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Missione Rosetta: analizzare il cuore di una cometa


stev66

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Poco simpatico sto "salto nell'ombra" fatto da Philae, speriamo riescano a rimediare un po' di energia :pen:

Non commento il servizio del TG4...

Anzi, replichiamo così:Perché spendere tanto per lo Spazio? - Il Post

E così: Helter Skelter: LHC? Ma ha un costo pazzesco!

Tornando a Rosetta e figlioccio, giusto per capire come mai hanno impiegato 10 anni ad arrivare a destinazione:

post-499-145026866008_thumb.jpg

Credit: ESA - https://www.flickr.com/photos/europeanspaceagency/

Foto di Philae fatta da Rosetta subito dopo la separazione:

post-499-145026866013_thumb.png

Philae a 40 m dal suolo della cometa:

post-499-145026866016_thumb.png

Arpione di Philae sul suolo della cometa (chissà perché è difficile assicurarlo... :) ):

post-499-145026866019_thumb.jpg

Panoramica del suolo cometa, con ricostruzione grafica di Philae:

post-499-145026866024_thumb.jpg

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E fu cosi' che la botta dell'atterraggio modifico' la traiettoria della cometa, la quale si schiantera' su qualche pianeta del sistema solare...:razz:

Scherzi a parte, l'errore di poche migliaia di metri su milioni di Km significa comunque un'accuratezza pazzesca.

Speriamo che ci luce sufficiente a fornire l'energia necessaria....

La teoria è quando si sa tutto e niente funziona. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché. Noi abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c'è niente che funzioni... e nessuno sa il perché! (Albert Einstein)

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,.-

Per sapere cosa comporta questo "colpo di sponda" preso da lander, ripubblico parzialmente questo articolo dell'INAF ;)

[...]

E che rimbalzi. Quella che gli scienziati sono riusciti a ricostruire dai dati del magnetometro è una sequenza sconcertante. A seguito del primo “rimbalzo”, ha riferito Ulamec, il lander è rimasto sospeso nel vuoto per un’ora e cinquanta minuti, percorrendo un tratto di un chilometro. E anche il secondo, seppur assai più modesto, è stato un balzo da record: sette minuti, spostandosi a circa tre centimetri al secondo. Riuscite a figurarvi una serie di touch and go come questa? Il palloncino è ancora lì sul tavolo? Un sorso di camomilla, e andiamo ad affrontare la parte peggiore di questo bollettino cometario al cardiopalmo.

Le cattive notizie

Il rimbalzo chilometrico non ha danneggiato Philae, il lander non s’è ribaltato, ma è volato lontano dal luogo d’atterraggio programmato – l’oramai mitico “sito J” alias Agilkia. Scherzandoci su – e occorre quanto meno dare atto alla squadra di persone, davvero straordinaria, che sta conducendo quest’avventura di saper mostrare uno spiccato senso dell’umorismo anche innanzi alle situazioni più ansiogene – scherzandoci su, dicevamo, i responsabili della missione, ricordando che i siti di atterraggio candidati erano due o tre, hanno detto che probabilmente Philae li ha toccati tutti…

Comunque sia, certo è che il lander s’è infine accometato assai lontano dalla destinazione prevista. Esattamente dove non è ancora ben chiaro, ma le prime ricostruzioni lo danno sul ciglio di un cratere. Le prime indescrivibili immagini – vedi l’autoscatto su in alto, con in primo piano uno dei tre “piedi” del lander – lo mostrano relativamente saldo. In realtà una gamba almeno pare che sia letteralmente all’aria, se solo ci fosse aria lassù (o laggiù, come twitta il premier Matteo Renzi).

