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Mercato del lavoro o mercato delle prese per il sedere?


TonyH

Messaggi Raccomandati:

20 ore fa, Davialfa scrive:

allora riformulo:

 

Per come siete voi, preferireste un lavoro con meno stress, più tempo libero ma anche con meno stimoli e meno internazionale

 

oppure 

 

un lavoro con più stress, meno tempo libero ma anche più stimolante, meno noioso e più internazionale?

 

Io, al momento, sono più per la prima proposta, meno stress e più tempo libero, ma dipende dagli stimoli, dalle prospettive e dall'età.

Sostanzialmente ho superato abbondantemente i 50 anni, la mia carriera si può riassumere, a grosso modo, in queste fasi

 

- Ho iniziato da giovane, sui 20 anni, dopo il diploma ed il servizio militare, all'inizio il lavoro era, sostanzialmente, apprendere e avere indipendenza economica, preferivo il tempo libero a qualche soldo in più, quindi straordinari quasi zero, molto impegno e serietà ma non troppo tempo da dedicare.

- Con la crescita delle competenze e la stabilizzazione della vita personale ho iniziato a cercare stimoli e prospettive, le mie conoscenze e la carriera lavorativa progredisce e inizio a cercare alternative e nuove prospettive lavorative, aumenta l'impegno ed il tempo dedicato al lavoro, nello stesso tempo aumentano gli impegni familiari e le relative problematiche.

- Arrivi al punto che le tue prospettive di avanzamento sono quasi al termine, e, contemporaneamente, le alternative fuori dalla tua azienda si restringono, a causa della tua specializzazione interna e dal doversi mettere in gioco pesantemente fuori dalla tua realtà, in questo momento, avendo i ragazzi più indipendenti, ti butti sul lavoro sia come impegno che come tempo dedicato.

- L'impegno familiare, nonostante i ragazzi siano grandi, aumenta, in quanto devi affiancare e sostituire i tuoi genitori e parenti, che ti hanno aiutato prima ed adesso hanno bisogno di te, le prospettive di crescita sono limitate, torni a dedicare il tuo tempo libero ai tuoi hobby ed i primi problemi di salute, dovuti all'età, ti fanno riflettere e valorizzare il valore dello stare bene.

 

Ovviamente ogni persona ha un suo percorso di crescita lavorativa e familiare, i casi sono vari e diversi, occorre riflettere sulle prospettive ed il valore che si intende assegnare ad ogni cosa, probabilmente se avessi trascurato maggiormente la famiglia e valorizzato maggiormente il lavoro sarei in un altra posizione, ma, tutto sommato, ho raggiunto il mio equilibrio, guadagno ne tanto ne poco, e mi è sufficiente per i miei bisogni e le emergenze non grosse e sono riuscito a conciliare lavoro e famiglia, sono tendenzialmente soddisfatto.

Modificato da bik
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"I rettilinei sono soltanto i tratti noiosi che collegano le curve" [sir Stirling Moss]

"La cosa più bella che può fare un uomo vestito è guidare di traverso" [Miki Biasion]

Seat Leon Copa 1.6Tdi  - Suzuki V-strom 650

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On 14/3/2023 at 12:33, Davialfa scrive:

allora riformulo:

 

Per come siete voi, preferireste un lavoro con meno stress, più tempo libero ma anche con meno stimoli e meno internazionale

 

oppure 

 

un lavoro con più stress, meno tempo libero ma anche più stimolante, meno noioso e più internazionale?

 

Definitivamente la prima. Si lavora per vivere, non si vive per lavorare ;)

 

Soprattutto se una situazione del genere può compromettere la vita famigliare.

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  • 3 settimane fa...

buongiorno a tutti!vi scrivo per un piccolo confronto con chi avesse vissuto la stessa situazione o abbia semplicemente voglia di dire la sua!

Cerco di spiegare brevemente la mia vita lavorativa...ho avuto la fortuna di incominciare ad avere un lavoro fisso a 17 anni perchè ho fatto il cuoco!per i successivi 17 mi sono poi alternato in numerose cucine,sia in italia che all'estero e a metà della mia vita lavorativa mi sono specializzato in pasticceria(mia passione fin da bambino"goloso")

purtroppo o per fortuna,ritornato nella città natale si decide di provare a mettersi in proprio e tutto questo è durato 5 anni,per poi mollare causa attriti col socio (oltre a fare 90 ore a settimana di lavoro)...è stato un periodo particolarmente intenso che mi ha fatto cambiare il proprio lavoro!

Sfogliando i vari annunci nelle agenzie,mi ritrovo ad essere un'operaio in reparto di confezionamento di uno stabilimento chimico/farmaceutico,lavorando 5 giorni a settimana(40h)su 3 turni ma a casa nel fine settimana.

La polita aziendale prevede 2 anni di contratti interinali prima di passare a fisso.

Stipendio buono, festività a casa ma solo 13 mensilità e una situazione aziendale che,sentendo le voci,è imbarazzante (dimissioni del direttore più altra gente che si è o è stata demansionata,nel 2024 verrà venduta ad un nuovo fondo d'investimento)

ora,il punto è questo...aldilà che il lavoro tutto sonmmato non sia male,per me non è affatto stimolante e mi spiace dirlo ma provo ansia anche il solo andar al lavoro(e mi passa quando esco)ma credo che sia una sensazione comune a molte persone qui dentro.

