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SEAT León 2013


ykdg1984

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quindi non c'era per i diesel intorno ai 150 CV ?

Octavia e Leon solo oltre i 150cv (quindi esclusi)

Golf e A3 : dai 122CV in su (esclusi quindi i tsi 1.2 e i 1.6tdi ) il tsi 1.4 122CV ha già il mlink

"Non ti ho tradito, dico sul serio. Ero rimasto senza benzina, avevo una gomma a terra, non avevo i soldi per prendere il taxi, la tintoria non mi aveva portato il tait, c'era il funerale di mia madre, era crollata la casa, c'è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavalette, non è stata colpa mia, lo giuro su Dio!!"

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  • 2 settimane fa...
[h=2]La nuova Seat Leon 1.4 TGI su Strada[/h] seat-leon-metano-11.jpg

Da una vettura con pianale MQB non ci si può che aspettare un comportamento dinamico di buon livello, soprattutto se il telaio è in una delle sue versioni più rigide e compatte. La nuova Seat Leon conferma le già lodate doti di questa piattaforma, riportandone anche i piccoli difetti sulle vibrazioni su alcune motorizzazioni. Tuttavia, parlando del 1.4 TGI, non si può affatto parlare di vibrazioni, con il motore che gira fluido e regolare senza essere percepito dall’interno dell’abitacolo.

La guida risulta piacevole e rilassata, con la nuova Seat Leon 1.4 TGI che risulta tuttavia in grado di esibirsi in buone riprese ed accelerazioni grazie all’elasticità del suo quattro cilindri turbo dovuta principalmente alla lunga erogazione della coppia. Proprio questo aspetto rende particolarmente fruibile il piccolo motore che risulta pronto e scattante praticamente ad ogni andatura. Basta infatti affondare il piede sul pedale destro per scattare in avanti in maniera repentina con quasi tutti i rapporti. Solo la sesta risulta un po’ pigra nelle accelerazioni, pur rivelandosi davvero perfetta per l’utilizzo autostradale per via della sua demoltiplicazione che abbatte notevolmente i giri ed i consumi a velocità elevate.

Preciso e piacevole il cambio risulta leggermente contrastato, giusto quel minimo per far capire immediatamente quando la marcia è entrata. La corsa non è eccessivamente lunga e l’azionamento risulta facile ed intuitivo, con un’ottima spaziatura tra i rapporti ed un buon feeling di guida. Molto morbida la frizione, soprattutto nel primo tratto. Il pedale non risulta eccessivamente comunicativo, ma il suo utilizzo è molto facile visto che lo stacco è molto progressivo ed il motore è molto fluido. Di buon livello l’impianto frenante, ben proporzionato alla vettura, con un buon mordente che però non risulta immediatamente disponibile, risparmiandosi per le frenate più brusche. Agendo sul pedale del freno si percepisce prima un rallentamento leggero e progressivo che consente una guida rilassata e confortevole, ma quando si affonda l’impianto sfodera tutte le sue capacità, rallentando in pochi metri la corsa della vettura. Ben dosabile e di facile utilizzo, il pedale centrale risulta ben calibrato, come è giusto che sia per la dotazione più importante di ogni vettura.

Dinamicamente la nuova Seat Leon TGI si dimostra ben bilanciata, con uno sterzo morbido e progressivo che consente un buon feeling di guida e che esalta l’handling della vettura nel misto. Lo sterzo è a cremagliera con servosterzo idraulico e la sua taratura risulta in alcuni casi leggermente troppo molle. Ad alte velocità, complice lo scarso peso sull’asse anteriore, il volante non ha un ottimo feeling nei primissimi gradi di sterzata, pur recuperando immediatamente non appena la il raggio della curva si stringe. In città e nei tratti con andature medie lo sterzo si dimostra ottimamente calibrato per una guida rilassata, brillando in alcuni casi per buone doti di precisione e di rapidità di risposta. Merito delle geometrie anteriori, con le sospensioni indipendenti di tipo MacPherson.

Proprio l’assetto è una delle parti meglio riuscite della vettura. Durante le nostre prove abbiamo provato a metterlo in difficoltà con manovre brusche, prendendo buche e avvallamenti: la risposta dell’auto è sempre stata di ottimo livello. Pare infatti che in Seat abbiano trovato il perfetto compromesso tra comfort e sportività, con l’auto che ha un rollio davvero contenuto pur rivelandosi molto comoda e confortevole. In curva il coricamento è molto progressivo e di lieve entità, consentendo una percorrenza veloce e piacevole. Sulle strade sconnesse si può invece apprezzare le doti di comodità delle sospensioni, che rendono l’auto particolarmente piacevole anche nelle strade più dissestate. L’asse posteriore semirigido, vista l’impostazione non esasperata della vettura, è onesto e svolge bene il suo lavoro, seguendo in curva in maniera ordinata e senza causare un’eccessiva leggerezza del posteriore nei tratti di guida quotidiana.

