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Fulvia vs Giulia, 40 anni dopo


TheDreamer

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a me rincresce perchè vedo le potenzialità dei nostri marchi e non mi capacito di come sia possibile essere andati così in basso da vivere grazie ad auto del segmento A, B e C... noi che abbiamo una storia di auto sportive e di classe... noi che abbiamo una storia industriale. Purtroppo non vedo nulla di buono per il futuro.

Non basta una 5OO, pur bella, per dire che Fiat va bene, non basta una MiTo che anche se vende non è un'auto che io vedo nel DNA Alfa, non basta una Ypsilon bicolore con lo spot in francesce, proprio le Lancia che si chiamavano Appia, Ardea, Astura, Fulvia ecc... per rimarcare l'italianità del marchio... ma sta gente non può starsene a casa?? prendiamo due scimmie che ci garantiranno di sicuro un risultato migliore!

E' la prima auto al mondo con motore a 6 cilindri a V di 60 gradi e con frizione, cambio e differenziale in un unico blocco sull'asse posteriore, transaxle, ..., è il 1950 e lei è l'Aurelia. (www.lancia.it)

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Perchè quando giochi al risparmio è normale che ad un cavallo come Thema succeda un roito come K

Perchè quando rimandi all'infinito la seconda serie di 166 e la tiri fuori quando è già vecchia (nata già con un frontale vecchio superato da 156, ma sappiam perchè) è normale che non risollevi più di tanto il cadavere.

Ma dopo questi errori dovuti in maggior parte ai ragiunat, puoi o porre rimedio (con investimenti su nuovi modelli) o dire ...........vabbè abbandoniamo il segmento cosi risparmiano.

Che poi... ora non conosco le cifre dei tempi, però debbo dire che vedere Thema Croma 9000 nell'arco di 2 anni, 164 a seguire poi (imposta e sappiamo già), vedere il progettone T4, seguito dal T2, mi fa pensare che non sia poi stato leit motiv esclusivo della decade successiva, il desiderio di investire in maniera oculata.

C'erano tre berline con pianale quasi identico (perchè Saab cambiava dietro e lo sappiamo già), due in Italia ed una al Nord.

Avevano le stesse porte, parabrezza e tante cosine-cosette.

Poi si aggiunge Alfa ma qui il discorso investimento oculato lo sposto a Roma, e aggiungerei ad oculato, obbligato, perchè "se vuoi la fai così altrimenti campa cavallo".

Il mega investimento perchè si trattava di una struttura nuova, con annessi e connessi, per carità ci sarà stato, in Fiat. Però era un mega che si spalmava su due auto del Gruppo ed una esterna; insomma non mi sembra che una volta i soldi si buttassero: più che altro venivano usati molto meglio.

Oggi sicuramente il popolo consumatore criticherebbe di più le porte uguali di Thema e Croma, ma all'epoca la percezione che davano le due auto era molto diversa.

Inoltre erano buonissime auto entrambe.

K: anni 90... lei non mi sembra che come investimento si sia poi "spalmata" così tanto (per quanto tale investimento fosse minore presumo).

Si saran spesi soldi per allargarle la gamma con una SW mediocre come estetica?

Se ne saran spesi per allargargliela con una coupè che... non dico nulla?

Se ne saran spesi per fare "k2" pochi mesi dopo cercando di rintuzzare le magagne che in Italia solo Auto aveva avuto le pallotte di spiattellare? (tirando poi le orecchie alle altre testate all'arrivo di "k2" in un editoriale peperino)

Per me risparmio mica tanto... o forse la solita idea di risparmio del Gruppo, risparmiare ora per spendere poi di più rispetto a quanto si sarebbe speso prima, se speso BENE.

Qui per me venivano spesi male, in certe situazioni.

