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[Ufficiale] Alleanza Fiat - Chrysler


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Solo un'osservazione: ok, tutto molto bello, ma non montiamoci troppo presto la testa e ricordiamoci che sei anni fa, pure la GM sembrava nella stessa situazione nei confronti di Fiat e sappiamo com'è andata a finire...:roll: Voglio dire, l'accordo c'è ed è una cosa positiva, ora vediamo come si sviluppa il resto...
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<<Scarface>>

Non esiste peggior ignorante di quello convinto di sapere...

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IL GRUPPO FIAT E CHRYSLER FIRMANO UNA ALLEANZA STRATEGICA GLOBALE

Fiat S.p.A. e Chrysler LLC annunciano la firma di accordi per la creazione di un’alleanza strategica globale. L’alleanza si compone di due aspetti: Fiat fornirà a Chrysler diritti relativi a diverse piattaforme, tecnologie e modelli, nonché servizi di management, cooperazione e assistenza nelle principali aree di attività di Chrysler, quali gli acquisti e la distribuzione a livello internazionale; Fiat riceverà una quota del capitale di Chrysler.

1.Dichiarazione dell’Amministratore Delegato del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne

“Quest’operazione – ha commentato l’Amministratore Delegato del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne – rappresenta una soluzione costruttiva e importante ai problemi che da alcuni anni affliggono non soltanto Chrylser ma l'intera industria automobilistica mondiale. L’alleanza permetterà di mettere insieme la tecnologia Fiat, che è tra le più innovative e avanzate al mondo, le sue piattaforme e i suoi propulsori per vetture piccole e medie nonché la sua vasta rete di distribuzione in America Latina e in Europa con il grande patrimonio della Chrysler, che ha una forte presenza in Nord America e lavoratori pieni di talento e di impegno. Tutto ciò darà vita ad una nuova forte casa automobilistica e aiuterà a preservare, insieme ai posti di lavoro, un’industria manifatturiera di importanza cruciale per le economie statunitense e canadese.

Da quando abbiamo iniziato le trattative con Chrysler quasi un anno fa, il nostro obiettivo è sempre stato quello di valorizzare i punti forti di entrambe le aziende per ottenere i volumi, le efficienze e i risparmi necessari per creare due costruttori più forti, in grado di competere in modo più efficace a livello globale. Quest'operazione è un passo importante verso il raggiungimento di questo traguardo.

Il nostro lavoro è appena iniziato. Insieme ai nostri nuovi partner della Chrysler lavoreremo per valorizzare l’enorme potenziale di quest'alleanza e per reintrodurre sul mercato nordamericano alcuni dei nostri marchi più famosi, inclusa l'Alfa Romeo e la Cinquecento, che ha vinto numerosi premi.

Non saremmo qui oggi ad annunciare quest'accordo se non fosse stato per la costante dedizione, l’impegno e la creatività della Task Force automobilistica statunitense e dei loro colleghi canadesi. Mentre cercavamo di risolvere le difficoltà e superare gli innumerevoli ostacoli tipici di operazioni di questo genere, non hanno mai smesso di avere fiducia nel progetto. Grazie a quest’operazione, hanno posto le basi per il ritorno sul mercato automobilistico di una Chrysler forte e stabile.

Anche le organizzazioni sindacali di entrambi i Paesi hanno dato un apporto significativo, accettando una riduzione dei loro benefit e una partecipazione azionaria in cambio di alcune delle loro richieste. Vorrei ringraziare i responsabili della United

Auto Workers e della Canadian Auto Workers per tutto quello che hanno fatto e per la loro costruttiva partecipazione alla nostra sfida comune, che è quella di ricreare una grande Chrysler.

Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, passerò molto tempo ad incontrare i lavoratori della Chrysler e visitare i suoi stabilimenti.

Il nostro accordo è necessariamente soggetto alle procedure legali statunitensi che dureranno alcune settimane; nel frattempo Chrysler si preparerà a ritornare in tempi brevi un costruttore affidabile e competitivo. Sono convinto che la società sia in grado di affrontare le sfide che le attuali difficili condizioni di mercato pongono ricorrendo al proprio spirito innovativo, facendo della qualità il punto di forza della propria gamma di prodotto e ascoltando i propri clienti per dar loro le automobili che desiderano. Questo è il modello che abbiamo rigorosamente seguito in Fiat negli ultimi anni e sono convinto che possa essere adottato anche in questo caso per scrivere un nuovo capitolo nella storia della Chrysler.

Credo che l’operazione appena conclusa rappresenti per la Fiat e per tutta l’industria italiana un momento storico. E’ un importante passo avanti nell’impegno di gettare nuove e solide basi per il futuro.

Oggi è anche un giorno di grande soddisfazione per tutte le donne e gli uomini della Fiat. Il fatto che il know-how della nostra azienda sia stato apprezzato dai più alti livelli dei Governi americano e canadese - che desidero ringraziare a nome dell’intero management del nostro Gruppo - è per tutti noi un forte stimolo per il lavoro che ci attende.

Siamo certi che da questa alleanza uscirà una Fiat più forte e più internazionale, con maggiore capacità di competere sui mercati di tutto il mondo”.

