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Fuori Produzione.

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Press Release :

  • Minigonne e paraurti in tinta di carrozzeria, doppio terminale di scarico cromato e interni con nuovi elementi di colore nero opaco e lucido
  • 4 allestimenti (Steel, Silver, Gold e la serie speciale 'S by MOMODESIGN)', 3 motorizzazioni (1.6 Multijet 105 cv, 1.6 Multijet 120 cv e 1.4 Turbo-Jet GPL 120 cv), 19 colori di carrozzeria - tra i quali 9 bicolore - e 7 cerchi in lega da 16'', 17'' e 18''

A Francoforte debutta il Model Year 2014 di Lancia Delta che sarà commercializzato nei maggiori mercati europei a partire da gennaio 2014. Affinamento dell'ammiraglia compatta della gamma Lancia, l'aggiornamento presenta diverse novità estetiche che sapranno soddisfare un cliente maschile e metropolitano alla ricerca di stile e personalità.

All'esterno, la Delta MY 14 presenta minigonne e paraurti frontale e posteriore verniciati nella stessa tinta della carrozzeria, oltre al doppio terminale di scarico cromato. All'interno, invece, spicca un ambiente dall'aspetto più contemporaneo grazie ad alcuni elementi sulla console centrale verniciati in nero lucido, come la mostrina del climatizzatore, mentre sono in nero opaco l'inserto sul volante, il quadro strumenti, i tasti e le mostrine della console centrale.

Invariati, ovviamente, i punti di forza del modello che dal suo lancio (2008) ad oggi hanno introdotto un nuovo concetto di automobile trasferendo nel segmento C gli attributi di un'ammiraglia. Infatti, in 4 metri e mezzo, Lancia Delta MY 14 racchiude eleganza, raffinatezza e spazio interno di categoria superiore: i sedili posteriori diventano chaise-longue, i rivestimenti lasciano posto a texture preziose e la qualità di vita a bordo, in termini di comfort e silenziosità di marcia, accompagna i passeggeri ad ogni viaggio. Così Lancia Delta soddisfa le necessità della odierna mobilità di prestigio grazie alla logica del "downsizing", cioè assicurare prestazioni ed esclusività di livello superiore a costi, dimensioni e consumi ridotti.

A fare dell'abitacolo un vero e proprio salotto - il modello è ai vertici del segmento per l'abitabilità posteriore - contribuisce il sedile posteriore scorrevole con schienale reclinabile (fino a 25°) che permette o di aumentare il già spazioso vano baule (380 litri, 465 litri con i sedili posteriori scorrevoli, 724 litri con i sedili posteriori abbattuti) oppure, arretrandolo e inclinandolo opportunamente, di ottenere un totale relax: Lancia Delta è l'unica tra le berline 2 volumi ad offrire la possibilità di regolare lo schienale del sedile posteriore e di farne scorrere la seduta.

La gamma della nuova Lancia Delta MY 2014 propone, a seconda dei Paesi in cui è commercializzata, 4 allestimenti (Steel, Silver, Gold e la serie speciale 'S by MOMODESIGN)', 3 motorizzazioni (1.6 Multijet 105 cv, 1.6 Multijet 120 cv e 1.4 Turbo-Jet GPL 120 cv), abbinati a un cambio manuale a 6 marce, , oltre a 19 colori di carrozzeria - tra i quali 9 bicolore - e 7 cerchi in lega da 16'', 17'' e 18''.

Tra i numerosi contenuti del modello Delta MY 14 segnaliamo il sistema "Absolute Handling System" - evoluzione dell'ESP - che garantisce un controllo perfetto della vettura e ne ottimizza la stabilità in ogni condizione di guida, oltre al sistema di parcheggio semi-assistito "Magic Parking" che aiuta il conducente a riconoscere un'area di sosta dalle dimensioni adeguate a quelle della vettura, per poi impostarne la manovra di inserimento agendo automaticamente sullo sterzo.

Un discorso a parte merita la serie speciale 'S by MOMODESIGN' nata dalla rinnovata collaborazione tra Lancia e MOMODESIGN, due marchi che hanno contribuito allo sviluppo del design italiano. L'inedita versione è l'esempio concreto di come un "oggetto automobilistico" possa essere riletto in chiave estetica dal Centro Stile MOMODESIGN, valorizzando quei tratti espressivi che da sempre contraddistinguono Lancia - eleganza e temperamento- abbinando il carattere grintoso e distintivo del Brand milanese, espressione di stile e design italiano.

