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Come sei caduto in basso Quattroruote


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Bisogna uscire dalla mentalità del "abbiamo fatto sempre così, quindi non ci proviamo neanche a pensare se può funzionare in modo diverso".

Anche nel doppiaggio...se manco ci provi a fare un lavoro decente, come diamine puoi affermare con sicurezza "che non ne vale la pena"?

Modificato da Wilhem275

There's no replacement for displacement.

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Anche tu ti ecciti palpeggiando pezzi di plastica? Perché stare qui a discutere con chi non ti può capire? Esprimi la tua vera passione passando a questo sito!

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sul doppiaggio soprattutto dei film di fantascienza , dopo l'ennesimo lattice di stelle od atmosfera ossigeno nitrogeno, o astronave armata , non mi pronuncio più.

P.S. per i non inglesisit

Lattice = reticolo

nitrogen = azoto

armored = corazzato ( non armato!! )

:)

Archepensevoli spanciasentire Socing.

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Ah, io sono aperto a tutto :) però 'sta cosa la deve capire chi ne deve fare un business.

Io avrei senza dubbio comprato i Bluray italiani di Interstellar e Dark Knight Returns, se il doppiaggio fosse stato all'altezza... sono mica come gli alfisti che frignano e poi comprano altro :lol:

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Some critics have complained that the 4C lacks luxury. To me, complaining about lack of luxury in a sports car is akin to complaining that a supermodel lacks a mustache.

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Per il problema doppiaggio ci sarebbe da puntualizzare che siamo tra i pochi Paesi che l'adottano: il resto del mondo usa i sottotitoli, ragion per cui la distribuzione dei nostri film è più costosa, ergo cercano di risparmiare utilizzando interpreti scadenti e doppiatori senza talento.

Il problema è sempre quello: il prodotto buono costa e, visto che una sempre minore percentuale di clienti puó permetterselo, chi produce risparmia come può o cerca di reperire soldi dove puó.

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Purtroppo non è e non può essere come dici.

Le copie sono calate proprio perché le persone non cercano la professionalità e la qualità. Prima di internet se volevi sapere di auto avevi solo le riviste, ora basta accendere il pc o usare lo smartphone. Prima, quando volevi cambiare macchina compravi 4R, ora non più.

I soldi delle Case, quindi, sono rimaste l'unica forma di sostentamento sicura, almeno finché il sistema rimane questo.

Una rivista seria a 10 euro in edicola? La compreremmo solo io, te e qualche altro impallinato, tutto il resto del pubblico abituale di 4R la butterebbe nel cesso.

scusa la brutalità, ma chiudere pare brutto? In questi ultimi 10 anni sono morte decine di riviste (e aziende) mi sembra che a nessuno gliene sia fregato nulla, tranne i coinvolti direttamente.

se non riesci a stare sul mercato, abbassi la serranda. È 20 anni che testavi macchine, non sai fare altro e non riesci a riciclarti nemmeno come magazziniere? Peccato, potevi pensarci 20 anni fa e fare domanda in Comune.

saró cinico ma veder addossare sempre tutte le colpe a internet è fastidioso.

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'quattroruote':vw truccava i software, ma tutte le case hanno dati fasulli sulle emissioni - Business


diesel-gate-dieselgate-volkswagen-715415.jpg 30 set 2015 13:53 C'È IL TRUCCO E C'È PURE L'INGANNO - TRANQUILLI: SE LA VOLKSWAGEN TRUFFAVA SULLE EMISSIONI CON IL SOFTWARE, LE ALTRE CASE LO FANNO CON SISTEMI PIÙ BANALI, MA ALTRETTANTO EFFICACI - L'INCHIESTA DI ''QUATTRORUOTE'': LA DIFFERENZA TRA I DATI DICHIARATI E REALI È DEL 40% PER VW, MA CI SONO MODELLI FORD E RENAULT ALTRETTANTO SBALLATI

Gomme, centraline, cambio, freni, toppe sulla carrozzeria: i trucchi delle case per produrre test fasulli sulle emissioni - Il mensile ha rilevato uno scostamento dal dichiarato del 58% per la Focus Wagon 1.5 TDCI, del 54% per la Renault Captur 1.5 e del 48% per la Toyota Auris station wagon ibrida...