[h=2]Interni: comodi e di qualità[/h] seat-leon-metano-16.jpg

L’impostazione di guida della nuova Seat Leon ha un tocco di sportività, pur mantenendo un elevato livello di comfort. I sedili sono infatti morbidi nei fianchetti, consentendo facili manovre di salita e discesa, ma sostengono bene il corpo nella loro parte centrale. Una volta trovata la posizione ci si accorge che tutta la vettura è orientata verso il guidatore, con il navigatore e tutte le funzioni che risultano facilmente utilizzabili in ogni situazione. I sedili avvolgenti sono abbastanza contenitivi ed in curva non fanno rimpiangere una seduta più profilata, anzi, mantengono ben fermo il corpo pur consentendo un grande livello di comodità anche sulle tratte lunghe.

Proprio il comfort è uno degli aspetti fondamentali della nuova Seat Leon. Creata per un utilizzo quotidiano, la segmento C risulta ben isolata dai rumori esterni, anche se il rotolamento degli pneumatici invernali su alcuni asfalti potrebbe diventare un po’ fastidioso. Il motore, a patto che lo si utilizzi in regimi medi, risulta be isolato e non viene percepito in maniera eccessiva dagli occupanti dell’auto. Stesso discorso per i fruscii aerodinamici, quasi totalmente assenti fino a più di 100 chilometri orari.

A pari passo con il comfort, anche la qualità dei materiali e dell’assemblaggio contraddistingue in positivo la nuova Seat Leon. Tutti i materiali risultano piacevoli al tatto, con la plancia che pur apparendo abbastanza semplice si rivela ben costruita e studiata. Le plastiche sono di buona qualità e l’assemblaggio è davvero ottimo. Totale assenza di scricchiolii, nessuna imperfezione e neanche il minimo difetto di assemblaggio. Per un’auto con questo livello di cura nei dettagli ci saremmo però aspettati un sistema di navigazione più moderno. La risoluzione dello schermo è migliorabile, così come la sua sensibilità agli input tattili.

Il sistema di infotainment fa più che bene il suo lavoro, ma rispetto all’ottimo livello globale della vettura risulta leggermente inferiore, un vero peccato. Le sue dimensioni sono giuste, anche se un paio di pollici in più nello schermo non avrebbero di certo fatto male e l’integrazione con la plancia è a dir poco perfetta. C’è però da spezzare una lancia a favore di questo sistema. L’impianto di infotainment della nuova Seat Leon è uno dei più intuitivi sul mercato e permette una gestione di ogni funzione in maniera facile e rapidissima, infondendo sicurezza e tranquillità a chi lo utilizza.

A livello di abitabilità, pur avendo una linea sportiva e relativamente bassa, la nuova Seat Leon si dimostra un’ottima soluzione per ogni occasione. I passeggeri anteriori sono comodi e rilassati, con tanto spazio in altezza ed in lunghezza, un po’ meno in larghezza ma, viste le dimensioni esterne, non ci si poteva di certo aspettare la spaziosità di un’ammiraglia. I passeggeri posteriori hanno molto spazio per le gambe e la particolare linea del tetto non influisce eccessivamente sull’abitabilità in altezza. Lo spazio per la testa è tanto e, viaggiando in quattro, si possono percorrere anche lunghe tratte senza rendere l’esperienza faticosa o poco piacevole.

La presenza del serbatoio di metano, costringe nuova Seat Leon TGI ad avere un bagagliaio un po’ più piccolo rispetto alla normale variante cinque porte. Il volume è di 275 litri, un valore tutto sommato ben utilizzabile anche per i lunghi spostamenti, soprattutto in virtù della lunghezza del piano di carico che permette di inserire nel bagagliaio anche oggetti abbastanza ingombranti.

[h=2]Motore: il 1.4 a Metano[/h] seat-leon-metano-21.jpg

Un 1.4 su una segmento C a prima vista potrebbe sembrare sottodimensionato. Per di più pensando che la variante a Metano della nuova Seat Leon dispone di 110 cavalli, contro i 120 delle 1.4 TSI. Nulla di più sbagliato: il quattro cilindri turbo spinge davvero bene, soprattutto per via del peso contenuto della vettura e per la grande coppia che questo piccolo motore è in grado di generare. I 110 cavalli sono espressi abbastanza in alto, a 5.000 giri, ma su un motore del genere con impianto a metano questo importa relativamente. Ciò che bisogna analizzare è la coppia, più dal punto di vista della sua curva che del suo valore. Seat dichiara infatti 200 Nm di coppia massima, un valore notevole, ma che viene reso ancora più interessante prendendo in analisi la curva d’erogazione. Il marchio spagnolo sostiene infatti che i 200 Nm sono disponibili con assoluta continuità tra i 1.500 ed i 4.000 giri al minuto, ovvero quasi tutto l’arco d’erogazione di questa unità.