Le stesse peculiarità che contraddistinguono la Delta Turbo GPL che, secondo il principio 'Bi-fuel. Be Ecochic', assicura un innovativo concetto di automobile "amica dell'ambiente" in quanto esclusivo ma accessibile, spaziosa ma compatta, brillante ma parca nei consumi. La Lancia Delta Ecochic Turbo GPL è equipaggiata con il motore bi-fuel 1.4 Turbo da 120 CV che vanta performance e costi di gestione ai vertici della categoria. In particolare, con una potenza massima di 120 CV (88 Kw) a 5.000 giri/min e una coppia massima di 206 Nm (21 kgm) a 1.750 giri/min, la versione Ecochic raggiunge una velocità massima di 195Km/h e un'accelerazione da 0-100 Km/h in 9,8 secondi.

Edited by Touareg 2.5

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Leggo male o hanno eliminato diverse motorizzazioni? Non vedo più i diesel e i benzina più potenti...

conto alla rovescia per l'eutanasia del modello? :(

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Hanno eliminato i motori più potenti, vedo.

Immagino che siamo alla razionalizazzione della gamma che precede il pensionamento del modello.

Si farà uno o due annetti con solo i motori più venduti.

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Leggo male o hanno eliminato diverse motorizzazioni? Non vedo più i diesel e i benzina più potenti...

conto alla rovescia per l'eutanasia del modello? :(

mi sà tanto di si.

almeno speriamo che i listini calino di conseguenza.

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Mha,davvero scarsa la scelta delle motorizzazioni:|...rimane comunque una gran bella macchina.

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Azzo, spariscono tutti i benzina lisci, pure il multiair! Esternamente diventa praticamente una Momo, tutta in tinta... un po' come il restyling '98 della Delta II, tutto in tinta, e mi par con sole 3 motorizzazioni (1.6, 1.8, 1.9 td). Corsi e ricorsi della storia... Almeno vorrà dire che l'erede è vicina... :)

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Va in pensione la Platinum? :muto::(((

Anche il diesel Twinturbo? E il 1.6 lo lasciano sia 105 che 120?

Che porcheria di MY.. Hanno trattato meglio la Punto..

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Tristezza, tanta tristezza per un'auto che avrei valutato più che volentieri se avesse avuto interni meno bravizzati (con tutto il rispetto per Bravo), visto che esteriormente continua a piacermi moltissimo.

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    • By Pawel72
      Ho trovato questo articolo molto interessante che vorrei condividere con voi 😊
      https://it.motor1.com/news/387334/le-10-lancia-piu-costose-di-sempre/