Può cadere? Può ribaltarsi? Può volare via? Ebbene sì, perché purtroppo – e qui arriviamo alla seconda dolentissima nota – gli arpioni che dovevano, appunto, arpionarlo alla cometa non sono entrati in funzione. C’è ancora quel palloncino sul tavolo…? Insomma, basterebbe un alito di vento. Ma come scrivevamo poc’anzi di vento, almeno questo, su 67P proprio non se ne parla. Dunque tutto bene? Eh no, per due motivi. Primo, come si intuisce dalla polvere depositata sulle rocce, la cometa presenta attività, tipo emissioni gassose dal suolo. Insomma, non è tutto così quieto, da quelle parti. Secondo e ben più grave motivo di tormento è che, senza arpioni, qualunque tentativo di muoversi può sfociare in tragedia.

Ma perché mai Philae dovrebbe volersi muovere? È un lander, mica un rover. Giusto, ma uno fra i suoi obiettivi scientifici principali è l’analisi del suolo cometario, e per riuscirci Philae dispone di un magnifico trapano (made in Italy) col quale trivellare il terreno. Solo che, senza essere ancorato, se azionasse il trapano, invece di far ruotare la punta, potrebbe trovarsi a ruotare sé stesso, proprio come una trottola.

D’accordo, niente trapano, almeno per ora. C’è altro? Sfortunatamente sì: i pannelli solari. Funzionano perfettamente, riferisce Ulamec, ma il punto in cui è finito il lander è all’ombra di un pendio. Risultato: i pannelli sono illuminati per una porzione di tempo assai più breve del previsto, più o meno l’equivalente di un’ora al giorno. Insufficiente a ricaricare le batterie. Batterie che, a conti fatti, possono resistere ancora una sessantina di ore. Poi ciao.

Le buone notizie

E ora vediamo di riprendere fiato. Le ragioni per rallegrarsi non mancano. E anzi, come vedremo, superano di gran lunga quelle per disperarsi. Anzitutto Philea funziona a meraviglia. Se ne sta ragionevolmente dritto. Sembra abbastanza stabile. È in perfetta salute. E, quel che più conta, il link radio con Rosetta sta facendo il suo dovere, trasmettendoci i dati provenienti dagli strumenti scientifici, che funzionano come orologi. Se pensiamo a quel che questo adorabile scatolotto ha dovuto passare nelle ultime ore, è un vero miracolo.

Ma c’è di più: la speranza che le cose migliorino. C’è infatti ancora margine per intervenire. Nelle prossime ore i tecnici ESA tenteranno di attivare il landing gear – il carrello di atterraggio – per ruotare lentissimamente il lander, e in particolare per riorientare i pannelli solari in una direzione più felice. Se l’operazione riesce, dopo potrebbe essere tutto in discesa, e non è affatto escluso che si tenti anche la trivellazione.

Infine, se pure l’energia dovesse finire, Ulamec ha spiegato che Philae non morirebbe: entrerebbe piuttosto in uno stato d’ibernazione. E considerando che la cometa sulla quale si trova sta correndo a 66 mila km all’ora verso il Sole, non è del tutto escluso che, dopo un periodo di letargo, cambiando l’angolo d’illuminazione e riducendosi la distanza dalla nostra stella, il lander possa resuscitare.

Avvinti? Mai quanto Andrea Accomazzo, dell’ESA, eroico direttore delle operazioni di volo di qusta missione pazzesca. Stanchissimo, provato da una tensione che pare non finire mai e con la voce rotta dall’emozione, ha trovato la forza per un breve discorso di ringraziamento che ha commosso l’intera sala stampa.

Appuntamento a domani per il prossimo bollettino.

Articolo completo: Si sta come d'autunno - MEDIA INAF
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Ieri su Twitter un tipo sosteneva che la missione Rosetta è uno spreco di miliardi perché delle comete si sa già tutto. A mia obiezione (guarda che non è come dici) lui ha risposto: "Ho fatto lo scientifico e ho studiato le comete, quindi so di cosa parlo" :disp:

Alfiat Bravetta senza pomello con 170 cavalli asmatici che vanno a broda; pack "Terrone Protervo" (by Cosimo) contro lo sguardo da triglia. Questa è la "culona".

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