Fonte bilancio depositato presso la SEC americana. Credo abbia ragione @Stellaris nel commento sopra
Si è questa l'impressione, oppure il ministro non si è voluto sbilanciare su una questione delicata, e un eventuale ingresso non va certo annunciato prima, facendo questa dichiarazione sibillina.
Sulla base della mia cultura economica, penso che gli Stati debbano entrare nelle aziende solo quando il mercato fallisce e quindi per preservare interessi strategici“, ha concluso Giorgetti.
Quindi da una parte dice che non serve, dall'altra si riserva per interessi strategici.
Comunque andrei a guardare tutte le dichiarazioni di Giorgettti, anche quelle di febbraio 23 ad un convegno sull'auto:
«Vogliamo privilegiare ciò che si produce in Italia. Se lo Stato mette importanti risorse pubbliche deve valorizzare ciò che viene prodotto nel Paese e non all’estero. Ma serve l’impegno di Stellantis che deve continuare a credere nella produzione in Italia».
«In Italia si producono oggi 400.000-450.000 autovetture, in Spagna quattro volte tanto. Il tentativo di riportare produzioni in Italia è un imperativo, non facile, ma stiamo incalzando l’azienda su questo», ha affermato Giorgetti. Per quanto riguarda gli incentivi il ministro ha spiegato che «il governo ha deciso finalmente di stanziare risorse importanti che dovranno incentivare la domanda, ma l’auto elettrica non deve essere un bene di lusso. Gli incentivi devono favorire l’acquisto di vetture elettriche da parte di tutti. L’auto elettrica non deve essere la seconda vettura delle famiglie abbienti che hanno un’altra vettura per le lunghe percorrenze e la utilizzano per fare le incombenze cittadine».
Mi pare che abbia ben presente i problemi finora nascosti sotto il tappetto.