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FCA - Product Plan (Notizie - Riassunto a pag. 1)


Messaggi Raccomandati:

mesi fa Marchionne parlò di fantomatici capannoni dove si starebbe lavorando da lungo tempo ed in gran segreto alla Giulia, mi sarei aspettato di vedere qualcosina ieri, almeno una sagoma sulle slide....

Mesi fa (pochi, meno di 4) quasi nessuno ha creduto alla frecciata sui "capannoni fantasma" e infatti era stata presa come una provocazione quando non come una palla clamorosa.

Ieri hanno addirittura fatto vedere cosa c'è dentro e cosa fanno in quei capannoni fantasma.

Ora ci risiamo.

Volevi vedere una sagoma sulle slide? E' una richiesta che è una via di mezzo tra il chiedere troppo senza sapere di cosa si sta parlando e il "non va mai bene niente".

Non buttiamoci in modo così palese sulla provocazione, per favore.

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la verità è che della Giulia progettata in gran segreto nei bat-capannoni non si è vista neanche la sagoma... posso solo invitarvi ad ascoltare la puntata che vi ho linkato, Barisoni non un cretino ed il suo intervento è molto equilibrato

Appunto... e considerando che i soldi ce li mette sempre e comunque FCA, anche lo scorporo della parte "momentaneamente" in perdita (vedi Alfa) sarebbe inutile.

Anch'io mi aspettavo qualcosa di più concreto... del resto non è stato l'ultimo insiders di Autoblog a parlare di Giulia già finita (a livello di progetto virtuale, si intende) e dei mitici capannoni mimetizzati nel deserto...

L'attesa aumenta il desiderio... però Marchio'; non farci arrivare vergini al matrimonio.

Modificato da Ospite
dislessia portami via...
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Io mi esprimo... Provo sola amarezza, ma permettetemi che è comprensibile, per il dover aspettare ancora 2 anni...

Sì ok, meglio tempo in più per un prodotto ottimo, che tempo in meno per un prodotto mediocre...

Però, che palle, ancora 2 anni... Magari casco in moto e muoio prima :shock:

Da piccolo mi vedevo su un'Alfa cattiva, prestante e tagliente. Da grande il findus-style mi ha infranto i sogni d'infanzia.  -  Cit. 22/06/2012 (MiTo ndr)
Chiaro che tra il "dire" ed il "fare" c'è di mezzo il "sai driftare?"  -  Cit. 18/02/2016 (BRZ ndr)

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Io mi esprimo... Provo sola amarezza, ma permettetemi che è comprensibile, per il dover aspettare ancora 2 anni...

Sì ok, meglio tempo in più per un prodotto ottimo, che tempo in meno per un prodotto mediocre...

Però, che palle, ancora 2 anni... Magari casco in moto e muoio prima :shock:

Prima di tutto grattatina scaramantica. Poi perché parlate di 2 anni?

Alfiat Bravetta senza pomello con 170 cavalli asmatici che vanno a broda; pack "Terrone Protervo" (by Cosimo) contro lo sguardo da triglia. Questa è la "culona".

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Piano FCA, Marchionne: "Resto altri 5 anni"; in Italia nessun operaio Fiat in cassaintegrazione

Quella di ieri è stata una vera e propria maratona anche per il numero 1 di FCA, Sergio Marchionne; l’ad canadese si è lasciato andare a dichiarazioni di una certa rilevanza sul futuro del gruppo italo-americano in Italia, specie per quanto riguarda posti di lavoro ed impianti produttivi. “Siamo impegnati a non mandare a casa nessuno e ad utilizzare tutta la manodopera”, così Marchionne si rivolge alla parte italiana del gruppo FCA. “Quando arriverà l’industrializzazione dei prodotti finirà tutta la cassa integrazione e rientreranno tutti quanti”, mentre su Pomigliano promette: “Sarà completamente utilizzato”.

Ma l’opera di rilancio passo anche per la produzione Jeep a Melfi (dove, piano alla mano, saranno assemblate 200.000 Renegade ogni anno), per gli investimenti per Mirafiori, Grugliasco e Cassino, poli indispensabili per la produzione Alfa Romeo e Maserati, nuovi cardini della strategia di rilancio FCA. Le parola di Marchionne hanno rasserenato anche il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che ha commentato: “Quando un’ impresa decide e propone di fare investimenti e lavorare in Italia, dopo una discussione lunga sul fatto che questa impresa sarebbe o non sarebbe rimasta un protagonista industriale, di certo è un segnale positivo”.

