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"Superbollo" - Addizionale erariale sulla tassa automobilistica


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Non so in passato, ma adesso se non presenti l'F24 con l'iva pagata, non ti danno le targhe italiane.

Ciao.

se non sbaglio è così da 4 anni, ma prima.... se cerchi su internet ne trovi una marea di concessionarie commercanti ecc ecc che hanno fatto i milioni con sta cosa...

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  • 1 anno fa...

[h=1]Superbollo: si incasseranno 100 milioni di euro in meno di quelli previsti[/h][h=3]Le stime dell’Unrae fotografano il fallimento delle politiche del Governo Monti e in particolare del superbollo, che, oltre a non aver portato nelle casse pubbliche le risorse preventivate ha letteralmente messo in ginocchio un intero settore economico[/h]

ferrari-4585.jpg

Uno dei provvedimenti più criticati dell’ormai pensionato Governo Monti è senza dubbio quello relativo all’introduzione del tanto discusso superbollo, inserito alla fine del 2011 nella manovra Salva Italia.

Che cos'è il superbollo

Con un decreto stabilito nel tentativo di colpire con una tassazione maggiore i cittadini italiani ad alto reddito, lo Stato ha applicato il famigerato superbollo ai veicoli con potenza superiore a 185 kW (251 CV). In questo caso sono previsti 20 euro per ogni kW superiore alla soglia prefissata nel caso in cui l’auto sia di nuova costruzione, 12 euro/kW in caso abbia cinque anni di vita, 6 euro/kW nel caso ne abbia dieci e 3 euro/kW dopo quindici anni. Dopo i vent’anni dalla data di costruzione invece non c’è più bisogno di versare l’addizionale.

Una volta entrato in vigore, il meccanismo del superbollo ha fatto molto discutere perché ha fatto corrispondere automaticamente la potenza di un veicolo alla fascia sociale di appartenenza di una persona, come se i cavalli sviluppati dal motore, e non invece il reale valore del veicolo, potessero testimoniare la fascia di reddito di un individuo.

bmw-m3-e467.jpg Una BMW M3 del 2001 paga più di 1.200 euro di bollo all'anno ma non è un'auto di lusso! Il suo valore di mercato infatti è quello di una Fiat Punto

BMW M3 del 2001. Vale come una Punto ma paga 1.200 euro di bollo solo perché è potente

Per comprendere l'assoluta infondatezza della corrispondenza potenza motore/reddito basta pensare fare un esempio. Una BMW M3 del 2001, un'auto da 343 CV ma che oggi vale circa 15.000 euro, paga in Lombardia 885,60 euro di bollo a cui occorre aggiungere 402 euro di superbollo perché è un'auto con più di 10 anni alle spalle. Risultato? 1.287,6 euro all'anno.

Un'auto che vale come una Fiat Punto un po' accessoriata e che può essere acquistata quindi anche da comuni cittadini che non dispongono di un alto reddito si ritrova a pagare più di 1.000 euro all'anno di bollo.

Definito spesso in maniera impropria come una “tassa sul lusso”, come se andasse a colpire solo i cittadini appartenenti ad alte fasce di reddito, il superbollo è stato considerato dal Governo Monti come un’arma con cui dare una boccata d’ossigeno alle casse pubbliche.

“Secondo quanto calcolato dall’Unrae sembrerebbe proprio che le pesanti critiche mosse al superbollo erano più che fondate”

Mancano 100 milioni di euro all'appello

L’Esecutivo infatti stimava di raccogliere circa 168 milioni di euro con l’introduzione del superbollo, una cifra sicuramente non trascurabile anche se marginale rispetto a quanto lo Stato incassa con una delle ultime manovre fiscali (circa 30 miliardi di euro). Secondo quanto calcolato dall’Unrae però, ovvero dall'Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, sembrerebbe proprio che le pesanti critiche mosse al superbollo erano più che fondate.

bollo-auto7.jpg Il bollo auto dovrebbe essere calcolato in base al valore dell'auto e non alla potenza

L’Unrae infatti ha stimato che dei 168 milioni di euro previsti, lo Stato ne avrebbe incassati circa 60. Mancherebbero quindi all’appello oltre 100 milioni di euro, ma queste mancate entrate sono solo il male minore per il nostro Paese. Da quando il superbollo è entrato in vigore infatti un vero e proprio mercato, quello delle auto “sportive”, è stato letteralmente messo in ginocchio.

