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Pawel72

La lunga corsa dell'auto ibrida

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Internet è una miniera di informazioni , come lo sono libri.., comunque le automobili ibride (Toyota) sono approdate sul mercato nel 1997 .

Forse in pochi lo sanno che hanno un'origine lontana che risale alla fine dell'Ottocento !! ? 😮

1896-armstrong-phaeton-hybrid_100549648_m.jpg

1896 Armstrong phaeton hybrid

File:Im19001201CVJ-Pieper.jpg

Nel 1900 un costruttore automobilistico belga, Henri Pieper, introdusse una "voiturette" da 3-1 / 2 cavalli in cui il piccolo motore a benzina era accoppiato a un motore elettrico sotto il sedile. Quando la macchina "girava", il suo motore elettrico era in effetti un generatore, che ricaricava le batterie. Ma quando l'auto saliva di un grado, il motore elettrico, montato coassialmente con il motore a gas, le dava una spinta.

 

Le origini delle auto ibride sono molto confuse per la scarsa documentazione reperibile sugli ultimi anni dell'Ottocento, quando in molti fanno risalire il debutto sul mercato del primo veicolo a propulsione ibrida. Difficile, però, attribuire il primato a un modello specifico considerato che la tecnologia è proposta con alterni successi da molti. L'ingegnere americano Justus Entz, ad esempio, realizza un carrello ibrido nel 1897, mentre le cronache parlano di due modelli con tale tecnologia presentati al Salone di Parigi del 1899 e di un'auto, la Krieger Hybrid, prodotta nel 1903. Al 1897 risalirebbe anche un brevetto che accredita “l'invenzione” del sistema ibrido a un giovane ingegnere austriaco destinato a fare carriera, Ferdinand Porsche.

1900-porsche-semper-vivus-hybrid.jpg

Lohner-Porsche Mixte Hybrid. (1900-1905)

Da poco assunto alla “k.u.k-Hofwagenfabrik Jakob Lohner & Co.” di Florisdorf, vicino a Vienna,Ferdinand Porsche progetta una vettura spinta da quattro motori elettrici inseriti nel mozzo delle ruote. Auto che, come le altre elettriche sul mercato, ha il difetto del peso eccessivo dovuto alle batterie e all'autonomia di poche decine di chilometri. Limiti che Porsche pensa di superare riducendo il numero di accumulatori e aggiungendo un'unità a combustione che funge da generatore per la ricarica delle batterie. Dopo avere sperimentato dei propulsori della DeDion-Buton, Ferdinand opta per un quattro cilindri Daimler e per la trazione anteriore fornita dai due “motori-ruota”. Una soluzione che sarà adottata per costruire nel primo decennio del Novecento diversi esemplari con caratteristiche e prestazioni differenzi, come una variante da gara che, si narra, si in grado di viaggiare a 80 km/h, velocità “folle” per l'epoca. E' la Lohner Semper Vivus, nota anche come Lohner-Porsche Mixte Hybrid.

 

L'interesse per il sistema ibrido si riaccende negli anni Sessanta, soprattutto in Giappone, dove Toyota avvia i primi studi sulla tecnologia, e negli Stati Uniti dove il Congresso inizia a introdurre le prime regole per contenere l'inquinamento atmosferico, problema che comincia a dare le prime preoccupazioni. Intervento, quello del Congresso, che stimola l'industria a investire nuovamente nella combinazione tra il motore con la “scossa” e quello a pistoni. I primi a farlo sono i tecnici Baruch Berman, George Gelb e Neal Richardson della TRW, società di componenti per auto, che mettono a punto un sistema disegnato come trasmissione elettromeccanica denominato EMTche consente di ridurre consumi ed emissioni senza penalizzare le prestazioni.

 

gm512-electric-web.jpgGM EV1 Impact Electric Concept Car, 1991

GM EV1 Impact Electric Concept Car, 1991

General Motors  realizzò alla fine degli anni Sessanta il prototipo GM 512. Si tratta di una microcar a due posti con autonomia di circa 250 km che consente di viaggiare fino a 16 km/h con la sola trazione elettrica, fino a 25 con l'ausilio dei due motori e oltre tale velocità sospinta soltanto dal piccolo bicilindrico a benzina. Una ricerca positiva che proseguirà con lo sviluppo di veicoli elettrici che porterà alla produzione della EV1 nel 1996, vettura realizzata a livello sperimentale anche nelle varianti ibride con tecnologia in serie o in parallelo, con la prima equipaggiata con un motore alimentato a gas naturale e la seconda con un'unità a gasolio.

 

Toyota Century Gas-Turbine Hybrid prototype (below), revealed at the 21st Tokyo Motor Show in October 1975.