Vi ricordiamo che la strategia globale per Fiat-Chrysler prevede 55 miliardi di investimenti e dovrebbe portare il nuovo colosso globale a produrre 7 milioni di auto l’anno entro il 2018, arrivando alla fine del piano con l’utilizzo del 100% della capacità produttiva negli impianti in Italia e in Europa, oggi rispettivamente al 53% e al 66% della loro potenzialità.

I motivi di quello che Marchionne prevede essere un sicuro successo industriale sono da ricercare nel valore della diversità: “Siamo fondamentalmente diversi da quello che eravamo in passato e siamo diversi dai nostri competitor; siamo diversi perché abbiamo capito come capitalizzare su due brand storici. Siamo diversi perché abbiamo raggiunto un’ integrazione culturale”. Quanto al suo futuro, Marchionne specifica: “Resterò fino alla fine del piano, nel 2018; devo garantire l’attuazione del piano; dobbiamo completare questo programma. Abbiamo cominciato con Fiat nel 2004, proseguendo con Chrysler nel 2009 e ora dobbiamo finire”.

Fiat | Marchionne | Piano FCA | dichiarazioni

[h=1]Piano FCA: le reazioni dei sindacati Fim-Cisl, Fismic e Uilm[/h]

Le prime reazioni al piano industriale FCA, di cui ieri vi abbiamo proposto la copertura in diretta, arrivano dai rappresentanti dei sindacati di Fim-Cisl e Fismic. Il segretario generale della Fim-Cisl, Giuseppe Farina, e il segretario nazionale Ferdinando Uliano presenti ad Auburn Hills (Usa), hanno accolto positivamente la presentazione del piano di Fca (Fiat-Chrysler Automobiles). Per Farina: “Oggi si è chiuso un cerchio di un’azione sindacale responsabile intrapresa negli ultimi anni; grazie agli accordi sindacali sottoscritti e in una situazione di forte crisi del settore e oggi possiamo guardare positivamente al futuro”. Per Uliano: “Grazie agli accordi siamo riusciti a difendere l’occupazione e gli stabilimenti e creare le condizioni per portare investimenti nel nostro Paese. Lo abbiamo fatto con Pomigliano Grugliasco, Melfi e Sevel. Oggi viene concretizzato anche per gli altri stabilimenti a partire da Mirafiori e Cassino, con ripercussioni positive per gli altri stabilimenti collegati. Il progetto Alfa con i suoi 8 nuovi modelli, i 5 miliardi d’investimento e l’obiettivo di 400.000 auto è tutto italiano e rappresenta l’impegno del gruppo Fca per il nostro Paese”.

Due miliardi di investimenti e 75mila auto da produrre (Maserati, ndr) sono “i presupposti per far uscire Mirafiori da una situazione di forte sofferenza che i lavoratori torinesi hanno subìto in questi anni – continua Uliano - Nei prossimi giorni finalmente inizierà la parte importante dei lavori per la linea che vedrà la produzione del Suv Levante a Mirafiori. Già nei prossimi mesi altri 500 lavoratori oggi in cigs verranno chiamati al lavoro per aumentare i volumi delle Maserati di Grugliasco”.

“Un libro totalmente nuovo di cui i lavoratori italiani vogliono scrivere le pagine più belle. Si confermano cosi’ le migliori attese della vigilia”. E’ quanto afferma il Segretario Generale della Fismic, Roberto Di Maulo. “Cinque miliardi di investimenti per Alfa Romeo - prosegue Di Maulo - 2 miliardi per Maserati, altri importanti investimenti per Ferrari, Fiat, componentistica, motori e cambi. Altro che Fiat che lascia l’Italia, altro che Chrysler che compra la Fiat… ci troviamo di fronte ad una esaltante storia industriale mondiale a cui l’Italia darà un contributo fondamentale.

