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Fiat-Chrysler: firmato accordo per una alleanza


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La C (e di riflesso anche la A) non mi piace perché non capisco cosa possa farsene Fiat di Opel: hanno la gamma quasi totalmente sovrapponibile, per cui, nonostante le economie di scala, si troverebbero a farsi concorrenza. Guardate anche il Gruppo per eccellenza: uno dei quattro soffre. Se non c'è riuscita VW a gestire 4 marchi, peraltro già ben differenziati da soli, figuriamoci Fiat. E in più la Opel non giova minimamente alla causa americana, indispensabile perché è l'unico sbocco per dare fiato ad Alfa e perché essendo i due mondi distanti, non ci sarebbero cannibalizzazioni interne.

Mentre con Chrysler non ci sarebbe sovrapposizione oltre a quanto detto sopra anche perché le vetture piccole semplicemente non le ha e sarebbero quindi tutte fiat, oltre ad una gamma di concessionari già pronta per vendere le alfa e le altre speciaties italiane tipo la 500.

C'è anche un'altra questione: in Chrysler Fiat non mette un euro, in opel invece? Non è in perdita? Va bene che la cifra di vendita dicono essere simbolica, ma se deve accollarsi anche i debiti..

"Chi ti dà una serpe quando chiedi un pesce, può darsi abbia solo serpi da dare. La sua, dunque, è generosità."

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La C (e di riflesso anche la A) non mi piace perché non capisco cosa possa farsene Fiat di Opel: hanno la gamma quasi totalmente sovrapponibile, per cui, nonostante le economie di scala, si troverebbero a farsi concorrenza. Guardate anche il Gruppo per eccellenza: uno dei quattro soffre. Se non c'è riuscita VW a gestire 4 marchi, peraltro già ben differenziati da soli, figuriamoci Fiat. E in più la Opel non giova minimamente alla causa americana, indispensabile perché è l'unico sbocco per dare fiato ad Alfa e perché essendo i due mondi distanti, non ci sarebbero cannibalizzazioni interne.

Mentre con Chrysler non ci sarebbe sovrapposizione oltre a quanto detto sopra anche perché le vetture piccole semplicemente non le ha e sarebbero quindi tutte fiat, oltre ad una gamma di concessionari già pronta per vendere le alfa e le altre speciaties italiane tipo la 500.

C'è anche un'altra questione: in Chrysler Fiat non mette un euro, in opel invece? Non è in perdita? Va bene che la cifra di vendita dicono essere simbolica, ma se deve accollarsi anche i debiti..

opel e fiat hanno una gamma sovrapponibile, ma sono migliori nella fascia alta (dal segmento c in su), nei monovolume compatti e inoltre potrebbero dare uno sbocco a fiat in importanti mercati come germania (e soprattutto) gran bretagna...

...sempre e solo Fiat...:)

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Dopo quelli canadesi, Marchionne convince i sindacati statunitensi

Buste paga più vicine ai colleghi della Toyota. Geithner prepara il "Chapter 11"

Tagli per 400 milioni di dollari

sì dei sindacati Fiat a Chrysler

di SALVATORE TROPEA

TORINO - Disco verde dei sindacati e cambio di tavolo per Sergio Marchionne i cui interlocutori, dislocati questa volta tra Washington e New York, da oggi sono le banche. Dopo la firma dei sindacati canadesi della Caw per settimane fermi su una linea di intransigenza, ieri anche con i loro colleghi americani della Uaw è stato raggiunto un accordo. Ora la strada verso l'intesa con Chrysler ha un ostacolo in meno ma non è ancora in discesa. Anche perché gli uomini del Lingotto si trovano impegnati in un negoziato a due ma con un terzo ospite a tavola che è più che un convitato di pietra e la cui irruzione ha già creato qualche problema al di qua dell'Atlantico tra Italia e Germania.

Se le Fiat avesse dovuto trattare solo per l'alleanza con Chrysler le possibilità di successo sarebbero oggi molto alte, ma da quando in gioco è entrata anche la Gm con la Opel, la partita è diventata più complessa e Barack Obama dovrà esercitare, direttamente o indirettamente, tutta la sua autorità se vuole fare entrare nell'annuncio alla nazione di mercoledì prossimo un accordo equivalente al salvataggio della più piccola delle big three americane dell'auto. In questa prospettiva, l'amministrazione resta concentrata su Chrysler, ma come ha ricordato un suo rappresentante, "in una trattativa complessa come questa, non deve sorprendere il fatto che si stiano prendendo in considerazioni alternative".