    • By vpn
      Ebbene, questa è stata una delle giornate che, insieme al giorno in cui io e la mia ragazza ci siamo fidanzati, non credo che dimenticherò facilmente!
      Infatti... Stamane, 28 agosto, sono uscito di casa poichè sono andato a farmi la cartà d'identità, e mentre stavo facendo la strada per andare all'ufficio del Comune... Ebbene...
      Ho visto delle auto storiche, che non avevo mai visto prima nella realtà!
      Si, avevo visto delle immagini su Internet e nei film, ma a vederle dal vivo suscitano un fascino davvero fantastico... Un fascino che un'auto moderna non riesce a darti.
      La prima di queste è stata in una strada dietro casa mia, dove c'è un'officina e carrozzeria. Di solito, quando passo di là, capita di vedere a riparazione delle vecchie Fiat Tipo, 127, Ritmo prima serie, qualche Uno oppure delle Renault 4, ma questa volta...
      Parcheggiata vicino al marciapiede dell'officina c'era un'Alfa Romeo Giulia!
      Esattamente! Era una Giulia 1300 Super del 1970, bianca, con cerchi originali, neanche un filo di ruggine, praticamente era completamente restaurata! Sembrava nuova, ed aveva ancora il cellophane negli interni!
      Guardando quell'auto non ho potuto far altro che rimanere a bocca aperta. Il proprietario dell'auto, un signore anziano sulla settantina, era vicino all'auto che parlava con il meccanico dell'officina, delle peculiarità della sua "bambina", dello straordinario rombo del mitico 1.3 bicarburatore da 89cv, della trazione posteriore, i pilastri fondamentali di un'Alfa Romeo che si rispetti.
      E devo essere sincero, mentre guardavo quella Giulia, per un attimo, era come se ho fatto un salto indietro nel tempo di ben 39 anni: per un attimo mi sembrava essere tornato nel 1970, quando quest'auto straordinaria usciva dai cancelli della fabbrica di Arese, ed ho immaginato il momento in cui essa veniva assemblata, quando era messa sul banco di prova per testare il ruggito del motore bicarburatore, quando i sapienti maestri milanesi attaccavano lo stemma "Alfa Romeo -- Milano" sul trilobo dell'auto.
      Ed ho cominciato a pensare ai mitici film polizieschi italiani degli anni '70, quando la Polizia faceva inseguimenti mozzafiato a bordo delle loro Giulia, per inseguire i banditi che di solito correvano o con delle Citroen o con delle Fiat 125 o delle 128.
      Poi sono tornato in me, nel 2009, ed ho guardato quell'Alfa con un'aria di rispetto per una grande signora del passato, che con la sua estetica semplice ma cattiva, il rombo del suo motore e la sua velocità, atterriva tutte le rivali. Quando l'Alfa Romeo insegnava al mondo come si doveva realizzare un'auto dal Cuore Sportivo, l'opera d'arte di una casa automobilistica che è stata stuprata nella sua storia e nella sua maestria tecnica da parte di una dirigenza fallimentare, che per fortuna ora non c'è più.
      Purtroppo, ho dovuto proseguire per la mia strada, ma continuando il cammino per l'ufficio del comune, ho incrociato un'altra auto storica: la mitica Alfetta GT.
      Era di colore Rosso Alfa, come da tradizione, ed era precisamente una GTV V6, il mitico Busso...
      Aveva un rombo che definire "sinfonia" è riduttivo, ed uno scatto che difficilmente si può ritrovare su una vettura di oggi.
      Anch'essa era restaurata, ma parzialmente, dato che i cerchi erano un pò arrugginiti.
      Non ho potuto resistere a guardarla per tutto il tempo, prima che con velocità prendesse la curva per sparire nel nulla così com'era comparsa.
      -Accidenti!- ho pensato fra me e me. -Sembra quasi che queste auto passino apposta al mio passaggio!-
      E continuo per la mia strada.
      Arrivo all'ufficio del comune, arrivano anche i miei, sono pronto per realizzare la carta d'identità. Oramai, il prossimo 10 Ottobre c'è un grande passo da fare per me, dato che divento maggiorenne, divento un uomo.
      Finita l'attesa, il caldo dell'ufficio (inesistente il concetto di aria condizionata), esco per fare il ritorno a casa.
      Strada facendo, faccio i miei ultimi due incontri ravvicinati con auto storiche.
      Prima, vedo una Porsche 911 degli anni 70, con motore boxer raffreddato ad aria, e poi, mentre sono vicino casa, con la coda dell'occhio, noto qualcosa di particolare.
      Vedo una grossa berlina due volumi, di colore carta da zucchero. E' una due volumi piuttosto inconsueta, sembrava fosse degli anni 70. Non era in perfette condizioni, dato che la vernice della carrozzeria era opaca, e gli interni non stavano messi molto bene.
      I cerchi erano privi di coppette, e l'auto in generale, se poteva parlare, ne avrebbe avute tante da raccontare della sua vita (a giudicare dalle sue condizioni) piuttosto travagliata.
      Anche il rombo del motore di questa misteriosa auto sembrava mostrare segni di stanchezza e quasi di sforzo, proprio come se l'auto fosse "umana", come se fosse un vecchio signore avanti con gli anni, proprio come il suo proprietario.
      La guardo con più attenzione, e noto che quell'auto, nonostante le mediocri condizioni in cui era ridotta, non era la classica berlina a due volumi cinque porte che si vedeva tutti i giorni, negli anni '70.
      Ma bensì, quell'auto era niente di meno che... Una Lancia Beta Berlina. Proprio la prima Lancia che fu prodotta sotto l'egida della Fiat!
      Un tempo era la punta di diamante della casa di Chivasso, e vantava contenuti estremamente avanzati tecnologicamente rispetto alle sue rivali. Era insomma, il lusso fatto a quattro ruote. Il vero lusso italiano, che conservava ancora un fascino che oggi oramai si è perso, a causa della nostra perdita di fantasia, immaginazione, e anche a causa della progressiva standardizzazione ed americanizzazione della nostra società.
      Unico difetto? Non fu un'auto compresa nel nostro paese, poichè allora la carrozzeria due volumi non era molto considerata. Eppure, la versione berlina, così come la straordinaria Monte Carlo, e la HPE, aveva molto da dire.
      Ebbene, vedere le condizioni in cui quella Lancia storica era ridotta, stringerebbe il cuore a tutti gli appassionati, perchè al giorno d'oggi, queste auto non sono semplicemente dei pezzi di ferro con ruote, sospensioni e motore. Ma sono oggetti che hanno anima, come se fossero degli esseri viventi. Esse avevano personalità, carattere, una vita propria, che le automobili di adesso oramai hanno perso, diventando progressivamente degli elettrodomestici il cui unico vanto è solo la dimensione dei portalattine, dell'ASR, dell'ESP, dell'ABS e dell'EBD.
      E purtroppo mi rendo conto che in questi tempi moderni, la nostra società si è evoluta troppo in fretta, cambiando proprio come queste auto meravigliose, ed insieme ad esse, hanno perso qualsiasi forma di personalità, di unicità, di carattere e anima, che il nostro modo di fare e di pensare ha custodito fino alla fine degli anni '80.
      Per concludere? Questa giornata non credo che la dimenticherò facilmente. Il fascino che ti dà un'Alfa Romeo Giulia, una Beta berlina, una 911 raffreddata ad aria o una Alfetta GT, non riesce a dartelo nessuna auto dei giorni nostri. Infatti, dopo aver visto quella Giulia, sento una sensazione particolare in me. La sensazione di aver visto ed ammirato con rispetto, una bellissima Signora del Passato.


