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Fiat ottiene il 100% di Chrysler (01/01/2014)


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Guest EC2277
Grazie EC2277

Fiat’s 40 MPG Fiction | The Truth About Cars

Ho trovato questo interessante articolo, in cui si parla dei famigerati 40MPG! Aleggia un po' di mistero riguardo a cosa si riferiscano questi 40MPG se a un consumo "combined" o "highway" o altro!

Alla fine da quel che ciò capito in realtà il 40MPG è un 30MPG, cioè 12.75km/l in combinato (città/highway)

Che cosa è EPA?

L'EPA (Enviromental Parenting Agency) è un'agenzia governativa statunitense che ha il compito di attuare le disposizioni del Governo Federale in materia di tutela ambientale e salute pubblica.

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L'EPA (Enviromental Parenting Agency) è un'agenzia governativa statunitense che ha il compito di attuare le disposizioni del Governo Federale in materia di tutela ambientale e salute pubblica.

per fare una media che faccia 13 non è che ci voglia un genio... la Clio 1.4 16v mi fa 13 al limite e 15 50%misto 50% città...

Scopo di un forum...

-se io do una cosa a te e tu dai una cosa a me alla fine avremo una cosa per uno...

-se invece io dò un'informazione utile a te e tu ne dai una utile a me alla fine tutti e due avremo due informazioni....

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Per andare al 51% fiat dovrà commercializzare sul suolo statunitense, un'auto su piattaforma e tecnologia italiana, prodotta negli USA (non può essere la 500 che è prodotta in Messico), che percorra 17.00km con un litro nel ciclo medio, di benza o diesel, non ne ho idea, ma penso si tratti di benza! Sarà la delta la prescelta o la ypsilon? Motori: ipotizzo un 1.4 multiair con qualche recupero dell'energia (kers) e stop&start o forse il bicilindrico

Certo che siamo quasi a maggio e non si sa niente su questa macchina!

E' la Dodge C-Sedan, la nuova Neon, che sostituira' la Caliber, e' la prima vettura Dodge ad avere un nuovo linguaggio stilistico compatibile con Fiat...e non avra' la calandra con la croce tipica delle Dodge...del resto questa vettura con minime modifiche sara' venduta e prodotta con marchio Fiat in tutto il mondo tranne il nord america, tra l'altro sara' la prima Fiat prodotta in Cina dalla nuova JV.La nuova Dodge Neon usa una evoluzione del pianale C-Evo di Giulietta, allargata di 40mm e con modifiche per rispettare le normative americane, ha un passo aumentato di 70mm nella versione usata dalla nuova sedan compatta, che ha nel mirino vetture come Jetta.

2012ChryslerCompactSedan1.jpg

2012ChryslerCompactSedan2.jpg

2012ChryslerCompactSedan3.jpg

2012ChryslerCompactSedan4.jpg

Comunque per l'aumento e' richiesto l'inizio di produzione...non la commercializzazione...:§

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per fare una media che faccia 13 non è che ci voglia un genio... la Clio 1.4 16v mi fa 13 al limite e 15 50%misto 50% città...

:pen:mai provato a guidare uno dei loro "cosi_con_convertitore"? :lol::roll:

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7:32 : Segni i punti coglionazzo !

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:pen:mai provato a guidare uno dei loro "cosi_con_convertitore"? :lol::roll:

la prima cosa con convertitore che abbia mai guidato nella mia vita è stata una 320d e91... per tirarla fuori dalla rimessa a momenti mi ammazzavo... odio le automatiche..:asp:

Scopo di un forum...

-se io do una cosa a te e tu dai una cosa a me alla fine avremo una cosa per uno...

-se invece io dò un'informazione utile a te e tu ne dai una utile a me alla fine tutti e due avremo due informazioni....

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si ma parlavo delle minimo 3500 benza americane, che le prime volte attraversando il semaforo a piedi mi "intimorivo" dal rumore da dragster che fanno:shock:,

per poi in realta' partire molto lentamente:mrgreen:

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7:32 : Segni i punti coglionazzo !