Toyota-Century-Gas-Turbine-Hybrid-01.jpg

Sports 800 Gas-Turbine

 

Toyota iniziò lo sviluppo del sistema ibrido nel 1969. Da allora sono state studiate molte proposte innovative, a partire dai prototipi della sportiva Toyota Sports 800 Gas Turbine Hybrid nel 1977 e della berlina Century Gas Turbine Hybrid. Il 1997 è l’anno di lancio della produzione in serie della prima Toyota Prius.

1987-Toyota-GTV-concept.jpgToyota GTV grand tourer concept displayed at the 27th Tokyo Motor Show in 1987.

 

Nel frattempo la prima crisi petrolifera del 1973 fa alzare il prezzo dei carburanti spingendo alla ricerca anche in marchi europei. Una delle proposte più interessanti create è il Volkswagen Taxi, variante ibrida del celebre furgoncino T2 del 1977, la seconda serie del Transporter, che adotta un sistema parallelo e che sarà utilizzato come auto da esposizione in diversi saloni.

vw-bus-t2-taxi-hybrid-1977.jpg

 

vw-hybrid-bus-t2-taxi.jpg

 

405-hybride-1-jpg.jpg

Presentato nel luglio 1991 al Motor Show di Francoforte, Peugeot 405 Ibrido è il frutto del progetto VERT (Electric Road Turbine Vehicle), avviato un anno prima. È equipaggiato con il diesel XUD7T da 1,8 litri della 205, alloggiato sotto il cofano e due motori elettrici identici, uno nella parte posteriore del veicolo, l'altro al centro, ciascuno con una potenza di 27,5 CV, ovvero una potenza 55 CV totali. Questi due motori collegati alle ruote posteriori servono per guidare questo veicolo e gli consentono di raggiungere una velocità di 130 km / h. Infatti, il diesel 1.8L riceve, invece di un cambio, un generatore trifase, utilizzato per ricaricare le batterie al litio-nichel 230 volt del peso di 200 kg, situate nel bagagliaio. Così equipaggiato, l'ibrido 405 station wagon poteva percorrere 70 km con le batterie cariche (motore diesel fermo). Bastavano solo 20 minuti di funzionamento del motore diesel ( regolato elettricamente a 3500 giri / min) per ricaricare le batterie (queste possono essere ricaricate mentre l'auto è in funzione). Una batteria da 12 volt è sempre presente nel veicolo per alimentare i vari accessori. Dopo il Motor Show di Francoforte, Peugeot ha sostituito il motore diesel con una turbina a idrogeno. 

 

https://blog.toyota.co.uk/1977-toyota-sports-800-gas-turbine-hybrid

http://www.carstyling.ru/en/car/1990_gm_impact/

https://www.hemmings.com/blog/2016/03/14/perhaps-the-worlds-first-hybrid-an-1896-armstrong-sells-for-483400-at-amelia-island/

Edited by Pawel72
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...mi chiedevo quando sarebbe saltata fuori una Peugeot..... mi è "toccato" scorrerlo tutto................. 😂

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3 ore fa, AndreaB scrive:

...mi chiedevo quando sarebbe saltata fuori una Peugeot..... mi è "toccato" scorrerlo tutto................. 😂

Beh che debbo dirti ci hanno provato pure i francesi...😅

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Alfa Romeo 33 Ibrida !

 

Cita

Circa dieci anni prima della Toyota Prius, l'Alfa Romeo aveva sviluppato un prototipo a propulsione ibrida.

Alla fine degli anni 80 la tendenza a sviluppare vetture a propulsione ibrida è ancora lontana dal prendere piede. In Italia, l'Alfa Romeo non scampa la grande stagione delle privatizzazioni e, dopo decenni di alti e bassi trascorsi nel calderone delle aziende a partecipazione statale, nel 1986 passa dall'Iri alla Fiat. Al centro ricerche della Casa milanese si lavora senza sosta: oltre che sul progetto di una nuova berlina a trazione anteriore, la 164, i tecnici del Biscione stanno concentrando i loro sforzi sullo sviluppo di un sistema alternativo al petrolio. Così, un marchio per tradizione votato alla realizzazione di modelli sportivi e da corsa, si lancia a capofitto nella sfida dell'ibrido.

Vettura laboratorio. La Casa del Biscione sceglie di farlo con il suo modello più "popolare": è la 33, l'Alfa "d'attacco", a essere utilizzata come veicolo-laboratorio. Si porta quindi avanti il progetto di un'automobile a misura di città, con emissioni inquinanti ridotte e una buona capacità di carico. C'è chi afferma che la scelta della configurazione giardinetta "Sport Wagon" non sia affatto casuale: se la macchina andrà bene, si dice in giro, se ne farà una flotta di taxi per servire le principali città italiane.

