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da repubblica.it

Si chiama "Traffic Choice" ed è un esperimento delle autorità locali

nello Stato di Washington per evitare l'intasamento delle strade

Dollari a chi non usa l'auto

O a chi viaggia di notte

di DANIELE SPARISCI

Incentivi in dollari agli automobilisti che non usano l'auto nelle ore di punta. Dollari a chi sceglie di viaggiare di notte o sulle strade secondarie, più lunghe, zeppe di semafori ma meno intasate. E ancora dollari a tutti quelli che scelgono per due giorni alla settimana i mezzi pubblici, il car-sharing o qualsiasi altra forma di mobilità alternativa che serva ad alleggerire il traffico.

Si chiama "Traffic Choice" ed è un esperimento , avviato lo scorso anno dalle autorità locali nello Stato di Washington (nella regione del Puget Sound dove si trovano Seattle e Tacoma e dove gli ingorghi cresceranno del 60 per cento di qui a trenta anni) che ha del rivoluzionario. Vediamo perché.

Quattrocento volontari, per lo più pendolari, sono stati "seguiti"per quasi un anno nei loro spostamenti quotidiani, grazie al dispositivo GPS, installato all'interno delle loro vetture, che comunica attraverso la rete telefonica mobile l'inizio e la fine del tragitto , e che funziona anche come tassametro. Un tassametro, però, molto particolare, che indica il prezzo da pagare su strade e autostrade (che in realtà sono gratis) in base ai chilometri, all'orario del passaggio e alle condizioni del traffico: si va dai 50 centesimi a miglio durante la "rush hour" allo zero assoluto tra le dieci di sera e le sei di mattina.

Millecinquecento dollari è il budget che gli automobilisti dovranno gestire con parsimonia nei loro spostamenti, scegliendo tra percorsi alternativi e orari improbabili per non consumare tutto il gruzzolo in una settimana. Si tratta pur sempre di soldi virtuali, come quelli del Monopoli, che alla fine dell'esperimento, però, si trasformeranno in moneta sonante, e ad incassarli come premio per aver partecipato (tutti ricevono comunque 150 dollari) sarà chi avrà risparmiato su chilometri e ingorghi.

Altro che partenze "intelligenti", qui bisogna passare al setaccio le mappe prima di uscire dal garage. I volontari, poi, possono in qualsiasi momento controllare l'estratto conto su internet attraverso un account che elenca tutti, ma proprio tutti, gli spostamenti fatti nell'arco di una settimana.

E questo pone seri problemi di privacy, perché se mai entrasse in funzione, un sistema del genere consentirebbe di schedare le abitudini di milioni di automobilisti. Inoltre, ben pochi possono permettersi il lusso di evitare la fatidica ora di punta. Tra i partecipanti al Traffic Choice, infatti, c'è chi, intervistato dal Seattle Times, ha dichiarato di non aver cambiato di una virgola i propri orari a causa della scarsa flessibilità del lavoro , e chi, invece, ha praticamente smesso di guidare, tanto che dalla centrale credevano avesse il tassametro guasto. Marzo (2006 n.d.r.) è il termine del progetto, che è costato oltre due milioni di dollari in buona parte finanziati dalla FHA (Federal Highway Administration), la potente agenzia che fa capo al Dipartimento dei trasporti Usa e che è ansiosa di conoscerne il verdetto.

Perché in ballo c'è un piatto che fa gola a tanti: aumentare il numero di strade a pagamento, sviluppare un sistema di tariffe orarie, introdurre il pedaggio in centro, la prima città è stata Londra con la Congestion Charging, che ha ridotto il traffico del 30%, le ultime Stoccolma e Oslo, ma allo stesso tempo c'è la necessità di fermare uno "tsunami"su gomma che costa all'Europa lo 0.5 per cento del Pil, 45 miliardi di Euro ogni anno, un dato che secondo le previsioni pubblicate dalla Commissione nel "Libro Bianco sui Trasporti per il 2010" raddoppierà entro quella data.

Con lo sviluppo della tecnologia, poi, caselli e barriere diventano metodi superati se a ciascun automobilista il dazio viene imposto automaticamente attraverso chip, cellulari o GPS.

E all'automobile non si rinuncia anche quando si fa la stessa strada tutti i giorni: i tre quarti dei veicoli che circolano quotidianamente in Europa percorre in media meno di dieci chilometri, ma quattro su cinque di questi viaggi sono considerati fondamentali dagli automobilisti.

(9 gennaio 2006)

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