L'accordo con il sindacato canadese, che è stato il più duro nei giorni scorsi, è stato raggiunto nella notte di sabato su ieri. Sempre che in settimana lo approvino gli 8 mila lavoratori delle tre fabbriche Chrysler in Canada, esso dovrebbe permettere alla casa di Detroit di risparmiare fino a 200 milioni di dollari Usa all'anno di minori costi col taglio di "benefits" e dunque fuori dalla busta paga di cui i lavoratori sinora hanno goduto.

Per il presidente del Caw, Ken Livenza, il "sacrificio" dei dipendenti equivarrebbe a quaranta minuti di lavoro non remunerati al giorno. "Per quel che ci riguarda" ha detto "abbiamo fatto la nostra parte: abbiamo rispettato l'obiettivo dei costi non solo stringendo la cinghia, ma anche incrementando la produttività". Alle 13, ora americana di ieri, anche i sindacati della Union Auto Worker, hanno accolto le proposte dell'azienda che, attraverso una riduzione del costo del lavoro all'incirca di 19 dollari all'ora (si ridimensiona così lo scarto con gli addetti delle fabbriche di Toyota in Usa) e una ristrutturazione del fondo pensioni, consentiranno di risparmiare altri 200 milioni di dollari all'anno.

Intanto c'è attesa a Washington per la nuova offerta con la quale i creditori intendono rispondere all'ultima proposta del Tesoro americano basata su 1,5 miliardi di dollari più un 5 per cento della Chrysler ristrutturata. Come si ricorderà i creditori si erano detti disponibili a mantenere 4,5 miliardi di debito ristrutturando quindi il 35 per cento in cambio di una quota del 40 per cento della nuova società. Non c'è ancora una soluzione su questo punto sul quale si avvertirà l'effetto riflesso dell'operazione Opel.

Le ultime notizie che rimbalzano dagli Usa lasciano intendere, come ha scritto nel suo sito il New York Times, che il Tesoro americano starebbe preparando per Chrysler un Chapter 11, ovvero una bancarotta pilotata, che pur entrando subito in vigore, non dovrebbe ostacolare l'alleanza con Fiat. Come dire che l'accordo potrebbe essere sottoscritto con uno dei contraenti in regime di amministrazione controllata. Una scelta che però non piace alla Fiat i cui negoziatori ritengono possa trattarsi di tattica da parte delle banche o almeno di alcune di esse.

da: corriere.it

Modificato da nucarote

...sempre e solo Fiat...:)

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Credo di Opel-GM interessi il 50% di Bielsko aggratis o quasi :roll:

In queste alleanze, non fossilizzatevi solo su modelli e gamme, che sono le ultime cose che fregano......fregano impianti, know-how, reti di vendita...

[sIGPIC][/sIGPIC]

Some critics have complained that the 4C lacks luxury. To me, complaining about lack of luxury in a sports car is akin to complaining that a supermodel lacks a mustache.

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New York Times

April 26, 2009, 1:46 am

An Alternate-Fuel Wild Card in Fiat’s Deck

By Nelson D. SchwartzIn Europe, Fiat is well-known for its mastery of diesel engines. In fact, one reason General Motors bought a 20 percent stake in Fiat’s auto division back in 2000 was to help expand the diesel offerings of its Opel unit. That partnership didn’t work out so well: G.M. paid Fiat $2 billion to extricate itself from the partnership four years later, although Opel did benefit from better diesel technology.

Now as Fiat negotiates with Washington, lenders and labor leaders on a deal to rescue Chrysler (a subject I covered in this article in Sunday’s Times), as well as acquiring Opel from G.M., another fuel that Fiat engineers have advanced could loom large: natural gas.

Fiat is the biggest player in the market for natural gas engines, which produce lower levels of greenhouse gases and other pollutants than either diesel or gasoline engines. In Italy this year the company hopes to sell 120,000 vehicles powered by natural gas, up from 68,000 in 2008.

Generous scrapping incentives from the Italian government will help — you get 3,000 euros if you trade in an old clunker for a new model powered by natural gas, double the allowance of 1,500 euros for junking a standard car. But over the long term, Fiat has a major opportunity to carve out a niche among motorists seeking power and performance while driving green, especially in markets like Germany and Britain, where Opel is strong, and possibly one day in the United States.

The challenge, of course, is fueling up. In Italy, Fiat is collaborating with fuel companies and the Italian government to provide more than a 1,000 stations where motorists can fill their tanks with natural gas. Many cars are equipped to operate on dual fuels, switching from natural gas to the diesel or gasoline tank as needed, depending on what is available.

Natural gas cars and commercial vehicles have been available in the United States for years, but the notion has never hit it big in the mass market, in large part because filling stations have been scarce by comparison. But that was then. An urge to reduce greenhouse gases — and the prospect of another spike in oil prices — could make Fiat’s engine technology very appealing to American drivers eager for and alternative to today’s hybrids.

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