L'elettrico di Genova. Sotto il cofano si parte da un marchio di fabbrica, il collaudatissimo boxer "Alfasud" - qui in versione 1.5 da 95 CV -, cui viene abbinato un motore elettrico asincrono trifase (16 CV e 6,1 kgm di coppia) fornito dalla Ansaldo di Genova. Il sistema CEM (Controllo Elettronico Motore) - che debutta nel 1983 sull'Alfetta - gestisce in modo integrato iniezione e accensione, aumentando così l'efficienza del motore endotermico. L'unità elettrica è accoppiata al cambio tramite una cinghia dentata: la vettura può quindi avanzare spinta dal solo motore elettrico, da quello a benzina o - ed ecco il senso della propulsione ibrida - da entrambi.

Pronta per la produzione. La 33 Ibrida, al di là di qualche problema di rumorosità, si poteva fare, eccome: il progetto era assolutamente "realistico", con modifiche alla scocca di serie minime e un aumento di peso di soli 150 kg (110 di batterie, 20 di motore e 10 per l'elettronica di potenza). Senza contare il fatto che era in grado di viaggiare fino a 60 km/h in modalità elettrica, con un'autonomia di 5 km, davvero niente male per l'epoca. Dell'Alfa ibrida costruirono tre prototipi, tre 33 tutte diverse tra loro. Un sogno a metà in quel di Arese, che testimonia comunque tutto lo spirito di innovazione e la ricerca dell'eccellenza tecnologica che da sempre contraddistinguono la Casa del Biscione

 

 

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Edited by Pawel72
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Che i motori a combustione interna per le auto non fossero un sistema efficiente era chiaro fin da quando è stata inventata l'automobile. Per cui non sono più di tanto stupito del fatto che vari costruttori in tempi non sospetti abbiano cercato di unire i vantaggi della combustione interna con l'elettrificazione.

Edited by nucarote
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@Pawel72 grazie per il post, davvero interessante!

 

Sulla tua scia, posto un estratto di una cosa che ho letto giusto qualche mese fa (ho il suocero appassionato di Ibride e BEV):

 

"quello che nel 2019 può sembrare pura innovazione risale in realtà alla metà del 1800. L’auto elettrica a batteria fu tra i primi tipi di automobile ad essere inventata, sperimentata e commercializzata. E nacque nella nostra Europa. Tra i primi ad idearla ci fu l’imprenditore scozzese Robert Anderson tra il 1832 ed il 1839. Nel 1835 Il professore Sibrandus Stratingh di Groningen (Paesi Bassi), progettò una piccola electric car, costruita dal suo assistente Christopher Becker. Un altro noto esempio di automobile elettrica è la Flocken Elektrowagen prodotta in Germania nel 1888.

Tra le prime electric car ci fu una Porsche. Il fondatore dell’azienda, Ferdinand Porsche, sviluppò la sua P1 nel 1898: il primo modello della casa automobilistica era, per l’appunto, un modello elettrico.

Sul finire del XIX secolo, dunque, le auto elettriche e i veicoli ibridi erano le realtà più diffuse. Consentivano  di spostarsi in ambito cittadino, ma del resto la carrozzeria delle auto del tempo non consentiva di affrontare le strade fuori dalla città, solitamente in cattive condizioni.

Alle auto elettriche credeva fortemente Thomas Edison, che lavorò per sviluppare batterie con migliori performance. Henry Ford, suo intimo amico, nel 1914 si alleò con lui per esplorare le opzioni per un’auto elettrica low cost. Non funzionò: ci rimisero circa 1,4 milioni di dollari di investimenti (la cifra dell’epoca) e fu l’inizio della fine per l’auto elettrica. Del resto, un modello T sviluppato da Ford costava nel 1912 circa 650 dollari, l’alternativa elettrica circa tre volte tanto: 1750 dollari.

I veicoli con motore a combustione si imposero e dilagarono sul mercato grazie al loro costo più contenuto e alla facilità di rifornimento, il resto è Storia."

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Ma la 33 ibrida recuperava energia in frenata, oppure occorreva ricaricarle esternamente?

 

Sarebbe bello avere altri dati tecnici sugli accumulatori del tempo...

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9 ore fa, J-Gian scrive:

Ma la 33 ibrida recuperava energia in frenata, oppure occorreva ricaricarle esternamente?

 

Sarebbe bello avere altri dati tecnici sugli accumulatori del tempo...

 

E' una cosa che incuriosisce anche me. Provo a fare delle ricerche e magari se trovo qualcosa, creo una discussione a riguardo!

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