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F1 - GP del Brasile


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Kimi: "Sono così felice

che fa quasi male"

La felicità di Raikkonen a tre giorni da Intelagos: "E' un sogno che si realizza, una cosa che inseguivo da quando avevo sette anni. Lo considero un regalo degli angeli". Sulla Ferrari: "E' la squadra migliore di tutti i tempi"

0JQA3Q2R--346x212.jpg Kimi Raikkonen, 28 anni, ha vinto 15 Gp in carriera. Reuters

MILANO, 24 ottobre 2007 - Sono passati tre giorni dall'incredibile conclusione del Mondiale. Kimi Raikkonen ha festeggiato il primo titolo della sua carriera a modo suo, ma la soddisfazione è tale da stordire questo campione glaciale in pista e apparentemente distaccato dalla pressione che circonda il circus.

IL SOGNO - "Sono così felice che fa quasi male. È il sogno che si realizza, una cosa che inseguivo sin da quando ero bambino. Avevo sette anni la prima volta che vidi una pista: era un vecchio e piccolo circuito di kart, chiamato Bembole, che si trovava a 5 km da casa mia. Per me era diventato una seconda casa. Ora, 22 anni dopo, ci sono tante piste che posso dire essere le mie favorite, ma la più importante è diventata Interlagos, a più di 5000 chilometri da casa. Avevo sempre detto che il mio obiettivo della carriera era diventare campione del mondo. C'ero andato vicino un paio di volte e, alla fine, le cose sono andate per il verso giusto".

IL MOMENTO PIU' DURO - "Abbiamo sempre dato il massimo per cercare di vincere. Per farlo nello sport bisogna spingere sempre più forte, fino alla fine. Non si sa mai cosa può accadere in gara, basta guardare quello che è successo negli ultimi tre Gran Premi e tutti sanno cosa intendo. Al Fuji per noi è stato terribile: siamo stati retrocessi in fondo al gruppo e la nostra corsa è praticamente finita quasi subito. Abbiamo lasciato il Giappone con un distacco di 17 punti, senza la possibilità di combattere. Credo che avrei potuto scommettere che non più di dieci persone fuori dalla squadra credevano nelle nostre chance di vittoria finale, ma noi non per questo abbiamo mollato la presa. In un certo senso, crediamo nei miracoli".

LA SVOLTA - "La Cina è stato il nostro jolly - continua il finlandese - abbiamo vinto e chi era in testa alla classifica non ha fatto punti. Ci ha dato un po' di speranza, ma non c'erano comunque molte chance a disposizione. L'ultima corsa è stata davvero emozionante. Non ci sono stati ritiri fra i primi quattro, ma una battaglia a distanza fra noi e i nostri avversari diretti. Ho fatto forse la miglior partenza della stagione e magari avrei potuto passare anche Felipe alla prima curva, ma avevamo un piano che non includeva certo una lotta con il mio compagno di squadra. Poi ho visto negli specchietti che Hamilton era a fianco di Alonso alla curva 3, prima di accusare il problema tecnico che lo ha retrocesso in fondo al gruppo.

GLI ANGELI - "E' stato in quel momento che ho realizzato che avevamo la chance che speravamo: quel primo giro sembrava essere diventato decisivo per il campionato. È stata una grandissima gara e credo di non aver mai provato sensazioni migliori all'interno dell'abitacolo: tutto ha funzionato alla perfezione, quasi come se si trattasse di un regalo di compleanno degli angeli! Avremmo potuto andare ancora più forte e voglio ringraziare ancora Felipe per tutto l'aiuto e il supporto che mi ha dato: ha fatto tutto quello che si poteva fare, come un perfetto compagno di squadra. Come squadra non potevamo far meglio della doppietta ma, una volta tagliato il traguardo, la cosa più importante era capire che cosa stesse facendo Hamilton. Ho chiesto notizie via radio ma, per qualche secondo, c'è stato silenzio: poi, finalmente, Chris mi ha detto che era 7° e allora il cuore è quasi andato in fiamme per la gioia! Questo è quanto: ora sono campione del mondo".

LA SQUADRA - Voglio ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicini in questi anni, tutti i miei tifosi. Ringrazio la squadra: è meraviglioso essere parte della più grande squadra di ogni tempo. Quest'anno mi sono goduto la Formula 1 più di quanto non abbia fatto nelle sei stagioni precedenti messe insieme. Sognavo di vincere il titolo con la Ferrari e scommetto che questo sia il sogno di ogni pilota. Questo gruppo non si ferma mai: si lavora al massimo, senza mai mollare. Abbiamo avuto dei momenti difficili, ma siamo sempre riusciti a risalire la china e questo dimostra la qualità delle persone. Ancora una volta, grazie!".

gasport

"All truth passes through three stages. First, it is ridiculed, second it is violently opposed, and third, it is accepted as self-evident." (Arthur Schopenhauer)

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penso che non abbia mai parlato così tanto in tutta la sua vita

Ormai si è capito che la Ferrari è capace delle cose più incredibili:)

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Montezemolo attacca la Fia

"Poteva vincere la slealtà"

...........

Condivido in pieno il pensiero di Montezamolo.

Condivido pure io. In una situazione come questa ci sarebbe voluto il Drake: ne avrebbe fatti stare zitti tanti...:roll:

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Condivido pure io. In una situazione come questa ci sarebbe voluto il Drake: ne avrebbe fatti stare zitti tanti...:roll:

E' vero che ci sarebbe voluto il Drake. Infatti, esagerazioni a parte (il proposito di correre il prossimo anno con un motore di 8000cc), ho avuto l'impressione che nella vicenda della spy story la Ferrari non abbia fatto valere a sufficienza i suoi diritti; se ci fosse stato Ferrari, avrebbe ritirato le macchine dalla competizione, o minacciato di abbandonare il Circus.

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Potrei sbagliarmi, ma ho l'impressione che, da quando è rientrata la minaccia di creare un mondiale di Formula 1 sotto l'egida degli stessi costruttori, e la Ferrari ha firmato il nuovo patto della concordia, paradossalmente è diminuito il suo potere politico. Inoltre da quando Ecclestone non è più ricattato dalle banche, riesce a fare il bello e il cattivo tempo.

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