Parlando con i "vecchi fornitori"con cui collaboravo quando ero in proprio è saltato fuori un probabile progetto futuro di una pasticceria vicino casa,ma ovviamente la cosa dovrebbe svilupparsi in almeno un paio di anni.

contando che quest'anno mi sposo,voi cosa fareste?cerchereste qualcosa nell'immediato,rimarreste in quell'azienda che permette una vita anche familiare o aspettereste la proposta per un lavoro che avete sempre amato(sperando che si avveri?)

grazie a tutti e scusate il papiro

 

 

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Buongiorno a tutti! Ho visto questa discussione aperta e ne volevo approfittare per chiedervi risposte (anche con dei link e video) a domande su imprevisti e simulazioni su situazioni di difficoltà e come gestirle per una simulazione in una concessionaria come centralinista... Grazie a chi lo farà🙏

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On 5/4/2023 at 17:31, bakercampa scrive:

buongiorno a tutti!vi scrivo per un piccolo confronto con chi avesse vissuto la stessa situazione o abbia semplicemente voglia di dire la sua!

Cerco di spiegare brevemente la mia vita lavorativa...ho avuto la fortuna di incominciare ad avere un lavoro fisso a 17 anni perchè ho fatto il cuoco!per i successivi 17 mi sono poi alternato in numerose cucine,sia in italia che all'estero e a metà della mia vita lavorativa mi sono specializzato in pasticceria(mia passione fin da bambino"goloso")

purtroppo o per fortuna,ritornato nella città natale si decide di provare a mettersi in proprio e tutto questo è durato 5 anni,per poi mollare causa attriti col socio (oltre a fare 90 ore a settimana di lavoro)...è stato un periodo particolarmente intenso che mi ha fatto cambiare il proprio lavoro!

Sfogliando i vari annunci nelle agenzie,mi ritrovo ad essere un'operaio in reparto di confezionamento di uno stabilimento chimico/farmaceutico,lavorando 5 giorni a settimana(40h)su 3 turni ma a casa nel fine settimana.

La polita aziendale prevede 2 anni di contratti interinali prima di passare a fisso.

Stipendio buono, festività a casa ma solo 13 mensilità e una situazione aziendale che,sentendo le voci,è imbarazzante (dimissioni del direttore più altra gente che si è o è stata demansionata,nel 2024 verrà venduta ad un nuovo fondo d'investimento)

ora,il punto è questo...aldilà che il lavoro tutto sonmmato non sia male,per me non è affatto stimolante e mi spiace dirlo ma provo ansia anche il solo andar al lavoro(e mi passa quando esco)ma credo che sia una sensazione comune a molte persone qui dentro.

Parlando con i "vecchi fornitori"con cui collaboravo quando ero in proprio è saltato fuori un probabile progetto futuro di una pasticceria vicino casa,ma ovviamente la cosa dovrebbe svilupparsi in almeno un paio di anni.

contando che quest'anno mi sposo,voi cosa fareste?cerchereste qualcosa nell'immediato,rimarreste in quell'azienda che permette una vita anche familiare o aspettereste la proposta per un lavoro che avete sempre amato(sperando che si avveri?)

grazie a tutti e scusate il papiro

 

 

 

 

Ti direi intanto di rimanere dove sei e di guardarti nel frattempo intorno, sia che si presenti un lavoro da dipendente più interessante, sia che decidi, al momento giusto, di tornare a lanciarti come libero professionista/imprenditore nel lavoro dei tuoi sogni.

 

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7 ore fa, led zeppelin scrive:

 

 

Ti direi intanto di rimanere dove sei e di guardarti nel frattempo intorno, sia che si presenti un lavoro da dipendente più interessante, sia che decidi, al momento giusto, di tornare a lanciarti come libero professionista/imprenditore nel lavoro dei tuoi sogni.

 

Concordo, mantieni la certezza che hai e continua a vedere attorno "cosa nasce", intanto accumuli capitale che magari potrebbe servirti per nuove imprese in proprio...

"post fata resurgam." (cit.)

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  • 4 settimane fa...
Dubbio Amletico
 
Se la vostra azienda vi proponesse un lavoro di grandi responsabilità, chiaramente ben retribuito che però vi porterebbe a viaggiare molto in italia e nel mondo e che sarebbe sicuramente abbastanza stressante anche se stimolante, mentre l'alternativa sarebbe quella di mettersi in proprio come partner della vostra azienda prevedendo un lavoro molto meno stimolante e meno stressante. Quale delle due opzioni scegliereste?
La prima senza pensarci due volte, io dopo 2 mesi tutti i giorni in ufficio ho dato le dimissioni
allora riformulo:
 
Per come siete voi, preferireste un lavoro con meno stress, più tempo libero ma anche con meno stimoli e meno internazionale
 
oppure 
 
un lavoro con più stress, meno tempo libero ma anche più stimolante, meno noioso e più internazionale?
Ti direi la prima ma so già che mi annoierei dopo poco, non posso farci nulla.
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  • 2 mesi fa...

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