2. L’operazione

L’operazione sarà effettuata tramite la cessione accelerata di sostanzialmente tutti i beni di Chrysler ad una NewCo in base a determinate previsioni della legge fallimentare statunitense (US Bankruptcy Code). A seguito di un intenso periodo di consultazione con il Dipartimento del Tesoro statunitense e con tutte le altre parti interessate, inclusi il Governo canadese, la United Auto Workers (UAW) e la Canadian Auto Workers (CAW), Chrysler ha scelto tale opzione come la più efficace per la ristrutturazione del proprio debito. Di conseguenza, Chrysler richiederà al Tribunale fallimentare di New York l'approvazione della vendita delle attività di Chrysler alla NewCo. In caso di approvazione dell’operazione da parte del Tribunale e subordinatamente all’approvazione delle autorità regolamentari, le parti saranno tenute a completare l’operazione nel più breve tempo possibile.

In attesa di tali approvazioni, Chrysler, nella sua forma attuale, continuerà a svolgere la propria attività e il Dipartimento del Tesoro statunitense e il Governo canadese concederanno alla società finanziamenti al fine di consentirle di adempiere ai propri obblighi verso i dipendenti e di far fronte ai fabbisogni operativi.

Dall’inizio di maggio, Chrysler potrà beneficiare di nuovi accordi di finanziamento alla rete stipulati con GMAC, la quale fornirà anche finanziamenti al cliente finale.

Al momento del closing dell’operazione, la NewCo assumerà la ragione sociale di Chrysler e diventerà proprietaria di sostanzialmente tutti i beni di Chrysler con l’esclusione di determinati debiti e altre passività.

Al closing, la NewCo assegnerà a Fiat una quota equivalente al 20 per cento del capitale e dei diritti di voto, al netto degli effetti diluitivi, e Fiat stipulerà gli accordi industriali con Chrysler.

Parimenti, la Voluntary Employee Benefit Association (VEBA), al momento del closing, riceverà una partecipazione del 55%, al netto degli effetti diluitivi. Tale partecipazione sarà amministrata dal Dipartimento del Tesoro statunitense.

Il Dipartimento del Tesoro statunitense e il Governo canadese possiederanno complessivamente il rimanente 10% del capitale, al netto degli effetti diluitivi.

La nuova Chrysler beneficerà inoltre dei nuovi contratti collettivi di lavoro recentemente siglati con UAW e CAW e di un finanziamento da parte del Dipartimento del Tesoro statunitense di 6,5 miliardi di dollari.

La nuova Chrysler sarà gestita da un consiglio di amministrazione composto da nove membri. Tre amministratori saranno nominati da Fiat, uno dei quali dovrà soddisfare i criteri di indipendenza stabiliti dal regolamento del New York Stock Exchange. VEBA e il Governo canadese avranno il diritto di nominare un amministratore ciascuno. Inizialmente, il Dipartimento del Tesoro statunitense avrà il diritto di nominare quattro amministratori (tre dei quali indipendenti).

Fiat avrà il diritto di ricevere un’ulteriore partecipazione del 15% (sia in termini di valore sia di diritti di voto), al netto degli effetti diluitivi. Questa ulteriore partecipazione sarà attribuita in tre tranche da 5% ognuna, subordinate al raggiungimento di obiettivi predeterminati ed in particolare: all’ottenimento delle approvazioni regolamentari per la produzione negli Stati Uniti della famiglia del motore FIRE; al raggiungimento di target di vendita di veicoli Chrysler al di fuori dell’area NAFTA; all’ottenimento delle approvazioni regolamentari per la produzione di un modello Chrysler basato su tecnologia Fiat.

Quando otterrà tale ulteriore partecipazione del 15%, Fiat avrà anche il diritto di nominare un ulteriore amministratore di Chrysler.

Inoltre, a Fiat spetterà l’opzione di acquistare un ulteriore 16% (esercitabile dal 1 gennaio 2013 al 30 giugno 2016). Il controvalore di tale partecipazione sarà determinato in base a criteri di valutazione standard di mercato e in ogni caso non potrà essere superiore al multiplo di Fiat a quella data. Questa facoltà non potrà essere esercitata fino a che il debito nei confronti del Dipartimento del Tesoro statunitense non sarà inferiore a 3 miliardi di dollari.

Fiat non potrà superare la quota di partecipazione del 49% fino a quando l’intero debito verso il Dipartimento del Tesoro statunitense non sarà stato rimborsato.

3. Il contributo di Fiat

Fiat fornirà il proprio contributo a Chrysler con tecnologie chiave e altre risorse.

In breve, il contributo di Fiat consisterà in: licenze che permetteranno a Chrysler di utilizzare tutte le piattaforme automobilistiche di Fiat Group Automobiles (subordinatamente ad eventuali condizioni restrittive tra Fiat e terzi) per la produzione di veicoli Chrysler nell’area NAFTA; licenze che permetteranno a Chrysler di utilizzare determinate altre tecnologie chiave di Fiat, quali quelle relative ai motori; la prestazione continuativa di servizi di management per permettere a Chrysler di beneficiare dell’esperienza Fiat nelle ristrutturazioni di attività industriali e operative; partecipazione ai programmi di acquisto e approvvigionamento di Fiat; distribuzione di veicoli Chrysler al di fuori dell’area NAFTA, in particolare fornendo a Chrysler l’accesso alla rete commerciale Fiat in Paesi dove la presenza di Chrysler è attualmente limitata.