Una K coupè fatta semplicemente di una k identica con una porta anteriore più lunga, sarebbe costata meno e l'effetto sul mercato sarebbe stato lo stesso, penso, di quella presentata e che (con rispetto parlando per chi l'ha apprezzata... quanti poi?) ha fatto ridere un po' tutti.

Poi sembra quasi che qualcuno abbia capito ed abbia detto, non "meglio non spendere", bensì "visto che quando spendiamo, spendiamo male, non spendiamo più ed è passat' la paura..."

Anche i 2000 miliardi spesi per il T2, tanto decantati nel 1988 al lancio del Tipozzo, fino ad un certo punto imho erano stati spesi bene (fino a Dedra e Tempra, la quale comunque ci stava come gamma Fiat), poi... sappiamo già, 155 nasce come nasce e con certi mediocri pensieri dietro, ma di fatto quel pianale ha tirato avanti per quanto? Indi per cui c'era risparmio, imho, anche prima dell'inizio della discesa, però magari era gestito meglio.

Ma ora tornerei a Fulvia vs Giulia, scusandomi per l'OT che ho contribuito ad alimentare.

Prese le due a livello stilistico, che si tratti di Giulia vs Fulvia berlina o di GT vs coupè... a gusto personale, è un 10 a 0 per Alfa.

Fulvia berlina mai digerita (e confronto a ciò che dice mia madre quando ne vede una, son gentile :D) e coupè... sarò io che non capisco ma tutti i suoi riferimenti acquatici per me non hanno mai portato a qualcosa di piacevole davanti ai miei occhi.

Non me ne voglia il buon Duetto che ne ha una, forse rispetto a GT era un'auto che andava più "capita", ma per me è sempre stata brutta e sgraziata :)

Il suo pannello di coda tagliato e contornato da cromatura, con quei faretti (imho) decisamente criticabili, lo assimilo come stile a certi volanti Beta da chiedersi "perchè?", e mi ha sempre fatto lo stesso effetto, vedendolo, di quando ti vien su un bruschetto dallo stomaco. :D

Scusa Duè, lo dovevo dire. :D

"... guarda la libidine sarebbe per il si, ma il pilota dopo il gran premio ha bisogno il suo descanso... e poi è scattata la regola numero due: perlustrazione del pueblo e ricerca de los amigos... ah Ivana, mi raccomando il panta nell'armadio, il pantalone bello diritto. E un po' d'ordine in stanza... see you later!" (Il Dogui, Vacanze di Natale)

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Perchè quando giochi al risparmio è normale che ad un cavallo come Thema succeda un roito come K

Perchè quando rimandi all'infinito la seconda serie di 166 e la tiri fuori quando è già vecchia (nata già con un frontale vecchio superato da 156, ma sappiam perchè) è normale che non risollevi più di tanto il cadavere.

Ma dopo questi errori dovuti in maggior parte ai ragiunat, puoi o porre rimedio (con investimenti su nuovi modelli) o dire ...........vabbè abbandoniamo il segmento cosi risparmiano.

Ehhhh...caro duetto, la spiegazione di tutto è una sola, e tu la conosci certamente, magari non è la verità assoluta ma sono sicuro non va molto lontano...:(

E cioè che a quei "signori" sono quindici anni buoni, che di fare auto in realtà non gliene frega niente, dichiarazioni pubbliche a parte. Non può esserci altra spiegazione.

Giochi di potere, interessi interni di vario tipo che pero' sono al di fuori del prodotto auto. Ed è bene mettersi l'anima in pace: non torneremo più ai fasti gloriosi.

L'editoriale di ruoteclassiche, già citato, è un'accusa durissima. Ma ovviamente chi potrebbe sentirsi tirato in causa, si volterà dall'altra parte, farà finta di non sentire, dirà "io non c'ero ancora e se c'ero non sapevo". Eh già, comodo così.

Che poi a ben vedere, i giochi di potere e gli interessi che andavano oltre al prodotto, ci son sempre stati. Anche in epoche insospettabili.

