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  2. si va bene, ma di ste "leggende" ce ne stanno a decine, o centinaia nella storia dell'automobilismo. Sta di fatto che, pur avendo ottenuto delle vittorie nei rally, poi è un marchio decaduto, conosciuto e amato forse solo dai Francesi. Riproposto ogni tanto negli anni, ma senza dargli mai una storia industriale continuativa. Senza contare poi che la gamma attuale non ha nulla, ma proprio nulla a che vedere coi modelli e le competizioni che l'hanno resa famosa, in quel periodo storico. Il fatto che poi su sto nuovo modello puntino quasi tutto sull'elettrico è l'anticamenre del fallimento del progetto. Che poi non ho capito se la versione termica ci sarà, oppure non ci sarà. Ovviamento il tutto ad un prezzo, probabilmente, vicino a quello delle future Porche Boxter elettriche, cioè un prezzo che nesusn appasionato si comprebbe un'elettrica.
  3. Alpine A110 è un'icona del mondo automobilistico.., compattezza, leggerezza e agilità hanno reso di Alpine una leggenda.. II 1955 è un anno che ricordiamo con piacere data la nascita della Alpine, casa fondata da jean Rédélé che negli anni a seguire avrebbe poi dato vita alla A110. Un berlinetta con forme e linee destinate a passare alla storia. Non si trattava di un'auto di sola apparenza, ma di un mezzo capace di calpestare i piedi a tanti costruttori più blasonati, uno tra tutti Porsche, come dimostrano i successi nel rally del 1973.. Alpine-Renault A110, storia (anche italiana) di un mito • Storie di Rally
  4. È brutta forte, qualsiasi modello si guardi è brutta forte
  5. nel colore nero il muso migliora decisamente, perchè il pataccone nero si mimetizza nel muso, donandogli un minimo di eleganza.
  6. Oggi

  7. Ciao ho un problema a questo mezzo Doblo 1.3 mtj 90 cv no fap, portato in officina per il classico calo di potenza ai bassi e poi ritorno potenza sopra i 3000 giri quando spinge il turbo. Il meccanico ha iniziato con tagliando completo, distribuzione nuova con pompa olio e pompa acqua, pulizia di tutto egr ha solo 2 anni, cambiato sensore map e debimetro, cambiato con un turbo revisionato, niente il difetto è quasi peggiorato. “Cambiati gli iniettori, il mezzo appena montati e codificati è andato bene per 2 accellerate, poi di nuovo morto, come se poi leggesse un parametro sballato non in diagnosi.” Il mezzo si mette in moto subito, al minimo è regolare, lentissimo a salire di giri (in guidabile) e spinge solo sopra i 3000, nessuna anomalia in diagnosi, nessun suono strano, ha un bel suono il motore, nessuna spia ed è dentro nei parametri. Meccanico si è arreso, non sa più cosa cambiare, è rimasta la prima sonda lambda o il regolatore del turbo, centralina avete qualche idea? Dopo tutto il lavoro fatto sarebbe un peccato svenderlo così. Grazie !!
  8. Sarà più squadrata ma io ci vedo molto di questa
  9. Va bene i gusti sono gusti ma sinceramente non capisco certi commenti. Se si guarda la concorrenza c’è davvero da mettersi le mani nei capelli.
  10. Io ne vedo fin troppe di somiglianze con la Polygon e con la 205 invece.
  11. io mi chiedo che senso ha presentare un concept spigoloso come la Polygon se poi decidi che la vettura di produzione non avrà praticamente nulla in comune?