Nei prossimi giorni - afferma il segretario Fismic - avremo il dettaglio delle ricadute degli eventi che stiamo vivendo per gli stabilimenti del nostro Paese, ma possiamo ben dire con orgoglio che i nostri sforzi, contro tutto e contro tutti, hanno sconfitto gli uccelli del malaugurio che speravano che arrivassero in Italia costruttori tedeschi. Ebbene, nonostante il continuo periodo di stasi della nostra economia, possiamo dire con orgoglio che con oggi si chiude il ciclo della cassa integrazione e della crisi ed inizia la ripresa, che sarà graduale, ma che alla fine vedrà tornare al lavoro tutti i lavoratori italiani del Gruppo e la produzione di vetture del nostro Paese si inserisce in un gruppo mondiale che toccherà i 6/7 milioni di vetture prodotte l’anno. Con i nostri accordi - conclude il leader Fismic - abbiamo salvato l’industria manifatturiera dell’automobile nel nostro Paese, possiamo finalmente dirlo con grande orgoglio. La linea contrattuale della Fismic si e’ rivelata vincente. Ferrari, Maserati e Alfa sono italiane e resteranno italiane e parteciperanno insieme agli altri marchi del Gruppo Fca al suo successo mondiale”.

“Una giornata importante per tutto il gruppo Fca, per l’azienda in Italia, per gli stabilimenti del nostro Paese e per quanti ci lavorano. La produzione automobilistica cambia marcia ed è una realtà che valutiamo positivamente”. Cosi’ Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, ha commentato la presentazione del piano industriale di Fca illustrato ieri a Detroit. Il dirigente sindacale dei metalmeccanici è stato intervistato da Vittorio Cota nel corso della trasmissione giornalistica “News Economy” in onda su Radio1Rai questa mattina. “Si completano gli investimenti in Italia - ha continuato Palombella- sui segmenti medi di gamma, per esempio, come Jeep e Grande Panda a Melfi e Pomigliano d’Arco, ma si guarda, soprattutto, all’alta gamma. Lo dimostrano i 5 miliardi di euro disponibili per Alfa Romeo ed i 2 miliardi per Maserati, una scelte che rende completamente operative tutte le potenzialità dei siti di Cassino e Mirafiori. Tutto ciò significa futuro per gli 80mila addetti del Gruppo che hanno registrato migliaia di ore di cassa integrazione ed ora ritornano alla piena produzione. Ci aspettiamo dagli Usa analoghe prospettive dichiarate dal gruppo dirigente per Cnh-Industrial”.

Il leader della Uilm ha posto un preciso riferimento all’appuntamento di metà maggio a Torino con Fiat: “E’ la data in cui ci ritroveremo con l’azienda per discutere del rinnovo contrattuale ed un gruppo che si è presentato con un piano così ambizioso non può che rinnovare il contratto specifico di lavoro scaduto da più di quattro mesi. Entro il mese di maggio il management Fiat ci spiegherà in Italia in modo analitico gli investimenti specifici per ogni stabilimento, ma a metà mese è bene sapere che il contratto va rinnovato”.

piano Fiat | reazioni |FCA

UPDATE 07/05/2014 ore 12.38: Marchionne e piano FCA apparentemente bocciati dai mercati finanziari: è un vero capitombolo sul Ftse Mib per il titolo Fiat, che cede oltre l’8% a quota 7,765 euro all’indomani della ciclopica conferenza da Auburn Hills. Inizialmente il titolo non è riuscito a stabilizzarsi ed ha successivamente imboccato la via dei ribassi. Da segnalare che nell’ultimo mese le quotazioni hanno ceduto oltre -10%; negli ultimi sei mesi invece la performance è stata di un rialzo superiore +36.71%, mentre in un anno oltre +69.09%. Forti gli scambi sul titolo: scambiate 43 milioni di azioni (contro una media quotidiana recente di 16 milioni di scambi), pari al 3,4% del capitale. 07/05/2014 - FCA si propone al 2018 come un gruppo capace di sfornare oltre 7/7.5 milioni di veicoli l’anno, compresi 1,2 milioni nel segmento dei veicoli commerciali con i marchi Fiat Professional e Ram: 3,1 milioni di veicoli nel Nord America, 1,5 milioni in Europa, 1,3 milioni in America Latina e 1,1 milioni in Asia. Pronostici ambiziosi se si considerano le 4,4 milioni di unità prodotte nel 2013 ed il target di 4,5 per il 2014, a sua volta sensibilmente ridotto rispetto agli originari 5,9 milioni. Tuttavia continua a far paura l’indebitamento netto, salito a 13,24 miliardi di euro, dai 10,158 di fine 2013 (non si prevedono ricapitalizzazioni). Del debito fanno parte i 2,7 miliardi di euro spesi per l’acquisizione del residuo 41,5% del capitale di Chrysler detenuto dal Veba. La liquidità disponibile è scesa da 22,74 a 20,78 miliardi (inclusi 3 miliardi di linee di credito non utilizzate).

