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Situazione economica greca e referendum


TonyH

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E onestamente, quella del referendum la trovo una pagliacciata.

Sei stato ELETTO e sei PAGATO per trovare una soluzione....fare così è molto ponzio pilato.

Mi dispiace per i greci, ma ho l'impressione che abbiano trattato più col testosterone che col buonsenso...

Imho Tsipras ha tirato un po' troppo la corda: salito al potere per portare in Europa la "voce" dei greci contro austerity e riforme lacrime e sangue, si è reso conto che non c'era scampo a queste ultime, se non tornare alla dracma, solo che non vuole essere lui a portare il Paese alla rovina (perchè credo proprio che non sia tanto stupido da non capire che l'uscita dall'euro non è una soluzione) e il referendum è la sua "foglia di fico" per nascondere la propria capacità come negoziatore e come politico.

Sulla questione debito greco, ho sentito in un'edizione di non ricordo quale tiggì, che esso ammonta a 5 volte quello che ha portato all'ormai proverbiale default argentino, e con una popolazione pari a circa il 30%: ne devono aver fatte di porcherie i greci per arrivare a tanto (considerando anche la nazionalità di chi lo sta dicendo...).

PS: non smetto di pensare che avremmo potuto fare la stessa fine dei greci se avessimo avuto un governo 5 stelle invece che quello attuale (per quanto questo sia ben lungi dall'essere perfetto...)

Modificato da fonzino1
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Gli amici greci mi dicono che, ad avviso di molti, questo referendum è un tentativo di supercazzola da parte di Tsipras verso i negoziatori.

Cioé, Tsipras starebbe dicendo ai greci "votate contro" strizzando l'occhietto, in modo da avere secondo lui un'arma di contrattazione al tavolo, e poi uscirsene con "ok, potate pure pro" quando avranno ottenuto qualche cosa.

Alla fine un tentativo di ricatto morale verso i negoziatori.

Il solo piccolissimo problema è che questo è un livello di contrattazione che manco due comari che comprano il pesce al mercato, a fronte di oppositori che non hanno proprio nessuna voglia di scherzare...

Quando è andato su io SPERAVO che il suo governo avrebbe avuto una funzione simile a quella renziana: darsi un'immagine molto ammiccante per rabbonire il popolo incazzoso (cosa necessaria, per il livello di odio a cui si era), e intanto portare avanti misure poco popolari ma necessarie.

Non che qua ci si stia riuscendo del tutto, ma Tsipras non ci ha neanche provato... sta lavorando per il suo consenso e fine, a costo di far chiudere il Paese.

Modificato da Wilhem275

There's no replacement for displacement.

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Voto per l'interpretazione di Wil.

Aggiungo un paio di considerazioni.

La prima e' che il governo greco ha barato sui conti e chi era responsabile all'epoca (non so chi fosse) dovrebbe pagare un conto ben salato.

La seconda e' che il popolo non e' contento della politica comunitaria perche' l'Europa non sa/non vuole fare gli interessi dell'Europa (nota mia: abbastanza vero, ma da che pulpito arriva la predica...)

La teoria è quando si sa tutto e niente funziona. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché. Noi abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c'è niente che funzioni... e nessuno sa il perché! (Albert Einstein)

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Scusate, ma questa volta l'interpretazione di Wilhem275 è IMHO piuttosto sballata. A meno che non vogliamo credere alle caricature interessate fatte da vari giornali a propositodi Varufakis, Tsipras e compagnia ("inesperti", "infantili", ecc).

Che questo referendum sia una mossa anche tattica, non ci piove. Il ragionamento di Tsipras e del suo governo è stato secondo molti il seguente: la Troika (cioé i burocrati europei + i governi europei affini ai burocrati) ha tutto da perdere dall'uscita dall'Euro della Grecia, non tanto per la Grecia in sé (2% del PIL EU), quanto per la solidità della moneta/mercato europeo. Un antecedente pericoloso: l'Europa è un castello di carte. Vedi prossimo referendum UK, difficoltà finanziarie di altri paesi, prossime elezioni in Spagna dove si dice che il tradizionale bipolarismo pro-burokratEU verrà spazzato via).

Quindi visto che la Troika ha fatto la voce grossa e non ha accettato nessun'altra ricetta che non sia taglio sostanziale delle pensioni + aumento dell'IVA (entrambi temi chiave della campagna elettorale di Syriza), allora Tsipras ha preso una decisione rischiosa e ha giocato l'ultima carta: il referendum. Se vince il sì, il governo ne esce indebolito ma in un certo senso legittimato dalla dimostrazione di democrazia, coerente con i suoi ideali (il potere è del popolo e lo consulteremo sempre e per tutti i temi rilevanti). Se invece vince il no, l'Europa deve prenderne atto, le pressioni USA saranno più insistenti, e si riapriranno le negoziazioni da una posizione di maggiore forza.