Enrico Artifoni per “il Giornale

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DIESEL PRIMA PAGINA LIBERATION

Quanto sono attendibili i dati di omologazione relativi ai consumi e alle emissioni inquinanti delle auto in vendita in Italia e nel resto d' Europa? Per niente, o quasi. Perché i test ufficiali si basano su misurazioni che hanno ben poco a che fare con l' esperienza quotidiana di guida di chiunque si metta al volante di una vettura, grande o piccola, pratica o sportiva, lussuosa o economica che sia.

Dunque, aldilà dell' utilizzo del software truffaldino da parte di Volkswagen e dei marchi ad essa collegati per far risultare in regola le emissioni di NOx (ossidi di azoto) del motore 2.0 TDI Euro 5, la discrepanza fra il dichiarato e il reale riguarda un po' tutti i modelli di tutte le marche.

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DIESEL

Stando alle rilevazioni di Quattroruote , che al dieselgate ha dedicato un' edizione straordinaria, in media sfiora il 40% per le vetture del gruppo Volkswagen equipaggiate con il motore turbodiesel incriminato, sia per quanto riguarda le emissioni di CO2 sia per i consumi di carburante, e arriva addirittura al 62% per la monovolume Sharan.

Ma non sono da meno i modelli di altri costruttori: il mensile ha rilevato, per fare alcuni esempi, uno scostamento dal dichiarato del 58% per la Focus Wagon 1.5 TDCI, del 54% per la Renault Captur 1.5 anch' essa con motore Diesel e del 48% per la Toyota Auris station wagon con alimentazione ibrida. Quattroruote spiega poi nel dettaglio perchè i test sulle emissioni inquinanti non dicono il vero e tutti i trucchi per aggirare le regole.

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martin winterkorn amministratore delegato volkswagen

Da quando sono nate le normative antinquinamento, quasi mezzo secolo fa, gli esami per verificare se le vetture rispettano i limiti di legge si sono evoluti, ma nella sostanza sono rimasti gli stessi: le auto non corrono su strada, bensì in laboratorio su rulli frenati in modo tale da riprodurre la resistenza all' avanzamento, e chi è al volante accelera, cambia marcia, rallenta e frena secondo uno schema ben definito. Proprio in questo schema sta il problema: nel ciclo di prova europeo, per esempio, l' accelerazione da 0 a 70 km/h deve compiersi in 41 secondi, un tempo esagerato anche per il più tranquillo degli automobilisti, e la velocità massima in autostrada, oltretutto mantenuta per pochi secondi, è di 120 km/h.

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volkswagen autostadt fabbrica concessionario

A ciò si aggiunge che tutti gli accessori elettrici e il condizionatore - che mangiano energia e quindi incidono su prestazioni, consumi ed emissioni - devono restare spenti, cosa che non avviene praticamente mai nell' utilizzo reale. E sono tollerati vari accorgimenti che permettono di incidere positivamente sul risultato finale: Quattroruote cita, fra l' altro, la disattivazione dell' alternatore, la modifica delle mappature della centralina, l' utilizzo di oli speciali che riducono gli attriti nel motore e nel cambio, il gonfiaggio a pressione più elevata degli pneumatici e l' utilizzo di mescole speciali che riducono la resistenza all' avanzamento, l' allontanamento dai dischi delle pinze dei freni e la copertura delle fessure nella carrozzeria con nastro adesivo.

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MERKEL ENTRA IN UNA GOLF ELETTRICA CON WEN JIABAO E WINTERKORN CAPO DI VOLKSWAGEN

Tanti piccoli aiuti che messi insieme possono dare un grande vantaggio alle Case e lasciano senza difesa i consumatori. Ai quali non rimane che sperare, sull' onda dello scandalo, in una revisione che renda i cicli di omologazione ben più aderenti alla realtà. Ma già si pone un problema: nei test in laboratorio le condizioni ambientali, per quanto ricreate artificialmente, sono uguali per tutti e controllabili con precisione, mentre su strada possono variare e anche di molto, a seconda delle condizioni meteo, dell' asfalto, dei percorsi e del traffico. E poi va risolta la questione dell' armonizzazione su scala globale dei parametri.