Il gruppo Fiat Chrysler conferma gli obiettivi 2014: ricavi di circa 93 miliardi di euro, utile della gestione ordinaria tra 3,6 e 4 miliardi, utile netto tra 0,6 e 0,8 miliardi di euro. L’indebitamento netto industriale è previsto tra 9,8 miliardi di euro e 10,3 miliardi di euro. FCA ha chiuso il 1° trimestre 2014 con una perdita netta di 319 milioni di euro (utile netto di 31 milioni di euro nel trimestre 2013): pesano l’accordo con Uaw siglato da Chrysler il 21 gennaio (315 milioni di euro al netto dell’impatto fiscale) e la svalutazione del Bolivar Venezuelano; senza il risultato netto è positivo per 71 mln (78 mln). Il gruppo italo-americano ha commercializzato nel mondo 1.113 milioni di auto tra gennaio e marzo, un valore in crescita del 9% rispetto alla stessa parte del 2013.

Il primo trimestre In Europa vale ad FCA un +4%: merito delle performance nel Regno Unito (+14%) e in Spagna (12%). Risultati incoraggianti anche da Germania e Italia, che sono al +6%; speranza anche in Francia al +3%. L’area nordamericana, alias “Nafta”, ha garantito nel Q1 una crescita del 9%, a quota 556.000 unità (476.000 unità nei soli USA, pari al +11%). Meno soddisfacente il volume di vendite in America Latina: -11% a 205.000 unità, dovuta prevalentemente alla flessione sul mercato brasiliano. Nell’area Asia-Pacifica si parla invece di un +69% nel Q1, pari a 54.000 consegne.

Fiat Chrysler Automobiles nel periodo 2014-2018 realizzerà, secondo quanto riporta il piano, investimenti per un totale di 55 miliardi di euro ad un ritmo medio di 9,5 miliardi l’anno, con il picco annuale che sarà toccato nel 2016 con una spesa per investimenti pari a 11 miliardi. Nel piano FCA 2014-2018 non sono inclusi i dividendi ed eventuali aumenti di capitale, mentre il target per il 2018 è un utile netto superiore a 5 miliardi di euro (con un utile per azione di 4 euro); cifra da estrapolare su 132 miliardi di ricavi con un debito industriale a 0,5-1 miliardi dopo il picco di 11 miliardi del 2015.

Secondo le stime Fiat Chrysler Automobiles nel 2018 venderà 3,1 milioni di auto nell’area Nafta rispetto ai 2,1 milioni dell’anno scorso con una progressione del 48%. Sul mercato nordamericano Alfa Romeo punta a commercializzare 150.000 auto l’anno entro la fine del quinquennio. Mentre per il marchio Fiat l’aspettativa è di 100.000 unità entro il 2018 contro le 60.000 del 2013. Entro la fine del piano, FCA vorrebbe vendere 1,5 milioni di veicoli in Europa (di cui 1/3 in Italia) rispetto alle 1,1 milioni di unità dell’anno scorso. Elevate le aspettative anche per l’America Latina: nel 2018 FCA prevede di raggiungere un volume di 1,3 milioni di auto con una crescita del 43% rispetto alle 900.000 unità del 2013.

Le auto a marchio Fiat dovrebbero raggiungere quota 1,1 milioni da 887 mila, mentre Jeep dovrebbe passare da 27.000 a 200.000 unità. Forte il desiderio di crescita in Cina: il piano prevede nel 2018 un volume di 850.000 veicoli con un balzo del 262% sul 2013 e pari a una crescita media annua del 38%. La regione dell’Apac (dall’Asia all’Australia), sarà, secondo le stime, il mercato con il maggior tasso di crescita per le vendite di FCA: il piano prevede un volume di 1,1 milioni di veicoli nel 2018.

