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Crisi del mercato auto - Tagli alle produzioni e migliaia di licenziamenti


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Ieri ho avuto modo di fare una chiaccherata telefonica con un quasi-dirigente (ai vertifi dell'ufficio acquisti-logistica) Mercedes di Sindelfingen, il quale mi ha confermato la tragica situazione di cash-flow negativo di Daimler: senza mezzi termini mi ha rilevato che senza il denaro in arrivo da Abu Dahbi, il gruppo Daimler avrebbe rischiato l'insolvenza totale entro la fine di Maggio.

Ecatombe.

Con quel nome non hanno certo problemi a trovare investitori, altri marchi non hanno la stessa fortuna.

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In fatti "certi" hanno datto la notizia come un normale investimento , "altri" come la salvazione della Daimler , un picola grande diferenza :D

"The trouble with the world is that the stupid are cocksure and the intelligent are full of doubt." -Bertrand Russell

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Rolls-Royce, Maserati see flat 2009 sales

AUTOMOTIVE NEWS EUROPE

APRIL 3, 2009 12:23 CET

SINGAPORE, April 3 (Reuters) - Luxury automakers Rolls-Royce and Maserati believe they can avoid the sales slump that is hitting most other automakers.

Rolls-Royce unit sales will likely be flat this year a company official said here today, but could potentially double next year as the global economy is expected to recover and as the firm introduces the production version of the 200EX - the so-called “Baby Rolls.”

"It could be anything from 50 percent higher to 100 percent higher," Graeme Grieve, sales and marketing director of Rolls-Royce, a unit of German automaker BMW, told Reuters in an interview.

3,000 units a year

Rolls-Royce CEO Tom Purves also said the company's total car sales could increase to 3,000 a year with the launch of its new car, know internally at the RR4.

"If we were in a perfectly normal economic condition and we have the full production of the Phantom and RR4, we would be able to sell 3,000 cars," Purves said. He did not elaborate how soon the company could attain that sales level. The RR4 is due to go on sale in the first quarter of 2010.

Purves and Grieve were in Singapore to showcase the prototype of the RR4 to customers and the media.

Rolls-Royce had global sales of 1,212 cars last year, a 20 percent increase from 2007. Grieve said Rolls-Royce's first-quarter sales were stable despite the weakening global economy.

Tough 1st quarter

Fiat's luxury sports car brand, Maserati, saw global sales slide about 30 percent in the first quarter. Despite the slide, Maserati still expects to match 2008's record sales after the launch of new models, an executive said here on April 2.

"It will help sustain Maserati sales even in this very bad period," Simone Niccolai, managing director of Maserati Asia Pacific, told Reuters.

Maserati sold 7,353 units last year. It expects sales to remain strong thanks to the launch of a version of GranTurismo coupe with a six-speed automatic transmission and the arrival of the GranTurismo convertible.

Forbes reported last month that the number of billionaires all over the world has declined to 793 from 1,125 a year ago and their average wealth dropped 23 percent over the past 12 months to $3 billion.

Modificato da T a u r u s
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Ssangyong

IN PIENA CRISI

Ssangyong ha annunciato l'intenzione di tagliare del 37% la forza lavoro nei propri stabilimenti coreani. Il provvedimento, se attuato, coinvolgerà circa 2.600 dipendenti e non sarà certo accettato facilmente dalle rappresentanze sindacali.

La situazione, però, è molto grave: la Casa è in piena crisi, ha chiesto e ottenuto l'amministrazione controllata ed è stata in pratica abbandonata al suo destino dai cinesi della Saic (Shanghai automotive industry corporation), che detengono il 51% del capitale azionario.

Quest'anno Ssangyong prevede di consegnare 55.650 veicoli, il 40% in meno rispetto al consuntivo del 2008; il fatturato è stimato in discesa da 2.495 a 1.848 miliardi di won.

da Quattroruote.it
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  • 2 settimane fa...

Toyota: produzione auto ai minimi da 31 anni - Il Sole 24 ORE

Ora se un colosso come Toyota taglia da un anno all'altro la propria produzione di circa un terzo, vuol proprio dire che tutte le regole sono saltate.

A questo punto su cosa si basa la teoria che un costruttore per poter sopravvivere debba produrre N auto in un anno quando, di fronte ad un momento come questo, l'eccesso di produzione vale per tutti ?

Capisco sia difficile trovare un punto di equilibrio, ma l'aver in questi anni ceduto alle lusinghe di una domanda drogata da tanti fattori ha portato alle conseguenze che abbiamo tutti sotto gli occhi.

