un intermezzo con un paio di scooter d'epoca che ho trovato interessanti nella moltitudine di quelli presenti. In questo scatto possiamo vedere una Piaggio Vespa 125 GT '66 ed un rarissimo Iso Isoscooter 125 con targhe del 1993, adoro gli scooter poco conosciuti di marchi scomparsi come quest'ultimo. Un pezzo di assoluta rilevanza storica invece questa Piaggio Vespa 90 '51, la prima Vespa prodotta a partire dal 1946! Questo esemplare è dotato anche delle clamorose targhe originali con la provincia posizionata nella parte bassa della targa, caratteristica tipica delle targhe motociclistiche a quattro cifre. Riprendiamo con le auto e lo facciamo con due Ferrari, una "madre" ed una "figlia". La figlia è questa notevole Ferrati Dino 308 GT4 '76, ultima della serie "Dino" con una linea tipicamente anni '70 ad opera del maestro Gandini, ovviamente come tutte le sue vetture a me è sempre piaciuta moltissimo. La madre è ovviamente questa Ferrari Dino 246 GT '70 con incredibili targhe modenesi quadre. Il design, più in linea con gli anni '60, era ad opera di Aldo Brovarone, altro maestro scomparso molto anziano non troppi anni fa. Entrambe le Dino erano collocate in un punto privilegiato in cui c'era anche la direzione del raduno. Forse lo avrete scorto da qualche foto pubblicata nei precedenti post, finalmente vediamo nel dettaglio questo straordinario autobus su base Fiat 642 RN '53 carrozzato da Orlandi, sconosciuta la sua destinazione originale ma dalla targa deve aver terminato la sua carriera in provincia di Isernia. Era la vera attrazione del raduno in quanto era possibile anche salirci tu, io purtroppo non ci sono riuscito essendosi fatto tardi per fotografare tutte le auto. Anche qui notiamo la signorina in abiti dell'epoca in posa per la foto. Concludo con un'altra delle mie preferite del raduno, forse la seconda in termini assoluti dopo la 600 Scioneri, ed in questo caso è anche lei una 600. Trattasi difatti di una clamorosa e spettacolare Fiat 600 Finiture Canta '55, fuoriserie allestita dalla Carrozzeria Canta che spesso usava questo riuscito abbinamento cromatico, qui abbiamo poi una serie di fregi sparsi (che saranno introvabili come ricambi) ed una mascherina con faro centrale che richiama quella della 1100. Trattasi di una delle primissime 600 essendo del primo anno di produzione, ovviamente ancora con i vetri scorrevoli.
  9. Mamma mia, più passa il tempo più questa macchina diventa affascinante. Un vero godere per la vista.
  10. devo dire che aprendo autopareri e vedendo questa notizia del my27 della quadrifoglio mi ha messo il sorriso sulle labbra...bene
  11. Io adesso ne vedo parecchie in giro, e devo dire che dal vivo non passa inosservata..! Per me le più anonime (brutte) sono queste... 🫣
  12. Per i 40 anni avevano fatto decisamente meglio.
  13. Niente vidi, niente sacciu. Sicuramente emissioni Euroe 7 compliance.
  14. Cassino potrebbe essere per Leapmotor Alternativa, i vari marchi della galassia DR Altro non credo
  15. Il Bambox c'è solo in allestimento "La Prima".
  16. Che bello leggere pagine come queste! Complimenti ai possessori Dopo aver comprato la Giulia, la Miata è l'unica altra auto (umana) di cui mi rimane veramente il pallino di provare/possedere, prima o poi...
  17. Eh, le vie del marketing Stellantis sono imperscrutabili per noi normodotati...
  18. per me si arriva anche qua a 590-600 cv di base.. sempre bellissima
  19. Buon'idea celebrare la Miura; meno, farlo attraverso un altro modello. Il confronto di stile tra le due è abissale...
  20. Ogni volta che qualcuno pronuncia o scrive nomi di auto preceduti da un articolo maschile (soprattutto se modelli tedeschi: "il Porsche", "il Golf", "il Passat", "il Bmw") nel mondo un vero appassionato di auto muore.... sapevatelo...........................