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Aggiungiamo anche che con questa berlina di segmento C Chrysler riesce ad entrare in un segmento di mercato che copriva solo con la Caliber, auto che non ha avuto un vero e proprio successo perché hatchback.

Questo permetterà a Fiat (ma ovviamente anche a Chrysler) di avere una base con enormi economie di scala così da rendere anche economicamente vantaggioso il segmento C nel quale al momento vende poco e a costi enormi sia per questa ragione sia per il sottoutilizzo dell'impianto di Cassino.

[sIGPIC][/sIGPIC]

Il mio sito "Gruppo Hainz": http://www.gruppohainz.it - I miei articoli su Automotivespace http://www.automotivespace.it/author/enzo/ - E quando ci sarà il nuovo sito di Autopareri anche su http://www.autopareri.com - I video del salone di Ginevra 2012 http://www.youtube.com/playlist?list=PL7CA738888644DB9

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Fiat-Chrysler verso la fusione

tratto dal sole24ore

Entro la fine del 2011 Chrysler potrebbe diventare una controllata al 51% del gruppo Fiat. E poi? Di pari passo con l'integrazione industriale, che procederà a passo accelerato, Sergio Marchionne dovrà gestire almeno altre due operazioni finanziarie di peso: il collocamento in Borsa delle azioni Chrysler (Ipo) e la possibile fusione con Fiat. Quale verrà prima? E che aspetto avrà il gruppo nella versione finale?

La situazione al 31 dicembre di quest'anno, che potrebbe essere quella indicata nell'immagine in alto: Exor avrà il 30,4% di Fiat spa che ha adesso; Fiat spa controllerà il 100% di Fiat Auto e il 51% di Chrysler, dopo l'acquisto del 16% (operazione in cui l'azienda italiana è assistita dall'advisor Citigroup) e il 5% ottenuto con il lancio della Dodge a basso consumo con motore Fiat. Il restante 49% dell'azienda americana sarà in mano ai governi di Usa (6%) e Canada (2%) e al fondo Veba che gestisce l'assistenza sanitaria ai pensionati Chrysler (41%). Sia il Veba che i due governi hanno intenzione di uscire il prima possibile, per motivi economici da un lato, politici dall'altro. Il collocamento in Borsa delle loro azioni, tramite l'offerta pubblica (Ipo), è la strada più naturale.

Marchionne (nella sua veste di manager Fiat) ha in mano due importanti carte da giocare. La prima è rappresentata dal potere di bloccare l'Ipo Chrysler fino al 1° gennaio 2013; la seconda è costituita da due opzioni in mano al Lingotto: una per acquistare la quota residua dei governi di Usa e Canada, a partire da un anno dopo il rimborso dei debiti; l'altra per rilevare fino al 40% di quella del Veba (dal 1° luglio 2012 e in rate annuali non superiori al 4,4% del capitale ogni sei mesi). Le due opzioni sono a prezzi diversi a seconda che siano esercitate prima o dopo l'Ipo.

Finora Marchionne non si è sbilanciato sull'ipotesi di portare la quota Fiat al di sopra del 51 per cento, né sui tempi dell'Ipo: «L'argomento deve ancora essere discusso con il board Chrysler» ha risposto agli analisti. In un primo tempo sembrava che l'operazione potesse svolgersi già entro fine anno, ma ora i tempi sembrano allungarsi e puntare verso i primi mesi del 2012. In parte dipenderanno dalle condizioni dei mercati.

Lo sbarco in Borsa precederà con grande probabilità la fusione tra le due aziende: l'ipotesi ha il vantaggio di fornire un parametro obiettivo di valutazione delle azioni Chrysler, fugando ogni possibile dubbio Usa su conflitti di interesse di Marchionne (come capo sia di Fiat che di Chrysler) e della stessa società italiana. Con le due aziende quotate il concambio verrebbe definito di fatto dal mercato. Il manager ha ribadito nella conference call di giovedì quanto già espresso ai primi di febbraio negli Usa: «Non c'è alcun bisogno di avere due società quotate separatamente: prima o poi ci sarà una sola corporation quotata». Quando Daimler si era fusa con Chrysler alla fine degli anni 90, la nuova DaimlerChrysler era rimasta quotata sia in Germania che negli Usa.