Prendiamo l'x1/9. Possibile che nessuno abbia mai pensato a mettere nel cofano il 1600 bialbero? Cavolo, 105CV, sai che libidine su un corpo vettura del genere? Magari in Italia ne piazzavi ancora meno, ma in mercati tipo UK o D...non avrebbero apprezzato? Per non parlare degli USA...ok catalizzato, quegli 85-90CV ci sarebbero saltati fuori di sicuro!

E la Beta Montecarlo? Baby Ferrari forse ancor più della suddetta x1/9. Meritava un motore più potente no? Già, ma con venti cavalli in più rispetto al 2 litri standard, forse forse rischiavi di far fare brutta figura alle Ferrari 208 aspirate e Dino 208GT4 fatte apposta per mercati come il nostro (peraltro la prima 208 GTB/GTS è risaputo che si trovasse in imbarazzo quando aveva a che fare con l'alfetta gt, specie se gtv6). Non ci vuole l'indovino per capire che il vulcanico drake non avrebbe gradito...

Poi mi dovranno spiegare come mai dall'82 hanno disconosciuto le sportive a brand Fiat, costringendo bertone e pinin a commercializzare le x1/9 e 124 spider col marchio proprio...Pero' oh, sportive a parte, se non altro le auto c'erano! In ogni segmento!....

Che peccato, tutto buttato al vento.

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sull X1/9 il bialbero non ci stava....il pianale era 128.

Ci stara' sul pianale Ritmo, leggermente allargato.

Poi che artigianalmente qualcuno ce l'abbia fatto stare e' un'altro discorso.

concordo per Beta...ma li si pestava i piedi al Drake.

Archepensevoli spanciasentire Socing.

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sull X1/9 il bialbero non ci stava....il pianale era 128.

Ci stara' sul pianale Ritmo, leggermente allargato.

Poi che artigianalmente qualcuno ce l'abbia fatto stare e' un'altro discorso.

concordo per Beta...ma li si pestava i piedi al Drake.

Mi ricordo un racconto di Masala quando parlava del boxer 2.5 di Gamma su Montecarlo per gli USA.

Una bomba..........già però poi le bombe te le tiravano da Maranello.

ST_G_02_04_000_1.jpgduetto14yg.jpg
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sull X1/9 il bialbero non ci stava....il pianale era 128.

Ci stara' sul pianale Ritmo, leggermente allargato.

Poi che artigianalmente qualcuno ce l'abbia fatto stare e' un'altro discorso....

Ohhh quanti problemi ci facciamo! :mrgreen: Bastava interpellare l'ing. Dallara e via...:lol:

...concordo per Beta...ma li si pestava i piedi al Drake.

Avrebbe tirato un missile su Mirafiori, altro che storie...:lol:...i precedenti ci sono...chissà come mai l'ottima Fiat Dino non è mai sbarcata negli states, vero? :D

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  • 1 anno fa...

Giusto per ricordare che proprio oggi è il 40° anniversario di una vittoria epica di un'auto Italiana che non finiva mai di stupire, per tecnica, qualità, classe, guida e... vittorie!

bel racconto sul Sole24ore:

Quarant'anni fa a Montecarlo la Fulvia in cima al mondo - Il Sole 24 ORE

Quarant'anni fa a Montecarlo la Fulvia in cima al mondo

di Vittorio Falzoni Gallerani

lancia_fulvia_coupe_72-352x288.jpg

L'anniversario (quaranta anni) della storica vittoria al Rally di Montecarlo 1972 scatterà la notte del 29 Gennaio 2012 ma noi non possiamo resistere fino ad allora: vogliamo essere i primi a festeggiare la ricorrenza di questo evento ed i suoi protagonisti.

E, con tutto l'affetto e l'ammirazione per Sandro Munari e Mario Mannucci che sono stati ospiti del suo abitacolo per una settimana e l'anno condotta alla vittoria, vogliamo omaggiare soprattutto Lei: la Lancia Fulvia 1,6 HF targata TO E24266 e con il numero14 sulle portiere.