Fca stima un risparmio di 1,5 miliardi di euro nel periodo 2014-2018 grazie alle efficienze negli acquisti e nell’engineering: al 2018 si punta ad una accelerazione dello sviluppo di piattaforme comuni. Nel 2013 le principali 4 piattaforme del gruppo producevano il 48% della produzione, mentre nel 2018 dalle prime 4 piattaforme darà vita al 70% di quanto prodotto. Sempre l’anno scorso il 95% della produzione è arrivato da 12 piattaforme mentre nel 2018 il 95% sarà garantito da sole 9 piattaforme produttive. Duecentomila Jeep verranno prodotte in Italia, nello stabilimento di Melfi.

Il target di vendite per il brand Jeep e’ di 1,9 mln di unità entro la fine del piano, nel 2018, rispetto alle 732 mila del 2013, con un aumento del 160%. FCA prevede di arrivare al 2018 con l’utilizzo del 100% della capacità produttiva negli impianti in Italia ed in Europa, oggi rispettivamente al 53% e al 66%. Il pieno utilizzo della capacità produttiva consentirà agli impianti del vecchio continente di destinare all’export il 40% della produzione. Non bisogna dimenticare Magneti Marelli, Comau e Teksid che, secondo le stime, insieme genereranno nel 2018 un giro d’affari di 12 miliardi di euro per la componentistica di Fca. L’anno scorso hanno prodotto ricavi per 8 miliardi e saliranno a una media l’anno del 9%. Dispiace che in tutto questo contesto non sia stata spesa nemmeno un parola per Lancia, apparentemente destinata a morire con la fine del ciclo produttivo della Ypsilon.

Titolo FIAT | Borsa | Sergio Marchionne

Video dell'analisi dei nuovi capoccia di 4r

Piano industriale FCA - Analisi E Commenti Sul Futuro Del Gruppo - Quattroruote

Modificato da RiRino

I motori sono come le donne, bisogna saperli toccare nelle parti più sensibili.(Enzo Ferrari)

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Fiat Chrysler Chief Financial Officer Richard Palmer said the company expects revenue to rise around 9 percent per year, from $121 billion in 2013 to $184 billion in 2018. Net income should reach $7 billion, or $5.57 per share, by 2018. The company doesn’t plan to pay a dividend before 2018, he said.

guardate che negli usa è piuttosto normale non dare dividendi, specie per aziende appena quotate e/o appena create (come la nuova FCA)

solo qualche hanno fà fece scalpore che Microsoft finalmente dava i dividendi.

Già, è dal 2008 che il mercato dell'auto è crollato, son passati sei anni, sei anni in cui tanta gente ha posticipato l'acquisto della macchina. Se il mercato riparte temo che FCA perderà il treno

un cliente che ha aspettato fin'ora a cambiare auto al limite può aspirare ad una gilulietta a km0, non certo ad una delle nuove Alfa .

ciò detto uno dei segni tangibili dell'era marchionne è che dopo le malaugurate foto della giuletta, più nulla è trapelato

(e quelli che sanno usano solo le emoticons :P) quindi aspettarsi indiscerezioni mi pare oggettivamente fuori luogo.

in compenso modelli veri e di successo mi pare ne siano usciti parecchi dalla 500l, alla 4c alla ghibli,

alla renegade e al cherokee quindi dire che ci sono stati solo annunci equivale a mostrare pubblicamente il proprio pregiudizio.;)

Cita

7:32 : Segni i punti coglionazzo !

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Basta che dopo Marchionne non arrivi un nuovo Cantarella... visto che, ancora oggi, stanno pagando gli sbagli fatti da Romiti in poi.... (sopratutto con Alfa).

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Però, che palle, ancora 2 anni... Magari casco in moto e muoio prima :shock:

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Presto, dategli un quadrifoglio :saggio

:mrgreen:

"Comunque c'è una grossa verità di cui devi per forza tenere conto[..]: 200 euro è un basso di gamma, ed il basso di gamma Android FA cagare. Non è qualcosa su cui si può discutere, ma un fatto. Un punto fisso nel tempo e nello spazio, come la vagina." - Artemis

 

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