Superbollo: un provvedimento controproducente per le entrate statali

È sempre l’Unrae infatti a comunicare che a fronte di 8,7 miliardi di euro di maggior introito fiscale previsto dalle due manovre (estate 2011 e Salva Italia), lo Stato ha in realtà perso 1,25 miliardi di minor gettito IVA solamente nei primi sei mesi dello scorso anno, cresciuti inevitabilmente ad una cifra prossima a 2,3 miliardi alla fine del 2012, somme da capogiro che equivalgono tranquillamente ad una piccola manovra fiscale.

Inoltre in un anno lo Stato avrebbe perso circa 100 milioni di euro di IPT rispetto al 2011, nonostante sia avvenuto il passaggio da IPT fissa a IPT a “geografia variabile”, che avrebbe dovuto assicurare un aumento di oltre 400 milioni alle casse delle province.

“A fronte di 8,7 miliardi di euro di maggior introito fiscale previsto dalle due manovre (estate 2011 e Salva Italia), lo Stato ha in realtà perso 1,25 miliardi di minor gettito IVA solamente nei primi sei mesi dello scorso anno, cresciuti inevitabilmente ”

Emorragia di auto sportive

A questi dati che testimoniano in maniera inequivocabile il fallimento di un decreto nato originariamente per rimpinguare le casse pubbliche, bisogna aggiungere inoltre che moltissimi cittadini hanno preferito disfarsi delle proprie auto sportive, modelli che tendenzialmente necessitano di maggiore manutenzione e di pezzi di ricambio più costosi (gomme, olio, pastiglie dei freni ecc.) oltre che di un maggior fabbisogno di carburanti. Tutto questo quindi ha avuto una ricaduta immediata su moltissimi concessionari e operatori della filiera dell'automotive, che hanno visto drasticamente ridursi il carico di lavoro, arrivando spesso alla chiusura definitiva dell’attività.

lancia-delta-integrale7.jpg Norme come il superbollo hanno messo in ginocchio il mercato delle autosportive

Per capire questa tendenza negativa è sufficiente riprendere le parole di Pietro Innocenti, Direttore Generale di Porsche Italia, che ha recentemente dichiarato: «L’Italia è sempre stato un mercato molto importante per la Porsche 911. Nel 2007 siamo arrivati addirittura a vendere quasi 3.000 911. L’Italia era addirittura il terzo mercato per la 911 dopo gli Stati Uniti e la Germania. Oggi purtroppo non possiamo più ripetere questi numeri […]. In Italia circolano oggi 38.000 Porsche 911, un numero ancora ragguardevole nonostante nell’ultimo periodo ci sia stata una vera e propria emorragia del parco circolante a causa di problemi noti come la fiscalità, controlli extra da parte delle forze dell’ordine ecc».

Ferrari: cresce in tutto il mondo. In Italia perde il 46%

Anche i dati di vendita relativi al mercato italiano di un costruttore del calibro di Ferrari fotografano in maniera cristallina gli effetti deleteri che hanno avuto iniziative come il superbollo nel nostro Paese. L’Azienda del Cavallino infatti ha chiuso un 2012 da record, immatricolando 7.318 vetture (+4,5% rispetto al 2011) con il fatturato che ha raggiunto i 2,433 miliardi di euro (+8%).

“Non resta che sperare in una pesante revisione da parte del neo-Governo Letta della tassazione inflitta al mondo dell’automobile”

Peccato solamente che questi risultati eccezionali, che hanno permesso peraltro di conferire un premio extra in busta paga ai dipendenti di Maranello, sono stati ottenuti per merito di tutti i principali mercati mondiali (Europa compresa), dove si sono registrati risultati di vendita ovunque in crescita, ma non grazie all’Italia. Nel Bel Paese infatti Ferrari ha registrato nel 2012 un calo del 46% rispetto allo stesso mese dell'anno precedenete, chiudendo con solo 318 consegne alla rete.

Governo Letta: elimare il superbollo

Alla luce di questi deludenti risultati non resta che sperare in una pesante revisione da parte del neo-Governo Letta della tassazione inflitta al mondo dell’automobile, che dovrebbe essere considerata come una risorsa economica fondamentale per la crescita Paese. Eliminare il superbollo per esempio sarebbe già un buon inizio.