  21. 195/50, magari /45 ci sarebbe molta più scelta La risposta è sì e si apre un mondo su auto del genere che come ha ben detto, sentono la differenza di 0,2bar di pressione sugli pneumatici perchè non è solo questione di diametro cerchi ma anche di canale cerchio e pneumatico, ad esempio io monto dei cerchi con canale 7 rispetto agli originali con canale 6 (mi pare). La gomma da 195 rimane leggermente più tirata (nulla di esagerato) questo fa si che la stessa gomma ha comportamenti leggermente diversi perchè "tirandola" irrigidisce la spalla. In base all'assetto montato conosco anche chi preferisce cerchi da 16 rispetto ai 17 perchè con determinate gomme l'auto è molto più comunicativa oltre al fatto che la dimensione complessiva del cerchio da 16 più pneumatico rimanendo nelle tolleranze corrette è più piccola rispetto ai 17. Per il resto mi fermo qua, non ho le competenze tecniche ne sono un un guidatore così fine per scrivere altro
  22. In effetti avrei optato per uno Stelvio modernizzato su base termica esistente e poi una schifezza bev reev cinese qualunque per far finta di avere un’offerta in quel segmento Così 2 modelli distinti segmento D, uno italiano mhev e uno cinese bev reev inutile ma a costo minimo
  23. Video con esterni ed interni di Fastback in movimento
  24. Da Bimmerpost, iX5 Individual in Frozen Tanzanite Blue + Vintage Merino Interior:
  25. Oops, I did it again... Poco più di un anno fa comprai d'impulso una MX-5 1.5 usata. Ci ho fatto 12mila km di puro divertimento, ma per una semi casualità mi è capitata davanti agli occhi un'occasione di una ND2 2.0 di un anno e mezzo con appena 10.000 km a un prezzaccio e ho fatto la seconda pazzia 😇 Economicamente quello che ho fatto non ha nessun senso e per un'auto da fine settimana ancora meno. Ma non ho resistito. Dopo aver guidato una MX-5 ho perso l'interesse per qualunque altra auto (almeno quelle umane, le altre non sono alla mia portata né economica, né di pilota). Il modello è noto, ma passare dall'una all'altra è stato interessante. Ecco alcune impressioni. La 1.5 è un modello 2016, quindi il primissimo. Ha i piccoli difetti delle ND1: un infotainment un po' arcaico o la pelle sul fianchetto del sedile guida che tende a rovinarsi leggermente o le alette parasole degne di una Panda 30, ma anche accessori moderni tipo fari led o sensori vari che dopo 8 anni e quasi 130k km sul groppone sono ancora perfettamente efficienti. La 2.0, invece, è un modello 2023 con led adattativi, Apple Carplay, vari ADAC (angolo morto, riconoscimento segnali..). Cito queste tre cose perché devo riconoscerne l'utilità. Per il resto le modifiche di interni e carrozzeria sono minime, forse l'unica degna di nota è il cuoio traforato dei sedili, ma veramente poco altro. Lo spirito è lo stesso: agilità incredibile, sterzo diretto, baricentro ridicolmente basso, ma con assetto abbastanza morbido (la mia 2.0 non è sport quindi non ha barre ma dovrebbe avere il controllo elettronico del rollio, anche se per ora non mi pare di averlo notato). Cambio preciso e affilato, con escursione cortissima. Al momento sento abbastanza la differenza fra le ottime Yokohama estive della 1.5 (Advan Sport 105, eccezionali su asciutto, più che discrete su bagnato) e le Bridgestone Qualcosa invernali della 2.0, devo dire molto buone, ma non così precise come le altre e decisamente meno rigide di spalla. Differenze: sono poche, quasi sfumature. La macchina è la stessa e meno male! Quando guidi la 1.5 già dai primi km noti che ha una voce roca, vibra, il motore gode quando gli si danno giri (pur rimanendo regolarissimo anche a regimi molto bassi) e in acelerazione tira fuori una voce grave e rombosa. A me piace molto, con le dovute differenze sembra quasi di andare in moto. Sulla 2.0 184 si nota molto il lavoro di raffinamento eseguito sulle parti interne: il suono è parecchio diverso, con frequenze più alte anche a regimi elevati. È meno metallico ma molto, molto gradevole. Il tutto sembra più equilibrato e "compiuto" senza perdere una virgola della verve originale. Il volano bimassa fa il suo sporco lavoro e l'auto in generale vibra decisamente meno. Va ricordato comunque che tra le due auto ci ballano quasi 120mila km... La differenza di potenza si sente solo a alte velocità o a regimi molto bassi, lì la coppia del 2.0 si nota e nelle riprese in 4ª 5ª e 6ª è più pieno, specie in salita. Il 1.5 è forse più coinvolgente, ma il 2.0 più efficace, rimanendo comunque godurioso. Come aneddoto, i consumi: su 12k km con molta statale e autostrada a bassa velocità sulla 1.5 ho una media di 5,4 l/100km. Sulla 2.0 in 2000 km con un mix di 5% città, 20% statale mista e 75% autostrada a 120 di cruise (ma anche parecchio traffico), ho una media di 5,7.
