Bravo Andrea Antonelli! I futuri campioni vengono fuori così, sulla distanza: una pole oggi, un garone ieri, una zampata domani, finché non arriverà anche il momento, immancabile, della vittoria.
Aggiungo, con una punta di sarcasmo: senza lamentarsi della marca dei freni o del freno motore, senza trattare il proprio ingegnere di pista come un pivello e senza dichiarazioni ai microfoni che sembrano sedute di psicoterapia.
Occhio, non sto dicendo che se fosse in Ferrari farebbe meglio di Hamilton.
Dico, usando le parole di Senna, che “it’s pure racing”. Che il ragazzo è concentrato su quello e basta, non si occupa di social, di moda, di messaggi sociali, del colore della F40 che gli danno per fare le foto ecc.
Certo, a 18 anni non hai nulla da perdere, a 40 hai tutto da perdere. Per questo da veci è più difficile. Ma il percorso è lo stesso: spogliarsi delle proprie abitudini, dei propri gesti, della propria volontà, denudarsi da tutto quello che si è, dalle sfilate di moda, dal mondiale 2021, e ricordarsi di nuovo l’essenza delle corse: che la vera vittoria non è il mondiale ma fare bene la prossima curva, e poi quella dopo e quella dopo ancora.
Se sai come guidare te stesso, sai anche come guidare la tua macchina.
Forza Andrea e forza Lewis