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volkswagen

Altrimenti, come accade oggi, lo stesso modello con il medesimo motore che una Casa automobilistica commercializza nei principali mercati di tutto il mondo può risultare in regola in Europa, ma non negli Stati Uniti o in Cina e viceversa. E proprio l' esigenza di trovare compromessi accettabili, soprattutto in termini di costi, può portare al ricorso a pericolose scorciatoie, come sembra sia successo nel caso di Volkswagen.

la caduta degli dei a gasolio - il dieselgate e le ragioni dell' impazzimento di fronte al caso vw - Business


volkswagen-711983.jpg 30 set 2015 18:03 LA CADUTA DEGLI DEI A GASOLIO - LE RAGIONI DELL'IMPAZZIMENTO DI FRONTE ALLO SCANDALO VOLKSWAGEN - CERTO, C'E' IL DANNO ALLA NOSTRA SALUTE MA BEN RICOMPENSATO NEL VEDERE LA GERMANIA DELLA KAISER MERKEL IN GINOCCHIO - "QUATTRORUOTE": “ESISTONO EPISODI PIÙ GRAVI, SE NON FOSSERO STATI TEDESCHI SAREBBE STATO DIVERSO”- - - - -

Il direttore di Quattroruote: “Mi colpisce l'eco mediatica sproporzionata all' effettivo danno ambientale...” - C’è molto entusiasmo nel Sud Europa smandrappato. Volkswagen ovvero, per la proprietà transitiva, la Germania, viene punita (finalmente) anche dalla Bce. Un sogno, per i reietti dell' Eurozona”..

Michele Masneri per “il Foglio”

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VOLKSWAGEN MOTORE PULITO TRUFFA

A voler cercare dei presagi, il salone dell' auto di Francoforte quest' anno si era aperto con segnali inquietanti. Ecco l' amministratore delegato di Bmw, Harald Krueger, colto da coccolone, svenuto sul palco.

Poi la stizzita risposta dei tedeschi allo spauracchio globale dell' auto, quello di Google e Apple pronte a intervenire nel settore. "Non diventeremo un iPhone a quattro ruote", aveva detto il numero uno di Volkswagen Martin Winterkorn. Poco prima del Diesel -Gate che l' avrebbe travolto.

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MERKEL E WINTERKOM

C' è una puntata nella seconda stagione del cartone americano Simpson ("Oh, fratello, dove sei") in cui Homer scopre di avere un fratello che è un potentissimo magnate dell' industria automobilistica, e dunque inopinatamente progetta un modello di auto destinata al consumatore medio del mercato americano (naturalmente l' auto è un fallimento e la casa automobilistica va venduta a un giapponese).

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winterkorn merkel in cina

Come il cartone inventato da Matt Groening, anche il Diesel Gate ha implicazioni abbastanza sociologiche: non riguarda solo il mercato dell' auto ma è uno spaccato un po' sociologico del mondo globale 2015, tra cialtroneria internettiana, profezie che si autoavverano, informazione irrazionale.

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MUELLER AD VOLKSWAGEN

"Domenica 27 settembre il Corriere della Sera in prima pagina scriveva di 40.000 auto bloccate sui piazzali Volkswagen in Italia", dice al Foglio il direttore di Quattroruote, Gian Luca Pellegrini. "E' una cifra assurda, non ci sono tante auto in tutti i concessionari d' Italia messi insieme".

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MERKEL

Ma è solo una delle tante informazioni sconclusionate che circolano in questi giorni. Per esempio, "il coinvolgimento di Bmw: è bastata una voce nei giorni scorsi che anche la casa di Monaco avesse gli stessi problemi, e il titolo ha perso l' 8 per cento in Borsa. Poi naturalmente non era vero niente. C' è una disinformazione totale, tanto che ormai la gente pensa: 'oddio, se mi fermano con la mia Golf, me la sequestreranno'".

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merkel come madre teresa di calcutta

Ma ad essere surreali sono soprattutto le famose emissioni da cui origina il caso.

Volkswagen avrebbe infatti installato una centralina che modifica non il tremendo Co2, ma il "banale" NOx, l' ossido di azoto, che è quel gas che si sprigiona quando si mette sul fuoco una pentola. "Tecnicamente non è un inquinante, è classificato come un irritante", dice sempre Pellegrini. "Volkswagen si ritroverebbe dunque a pagare la più alta sanzione nella storia dell' automobile senza aver causato neanche un incidente" ma per un' arietta oltre i limiti.