  12. Non mi stupisce, parte dell’ossatura è comunque la stessa di CMP, proprio come Medium che eredita da EMP
  13. Ieri

  14. Nella discussione sui dettagli curiosi, ho parlato della rara Maserati 5000 G.T. , in particolare nella sua ancor più rara declinazione disegnata da Frua. Su quest'automobile ci sarebbero un paio di curiosità ulteriori, che però sono specifiche di questo argomento dei carry over. Riguardano entrambe, come è frequente, i gruppi ottici. Questa esclusivissima Maserati, infatti, si fece notare per la prima volta al salone di Ginevra del 1962 anche per i suoi fari anteriori di foggia rettangolare - ancora una autentica novità per l'epoca - che riprendeva dalle "sorelle" presentate pochi mesi prima, al Salone di Torino dell'ottobre '61: la Maserati 5000 G.T. "Indianapolis" carrozzata da Allemano: ...e la Maserati 5000 G.T. carrozzata da Bertone: Le quali, a loro volta, avevano adottato il componente Cibié da una delle primissime auto di serie a montarli: l'umilissima Citroën Ami 6, presentata alla stampa qualche mese prima ancora, nell'aprile del 1961: Solo per la cronaca, ricordiamo che il primato dei fari rettangolari è riconosciuto ai componenti Hella montati sulla Ford Taunus P3 del 1960, disegnata da Uwe Bahnsen. Detto dei fari davanti, passiamo a quelli posteriori della 5000 G.T. Frua dell'Aga Khan. Stranamente dei componenti dell'inglese Lucas, perché... ...questa volta li avevano ripresi (ribaltandoli in orizzontale) da una vettura ben più aristocratica dell'Ami: la Jaguar MK 2 del 1959 Comunque i tre esemplari di 5000 GT Frua si differenziano tra loro in dettagli decisamente sottili, e le luci posteriori sono proprio tra questi. Questi faretti Lucas sono caratteristici della vettura dell'Aga Khan (AM103.060), che fu la seconda Frua costruita, nel 1963. La prima (AM103.048), prodotta nel '62 e presentata ai saloni di Ginevra e Parigi di quell'anno, oggi possiede un numero di telaio diverso (per ragioni ignote fu ripunzonata come AM103.064) e dopo un imponente restauro, mostra queste stesse luci posteriori di origine Jaguar. Ma la storia travagliata di questo telaio ci porta documenti fotografici con dei gruppi ottici posteriori completamente diversi... ...e piuttosto noti! 😉 (Lancia Flavia, 1960) L'ultimo dei tre esemplari Frua differisce ulteriormente, perché monta dei faretti che paiono quelli della Quattroporte, accorciati togliendo la luce di retromarcia. Questo terzo esemplare (telaio AM103.100) è l'ultimo prodotto dell'intera serie, sebbene alcuni "puristi" non lo chiamino "5000 GT" perché monta il motore da 4,7 litri della Mexico. Ma questa è un'altra storia...
  15. Secondo me il nuovo frontale cerca di correggere le proporzioni del frontale, rendendolo più piatto e verticale; inoltre, come spesso succede con i restyling (anche in casa Alfa Romeo), è meno armonico, più pasticciato, ma allo stesso tempo più vistoso e un po' tamarro... Il che, per risvegliare le vendite di un modello poco ispirato nel design e poco incisivo nella tecnica, può starci. Ma mi sembra di capire che non sia bastato. E lo capisco: io purtroppo riesco davvero a mal digerire le proporzioni della carrozzeria, a distanza di anni il mio occhio continua a percepirle come goffe e sbagliate. È un peccato ma a questo punto credo davvero che sia il caso di voltare pagina quanto prima.
  16. Davidkia si è Iscritto alla Community
  17. non ho motivazione logica, sarà che me l' aspettavo meno tozza di coda ma sicuramente sbaglio
  18. Praticamente la OSCA by DR non era un insulto, era un teaser...
  19. Vista solo una in giro e devo darti pienamente ragione. Quel frontale rivisto le dona davvero pochissimo...
  20. Probabilmente sono queste vetture sono delle demo con particolari non definitivi.
  21. questi video servono solo a bruciare energia per raffreddare i server
  22. Ma veramente a torino è pieno di gamma e grizzly targate…
  23. Quindi si sta delineando un futuro di Maserati con auto prodotte da aziende cinesi e “rifinite” in Italia? Come le DR? Con il marchio Maserati? Ma davvero? Ma perché non lo chiudono piuttosto che questo scempio?
  24. Ineos ha formato un consorzio con diverse aziende chiamato "Team Grenadier" da cui sono nate queste due proposte: Qui puoi leggere di più.
  25. non prendete in considerazione che possa essere un prototipo photoshoppato ?
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