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Transizione ecologica ed il futuro della mobilità


Message added by J-Gian,

 

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11 ore fa, mikisnow scrive:

110% 😈

200%. Ovviamente tornerà.... E tra un po' sarà calcolato sulla potenza oraria e non quella continuativa... vedi che botte...

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Facciamo un favore a questo mondo... Meno SUV, più 4C e Lotus...

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1 ora fa, defiant scrive:

200%. Ovviamente tornerà.... E tra un po' sarà calcolato sulla potenza oraria e non quella continuativa... vedi che botte...

 

Che lo Stato cerchi di far cassa su tutto è un dato di fatto, abbiamo un debito pubblico pauroso e il costo degli interessi è una sanguisuga.

 

Se però uno si ricarica l'auto elettrica con il proprio impianto fotovoltaico o con altri sistemi, l'unica tassa che possono mettere e sui km percorsi dalle auto, visto che comunque da luglio i nuovi modelli omologati dovranno avere la scatola nera a bordo.

 

Ovviamente è più probabile che vengano tassate di più le ICE delle elettriche per un bel po' di tempo, finche le elettriche non costituiranno una percentuale consistente del circolante, quindi molti anni ancora.

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1 ora fa, xtom scrive:


Se i cinesi devono prima saturare il loro mercato interno prima di cominciare ad esportare, perché allora concedergli il vantaggio competitivo aspettando che arrivino?

 

Forse è meglio se le case automobilistiche europee si fanno trovare pronte con prodotti competitivi.

 

L’attesa ed il protezionismo non hanno mai fatto bene alle industrie che sfornano prodotti tecnologici.

 

Semmai il paradosso è che sia l’UE a spingere, anche se in realtà è solo quello che si vuol far credere ad una certa opinione pubblica.

Ne abbiamo già parlato, ma lo ripeto.

Le case europee continueranno a produrre, magari anche in Europa, ma con componentistica quasi esclusivamente cinese. E se non produrranno in Cina, come quasi tutte le industrie e non solo quelle a basso valore aggiunto, potrà essere solo perché il trasporto costerà troppo o per eventuali dazi.

Dove li fanno i cellulari? In Cina.

Dove li fanno i PC? In Cina o a Taiwan. Ricordate lo stabilimento della Texas Instruments di Avezzano dove facevano anche i portatili? Forse no perché siete giovani, ma io sì. Adesso i portatili Texas sono finiti ad Acer (Taiwan), gli IBM a Lenovo (Cina).

Si salvano industrie complesse come quella dei semiconduttori o degli schermi OLED, per cui i cinesi non hanno la tecnologia. Anche gli LCD, una volta appannaggio di Taiwan, adesso stanno trasmigrando in massa in Cina. Figuratevi un po' se potremo competere con i motori elettrici o con le batterie. Tutt'al più resteranno le carrozzerie e magari pezzi delicati come freni e sospensioni.

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4 minuti fa, jameson scrive:

Ne abbiamo già parlato, ma lo ripeto.

Le case europee continueranno a produrre, magari anche in Europa, ma con componentistica quasi esclusivamente cinese.

 

Perché adesso tutti i tablet montati sulle auto costruite in Europa dove sono prodotti?

 

Tutti i virtual cockpit e gli schermi per gli HUD dove sono prodotti?

 

E' più probabile che pesanti motori elettrici e batterie vengano prodotte direttamente in Europa, come del resto sembrerebbe da tutte le gigafactory che sono previste, acquisendo manodopera locale e compensando quella che verrà persa non producendo più gli ICE.

 

Gigafactories: Europe´s major commitment to economic recovery through the  development of battery factories | CIC energiGUNE

 

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8 minuti fa, xtom scrive:

Perché adesso tutti i tablet montati sulle auto costruite in Europa dove sono prodotti?

 

Tutti i virtual cockpit e gli schermi per gli HUD dove sono prodotti?

Infatti ci salviamo solo con i powertrain, che i cinesi non sanno fare, e con i suddetti sistemi critici (freni e sospensioni).

9 minuti fa, xtom scrive:

E' più probabile che pesanti motori elettrici e batterie vengano prodotte direttamente in Europa, come del resto sembrerebbe da tutte le gigafactory che sono previste, acquisendo manodopera locale e compensando quella che verrà persa non producendo più gli ICE.

Così a naso non credo che una "gigafactory" (che nome idiota, tra parentesi) possa assorbire la manodopera che produceva e progettava motori termici, senza contare il decadimento delle competenze necessarie che significano un impoverimento della qualità della manodopera prevista.

Ma non credo neanche che possano essere competitive con eventuali fabbriche che dovessero sorgere (e sicuramente sorgeranno) in Cina.

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Quanto tempo ci vorrà in Italia prima che la percentuale di BEV sul parco circolante arrivi, diciamo, a un 1/4 ?
Credo ne manchi ancora parecchio.
Nel frattempo l'estrazione di € aggiuntivi con accise / bolli / IVA mi sembra molto più redditizio farla a partire dalle termiche.
:-)










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1 ora fa, jameson scrive:

senza contare il decadimento delle competenze necessarie che significano un impoverimento della qualità della manodopera prevista.

 

Come avvenuto con il motore FIRE (acronimo di Fully Integrated Robotized Engine) prodotto a partire dal 1985

 

 

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17 minuti fa, xtom scrive:

 

Come avvenuto con il motore FIRE (acronimo di Fully Integrated Robotized Engine) prodotto a partire dal 1985

 

 

Senza volerlo citi un esempio significativo della distorsione data dalla politica ( esattamente come sta accadendo ora). Il Fire, ed il suo fratellastro PSA TU, era nato per funzionare con miscele molto magre, quindi con alta produzione di Nox, ma bassa di CO e di incombusti. I motori tedeschi, invece, stechiometrici, avevano bassi Nox, ma alto CO e HC, che tenevano a bada con il catalizzatore*. Quando in commissione Europea si Cominciò a discutere di limiti di inquinamento, Case Francesi ed Italiane da una parte, tedesche dall'altra, proposero road map diverse a seconda dei loro progetti in essere. Non devo ricordare come andò a finire. 😁.  

Il vantaggio competitivo in pratica non fu più riassorbito dalle sorelle latine, che ebbero anche spese doppie di riprogettazione. 

Tanto basti come una scelta che sembra tecnica possa devastare un'economia ed esaltarne un'altra. 

 

* Semplificazione con l'accetta, ma per capirci. Il modello tedesco nasceva paro paro dal rispetto delle norme americane. 

Archepensevoli spanciasentire Socing.

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24 minuti fa, xtom scrive:

Come avvenuto con il motore FIRE (acronimo di Fully Integrated Robotized Engine) prodotto a partire dal 1985

Veramente per il FIRE si è passati da lavorazioni manuali a lavorazioni robotizzate, diminuendo il numero di lavoratori di bassa competenza (catena di montaggio) e aumentando la parte di ricerca anche sui robot.

Assemblare pacchi batteria è l'equivalente di ritornare al Tipo 100... o in alternativa di far fare tutto ai robot, solo che qui si tratta di impacchettare celle, non di lavorare un motore termico che è molto ma molto più complesso di un pacco batteria.

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