Superbollo: si incasseranno 100 milioni di euro in meno di quelli previsti - News - Automoto.it

Sai che cosa diceva quel tale? In Italia sotto i Borgia, per trent'anni, hanno avuto assassinii, guerre, terrore e massacri, ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e che cos' hanno prodotto? Gli orologi a cucù.( O.Welles)

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ecco cosa succede quando si cavalca il populismo del "tassiamo i ricchi" in modo scriteriato....

copione già visto col settore della cantieristica da diporto.. solo che questa volta non si è riusciti a far fallire le aziende... peccato... magari inasprendolo ancora un pò e imponendo aliquote IRAP maggiorate per il settore :§

Alfa Romeo Giulietta, 1.4 TBI Multiair 170 CV Exclusive (2013)

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Vorrei capire se i soldi in meno di cui parlano in questo articolo riguardano il solo gettito del superbollo e dell'IVA sulle auto "sportive" oppure, come immagino, sono relative all'intero mercato.

Perchè, casomai qualcuno non se ne fosse accorto, il mercato auto italiano complessivo è passato da 2 milioni scarsi di vetture a 1.4 milioni, dal 2010 (anno di riferimento per i calcoli fatti nel 2011) al 2012.

E sappiamo tutti benissimo che non è certo colpa del superbollo.

Che poi il micro-mercato delle supersportive in Italia si sia fortemente contratto è palese, ma io mi preoccuperei di altro.

E anche il discorso "chi aveva una vettura di altissime prestazioni, ma poco valore se n'è spesso dovuto liberare perchè non poteva pagare il superbollo"... beh, signori, la crisi non è un modo di dire: causa questo e molto peggio.

P.S.

E concludo dicendo che, a mio parere, dietro la diminuzione delle immatricolazioni di auto di elevata potenza c'è molta più elusione fiscale che reale sparizione del mercato e delle vetture già in circolazione.

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Il dato dei 100 mln in meno è da mesi che gira... e l'ho sempre visto attribuito al mancato gettito IVA e super-bollo.

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EDIT: il dato dei 100 mln è plausibile.

L'economia e l'auto non ripartono: a luglio -21,4%, in 7 mesi perso 1/5 del mercato

“La pausa estiva trova il settore auto con 230.000 vetture perse rispetto allo scorso anno e lo Stato con 1,5 miliardi di euro di mancato introito IVA (verso un anno medio da 2.000.000 di vetture), conseguenze di una serie di leggi inefficaci per le finanze dello Stato, come il superbollo e l’aumento delle Imposte Provinciali di Trascrizione, ma devastanti per il mondo dell’auto”, ha dichiarato Jacques Bousquet, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere in Italia.

“Dall’auto è quindi venuto a mancare il cospicuo sostegno che ha sempre dato all’economia, perché le famiglie e i giovani vedono oggi difficile il mantenimento e l’uso dell’automobile, spremuti come sono dalle tasse e dalle incertezze sul lavoro”.

Secondo i dati resi noti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, le immatricolazioni di auto hanno registrato nuovamente nel mese di luglio una flessione a doppia cifra (-21,4%) con 108.826 auto vendute, rispetto alle 138.445 dello stesso periodo dello scorso anno. Tale risultato porta i primi 7 mesi dell’anno in calo del 19,9% a 923.739 unità.

“Occorre che il Governo imposti nuove azioni capaci di far riprendere i consumi e con essi rilanciare la propensione verso l’auto – prosegue il Presidente - invece il Decreto Sviluppo, attualmente in approvazione, va sì nella direzione della parte virtuosa del mercato dell’auto ma, nella sostanza, inciderà solo su circa l’1,4% delle vendite (canali noleggio e società), non determinerà alcun sostegno reale alla domanda, cosa di cui avremmo, invece, bisogno almeno per i prossimi 3 anni, per avere il tempo di riorganizzare il sistema distributivo”.