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ELLEKAPPA - VOLKSWAGEN

"E' chiaro: hanno mentito e devono pagare caro", dice il direttore di Quattroruote, "ma nella storia ci sono state cause di cui non avete mai sentito parlare, che hanno fatto morti e feriti: nel 20002001 venne fuori che i difetti delle gomme di alcune auto Ford causarono almeno duecento morti: la vicenda ha portato risarcimenti per soli 3 miliardi di dollari; Toyota nel 2012 pagò 1,2 miliardi di dollari per richiamare alcune sue auto che ave vano un difetto al pedale dell' acceleratore (due morti); mentre almeno 56 morti sarebbero stati causati da un problema all' iniezione di alcuni modelli General Motors, con risarcimenti da soli 900 milioni di dollari".

Invece - pare - il più grande risarcimento della storia dell' automobile sarà ricordato per un caso in cui non si è fatto - né si farà - male nessuno.

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VOLKSWAGEN

L' altra surrealtà riguarda poi il senso degli Stati Uniti per il Diesel. In un paese popolato da suv-umani a otto cilindri benzina, il gasolio è una specie di fobia. "Qui la maggior parte delle auto sono pick-up, consumano un botto, ma sono considerati come camion, dunque non devono neanche sottostare alle normative per le auto.

Non devono superare i crash test, le prove di urto coi pedoni, non rispondono alle norme sulla sicurezza". I suv-umani "odiano il diesel perché hanno i ricordi di Los Angeles con la cappa di inquinamento dei vecchi motori a gasolio puzzolenti prima dei catalizzatori. E non è un caso che la California è lo stato al mondo che ha le restrizioni più alte". E che proprio da lì è nato il caso Vw".

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MATTHIAS MUELLER VOLKSWAGEN

Il caso poi fa il resto: c' è un tedesco ossessionato dai gas di scarico che si chiama Peter Mock, è il capo di una Ong che si chiama International Council on Clean Transportation, si batte per rendere più ecologici i mezzi di trasporto (sembra davvero un personaggio di Freedom, il penultimo romanzo di Franzen). l' Icct, con sedi a Washington, Pechino e Bruxelles, campa con finanziamenti privati, tra cui alcuni eredi della Hp (computer, stampanti) e della Climateworks, una ong nel cui board siede anche John Podesta, boss della campagna di Hillary Clinton.

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MATTHIAS MUELLER VOLKSWAGEN

Mock, appassionato del tema, ha condotto uno studio in cui si sottolinea "il gap tra i consumi reali e in test di laboratorio sulle auto in Europa". Ex dipendente della divisione ambiente della Mercedes, ha scoperto nel 2013 che alcuni veicoli Vw producevano gas di scarico molto più alti che nei test. Segnala dunque il problema all' Agenzia per l' ambiente della California (Epa, Environmental Protection Agency) che apre un' indagine e nel frattempo notifica alla Volkswagen il problema.

Siamo a maggio 2014. "La Volkswagen in un anno ha aspettato, ha scritto solo una lettera ai propri clienti in California dicendo: la prossima volta che passate in officina fate dare un' occhiata al motore", dice sempre Pellegrini. E qui entriamo nella lettura psicanalitica del Diesel -Gate.

"Io mi sono stupito di questo comportamento. Ma il problema dei tedeschi è che nell' emergenza si paralizzano". Così, la settimana scorsa, il dramma. Prima l' amministratore delegato della Volkswagen (poi dimissionario), Martin Winterkorn, esce con un video in cui ammette tutto: sì, è vero, siamo colpevoli, abbiamo tradito la fiducia dei clienti (messaggio non richiesto, le accuse erano generiche). "Poi per 48 ore poi non hanno detto più nulla. Martedì quando il titolo ha perso oltre il 30 per cento c' è stato un ulteriore messaggio, "sì è vero, abbiamo sbagliato", e il titolo ha perso un altro 8 per cento. "Poi ancora un altro messaggio" dice Pellegrini. Poi di nuovo silenzio, poi giovedì Winterkorn ha dato le dimissioni".

Siamo in un' altra puntata dei Simpson, "La paura fa Novanta, V": l' amico tedesco di Bart, Uter, viene macinato e trasformato in wurstel mentre la scuola di Springfield viene trasformata in una sorta di Oktoberfest bavarese. Pare un po' il destino della casa tedesca (tra l' altro nella realtà a Wolfsburg, cittadella Volkswagen in Bassa Sassonia, è in azione fin dai tempi hitleriani una pregiata fabbrica di wurstel, che non serve solo la mensa aziendale ma vende anche all' esterno).

