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Quattroruote - Come rileva i consumi delle auto in prova?


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L'ultima frase sull'efficienza della ricarica, ha qualcosa che non mi torna, pare abbiano invertito i numeri 🤔

 

Cita

[...] Per le vetture elettriche si utilizzano le stesse modalità di prova, ma la misura dell'energia impiegata è diversa: al fine di determinare l'effettiva quantità di corrente consumata, l'auto viene caricata al 100% prima di effettuare ogni ciclo di prova (in città, in statale e in autostrada) e poi ricaricata alla sua conclusione, impiegando la colonnina del nostro Centro prove, che è collegata a un sistema di misura dell'energia di alta precisione e che registra istante per istante la potenza elettrica prelevata dalla rete. Va infatti precisato che, a causa delle dissipazioni insite nel processo di ricarica, l'energia consumata (e che viene fatturata nella bolletta) è maggiore di quella indicata dal computer di bordo della vettura, il quale la misura basandosi sul mero scambio di energia tra la batteria e il motore. Va anche ricordato che l'entità del divario tra l'energia prelevata dalla rete e quella utilizzata dal motore varia in funzione della potenza in chilowatt disponibile alla presa: giusto per dare degli ordini di grandezza, per rifornire al 100% la batteria di un'Audi e-tron Sportback si perdono 4,14, 8,68 o 12,50 kWh, a seconda che sia collegata a una colonnina trifase da 22 kW, a una wallbox monofase da 7,4 o a una presa domestica. Il rapporto tra l'energia immessa nella batteria e quella prelevata dalla rete è detta efficienza di ricarica (nell'esempio citato è pari, rispettivamente, al 95%, al 90% e all'86%). [...]  

 

Articolo completo su: https://www.quattroruote.it/news/curiosita/2021/05/24/come_facciamo_le_prove_sviluppati_su_strada_misurati_in_pista.html

 

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4 minuti fa, J-Gian scrive:

L'ultima frase sull'efficienza della ricarica, ha qualcosa che non mi torna, pare abbiano invertito i numeri 🤔

 

 

Articolo completo su: https://www.quattroruote.it/news/curiosita/2021/05/24/come_facciamo_le_prove_sviluppati_su_strada_misurati_in_pista.html

 


Avevo letto l’articolo su un numero dei mesi scorsi e la cosa mi era sembrata strana, ma pare che sia così, più è bassa la potenza di ricarica, meno è efficiente, ovvero serve più energia per caricarla della stessa quantità rispetto ad una potenza maggiore.

 

Probabilmente ha a che fare con il pre riscaldamento delle batterie per ricaricarle in modo ottimale, una bassa potenza fa si che l’energia necessaria per il riscaldamento incida maggiormente sul consumo totale di energia e quindi è meno efficiente, oppure non sufficiente per scaldare a dovere le batterie rendendo quindi la ricarica meno efficiente.

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Non è tanto questione di climatizzazione della batteria, ma di un insieme di consumi del processo di ricarica "quasi fissi", che incidono proporzionalmente molto di piû sulle ricariche lente.
Supponiamo, ad esempio, che siano necessari 200W per "risvegliare" i sistemi durante la ricarica, come attivare il BMS e le altre ECU, assicurare il raffreddamento del caricatore, ...
Su una ricarica domestica a 10A (2.3kW) questa sola componente inciderebbe per quasi il 10%. Su una ricarica ad una colonnina a 32A (7.5kW) per meno del 3%.

In un contesto in cui l'ottimizzazione dei caricatori AC a bordo delle auto è fatta solo, o quasi, sulle potenze più elevate. C'è quindi una questione di costi: investendo di più sui caricatori si otterrebbero rendimenti più elevati, particolarmente alle basse potenze.

Il problema vero è i consumi di energia elettrica non sono pesati in alcun modo dalle norme. L'energia elettrica è considerata gratis. Non viene valutata una impronta CO2 equivalente dei consumi EV da calcolare Plug-to-Wheel nelle condizioni peggiori, come quelle della ricarica domestica.

L'efficienza dei sistemi elettrici viene tenuta in conto solo per questioni di range chilometrico percorribile e, per la ricarica, solo se incide apprezzabilmente sui tempi delle ricariche veloci. Essendo quest'ultime in DC, esse bypassano completamente I caricatori AC di bordo che restano fuori dai processi vincolanti di ottimizzazione.

Così si arriva all'assurdo che, con le ricariche domestiche, si può consumare, in alcune condizioni, piû energia per caricare la batteria di quella che sarà poi necessaria per far funzionare l'auto.

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