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Minacce a manager di Uber...


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il problema è che come sempre ci sono 2 pesi 2 misure, faccio un esempio stupido: ad un'attività commerciale vengono fatti 2000 e dico 2000 euro di multa da un ispettore sanitario per via di un etichetta sulla carne non apposta nel punto giusto (sulla cassa che le trasportava e non sulla confezione) mentre la stessa sera si organizza la sagra di paese dove quella carne verrà cucinata in ambiente neanche lontanamente vicino ai minimi standard che deve avere un'attività commerciale che tratta generi alimentari o un ristorante, senza licenza ecc, servita ad un pubblico dietro un pagamento...

ora, si devono vietare le sagre di paese? certo che no, ma se per la legge dice che per vendere carne i ristoranti e le attività commerciali devono seguire determinate regole, non vedo perché chi fa la stessa cosa non debba seguire le stesse regole igienico sanitarie...

qui anche, o si liberalizzano le licenze per tutti (trovando un modo per compensare chi ha speso una cifra elevata per acquistarne una magari aprendosi un mutuo) oppure chi vuole fare un servizio di trasporto persone dietro pagamento, deve adeguarsi alle regole vigenti. Che poi si vive in un paese burocrate ecc concordo, ma in questo caso, ma il problema sta nell'equità di trattamento...

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I più attivi nella discussione

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infatti, questi numeri chiusi, barriera all'entrata, licenze imposte dallo stato etc. non ci sono in nessun paese occidentale che si rispetti. Da noi nel 2015 per fare il tassita devi pagare 200 mila euro di obolo sottoforma di licenza! non so se ridere o piangere. Il problema e' la perdita di valore delle licenze, licenze che non hanno mai avuto ragione d'esistere, ma siccome abbiamo una cultura socialista da mercato chiuso e barriere all'entrata rimarra' tutto cosi'. Non per niente paghiamo in faramacia i pannolini il latte per bambini etc. il triplo rispetto agli altri paesi.

credo che più che all'economia di piano, il tratto saliente della perdita di competitività del sistema italiano siano le incrostazioni corporative da triste epilogo da camera dei fasci e delle corporazioni con tanto di ordini professionali, farmacie numerate, finte licenze taxi e notai a numero chiuso: tutte cosette utili agli insiders e che NON servono ai consumatori e agli outsiders.

l'unico politico dai tempi di einaudi con una vaga impronta pragmatica e liberale è stato il buon pigi bersani...- non so se sia politically correct dirlo - ma è durato poco il pericoloso trotzkista, la restaurazione tremontiana ha fatto il suo e quelli di oggi seguono l'andazzo.

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Non ricordo se gli Uber rilasciano regolare ricevuta fiscale per il servizio svolto. E trovo quantomeno fuori luogo che non abbiano almeno conseguito la licenza NCC...

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Comunque è da distinguere Uber e UberPop, almeno nel suo funzionamento: Uber usa autisti, che io sappia con licenza NCC (poi c'è comunque la polemica relativa al ritorno all'autorimessa, quella è in effetti una norma da clientelismo eh...).

UberPop è il grosso nodo. Perché hai privati qualsiasi che vengono autorizzati da un altro privato a fare un'attività che è di fatto tale e quale a un servizio taxi.

Il problema è mantenere una velocità di pensiero che sia superiore alla velocità della macchina.

E NON VALE SOLO NEL RALLY!!! :§

Gli accenti? Usiamoli bene! Gli accenti in italiano

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Zingales proponeva una soluzione intelligente. Regalare ad ogni tassista una licenza.

Le licenze perderebbero di fatto valore in virtù della minore esclusività ed il tassista goderebbe in ogni caso della vendita di una delle 2.

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Mah, imho la soluzione sarebbe già in qualche modo scritta: più che regalare licenze, fare sì che uno diventi tassista o conducente per UberPop solo dopo aver personalmente ottenuto regolare licenza. E non comprandola per 200.000 €.

Concorsi effettivi e non a distanza di anni, requisiti seri, procedure burocratiche minime, costi contenuti il più possibile. Sia per taxi, sia per UberPop, sia per qualsiasi altro nuovo aspirante concorrente.

Il problema è mantenere una velocità di pensiero che sia superiore alla velocità della macchina.

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Io quello che non sopporto di Uber inteso come azienda è l'arroganza.

Offrono un servizio di un certo tipo in vari Paesi, servizio che da noi a torto o a ragione risulta illegale ma entrano lo stesso nel nostro mercato sbattendosene delle regole e facendo le povere vittime quando qualcuno (vigili) li sanziona.