Chi dice che sia solo un giochino per rafforzare Tsipras in ottica di politica interna sbaglia di grosso, viste le enormi tensioni proprio interne che questa rischiosa strategia sta producendo anche dentro Syriza stessa. Rischiosa, però sicuramente non stupida.

PS: ultima domanda. Ma se il PIL greco era così sballato, perché li hanno fatti entrare lo stesso? Sarà mica che a qualcuno gli conveniva pure? ;-)

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L'interpretazione del referendum non è mia, è degli amici greci. Quella sull'operato del governo invece è mia :§ Io non credo che Tsipras sia infantile o inesperto, credo invece che sia un irresponsabile che sa benissimo che gioco sta facendo e lo fa perché gli conviene personalmente.

Io peraltro non penso nemmeno che il referendum sia una gran mossa tattica, visto che Tsipras tira la corda ma rischia che il popolo lo mandi via in tempo zero.

Comunque è evidente che l'intera storia è una grossa bufala, e questo vale anche per i giornali "occidentali", per il semplice fatto che "uscire dall'Euro" come abbiamo detto molte volte è un termine del tutto improprio, non esistendo una procedura per farlo che non sia l'intero abbandono dei trattati di adesione all'Unione.

Anche se te lo dice il popolo con un referendum, non è che esista il bottone "opt out" da premere e via.

Più che altro io non ho ancora capito cosa possa avvenire davvero. Il Paese va in default, ok. Al di là del (grosso) problema dell'esposizione degli altri Paesi, alla fine è un loro problema interno per tenere in piedi lo Stato, mica alla fine altera davvero i meccanismi di gestione degli altri Stati.

Come si diceva che la loro gestione va verso il disastro con Euro o Dracma che sia, anche gli effetti pratici sono soprattutto interni loro (ripeto, sempre al netto del debito seminato in giro).

A quel punto che accade? Li si commissaria con un intervento militare? Li si butta fuori unilateralmente?

There's no replacement for displacement.

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Io ho capito (ma mi potrei ricordar male) che i conti all'entrata erano ok, ma che poi sono stati falsificati dopo, quando si doveva render conto della situazione attuale.

Tsipras dice che le richieste estreme sono per far cadere il governo. Sta di fatto che io non conosco che cosa hanno realmente fatto per sanare la situazione, e non so esattamente dipingere l'intero quadro. Da una parte mi pare ovvio che il referendum sia una contromossa meditata, dall'altra questa contromossa potrebbe essere interpretata come tentativo di ricatto per far abbassare le richieste, o come rifiuto ad accettare le imposizioni.

La teoria è quando si sa tutto e niente funziona. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché. Noi abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c'è niente che funzioni... e nessuno sa il perché! (Albert Einstein)

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PS: ultima domanda. Ma se il PIL greco era così sballato, perché li hanno fatti entrare lo stesso? Sarà mica che a qualcuno gli conveniva pure? ;-)

Questo non l'ho mai capito. Chiedo a chi ha qualche anno di più: in un'epoca in cui la Grecia era un avamposto libero con in mezzo una pentola a pressione dittatoriale, è forse accaduto che si sia chiuso un occhio pur di farli entrare e vincolare quel pezzo di continente per evitarne la deriva?

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Questo non l'ho mai capito. Chiedo a chi ha qualche anno di più: in un'epoca in cui la Grecia era un avamposto libero con in mezzo una pentola a pressione dittatoriale, è forse accaduto che si sia chiuso un occhio pur di farli entrare e vincolare quel pezzo di continente per evitarne la deriva?

La Grecia era vista come importante per l'Europa, parte integrante e necessaria come cuscinetto verso altre realta' meno "europee", come la Turchia. Almeno ricordo questo :)

La teoria è quando si sa tutto e niente funziona. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché. Noi abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c'è niente che funzioni... e nessuno sa il perché! (Albert Einstein)

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La Grecia era vista come importante per l'Europa' date=' parte integrante e necessaria come cuscinetto verso altre realta' meno "europee", come la Turchia. Almeno ricordo questo :)[/quote']

ma anche perché si sovrastimava l'effetto dell'euro, si pensava che avrebbe portato talmente tanti benefici all'eurozona da rimettere in sesto anche la Grecia (che pesa pochissimo sul PIL europeo).

un nostro politico famoso diceva che avremmo lavorato un giorno in meno alla settimana (o al mese, non ricordo) ,mantendo lo stesso potere di acquisto...

adesso c'è gente che non lavora 7 giorni su 7 ...:§...sul potere d'acquisto però "stanno lavorando" :mrgreen::§ (è solo per sdrammatizzare eh..;))

Modificato da Matteo B.
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