  26. 1 punto
    Dopo Binder , un altro EX MotoGP che andrà in Sbk, sarà Rins (Team GO Eleven, seconda moto... serve coprire budget 300 mila euro)
  27. Avverto lo zampino del famigerato Fiat Punto India Team in quelle foto…
  28. Marchi indiani tra l'altro... Purtroppo il futuro è cinese, c'è poco da fare.
  29. Immagino che gli abbiano anche messo la telecamera per la supervisione della stanchezza, chissà dove l'avranno piazzata.
  30. anch'io ne ho vista più di qualcuno in giro per Spagna e Portogallo. La trovo interessante con alcuni tocchi quasi orientali (Lexus).
  31. Il cambio più radicale è qui:
  32. Ragazzi una domanda ma... Ne vendono? Io intanto l'avrei messa nella mia eventuale lista acquisti futuri... Per la serie "tanto al chilo" mi sembra fra le offerte migliori. A pari accessori ad esempio siamo li con la Duster. Certo non ha il gpl, però credo sia fatta un pelino meglio. Tocca vedere se questo motore ha risolto i problemi del precedente. Ma la garanzia di 7 anni su questa viene offerta? Mi sembra che bisogna fare i tagliandi presso la casa madre e ti si estende automaticamente? Altra cosa i sensori di parcheggio anteriori si possono mettere in qualche modo come optional anche sulla versione plus?
  33. Questo gruppo 16-1 viene adottato sul restyle della Smart #1 che ha anche una nuova architettura a 800 V, la ricarica dal 10 all'80% passa così da 30 a soli 12 minuti. InsideEVs ItaliaCon il restyling la smart #1 introduce anche la ricarica...La smart #1 si concede l'aggiornamento di metà carriera. Arrivano 200 migliorie tecniche, qualche ritocco estetico e un'architettura a 800 volt
  34. Mi è venuto un colpo. "Hanno rifatto la Golf 3. Manca solo che ci aggiungano le versioni speciali pincfloi e rollinston".
  35. (riflessione a latere) io resto solo basito al pensiero che questa F80 stia per 80 anni dalla fondazione... e a me già la F40 pareva una roba storica! invece. significa che nel mentre sono invecchiato 40 a anni, io. e che questi 40 anni che ho vissuto nel mentre - che a me paiono volati - sono esattamente la metà degli anni di esistenza della Ferrari, che all'epoca della F40 per me ragazzino pareva una roba che esisteva da sempre, quindi antichissima. invece. quello antico sono io a quanto pare! meh.