      ------------------------------------------------------------------------






      La Giulia che ho visto era una 1300 Super probabilmente del '70.
      Era bianca, praticamente identica a questa. Aveva persino il cellophane che proteggeva ancora i sedili ed i pannelli porta! L'anziano proprietario probabilmente è un grande Alfista appassionato della sua auto, dato che la chiamava "la sua bambina". E ci credo, ad avere un'auto così, come non si può trattarla come una figlia?
      Senz'altro questa è l'auto che più di tutte mi ha lasciato estasiato alla sua vista.

      La 911 invece era ferma, parcheggiata. Di colore beige, doveva essere dei primi anni 70. Una vera Porsche, con motore boxer raffreddato ad aria, montato a sbalzo al posteriore. Che dire, era una Porsche esclusiva, quando la casa di Zuffenhausen era realmente esclusiva.
      Altro che Cayenne, Panamera o 911 raffreddate ad acqua...

      Ahhhh, la GTV! Anch'essa una macchina fantastica. Rispetto alla Giulia di prima, questa non era in condizioni splendide, ma comunque era tenuta discretamente. A parte quello della Giulia, il rombo del Busso è una cosa indescrivibile! E' sinfonia pura!
      E la Fiat provò a sostituirlo con motori australiani, mah...

      Non l'ho riconosciuta immediatamente, anche perchè non l'avevo mai vista nella realtà, a parte la Fulvia e la Gamma. Ma sembrava quasi che l'anziano proprietario che la guidava non si rendesse conto dell'auto storica che aveva nelle sue mani. La straordinaria Beta Berlina. Era praticamente identica a questa, con fari quadrati, e dello stesso colore (esemplare importato dall'estero?), targa originale, quella quadrata in plastica nera degli anni '70. Molto probabilmente, a giudicare dalle condizioni terribili in cui era ridotta, l'anziano signore l'ha sempre usata come auto da battaglia, magari affrontando anche sterrati e mulattiere con essa.
      Che dire, a volte si ha un lingotto d'oro, ma certe volte non ci si rende conto di averlo...
      ------------------------------------------------------------------------
      A voi le considerazioni sull'esperienza che io ho fatto stamane...


    • By OUTATIME
      Ciao a tutti!
      La Delta ha deciso di cominciare a dare i primi problemi. È una T-Jet 150cv e ultimamente, dopo un paio di giorni che partiva ingolfata, ho notato che il motore fatica ad arrivare a temperatura. Solitamente in 2 minuti la temperatura già raggiungeva la metà, ora però ci arriva dopo 10 minuti circa e scende di 2 o 3 tacche quando raggiungo una velocità di crociera per poi tornare a metà quando sono fermo ad incroci. 
      Non so se i due problemi siano collegati, di fatto dopo un paio di volte che faticava a partire, per ora non dà problemi da quel punto di vista. 
      Cosa potrebbe essere?
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