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Guest EC2277
Il ragionamento di shadow ci sta, ma io vorrei farvi notare un paio di cose.

Le guerre degli USA e alleati in Afghanistan, Iraq e Libia sono state non-vinte, per non dire proprio perse, con tutti i droni che vi pare. Idem la vicenda Libano-Israele del 2008, con gli israeliani hi-tech che ancora cercano i cunicoli di Hezbollah.

La Russia in Georgia e Cecenia ha sbancato senza droni.

Le guerre sono cose da uomini e solo gli uomini possono vincerle.

Quello di Shadow è un ragionamento viziato da un errore di fondo: nelle guerre asimmetriche è la capacità di controllare il territorio a decretare il vincitore.

Se non si è in grado di presidiare capillarmente il territorio e d'instaurare un forte rapporto di fiducia con la popolazione locale, allora non ci saranno possibilità di vittoria. Non importa quanto sia impari il confronto in termini numerici, tecnologici od addestrativi e ciò è possibile soltanto impiegando un gran numero di soldati ed inviandoli in mezzo alla gente a parlare con loro, a capire ciò di cui hanno bisogno a far capire che il nuovo arrivato non è una forza d'invasione, ma di pacificazione e questo è un lavoro che nessun drone potrà mai fare, percui la loro utilità in tali conflitti è marginale.

In un tale contesto operativo i velivoli radioguidati possono svolgere il lavoro di aerei ricognitori per periodi lunghissimi (dipende dalla capacità del loro serbatoio e dalla possibilità d'essere riforniti in volo), svolgendo se è richiesto anche la funzione di supporto aereo ravvicinato, ma nulla di più.

qualcuno oggi se la sentirebbe di vivere e combattere ancora in quelle condizioni subumane?

Lanciere E. C., 8° Reggimento "Lancieri di Montebello", 1ª Brigata "Granatieri di Sardegna", attualmente partecipante con l'incarico di fuciliere volontario al Programma di Formazione Continua, portato avanti dall'Unione Sottufficiali d'Italia con il patrocinio del Ministero della Difesa; presente!

Modificato da EC2277
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Quello di Shadow è un ragionamento viziato da un errore di fondo: nelle guerre asimmetriche è la capacità di controllare il territorio a decretare il vincitore.

Se non si è in grado di presidiare capillarmente il territorio e d'instaurare un forte rapporto di fiducia con la popolazione locale, allora non ci saranno possibilità di vittoria. Non importa quanto sia impari il confronto in termini numerici, tecnologici od addestrativi e ciò è possibile soltanto impiegando un gran numero di soldati ed inviandoli in mezzo alla gente a parlare con loro, a capire ciò di cui hanno bisogno a far capire che il nuovo arrivato non è una forza d'invasione, ma di pacificazione e questo è un lavoro che nessun drone potrà mai fare, percui la loro utilità in tali conflitti è marginale.

Lanciere E. C., 8° Reggimento "Lancieri di Montebello", 1ª Brigata "Granatieri di Sardegna", attualmente partecipante con l'incarico di fuciliere volontario al Programma di Formazione Continua, portato avanti dall'Unione Sottufficiali d'Italia con il patrocinio del Ministero della Difesa; presente!

Sulla prima parte hai senz'altro ragione, si tratta in effetti di quella che dovrebbe essere la vera natura di una guerra asimmetrica, vale a dire cercare di "sbaraccarla" il più in fretta possibile e tutti a casa

sulla seconda, beh prendo atto.. complimenti, io non me la sentirei, non ho neanche il fisico giusto sembro una ragazzina magra e con i capelli lunghi, altro che lancieri, poi col mio carattere "anarchico" non sarei stato in una caserma più di 10 minuti, ringrazio ogni giorno di non essere stato militare, ma ovviamente è il mio punto di vista

eppure stranamente so tutto di guerre, armi, strategia, non so neanch'io come mai, comunque io vedo che quando si è su un piccolo aereo tipo un Technam P92 e si entra in turbolenza in aria chiara la strizza la senti, più o meno ma la senti, forse su un Typhoon ce la farei a fare la guerra, ma fooooorse

ma parlando in generale, non credo che la generazione playstation sia troppo portata per l'assalto all'arma bianca, mentre il drone è già dotato di joystick e schermo panoramico..

se consideri poi gli americani, che delle guerre asimmetriche sono sempre uno dei due lati, alla fine non sono mai riusciti a farsi amare da nessuna popolazione locale, anche se ci hanno sempre provato

Modificato da shadow_line
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Guest EC2277

Le guerre (simmetriche od asimmetriche che siano) si vincono sul terreno ed i droni non potranno mai sostituire il fante, il bersagliere, l'alpino. Forse potrebbero (in un futuro remoto) sostituire il carrista; forse. Pertanto l'idea che si possa ovviare alla carenza del "materiale umano", togliendo qualche pilota dai cieli, poiché la stragrande maggioranza degli effettivi combatte e combatterà a terra.

