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EcoBlue: cogeneratore con motore Volkswagen


milalor

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La compagnia energetica Lichtblick ha fatto squadra con i produttori di autoveicoli Volkswagen per realizzare una rete di impianti termoelettrici a gas a misura di cittadino. Si tratta di mini-centrali domestiche col motore della Golf. La corrente in esubero andrà in un accumulatore e sarà ridistribuita tra i clienti.

ecoblue-300x201.jpg“EcoBlue” è una “mini centrale” termoelettrica a gas destinata all’economia domestica. Dietro al progetto c’è la Lichtblick, una società di Amburgo operante nel campo delle energie verdi, che si è accordata con la casa automobilistica Volkswagen per portare questa iniziativa sul mercato nazionale nella primavera del 2010.

Al colosso tedesco il compito di fornire i propri sofisticati motori a metano, simili a quelli utilizzati nella Golf per la realizzazione di impianti in formato assolutamente familiare.

La trovata rivoluzionaria è appunto la mini-centrale elettrica in casa, in cantina o nello sgabuzzino, che produce l’energia per l’appartamento in cui si vive, e trasmette l’esubero di produzione di energia a un accumulatore, il quale la redistribuisce in rete.

Lichtblick, conta di vendere a partire dal prossimo anno ben 100.000 unità denominate per creare l’equivalente di una stazione di 2.000 MW di potenza l’equivalente dell’energia erogata da due centrali nucleari.

In realtà EcoBlue è stato pensato per funzionare come un unico sistema virtuale: le minicentrali private saranno infatti collegate tra loro in rete e saranno in grado di immettere in rete l’energia in eccesso o conservarla per i momenti di maggiore necessità.

Le unità saranno commercializzate prima esclusivamente ad Amburgo, e successivamente in altre parti del paese ad un costo individuale di installazione di 5.000 euro per nucleo familiare. Inoltre le persone pagherebbero un prezzo più basso per il riscaldamento e riceverebbero un modesto “affitto” per ospitare il generatore, così come un premio alla fine dell’anno, calcolato sui ricavi di energia elettrica.

Funziona così: La mini-centrale, a prima vista, sembra un enorme frigorifero, o congelatore, o una piccola moderna caldaia. Dunque può facilmente trovare spazio nella cantina, nel locale-sgabuzzino, o in qualsiasi altro posto di una casa unifamiliare o di un appartamento.

Il cuore dell’apparecchiatura è un motore Volkswagen a metano, derivato dai propulsori di serie della Golf, che produce energia di per sé e muove un generatore. La mini-centrale Volkswagen-Lichtblick fornisce l’energia necessaria al consumo domestico, con un’efficienza di produzione di circa il 94% nel rapporto consumo-produzione e produzione-utilizzo possibile di energia. Molto di più del 40% circa delle moderne centrali nucleari o a carbone.

La produzione di energia residua, non utilizzata in casa, viene convogliata insieme alla residua produzione delle altre 99mila 999 centrali domestiche e immagazzinata in un accumulatore, con cui poi Lichtblick redistribuisce la corrente ai suoi utenti in rete. Tutto senza costruire costose nuove grandi centrali, solo interconnettendo come tanti mini-computer collegati grazie a Internet le centomila (e forse domani i milioni) di mini-centrali domestiche.

Interessantissimi anche i costi d’acquisto ed esercizio per l’utente: l’installazione viene fornita per 5000 euro, poi si paga un canone mensile di 20 euro più il consumo mensile d’energia secondo le tariffe ufficiali, pubblicamente imposte, del gas. In più il produttore paga all’utente 5 euro mensili di “fitto” e 0,5 cent per ogni chilowatt immagazzinato nell’accumulatore. Riparazioni e manutenzione gratis.

ok-ambiente.com

Cose già viste ma non su così ampia scala ed a costo relativamente contenuto. Come spesso i tedeschi fan sistema al contrario di altri...

Se qualcuno ne sà di più mi piacerebbe avere più dati tecnici, in rete non ho trovato molto.

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al solito il governo italiano non ha creduto a questa soluzione, anzi, nonostante sia una tecnologia sostenuta dalla comunità europea e ben vista in alcune regioni, spesso è stata ostacolata da chi deve rilasciare i permessi.

Il cogeneratore in questione è simile al totem, diciamo che è una macchina molto semplice ma adatta a profili di utilizzo residenziali (piccole palazzine ad esempio)

Con alcuni miei colleghi la scorsa settimana abbiamo avviato il secondo impianto (macchina italiana molto ben fatta) e le premesse sono molto buone.

C'è da tener presente che di per sè il motore è la parte meno importante dell'apparecchiatura, la differenza la fa la parte elettronica con la capacità di assecondare il profilo di utilizzo della struttura a cui è legata, massimizzando il rendimento energetico

CI SEDEMMO DALLA PARTE DEL TORTO VISTO CHE TUTTI GLI ALTRI POSTI ERANO OCCUPATI

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In effetti questi aggeggi se sapientemente integrati consentono di sfruttare gran parte dell'energia introdotta in energia utile (elettrico + termica), da vedere quanta ne viene utilizzata della seconda in rapporto alle necessità della prima...

E qui vien fuori l'utilità di una fitta rete sincronizzata da appositi "cervelli": far in modo, ad esempio, che un cogeneratore che sta scaldando a pieno regime, indirizzi l'energia elettrica prodotta dove più serve, consentendo ad esempio ad un altro cogeneratore di restare spento dove serve energia elettrica.

Anche se imho il sistema andrebbe affiancato ad altre fonti, imho ad esempio dovrebbe essere solamente di supporto ad un eventuale riscaldamento a pannelli, e di supporto ad un eventuale fotovoltaico ;)

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occhio che il riscaldamento con pannelli è una cosa in teoria bellissima, ma in pratica un grandissimo casino. Sul piccolo è perfetta, quando l'impianto sale di dimensione incominciano cazzi di regolazione e settaggio che ne rendono improponibile l'uso.

Nella struttura in cui abbiamo installato il cogeneratore l'opzione primaria era proprio il solare termico, ma il volume da riscaldare, il profilo di utilizzo e la complessità dell'impianto lo hanno reso in pratica irrealizzabile.

Per l'accumulo di acqua calda sanitaria invece il discorso è diverso.

Riguardo al fotovoltaico, sono favorevole con alcune distinzioni: essendo una fonte che sta su perchè incentivata, sono fortemente contrario ai campi solari che consumano terreno e rovinano il paesaggio. Sono favorevolissimo invece a coprire il tetto di capannoni e case.

P.s.

adesso vado a vedere se hanno finito di installare un impianto da 20kw (19,78 per la precisone.. sopra i 20 ti perdi nella burocrazia..) sul tetto di un mio cantiere!

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entrambe, purtroppo lo stato e le centinaia di sedicenti e lungimiranti gruppi ambientalisti su cui non faccio commenti perchè verrei bannato.

In ogni caso il totem ha un figlio, si chiama Tandem e viene prodotto su base motore fire.

Occhio però: il motore è la parte meno importante del tutto, tanto che su quelli a partire da 30kw elettrici la sostituzione dopo tot ore di funzionamento (di solito intorno alle 30-40k circa, ma dipende. Tenete conto che in un anno deve farne sulle ottomila ) viene compresa nel normale contratto di manutenzione.

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