Il minimo è fissato poco al di sotto dei 1.000 giri, con la coppia che entra nel suo apice praticamente in ogni situazione. Nella guida quotidiana si può infatti apprezzare una buona spinta ad ogni andatura, con un motore allegro ed abbastanza pieno, lineare e progressivo. Certo non bisogna chiedergli l’impossibile, ha comunque 110 cavalli, ma guidandolo in maniera allegra risulta anche abbastanza divertente. Certo la sua ragione d’essere è l’economia di gestione e, mettendosi in un’ottica di guida efficiente, secondo quanto dichiarato dalla casa, si può raggiungere un consumo combinato di 3.5 litri.

Durante la nostra prova non siamo riusciti a verificare questo dato per mancanza di tempo e di condizioni adatte ad un rilevamento oggettivo, ci riserviamo quindi di confermare i consumi della vettura quando potremo averla in prova per un tempo debito. L’autonomia, sempre secondo i dati dichiarati da Seat, ammonterebbe a 1.300 chilometri, 400 dei quali percorribili unicamente a metano grazie al serbatoio posizionato al posto della ruota di scorta nel doppio fondo del vano bagagli. Questo serbatoio è in grado di contenere ben 97 litri lordi di metano, ovvero poco meno di 14 chilogrammi, mentre il serbatoio della benzina può contenere fino ad un massimo di 50 litri di carburante.

Il sistema a metano è montato direttamente in fabbrica e si integra perfettamente con la vettura. L’indicatore del livello carburante è posto nel quadrante sinistro del quadro strumenti e sostituisce l’indicatore di temperatura del motore. Il funzionamento a metano è estremamente fluido e regolare e non si riesce a percepire alcuna differenza tra la marcia a benzina e quella a gas. Anche il passaggio tra i due combustibili è impalpabile, con l’auto che si regola da sola e consente al guidatore una guida in totale relax.

Seat Leon Metano: prezzo, autonomia e prova

I motori sono come le donne, bisogna saperli toccare nelle parti più sensibili.(Enzo Ferrari)

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Se scorrete il listino del nuovo, vedrete che sono circa 60 (su oltre 6.600) i modelli di auto a metano fra cui scegliere. Non molti. E in questo scenario a farla da padrone sono i gruppi Fiat e Volkswagen, con i marchi Fiat, Lancia, Seat, Skoda e Volkswagen, seguiti da Opel e Mercedes. Ma oltre alla quantità, quello che manca sono soprattutto delle auto a metano spaziose ma non troppo sacrificate in termini di prestazioni, oppure economiche ma non per questo povere nelle dotazioni. Tra l’altro, se anche qualche modello soddisfa questi requisiti lo fa con prezzi un po’ alti, nell’intorno dei 30.000 euro. C’è dunque tanto margine di “miglioramento” e la Seat Leon TGI che ho provato è la prima “macchina” che potrebbe davvero convincere tanti automobilisti a passare al metano. Si tratta infatti di una parente molto stretta dell’ auto più venduta in Europa e fra le più vendute in Italia, la Volkswagen Golf, anch’essa prevista in versione a gas, al pari dell’Audi A3. Il motore su cui il gruppo Volkswagen scommette per soddisfare una voglia di metano crescente è il nuovo 1.4 turbo, che ha prestazioni per nulla mortificate e un prezzo di partenza di 22.780 euro. Il tutto con la promessa di spendere meno di 4 euro per fare 100 km.

BLU COME IL METANO

Direi che l’azzurro metallizzato della carrozzeria dell’esemplare che mi aspetta per il test su strada è perfetto, perché ricorda il “gas blu” che alimenta il motore. Ma la Leon a metano si riconosce soprattutto dalla scritta TGI sul portellone, dal doppio bocchettone per fare rifornimento e da un dettaglio più nascosto: il terminale di scarico è sotto il pianale, davanti alle sospensioni posteriori interconnesse e alle 2 bombole del gas. Da dietro quindi la 5 porte spagnola sembra quasi un’auto elettrica. Inoltre la Leon TGI (disponibile anche in versione station wagon) si basa sull’allestimento intermedio Style, per cui è possibile avere a pagamento i fari anteriori full LED, di cui potete vedere la prova in questo video. La capacità minima del bagagliaio scende da 380 a 275 litri, perché le bombole da 15 kg/97 litri di metano hanno “fatto alzare” il pavimento di 10 cm.