  36. Swift è del 2024, Pandina del 2011 Pur essendo ancora valida l'italiana, andrei su Swift Si guida bene, è sicura, beve niente
  37. I volumi alfa non li può fare , tanto vale fare prodotti di livello alto . Fa parte di un gruppo non ha bisogno di numeri elevati Andare a vedere i grandi gruppi che detengono i marchi di orologi . Due tre sono indipendenti gli altri devono gestire antichi marchi gloriosi o comunque storici Ognuno deve avere delle peculiarità essere riconoscibile Non si sta parlando di logiche da elettromestici . Li si perde contro i cinesi e comuycontro gli orientali .vedi tutte le case di elettronica e elettrodomestici italiane e tedesche che sono chiuse o che stanno per tirare le cuoia ( tedeschi)
  38. Praticamente sta macchina è tipo un test di Rorschach su quattro ruote. 🤣
  39. I 2 buchi sul cofano fanno tanto 250 GTO😍
  40. Si ma all'anno però, non in 10 anni. altrimenti perdi soldi e chiudi. Cassino dove oggi producono Giulia, Stelvio e Grecale, ha una capacità produttiva superiore a 280 mila auto all'anno su tre turni. Nell'industria europea dell'auto si raggiunge il BOP dell'impianto con una saturazione della produzione al 70%, e si va a guadagnare arrivando all'80% / 90% della saturazione dell'impianto. il 70% di 280k sono 196k auto prodotte all'anno a Cassino, un impianto che nel 2025 è fermo circa al 7% con 19.500 auto prodotte (Grecale, Stelvio e Giulia). Ipotizziamo che essendo un prodotto premium il margine è più alto, e potrebbero bastarne 150 mila anno. la domanda che ci si dovrebbe porre è quindi: i marchi premium di Stellantis nei segmenti D / E su piattaforma Giorgio / Giorgio EVO (Alfa e Maserati), riuscirebbero a vendere 150 mila / 200 mila auto all'anno, focalizzando la produzione su un impianto? Considerando che non li vendi in Cina e in USA ci sono i dazi? Difficile, e per questo stanno capendo se farli, cosa fare, s che piattaforma, e con chi. (alleanza con Donfeng). Per fare un paragone la Serie 3 / 4 di BMW viene prodotta in almeno 7 stabilimenti controllati da BMW nel mondo e in quello di Monaco ne producono circa 1.000 al giorno lavorativo con una produzione nel 2025 sopra i 170 mila pezzi. Stiamo parlando di una segmento D che nel 2025 ha venduto quasi 500 mila pezzi. Probabilmente la dimensione giusta per il premium di Stellantis era lo stabilimento di Grugliasco dove nasceva l Ghibli con una produzione massima di 50 mila pezzi anno, ma poi la Ghibli 8e la Levante) hanno smesso di farla, nonostante ci guadagnassero, e Grugliasco è finito su immobiliare . it il premium non è roba loro. pesa per il 2,5% della produzione annua di Stellantis. Ihmo si devono concentrare su FIAT, Peugeot, Citroen, Jeep, RAM e Opel che fanno l'85% / 90% della produzione, tutto il resto è poesia. Oggi non è più il tempo per fare "scommesse", bisogna a vere il coraggio di chiudere i marchi in perdita come Alfa, Lancia e DS.
  41. Io credo che il problema principale risieda nelle motorizzazioni. Sul ricarrozzare la grecale di per non sarebbe per forza malsano, Vag ha insegnato che persino una lamborghini può essere ricarrozzata. Però se poi non hai motorizzazioni idonee da metterci dentro è più complicato
  42. Mi sembra un'ipotesi assolutamente irrealistica.
  43. Le Alfa fottute Romeo non si vendono perché per creare un abbozzo di rilancio a malapena credibile bisogna fare TRE serie consecutive dello stesso modello, una meglio dell'altra, anche in perdita, e allora forse si comincia a migliorare la reputazione del marchio, andando a prendere i nuovi clienti uno per uno. Ma se (dall'Alfa 75 in poi!!!) continui a fare un modello giusto e uno sbagliato (75-155-156-159-Giulia-Giulia mai nata), non fai altro che fare e disfare all'infinito. Il nuovo cliente fiducioso lancia il cuore oltre l'ostacolo, si prende un'Alfa (o una Maserati), ci si trova da dio, aspetta e aspetta il modello nuovo che non arriva mai, e alla fine che fa? Si stufa e si prende una qualsiasi competitor che gli andrà bene se non meglio. Fine della storia triste. Più che chiedermi a chi vendere un'Alfa oggi, mi chiederei che Alfa sono quelle che sto vendendo adesso. Marchio difficile? Ma quale altro marchio sopravvivrebbe oggi in queste condizioni meschine? Se negli ultimi 40 anni avessero fatto la stessa cosa con Audi, sai da quanto avrebbe già chiuso bottega?
  44. Ma di nuovo, con una nuova tonale grossa come la Stelvio attuale, ma seriamente che spazi restano almeno in Europa per dei giganti da 485/490cm da almeno 80k€ ??? Spero almeno che abbiano il buon gusto di non chiamarla tonale e di avere modelli di punta da 400cv phev e bev
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