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Ma scusate, avevate dubbi su chi comanda?   MB può fare quel cavolo che vuole, può modificare lo sterzo (contor il regolamento) e comunque dimostra che può farlo poiché il suo sistema è lega

Chissà, fra processi, appelli e patti non firmati, forse è la volta buona che dopo il 2021 la Mercedes si leva dalle palle. Fino a non molto tempo fa pensavo "speriamo che non si ritirino, voglio

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On 21/4/2020 at 18:42, j scrive:

Questa cosa di Liberty Media disposta a pagare di tasca propria l'organizzazione di due GP a Silverstone per non scontentare i Team inglesi e non Monza anche se le Scuderie italiane sono 2 (più a metà le altre 2 che restano) sinceramente mi manda ai matti

 

https://it.motorsport.com/f1/news/f1-monza-a-porte-chiuse-ecco-perche-non-si-puo-fare/4782922/

Leggendo l'articolo ho scoperto che le tribune a Monza non sono permanenti. Possibile? Qualcuno sa spiegarmi come mai? 

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la butto lì perchè Monza è un parco ed è sottoposto a parecchi vincoli , se non ricordo male ricordo una battaglia di ecologisti verdi o qualcosa del genere che ne volevano addirittura la chiusura e che la F1 correva in deroga in quanto volevano far ridurre il numero di decibel dei mezzi che ci correvano dentro

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8 ore fa, moltosugo scrive:

Leggendo l'articolo ho scoperto che le tribune a Monza non sono permanenti. Possibile? Qualcuno sa spiegarmi come mai? 

Non tutte sono permanenti, tutte le tribunette all'interno delle lesmo, sul serraglio e prima della roggia sono tutte provvisorie. Sono quelle in cui ci si può andare con il biglietto "prato", tutte le altre sono fisse.

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2 ore fa, giopisca scrive:

la butto lì perchè Monza è un parco ed è sottoposto a parecchi vincoli , se non ricordo male ricordo una battaglia di ecologisti verdi o qualcosa del genere che ne volevano addirittura la chiusura e che la F1 correva in deroga in quanto volevano far ridurre il numero di decibel dei mezzi che ci correvano dentro

se non ricordo male la storia dei decibel era una battaglia portata avanti dai residenti in zona, per fortuna è stato deciso che  essendo il circuito lì da 1922, ben prima dei residenti, se non gli stava bene il rumore, potevano prendere casa altrove...

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7 ore fa, giopisca scrive:

la butto lì perchè Monza è un parco ed è sottoposto a parecchi vincoli , se non ricordo male ricordo una battaglia di ecologisti verdi o qualcosa del genere che ne volevano addirittura la chiusura e che la F1 correva in deroga in quanto volevano far ridurre il numero di decibel dei mezzi che ci correvano dentro

io ricordo pure una vicenda dovuta al tagliodi piante secolari

PETIZIONE 125 in Superstrada e Autostrada

La Desmosedici è una moto difficile, quando dai gas vibra e si muove, ma è una sua prerogativa perchè se non ti fai spaventare vedi che tutto funziona. [Casey Stoner]

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On 29/4/2020 at 16:00, LucioFire scrive:

io ricordo pure una vicenda dovuta al tagliodi piante secolari

 

Il taglio piante era stato al centro della vicenda sull'allargamento delle vie di fuga, al tempo in cui si rettificò (tra le altre cose) anche Lesmo (sigh).

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15 ore fa, lelasquez scrive:

 

Il taglio piante era stato al centro della vicenda sull'allargamento delle vie di fuga, al tempo in cui si rettificò (tra le altre cose) anche Lesmo (sigh).

Nel 94, dopo i fatti di Imola era a rischio per cui o tagliavano le piante secolari o non si sarebbe fatto il gp, alla fine si raggiunse il compromesso che hai scritto, ma prima si ipotizzava una strage di alberi

 

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/07/28/non-toccate-bosco-bello-monza-guerra.html