LE AUTO A GAS NON SONO PIÙ “DI SERIE B”

Nessuna rinuncia, invece, nell’abitacolo, né in termini di spazio né in per quel che riguarda la strumentazione. I quadranti e il sistema di infotainment sono stati adattati alla trasformazione a gas: ci sono due indicatori del livello carburante dedicati per metano e benzina e il computer di bordo indica i consumi medi e istantanei in kg/100 km (si può così calcolare quanto si spende alla pompa, dove i prezzi sono indicati in euro/kg). Non c’è, invece, nessun tasto per scegliere manualmente l’alimentazione, perché l’elettronica in automatico fa funzionare il motore a metano, passando alla benzina quando il gas è finito e adeguando di conseguenza gli indicatori del trip computer.

SI FILA VIA CHE Ѐ UN PIACERE

Sulla carta i dati non farebbero gridare al miracolo: 110 CV di potenza, 200 Nm a 1.500 giri/min di coppia e uno 0-100 km/h da 10,9 secondi. Le sensazioni alla guida della Seat Leon a metano, però, sono quelle di un’auto brillante, pronta in basso, fluida e regolare. La spinta cala oltre i 4.000 giri al minuto ma il cambio (l’automatico DSG non si può avere come optional) ha 6 marce ben spaziate - oltre che un’ottima manovrabilità - e quindi guidare questo nuovo motore TGI è davvero rilassante. Lo sterzo e l’assetto hanno una taratura molto equilibrata, che permette di togliersi belle soddisfazioni fra le curve senza rovinare l’assorbimento. E inoltre la presenza di accessori come il cruise control adattivo (una gran comodità in autostrada o nelle strade con molto traffico, dove regola da solo la velocità mantenendo la giusta distanza) cancella quella sensazione di aver comprato un modello sacrificato, tipica di altre auto a metano.

DA 22.800 EURO A 2.000 DISTRIBUTORI

Durante il test non ho risparmiato il motore, per capire il livello di prestazioni di una “media” da famiglia alimentata a gas e il consumo medio indicato dal trip computer è stato di 5 kg/100 km. Il che significa che, con uno stile di guida normale, per fare 100 km si spendono 4 euro, contro gli 8 di una vettura paragonabile a GPL, i 10 di una diesel e i 15 di una a benzina. Un bel risparmio, su cui valutare il prezzo di listino della Leon TGI - si parte da 22.800 euro circa - e la vicinanza di distributori di metano nella zona in cui si vive. O lungo le strade che di solito si percorrono nei viaggi più lunghi, durante il tempo libero, in cui si può peraltro contare su un serbatoio della benzina “normale”, da 50 litri, per un’autonomia complessiva realistica di oltre 1.000 km. Data la convenienza e il basso impatto ambientale del gas naturale per autotrazione, c’è da sperare che la rete di distribuzione del metano si faccia più capillare sul territorio, visto che circa 700 stazioni sulle attuali 965 sono soprattutto al nord e riguardano una popolazione di 17 milioni di italiani (su un totale di più di 60). L’intesa firmata di recente alla rassegna “Oil&nonoil” porterebbe così ad un totale di 2.000 distributori. E nel frattempo le case automobilistiche dovrebbero prepararsi a offrire sempre più modelli senza complessi di inferiorità. Come la Seat Leon TGI che ho provato.

Seat Leon TGI, a metano con gusto: la prova

Auto molto molto interessante...ottimo prezzo,praticamente paragonabile alla versione 1.6 diesel(che ha una marcia e qualche cv in meno)...dovessi acquistare una C la prenderei seriamente in considerazione,l'unica pecca che qui non ci sono distributori:(.

L'unica incognita è l'affidabilità del motore.

I motori sono come le donne, bisogna saperli toccare nelle parti più sensibili.(Enzo Ferrari)

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Una delle poche tedesche che, al bisogno, considererei.

Se la scontano come la diesel, farà sfracelli... La 500L a metano mi piace un sacco ma questa è proprio un'altra cosa.

In my courtyard: 2019 Maserati Ghibli 250cv GranSport, 2017 Alfa Giulia 150cv

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Sull'affidabilità non mi preoccuperei più di tanto (è tutto montato in linea, dopo le esperienze delle Golf V e Polo coetanee trasformate in Italia in VAG hanno fatto la scelta di montare tutto in stabilimento modificando la testata e quindi creando un motore ad hoc), sulla rete distributiva parecchio! Se ti muovi e non trovi metano (e non è che sia poi così difficile) devi andare a benzina ed è tutt'altro che economico... Per me, diesel forever.

Tra l'altro, quanta benzina tiene il serbatoio? Non è che è un'altra Up o un'altra Doblò con pochissimi litri di benzina?

La 500L a metano mi piace un sacco ma questa è proprio un'altra cosa.

Qui almeno hai 4 cilindri!

Fiat Bravo 1.6 Multijet Sport Style 2009

NO DPF, longer oil life!

http://www.spritmonitor.de/en/detail/454290.html

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