L’alleanza, che è un elemento chiave dell’Integration Plan di Chrysler, rafforzerà la continuità a lungo termine di Chrysler tramite l’accesso a piattaforme competitive per veicoli a basso consumo, motori, trasmissioni e componenti che saranno prodotti negli stabilimenti Chrysler.

L'alleanza permetterà, inoltre, al Gruppo Fiat e Chrysler di trarre beneficio dalle rispettive reti commerciali e industriali e dai rispettivi fornitori globali. L’alleanza non prevede per Fiat alcun esborso di cassa verso Chrysler né impegni a finanziare Chrysler in futuro.

Torino, 30 aprile 2009

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certo che la quota del 5% in piu' da ottenere " al raggiungimento di target di vendita di veicoli Chrysler al di fuori dell’area NAFTA " non sara' certo un obbiettivo facile da raggiungere. Certo, bisogna vedere che target si sono dati...

5% in piu' " all’ottenimento delle approvazioni regolamentari per la produzione negli Stati Uniti della famiglia del motore FIRE " .

Se mi avessero detto 30 anni fa che il 45 cv che avevo sulla mia Uno sarebbe stato il cavallo di battaglia per acquisire gratis Chrysler, che a quei tempi era ancora grande, mi sarei messo a ridere :)

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Certo che a volte......

La cenerentola tecnicamente fallita nel 2005...

Risanata' date=' le voci dissero, solo "per vendere la divisione auto e far cassa" (non negatelo "insider", più volte sottovoce avete paventato quell'ipotesi come molto prossima)...

Vicina a un accordo con BMW (in metta minoranza italiana).

Vicina a un accordo con PSA (in relativa minoranza italiana).

...

...

Fa, finalmente, un accordo con poco sforzo economico con Chrysler-Jeep (stavolta a maggioranza - futura ma praticamente già attuale - italiana).

Se penso a tutti gli scenari paventati da sognatori o "insiders" in questi anni vien da sorridere. Praticamente l'unico scenario a non essere mai stato tirato in ballo ha visto la luce! :-)

(EDIT: è solo una mia riflessione, non leggeteci nessuna vena polemica.)

Ciò che è certo è che da stasera Fiat ha decisamente un "peso" differente, sotto numerosi punti di vista.

Potenzialmente un accordo con una società così complementare ha delle potenzialità enormi... E dei rischi comunque belli grossi.

Ci siamo ammazzati di seghe mentali su sbarchi in USA in punta di piedi e alleanze di poco conto: ora si ritrovano con stabilimenti e reti vendita/assistenza a copertura dell'intero Nordamerica già fatti, finiti e rodati....................

Ora vediamo come si giocano questa mano a Torino.[/quote']

Analisi lineare, lucida e sillogica. Complimenti Scar!

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5% in piu' " all’ottenimento delle approvazioni regolamentari per la produzione negli Stati Uniti della famiglia del motore FIRE " .

Se mi avessero detto 30 anni fa che il 45 cv che avevo sulla mia Uno sarebbe stato il cavallo di battaglia per acquisire gratis Chrysler, che a quei tempi era ancora grande, mi sarei messo a ridere :)

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Se mi avessero detto 30 anni fa che il 45 cv che avevo sulla mia Uno sarebbe stato il cavallo di battaglia per acquisire gratis Chrysler, che a quei tempi era ancora grande, mi sarei messo a ridere :)

certe soddisfazioni non hanno prezzo :mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen:

Cita

7:32 : Segni i punti coglionazzo !

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Beh, che dire?

Personalmente sono molto contento di questa conclusione, se penso poi a come si era messi nel 2003!!! :shock: :shock: :shock:

Ora, senza essere scioccamente trionfalistici, direi che la speranza è quella di non vedere sprecata questa che, sempre IMHO, è una occasione di proporzioni CICLOPICHE per dimostrare se e quanto abbiano imparato a Torino che per gestire marchi diversi da FIAT c'è bisogno di allargare sguardo ed orizzonti, in termini progettuali, ma ancor di più programmatici.

Fare attenzione a non sperperare va bene, però senza arrivare (o perseverare ;))agli estremi del"progettare al risparmio sempre e comunque; la qual cosa potrà anche dare ricavi migliori"oggi", ma credo sia oramai chiarissimo anche a loro (almeno spero)crea danni"cataclismici"nel tempo, anche in poco tempo.

In definitiva comunque credo che un bel BRAVO a Sergio Marchionne sia dovuto, magari mi sbaglio e gli do meriti che non ha, o che non ha in toto, ma io parlo da uomo della strada.

Passare per idiota agli occhi di un imbecille è voluttà da finissimo intenditore. - Georges Courteline -

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