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"Il problema, enorme, lo sanno tutti, è quello dei test", continua il direttore di Quattroruote. "I test sono fuorvianti, le legislazioni ambigue. Da sempre le case automobilistiche dichiarano valori che non sono mai reali, sono i cosiddetti valori di omologazione. Per farli, le macchine vengono sigillate, l' aria condizionata spenta, vengono montate ruote più strette, eccetera. Infatti Quattroruote, da sempre, pubblica il dato omologato e poi quello che testiamo su strada nel nostro centro prove".

Però qui è diverso. Stavolta Volkswagen ha barato."Non c' è dubbio, è una truffa, e però non si capisce perché l' abbiano fatta.

Gli Stati Uniti per Volkswagen sono marginali rispetto ad altri paesi come l' Europa o la Cina. Il mercato del diesel negli Stati Uniti oltretutto vale sì e no il 2 per cento dell' intero settore. Non li compra nessuno i diesel in America". Perché l' hanno fatto, allora? "Me lo chiedo anch' io. Perché un gruppo globale con una reputazione consolidata rischia di soccombere per dei guadagni totalmente irrisori?".

La tentazione della götterdämmerung, la caduta degli dei, e di altre metafore wagneriane di ambiente boscaiolo è facile.

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Leadership riluttante? Classico connubio psicanalitico di grandiosità e tentazioni masochistiche, in risposta anche ad aspettative mortifere? "Io non ho mai visto tanto astio e tanta pubblicità per un caso del genere", sempre Pellegrini. "Mi colpisce l' eco mediatica sproporzionata all' effettivo danno ambientale, cresciuta fino alla psicosi. Se non fossero stati tedeschi sarebbe stato diverso".

La caduta degli dei a gasolio corrisponde infatti a tanta soddisfazione all' esterno; c' è molto entusiasmo infatti in questi giorni da parte di un Sud Europa smandrappato, tanti Pigs che finalmente possono esultare. Anche perché Volkswagen ovvero, per la proprietà transitiva, la Germania, viene punita (finalmente) anche dalla Bce. Un sogno, per i reietti dell' Eurozona.

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"Le obbligazioni della Vw erano considerate talmente sicure da essere inserite nel paniere che la Banca centrale compra sul mercato, nel piano da 60 miliardi di euro annunciato da Draghi l' anno scorso per sostenere l' economia" dice Pellegrini.

"Come risultato del Diesel -Gate, Draghi per prima cosa ha escluso i bond della casa automobilistica, con la conseguenza che d' ora in poi Vw per trovare creditori dovrà pagare tassi più alti; questi tassi verranno trasferiti sui clienti; finiranno i tassi zero che i clienti Vw potevano avere sulle rate".

Contro questi tassi, produttori meno virtuosi protestavano molto. Ora però tutti tirano un sospiro. "La debolezza della Germania che non innova più", titolava un quotidiano italiano nei giorni scorsi. E un' esimia economista: "il Diesel Gate è frutto del neoliberismo!". Il buco dell' azoto è vivo e lotta insieme a noi.

Questi stanno sull'orlo di una crisi di nervi.......! :shock::pz E non mi riferisco a VAG....Il bello è che si ha il coraggio di prendersela anche con l'attività di vera o presunta disinformazione condotta da altri.....Non ho parole :disp2:.

. “There are varying degrees of hugs. I can hug you nicely, I can hug you tightly, I can hug you like a bear, I can really hug you. Everything starts with physical contact. Then it can degrade, but it starts with physical contact." SM su Autonews :rotfl:

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Mi sono fermato a "non il tremendo CO2, ma il banale NOx, che è quel gas che si sprigiona quando si mette sul fuoco una pentola" perché la mia povera laurea stava tentando il suicidio.

Tralasciando che vorrei sapere che cacchio di piano cottura ha, visto che la dissociazione dell'azoto avviene sopra i 1400-1600K, buon per lui che è una puttanata colossale sennò sarebbe già bello che morto.

Anche a causa del tremendo CO2. Me sa che ha avuto anche qualche problema in biologia alle medie.

Mi sa che il dato di analfabetismo funzionale è solo del 47% solo perché un altro 47% ha risposto giusto per caso.

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Some critics have complained that the 4C lacks luxury. To me, complaining about lack of luxury in a sports car is akin to complaining that a supermodel lacks a mustache.

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