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Si, ma non è una mia impressione, è proprio la linea su cui sta andando il pentagono quella di cercare di evitare truppe sul terreno se non strettamente necessario, evitare piloti in aria se non strettamente necessario, non so voi in italia come e se eventualmente pensate di affrontare la situazione, ma in US posso dire che c'è stata molta negatività mediatica per il numero di soldati resi invalidi dalle ferite negli ultimi anni, molti ex militari hanno testimoniato in maniera molto negativa sempre sui media

insomma, la pubblica opinione e il pentagono lo vedono come un problema e cercano di risolverlo almeno in parte, di ridurlo

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Notizia di stamattina: " E' salito a cinque il bilancio dei palestinesi uccisi da domenica sera a Gaza dai droni israeliani"

ormai è chiaro che ogni volta che è possibile evitare di schierare forze umane in campo per rispondere all'attacco dell'avversario si procederà in questo modo

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Si, ma non avrai mai il controllo del territorio. E chi non lo ha, la guerra la perde, anche con tutta la tecnologia del caso ( citofonare US Army e chiedere dell'offensiva del Tet, partita quando i GI in vietnam erano 600.000 circa :) )

Archepensevoli spanciasentire Socing.

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Si, ma non avrai mai il controllo del territorio. E chi non lo ha, la guerra la perde, anche con tutta la tecnologia del caso ( citofonare US Army e chiedere dell'offensiva del Tet, partita quando i GI in vietnam erano 600.000 circa :) )

Ormai cercano di superare la teoria del controllo del territorio da terra in guerre asimmetriche (quelle più grandi neanche si considerano più)

visto che la stessa base dei soldati US ha fatto sapere chiaro e tondo ai loro comandanti che di inseguire pashtun su e giù per le montagne afghane e roba similare non vogliono più sentirne parlare..

questo è il fatto di cui tenere conto

resta importante invece il ruolo delle unità d'elite, truppe speciali senza le quali sicuramente non si va da nessuna parte, ma è un'altro discorso

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Guest EC2277

In realtà vogliono applicare un diverso modo di presidiare il territorio: la dottrina statunitense prevede l'immediato invio di truppe ogni qual volta che si paventa una minaccia; leggasi un bombardamento d'artiglieria. Ciò ha il vantaggio di tenere sempre sotto pressione i guerriglieri, ma ha lo svantaggio di causare un elevatissimo numero di vittime tra i militari statunitensi. La dottrina militare italiana è opposta: ogni volta che si paventa una minaccia i nostri si rintanano e chiedono il supporto aereo. Ciò ha il vantaggio di salvaguardare i nostri militari, ma ha lo svantaggio di far credere ai guerriglieri che possono tenere sotto pressione i nostri o di esporre al pericolo i piloti dei caccia.

L'uso dei droni è funzionale proprio a tale cambio di dottrina d'impiego delle truppe a terra: evitare di dover inviare i propri militari a dare la caccia ai guerriglieri nascosti nelle montagne (spesso il bombardamento con i mortai serve proprio ad attirare i militari in un'imboscata), evitando al contempo di dover mettere a rischio i piloti dei cacciabombardieri.

Pertanto lo scopo di tale cambiamento della dottrina d'impiego della fanteria, è quello di mantenere il controllo del territorio subendo un minor numero di perdite; altro che "superare la teoria del controllo del territorio".

Modificato da EC2277
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In realtà vogliono applicare un diverso modo di presidiare il territorio: la dottrina statunitense prevede l'immediato invio di truppe ogni qual volta che si paventa una minaccia; leggasi un bombardamento d'artiglieria. Ciò ha il vantaggio di tenere sempre sotto pressione i guerriglieri, ma ha lo svantaggio di causare un elevatissimo numero di vittime tra i militari statunitensi. La dottrina militare italiana è opposta: ogni volta che si paventa una minaccia i nostri si rintanano e chiedono il supporto aereo. Ciò ha il vantaggio di salvaguardare i nostri militari, ma ha lo svantaggio di far credere ai guerriglieri che possono tenere sotto pressione i nostri o di esporre al pericolo i piloti dei caccia.

L'uso dei droni è funzionale proprio a tale cambio di dottrina d'impiego delle truppe a terra: evitare di dover inviare i propri militari a dare la caccia ai guerriglieri nascosti nelle montagne (spesso il bombardamento con i mortai serve proprio ad attirare i militari in un'imboscata), evitando al contempo di dover mettere a rischio i piloti dei cacciabombardieri.

Pertanto lo scopo di tale cambiamento della dottrina d'impiego della fanteria, non è "superare la teoria del controllo del territorio", ma quello di mantenere il controllo del territorio subendo un minor numero di perdite, a parità di truppe inviate.

Si, prima mi sono espresso frettolosamente, si tratta infatti di quello che dici ed hai ben spiegato nel dettaglio, il cambio è proprio quello di lasciare agli umani il controllo tattico con relative decisioni e di lasciar fare alle macchine il più possibile del lavoro operativo

quindi si "lavora" con più truppe speciali per operazioni "di fino" e più droni per il lavoro di routine

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Guest EC2277

No, lo scopo è continuare a fare esattamente quello che viene fatto ora, con lo stesso numero di persone, cercando di subire meno perdite. L'unica parte del lavoro operativo che può essere parzialmente svolto dalle macchine è il supporto aereo e la ricognizione aerea, ovvero un ruolo nel quale sono impiegati meno del 10% di tutti gli effettivi operanti in un teatro.

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