“Il provvedimento che riguarda l’auto sarà, pertanto, inefficace e inapplicabile: ad esempio, la prevista rottamazione sulle auto aziendali, nella pratica, non si verificherà mai, perché non esistono società folli che tengano le vetture per 10 anni. Tali misure, quindi, faranno spendere inutilmente altre risorse allo Stato: allora meglio dirottarle sulla riduzione dell’enorme pressione fiscale sull’auto; sarebbe di beneficio per tutti”.

Guardando poi al potenziale di vendita di auto nuove per il prossimo anno, pesa la situazione del mercato del lavoro, con un tasso di disoccupazione previsto in costante peggioramento rispetto all’andamento di quest’anno e che, secondo i dati aggiornati diffusi ieri dall’ISTAT, nel solo mese di giugno ha registrato un ulteriore incremento, raggiungendo il 10,8%. Se a tutto ciò aggiungiamo il carico fiscale che continuerà a gravare sulle famiglie, si fanno sempre più forti i rischi che si determinino ulteriori contrazioni dei redditi disponibili per far fronte alle necessità di consumo e che si crei un clima di tensione sociale.

“Pertanto, in assenza di interventi a sostegno dei consumi e del settore - conclude Bousquet - la domanda di autovetture nuove del prossimo anno sarà ancora più debole dell’attuale. Tutti i driver economici e settoriali analizzati dal nostro Centro Studi indicano che difficilmente nel 2013 il mercato riuscirà a mantenere i livelli di questo anno”.

Tornando ai risultati di luglio, i dati della struttura del mercato ci dicono che le tendenze della prima parte dell’anno non cambiano, ma peggiora lo scenario: le famiglie registrano una riduzione degli acquisti nel mese del 24%, portandosi ad una quota di mercato del 63,7%, nel periodo gennaio-luglio le immatricolazioni ammontano a 586.626 unità, in flessione del 23,2% e con 2,8 punti in meno di rappresentatività, rispetto allo scorso anno. Le società proseguono il trend di flessione -25,2% nel mese (-17,8% nel cumulato), mentre il noleggio si mantiene abbastanza stabile e, seppur in calo del 6,1% in luglio, incrementa la propria quota di mercato al 17,8% del totale (19,7% nei 7 mesi).

Anche sul fronte delle alimentazioni si è accentuata in luglio la forte crescita delle vetture a gpl e metano, a scapito dei carburanti tradizionali (benzina e diesel), che scontano un elevato incremento dei prezzi. Il gpl, infatti, si è portato ad una quota che sfiora il 10%, con un incremento del 160%. Il metano si conferma in recupero, al 3,5% di quota sia nel mese che nel cumulato.

Infine, anche i dati dei contratti, da una prima rilevazione, hanno evidenziato un calo del 22% e 97.000 unità in luglio (stessa flessione nel cumulato con 865.000 ordini).

I passaggi di proprietà nel mese (al lordo delle minivolture) hanno evidenziato una flessione del 6,7% e 355.811 trasferimenti, portando il cumulato dei primi 7 mesi a 2.477.188 vetture usate, in riduzione dell’11% rispetto al gennaio-luglio 2011.

Modificato da ISO-8707
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P.S.

E concludo dicendo che, a mio parere, dietro la diminuzione delle immatricolazioni di auto di elevata potenza c'è molta più elusione fiscale che reale sparizione del mercato e delle vetture già in circolazione.

Alfa Romeo Giulietta, 1.4 TBI Multiair 170 CV Exclusive (2013)

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Un'auto che vale come una Fiat Punto un po' accessoriata e che può essere acquistata quindi anche da comuni cittadini che non dispongono di un alto reddito si ritrova a pagare più di 1.000 euro all'anno di bollo.
Cita

7:32 : Segni i punti coglionazzo !

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Conta relativamente il giusto, al pari dell'occhiometro.....ma PERSONALMENTE conosco almeno 3/4 persone che son passate da cilindrate orbitanti i 3000 a max 2000......nell'ultimo anno e mezzo, grossomodo......

Sai che cosa diceva quel tale? In Italia sotto i Borgia, per trent'anni, hanno avuto assassinii, guerre, terrore e massacri, ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e che cos' hanno prodotto? Gli orologi a cucù.( O.Welles)

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Guest EC2277

E concludo dicendo che, a mio parere, dietro la diminuzione delle immatricolazioni di auto di elevata potenza c'è molta più elusione fiscale che reale sparizione del mercato e delle vetture già in circolazione.

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