Cita

MILANO - Proteste, prese di posizione, iniziative, denunce di ambientalisti, deputati, cittadini. Mai una gara automobilistica aveva sollevato tante polemiche e acceso gli animi prima che la pista si aprisse ai bolidi della Formula 1. La battaglia è contro una legge regionale appena approvata - con la stretta maggioranza di due soli voti - da Lega, Psi, Dc e un indipendente proveniente dalle file del Msi, che aggira i vincoli paesaggistici che proteggono lo storico parco della Villa Reale di Monza. Questo l' ultimo escamotage per consentire lo svolgimento, l' 11 settembre prossimo, del Gran Premio d' Italia di Formula Uno. Il prezzo da pagare: 524 piante secolari, secondo il provvedimento-deroga della Regione Lombardia, devono essere abbattute per lasciare spazio alla costruzione di vie di fuga sul circuito. Sconfitte le opposizioni che per settimane hanno tentato l' ostruzionismo. Soddisfatti, forse, i piloti che avevano aperto il caso sulla sicurezza del circuito più famoso d' Italia trovando il sostegno della Federazione internazionale automobilistica. MA l' approvazione della legge non ha risolto il caso. Non è ancora detto, infatti, né che gli alberi verranno davvero tagliati né che il prossimo Gran Premio si svolgerà a Monza. E' più facile che si vada a correre sulla pista del Mugello, come a questo punto consigliano vivamente anche gli ambientalisti in singolare sintonia con la Ferrari, per evitare che il Gran Premio d' Italia venga scippato dai tedeschi del Nuerburgring. Il tempo certo non gioca a favore della progettata risistemazione dell' autodromo, che convive dal 1922 con uno dei più bei parchi della Lombardia. Sarà il ministro dei Beni culturali a proferire l' ultima parola sull' abbattimento degli alberi. Domenico Fisichella prende tempo: "Aspetto di vedere i termini della legge". Intanto gli ambientalisti lombardi, Legambiente e Wwf in testa, oltre ai gruppi consiliari dei Verdi e del Pds, hanno annunciato due iniziative contro la legge regionale invocando vizi di procedura e di sostanza. Le opposizioni si preparano a presentare un ricorso al Commissario di Governo per segnalare alcune irregolarità commesse in aula durante il dibattito, e una denuncia per abuso di potere, in quanto il provvedimento regionale sarebbe in netto conflitto con la legge Galasso, che non permette la concessione di modifiche in assenza di piani paesaggistici particolareggiati. Ma prima di poter distruggere il Bosco Bello, bisognerà anche fare i conti con i lunghi tempi della burocrazia, che allontanano sempre più l' eventuale data di risistemazione del circuito. La legge regionale aspetta dunque il nulla osta del governo, per poi essere pubblicata sul bollettino ufficiale, mentre manca ancora all' appello il fondamentale ok del ministero dei Beni culturali. Non basta: dovranno intervenire anche i consigli comunali di Milano e Monza, perché il taglio degli alberi riguarda un' area di loro competenza, al di fuori della zona in concessione alla Sias, la società che gestisce l' autodromo. Ce n' è insomma abbastanza per mettere a serio rischio le prove libere che dovrebbero iniziare dopo la metà d' agosto. Accanto agli ambientalisti, pronti ad incatenarsi agli alberi, si moltiplicano le prese di posizione e le iniziative per la salvezza del Bosco Bello. "Siamo sopraffatti da telefonate di protesta" fanno sapere dalla sede del Wwf di Milano. "Noi consigliamo di sommergere di fax la Sovrintendenza milanese e diamo il numero, 02/72023269". "Se proprio vogliono fare le gare vadano da un' altra parte", è il commento di Fulco Pratesi. "Non possiamo accettare che 500 alberi di quella mole vengano distrutti per salvare la pelle a gente che non vuole saperne di ridurre la velocità. Il taglio di questi alberi è inaccettabile, soprattutto in un Paese come il nostro dove i boschi sono pochi". Italia Nostra ha intenzione di inviare un esposto alla magistratura "perché venga valutata la sussistenza del reato di distruzione di bellezze naturali". Al ministro dei Beni culturali e ambientali, Domenico Fisichella, è stato inviato anche un appello di alcuni deputati Progressisti, Pattisti e Popolari tutti contrari all' eliminazione del boschetto. "Le chiediamo che venga evitato questo nuovo inutile scempio ambientale. Il taglio del Bosco Bello è perfettamente inutile e servirebbe soltanto per l' edizione ' 94 del Gran Premio: e anche per quest' anno basterebbero alcune chicanes, del resto auspicate dai piloti medesimi. Le chiediamo di negare il nulla-osta che la Regione Lombardia deve attendere prima di procedere al taglio degli alberi". Firmato: quarantatré parlamentari tra cui Franco Corleone, Luigi Manconi, Gianni Mattioli, Annamaria Procacci, Mauro Paissan, Valdo Spini e Vittorio Sgarbi.

 

"In questo marchio non c'era da cambiare nulla, dovevamo cambiare noi." Harald Wester, 24 Giugno 2015.

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