Marchionne aveva detto due mesi fa che la futura FiatChrysler (o ChryslerFiat) «potrebbe anche essere basata negli Usa», provocando una levata di scudi contro il trasferimento della sede centrale del nuovo gruppo oltreoceano. Oltre ai problemi politici e sindacali, un'eventuale trasferimento della sede legale di Fiat fuori dall'Italia comporterebbe anche il diritto di recesso per gli azionisti a un prezzo di Borsa pari alla media dei sei mesi precedenti; ciò potrebbe rivelarsi oneroso, a meno di non attendere un momento in cui il prezzo di Borsa sia nettamente superiore a quello medio dei sei mesi – o di strutturare l'operazione in modo da aggirare l'ostacolo.

Una fusione "secca" tra Fiat spa e Chrysler entrambe quotate richiederebbe la conversione in ordinarie delle azioni privilegiate e di risparmio Fiat; dopo la fusione Exor, la holding degli Agnelli, manterrebbe con una quota del 22% del nuovo gruppo – un livello coerente con quanto più volte espresso da John Elkann sulla volontà della famiglia di accettare la diluizione pur di far crescere Fiat. Un'alternativa ipotizzata da Banca Akros sarebbe quella che Fiat spa conferisca tutte le proprie attività (o parte di esse) a Chrysler ottenendo nuove azioni; Exor manterrebbe dunque il 30,4% di Fiat spa che farebbe da sub holding, con una quota fra il 58 e il 74% della nuova ChryslerFiat domiciliata negli Usa. Il livello della partecipazione dipenderebbe da quanto conferito; qualcuno scommette, per esempio, che la Ferrari rimanga nella scuderia degli Agnelli.

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ufficilità:

FIAT: CHRYSLER RIPAGHERA' DEBITO ENTRO SECONDO TRIMESTRE

Chrysler ripaghera' tutto il debito con le amministrazioni pubbliche americana e canadese, circa 7,5 miliardi di dollari, entro il secondo trimestre di quest'anno. Lo ha annunciato la casa automobilistica di Detroit controllata dalla Fiat. L'operazione spianera' la strada al Lingotto per arrivare al controllo della Chrysler di cui possiede il 30% ma ha gia' annunciato un accordo per salire al 46% entro giugno. Chrysler deve ancora 5,8 miliardi di dollari all'amministrazione americana e 1,7 miliardi a quella canadese .

FIAT:-CHRYSLER-RIPAGHERA--DEBITO-ENTRO-SECONDO-TRIMESTRE | Economia

il che oltre ad avere oil 46% ed evitare di pagare interessi alti (ml al giono e 1,2miliardi annui), sbloccano i 3,5 miliardi di dollari a interessi bassi che il dipartimento Usa dell'Energia aveva concesso a chrysler per i progetti nel campo dei veicoli ecologici.

In arrivo i fondi Usa per l'auto verde - Il Sole 24 ORE

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Fiat-Chrysler: ecco il piano per le banche Usa. Riassetto del debito in 20 giorni - Il Sole 24 ORE

Fiat-Chrysler: ecco il piano delle banche Usa Sergio Marchionne ha deciso di stringere i tempi per le nuove emissioni obbligazionarie Chrysler destinate a rifinanziare i 7,6 miliardi di dollari del costoso indebitamento con i governi americano e canadese. Ieri, durante l'incontro con i banchieri a New York, convocato per lanciare l'operazione, l'amministratore delegato del gruppo automobilistico americano ha dato una timeline che prevede la chiusura già il 24 maggio, con circa un mese di anticipo rispetto alle attese degli investitori.

Dalla documentazione contenuta nell'offering memorandum, un volume di 132 pagine ottenuto da il Sole 24 Ore in ambienti finanziari a New York si stabilisce, a partire da oggi, una scadenze del 18 di maggio per la chiusura delle sottoscrizioni e del 24 maggio per il closing finale e l'erogazione dei fondi.