Partita da Almeria, in Portogallo, si apprestava a condurre una gara dignitosa nella consapevolezza che presto sarebbe stata sostituita nella squadra HF da una vettura più specialistica: non più una versione adattata di un modello di serie come lei ma bensì un mezzo espressamente concepito per i rallies, specialità che stava guadagnando in risonanza gara dopo gara.

In più, quell'anno, le avversarie erano di primo piano e sensibilmente più potenti o leggere di Lei: le Alpine Renault A 110, trionfatrici l'anno prima e forti di sei esemplari ufficiali più uno per l'equipaggio femminile Moss-Crellin, pesano circa duecento chili in meno con potenza simile mentre le Porsche 911, pur pesando un centinaio di chili in più della Fulvia, possono disporre di 110 CV aggiuntivi per un totale di 270.

Ma quali sono le cifre della Fulvia? Eccole: 158 CV DIN a 7.200 giri/min e 830 kg di peso a vuoto; i cento CV/ litro che è arrivato a sviluppare sono il massimo per la gloriosa creatura di Ettore Zaccone Mina, il valente motorista della Lancia, se si vuole mantenere un'assoluta affidabilità, elemento determinante per ottenere buoni risultati in questo tipo di gara;

Come dicevamo la squadra HF parte molto serena e rilassata sapendo di non avere un mezzo totalmente competitivo e con l'obiettivo di ben figurare: lo stato d'animo ideale per affrontare qualsiasi importante impegno; arrivati però al termine del percorso d'avvicinamento, quando il percorso diventa comune ed il gioco comincia a farsi duro, ci si scopre terzi assoluti grazie a quel mago del volante che risponde al nome di Sandro Munari (il "Drago"), che riesce ad incunearsi tra tre Alpine Renault dominatrici fino a quel momento.

Non che ci si credesse più di tanto ma questo piazzamento non può che incoraggiare tutta la squadra, capitanata dall'altro mago Cesare Fiorio, a continuare a lavorare con la consueta perizia ma con rinnovato entusiasmo.

E la fortuna aiuta: comincia a nevicare sempre più forte, come dovrebbe essere ad ogni inverno che si rispetti, e questo mette in seria difficoltà una delle due favorite: la Porsche.

Vincitrice di tre consecutive edizioni del Montecarlo, dal 1968 al 1970, in questo frangente rimane vittima del ricorrente desiderio dei tedeschi di strafare e di sbagliare strategia (come dimostra anche la cronaca recente): confidando sull'asfalto asciutto, la Porsche monta sulle sue auto, relativamente pesanti (attorno ai 1.000 chili), il già citato motorone da 270 CV che le povere gomme chiodate di allora non riescono a gestire; dopo poche accelerate i chiodi vengono sparati via con la forza di una fucilata lasciando le povere 911 in drammatico debito di grip.

Intanto la "nostra" Fulvietta, macina prove speciali con risultati sempre migliori mantenendo l'insperato terzo posto assoluto fino al Venerdì, quando comincia la notte delle fiabe per la Squadra HF e per i tantissimi suoi tifosi.

L'ultima innevatissima tappa del "Monte", quella del Turini, vede l'uscita di strada dell'Alpine di Jean Claude Andruet mentre quelle di Bernard Darniche e di Ove Andersson rompono il cambio; Munari invece marcia come un orologio svizzero concentrato, racconterà Mannucci, come non lo aveva mai visto ed il risultato all'alba è la vittoria assoluta con dieci minuti di vantaggio (una vita) sulla Porsche 911 di Gerard Larrousse dalla potenza quasi doppia e da essa tradita.

L'anno doveva chiudersi poi in maniera trionfale con la Lancia Campione Internazionale Marche con una vettura che, ad inizio stagione, era stata schierata al via soprattutto per onor di firma.

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