Oltretutto fanno passare la "battaglia" contro i taxisti come Davide contro Golia, eh certo cosa può una multinazionale da 50 miliardi finanziata da Goldman Sachs contro la potentissima lobby dei taxisti italiani :roll:

è necessario liberalizzare un po' il settore ma con regole precise perchè lasciare Uber libera di fare quello che vuole è una soluzione peggiore del male come è accaduto in California coi driver costretti a lavorare 14 ore al giorno per poter guadagnare il minimo per pagare affitti, cibo e bollette.

Gli hanno attratti con discreti guadagni, poi quando il parco autisti era bello pieno hanno dimezzato le tariffe da un giorno all' altro lasciandoli nella merda.

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Mah, imho la soluzione sarebbe già in qualche modo scritta: più che regalare licenze, fare sì che uno diventi tassista o conducente per UberPop solo dopo aver personalmente ottenuto regolare licenza. E non comprandola per 200.000 €.

Concorsi effettivi e non a distanza di anni, requisiti seri, procedure burocratiche minime, costi contenuti il più possibile. Sia per taxi, sia per UberPop, sia per qualsiasi altro nuovo aspirante concorrente.

credo sommessamente che uber pop (quella specie di car -sharing occasionale e quindi non professionale per arrotondare unpo' e non occupazione esclusiva), grazie per avermelo spiegato, necessiti di una patente valida, di una macchina collaudata seriamente, sicura ed ecologica se possibile e di una buona asssicurazoine RC terzi senza pastoie burocratiche.

i concorsi sono (okay dovrebbero essere) una cosa seria lasciamoli per l'accesso alla funzione pubblica.

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UberPop, il nuovo servizio di Uber

“UberPop” è un nuovo servizio che da oggi Uber – il progetto di trasporto privato a metà tra il taxi e il noleggio di auto con autista, che si usa con un’app del cellulare – attiva anche a Milano: UberPop è un sistema che permette a chiunque di registrarsi come autista con Uber e usare un veicolo privato per trasportare clienti del servizio. UberPop si aggiunge ai servizi già offerti da Uber: Uber Berlina Nera e Uber Van.

Nei normali servizi di Uber le auto sono guidate da autisti professionisti e con licenza; UberPop, invece, offre un servizio formalmente simile a quelli di car pooling che permettono a chi si sta per mettere in viaggio con la sua macchina di trovare qualcuno con cui dividere le spese di pedaggio e benzina. A mediare tra cliente e autista ci sarà sempre Uber, che si occuperà anche del pagamento della corsa e di garantire la qualità del servizio.

Come funziona?

Quando si apre l’app di Uber, si deve selezionare l’opzione UberPop per essere messi in contatto con l’autista registrato che si trova più vicino in quel momento. Le tariffe del viaggio vengono calcolate a tempo e sono un po’ più economiche delle normali tariffe di Uber: la corsa costa 0,49 euro al minuto con un prezzo base di 2,50 euro e una tariffa minima di 5 euro. La differenza di prezzo è dovuta al fatto che le auto di UberPop non sono belle e curate come le berline usate per il normale servizio di Uber, e al fatto che gli autisti non sono professionisti.

Uber.jpg

Come si diventa autisti di UberPop?

Come viene spiegato sul blog di Uber, per registrarsi come autisti di UberPop bisogna soddisfare alcuni requisiti:

– Avere un’auto intestata a proprio nome.

– Avere la patente da più di tre anni.

– Possedere un’auto immatricolata da non più di otto anni e con almeno 4 posti.

– Non avere avuto sospensioni della patente di recente.

– Avere la fedina penale pulita.

Prima di essere abilitati come autisti di UberPop, inoltre, è necessario sostenere un colloquio con i responsabili del servizio. Una volta abilitati, gli autisti di UberPop non hanno particolari vincoli: possono rendersi disponibili a lavorare quando preferiscono. Non è chiaro che percentuale della tariffa verrà trattenuta da Uber per la fornitura del servizio. In Francia, dove il servizio è stato attivato lo scorso febbraio, è di circa il 20 per cento.

Quali sono i problemi?

Uber ha incontrato quasi ovunque la resistenza dei tassisti, che hanno accusato il servizio di fare concorrenza sleale. Anche a Roma e a Milano – le uniche due città italiane dove è attivo il servizio – i tassisti hanno vigorosamente protestatocontro l’arrivo di Uber. Anche UberPop, che offre viaggi a prezzi più bassi di quelli di Uber e quindi più concorrenziali nei confronti dei taxi tradizionali, ha causato diverse proteste: a Milano, il 10 maggio, i tassisti hanno fatto un giorno di sciopero; l’assessore ai Trasporti del comune di Milano Pierfrancesco Maran ha detto che chiederà l’intervento del ministero dei Trasporti per fermare UberPop, progetto che definisce «irresponsabile».

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