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Toyota: produzione auto ai minimi da 31 anni - Il Sole 24 ORE

Ora se un colosso come Toyota taglia da un anno all'altro la propria produzione di circa un terzo, vuol proprio dire che tutte le regole sono saltate.

A questo punto su cosa si basa la teoria che un costruttore per poter sopravvivere debba produrre N auto in un anno quando, di fronte ad un momento come questo, l'eccesso di produzione vale per tutti ?

Capisco sia difficile trovare un punto di equilibrio, ma l'aver in questi anni ceduto alle lusinghe di una domanda drogata da tanti fattori ha portato alle conseguenze che abbiamo tutti sotto gli occhi.

La teoria marchionesca degli N-milioni di auto all'anno prevevede prima di tutto che molti dei "soggetti" del mondo dell'auto non sopravvivano a questa crisi e che il "dopo" vedrà una produzione mondiale più bassa del "prima".

Infatti Marchionne parlava di 6 grossi gruppi, ciascuno con una produzione di 5-6 milioni di auto a testa. Ovvero una trentina di milioni di auto all'anno.

Peccato che la produzione mondiale fosse arrivata a 56milioni di pezzi l'anno.

Tra una cifra e l'altra c'è in mezzo il cosa potrebbe esserci "dopo".

E dopo solo 4 mesi si sta concretizzando già abbondantemente.

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Toyota: produzione auto ai minimi da 31 anni - Il Sole 24 ORE

A questo punto su cosa si basa la teoria che un costruttore per poter sopravvivere debba produrre N auto in un anno quando, di fronte ad un momento come questo, l'eccesso di produzione vale per tutti ?

Capisco sia difficile trovare un punto di equilibrio, ma l'aver in questi anni ceduto alle lusinghe di una domanda drogata da tanti fattori ha portato alle conseguenze che abbiamo tutti sotto gli occhi.

D'altronde il mercato è diventato da un pezzo "di cambio" dell'auto vecchia con la nuova e il livello fisiologico di ricambio nel parco auto italiano non è infinito.

Ai livelli attuali con 2 milioni di auto nuove vendute all'anno vuol dire 7-8% di ricambio sul parco circolante, mi sembra difficle convincere molti più italiani a cambiare l'auto (sempre ammesso che abbiano i soldi :lol:)

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La teoria marchionesca degli N-milioni di auto all'anno prevevede prima di tutto che molti dei "soggetti" del mondo dell'auto non sopravvivano a questa crisi e che il "dopo" vedrà una produzione mondiale più bassa del "prima".

Infatti Marchionne parlava di 6 grossi gruppi, ciascuno con una produzione di 5-6 milioni di auto a testa. Ovvero una trentina di milioni di auto all'anno.

Peccato che la produzione mondiale fosse arrivata a 56milioni di pezzi l'anno.

Tra una cifra e l'altra c'è in mezzo il cosa potrebbe esserci "dopo".

E dopo solo 4 mesi si sta concretizzando già abbondantemente.

Però non si tiene conto dell'enorme potenziale di crescita dei nuovi mercati, tipo Cina e India, dove ci sono 2,5 miliardi di potenziali clienti.

Quindi io ritengo che si possa tornare in breve tempo (2-3 anni) a produzioni ben oltre le 56milioni di unità.

Io credo che bisogna guardare con fiducia al superamento della crisi: il mercato cambia, si diversifica, e non bisogna fossilizzarsi solo su dati congiunturali di breve periodo.

Io non sono per niente daccordo con le previsioni di Marchionne, che sono perfette per il periodo che viviamo, e credo che anche lui sia ben pronto a modificare le valutazioni in presenza di cambiamenti/normalizzazioni del mercato.

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Inviato (modificato)

Tutti guardavano con fiducia la Russia, sopratutto per superare la crisi, ma la russia va talmente male che le case locali stanno fallendo e chiedono soldi al governo, sono ferme le fabbriche sia delle case nazionali che dei gruppi esteri e stanno saltando addirittura i progetti e le costruzioni di nuove fabbriche di case europee e giapponesi.

Tutti guardano con fiducia la Cina. Ma IDEM, si inchiodano le vendite 8quando non calano), saltano i programmi per la costruzione delle fabbriche, le stime di crescita delle case passano da "miracolose" a qualche decina di migiaia di pezzi l'anno.

La Cina si aggiunge ai numeri del mercato pre 2008, certo, ma i piani delle case sulla crescita delle case non prevedevano che la quota cinese servisse a riportarsi a pari, ma piuttosto a crescere di qualche altra decina di milioni oltre i 56. E così non sarà, comunque. Il mercato cinese futuro verrà ridimensionato da questa crisi quanto e forse più di quelli europei, americani e asitici in genere.

Modificato da Regazzoni
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