Il rifinanziamento consentirà di risparmiare 200 milioni di dollari all'anno in interessi passivi, per il 2011 si dovrà calcolare ovviamente la quota parte su base annuale con rimborso fissato a fine maggio, ci sarà dunque un guadagno aggiuntivo rispetto alle prime stime di circa 20 milioni di dollari per il 2011. Il documento stima in 11 miliardi di dollari la liquidità del gruppo al momento del closing, elimina circa 2,6 miliardi di dollari in rimborsi in conto capitale dovuti nel 2011 e rimanda al 2017 alcune scadenze significative che si sarebbero altrimenti manifestate in tempi più brevi.

L'accelerazione di questa operazione consentirà di stringere i tempi anche su un'altra operazione finanziaria importante che Chrysler deve ancora portare a termine, l'erogazione di 3,5 miliardi di dollari in finanziamenti agevolati in parcheggio al dipartimento per l'Energia: «Appena ho chiuso questa operazione partirò subito con l' altra» ci ha detto Marchionne quando lo abbiamo incontrato prima della riunione con le banche.

Indiscrezioni che abbiamo raccolto fra i banchieri, circa 125, raccolti all'Hilton in una sala con tappezzeria azzurra e un megaschermo centrale giustificano la decisione con una reazione preliminare molto buona del mercato alla struttura dell'operazione complessiva: «non abbiamo dubbi che andrà molto bene – ci ha detto una signora che lavora con BofA Merrill Lynch – lo abbiamo capito da come è andato l'incontro di questa mattina alla nostra sede». Incontri in più fasi dunque, a seconda della tranche da sottoscrivere. Complessivamente il rifinanziamento e per 7,5 miliardi di dollari divisi in una linea di credito da 1,5 miliardi di dollari, in obbligazioni garantite da 2,5 miliardi di dollari con scadenze a otto e a dieci anni e in titoli di credito garantiti riservati agli investitori istituzionali per 3,5 miliardi di dollari con scadenza a sei anni.

La parte del leone come numero l'ha fatta Goldman Sachs con 30 banchieri, Morgan Stanley all'incontro ne ha portati 25, Citi 22 e BofA 20, i quattro sottoscrittori più presenti. Gli altri 130 erano un misto di banchieri europei (c'erano anche Banca Intesa e Unicredit) americani, con fondi hedge, private equity come Blackstone o Apollo e investitori asiatici (Nomura e Sumitomo). Il rifinanziamento tuttavia non sarà utilizzato esclusivamente per il rimborso del debito per 5,8 miliardi di dollari con il governo americano e di 1,8 miliardi di dollari con il governo canadese. In realtà si tratta di una parte del governo canadese e di un'altra dello stato dell'Ontario.

Per il rimborso complessivo di 7,8 miliardi di dollari si utilizzeranno i 3,5 miliardi di dollari di titoli di credito garantiti e i 2,5 miliardi di dollari di obbligazioni garantite a questi si aggiungeranno 1,3 miliardi di dollari sborsati dalla Fiat per aumentare al 46% la posizione azionaria di Torino mentre 500 milioni di dollari saranno recuperati dalla posizione dei cassa della Chrysler. Questi fondi, per un totale di 7,8 miliardi di dollari saranno utilizzati per 7,6 miliardi di dollari per il rimborso dei governi e per 200 milioni di dollari come pagamento delle commissioni bancarie.

A New York in questi giorni ha partecipato all'operazione di Marketing anche John Elkann il Presidente della Fiat. L'altra mattina ad esempio ha fatto un breakfast con John Mack, presidente di Morgan Stanley. Il suo ruolo serve anche a rassicurare sulle intenzioni di Exor, che cercherà di mantenere la posizione di maggioranza relativa una volta portata a termine la fusione tra Fiat e Chrysler.

APHRODITE, DIVA DI BELLEZZA, AMORE E VOGLIA PARLA PERFETTAMENTE ITALIANA!!!

(Parliamo di macchine italiane, eh!)

Life is too short to drive german cars!!

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