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Il futuro dei siti produttivi Stellantis


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Concordo sostanzialmente con gli ultimi post di Owluca e Cosimo: le rivendicazioni Fiom a volte sono strumentali e populiste, è vero, ma lo sono anche le sparate di Maglioncino contro i sindacati (tutti) e anche quelle del ministro tascabile contro l'intera categoria degli statali, fannulloni per definizione :pz.

Alcune misure previste dai contratti Pomigliano e Mirafiori nonchè nelle norme "antifannulloni" sparano nel mucchio e finiscono per punire gli onesti quando sono malati per davvero ;). Eppure, come spiegava Toni qualche pagina fa, le misure per colpire l'assenteismo ci sono: basterebbe applicarle ;).

Tra gli estremi Fiat e Fiom ci sono i cosiddetti "sindacati responsabili": se la lingua italiana è ancora in vigore, "responsabile" è colui che cerca soluzioni migliori anche nel lungo termine per i suoi assistiti, quindi tratta, discute, scende anche a compromessi, ma pone anche dei paletti irrinunciabili, se necessario anche con lo sciopero generale. Non è responsabile il sindacato che firma tutto a occhi chiusi e che trama per isolare la Fiom: in questo modo espone i lavoratori ai capricci dell'azienda, perde credibilità e soprattutto non difende nel lungo termine i posti di lavoro perchè non sarà in grado di opporsi efficacemente quando l'azienda deciderà di chiudere stabilimenti ;).

Piacerebbe anche a me un sindacato responsabile come quello che ho descritto poc'anzi, ma dal momento in cui non c'è preferisco l'approccio rompiballe e massimalista della Fiom, perchè ad oggi è l'unico sindacato di un certo peso che rompe le uova nel paniere di Maglionne.

Finora ho letto molte critiche feroci alla Fiom, a volte anche giuste, ma ne ho lette pochissime contro il massimalismo reazionario di Maglioncino... :pen:

Condivido.

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Quattromila euro l'anno. Secondo te alla famiglia di un metalmeccanico fanno schifo?

a me piacerebbe capire sti 4000 come escono fuori, se sono aggiunti rispetto a prima o ricavati con qualche artificio tipo la spalmatura della 14a. E poi potrei dire se mi fanno schifo o no :)

sul sindacato mi viene da dire che fa il suo lavoro se :

- contrasta le richieste dell' azienda (fiom si gli altri no)

- e' capace di scendere a patti per trovare un compromesso ( fiom no gli altri si )

- da garanzie di continuita' lavorativa mantenendo alcuni diritti acquisiti civilmente prioritari

e su quest' ultimo punto tutte le sigle sono deficitarie: fiom preferisce arroccarsi e dire no a prescindere, gli altri pur di dire si cedono senza trattare

nella nuova configurazione senza fiom, l' unico vero rappresentante dei diritti dei lavoratori sara' marchionne perche' sara' solo la sua coscienza a porre i limiti delle richieste aziendali

i sindacati rimasti servono solo per simulare uno stato di dialettica che in realta' non esiste piu'.

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a me piacerebbe capire sti 4000 come escono fuori, se sono aggiunti rispetto a prima o ricavati con qualche artificio tipo la spalmatura della 14a. E poi potrei dire se mi fanno schifo o no :)

sul sindacato mi viene da dire che fa il suo lavoro se :

- contrasta le richieste dell' azienda (fiom si gli altri no)

- e' capace di scendere a patti per trovare un compromesso ( fiom no gli altri si )

- da garanzie di continuita' lavorativa mantenendo alcuni diritti acquisiti civilmente prioritari

e su quest' ultimo punto tutte le sigle sono deficitarie: fiom preferisce arroccarsi e dire no a prescindere, gli altri pur di dire si cedono senza trattare

nella nuova configurazione senza fiom, l' unico vero rappresentante dei diritti dei lavoratori sara' marchionne perche' sara' solo la sua coscienza a porre i limiti delle richieste aziendali

i sindacati rimasti servono solo per simulare uno stato di dialettica che in realta' non esiste piu'.

Questi quasi 4000 euro vengono fuori, da quello che ho capito, dall'applicazione di un premio di presenza e dai nuovi valori delle maggiorazioni per lavoro a turni.

Considerato che Mirafiori ha alle spalle decine di accordi aziendali, alcuni dei quali vengono di fatto cancellati per far posto alla nuova organizzazione del lavoro, potrei anche prendere una cantonata.

Immagino che a breve tu ne saprai più di me.

Correggetemi se sbaglio, ma in pratica si applicano le stesse modalità che si stanno applicando ai lavoratori statali, giusto? Ma se è così, perchè tale iniziativa è stata salutata come un atto doveroso e coraggioso nei confronti degli statali (ve li ricordate i sevizi ai tg, i commenti sui fannulloni etc..) e qui viene bollata come porcata anticostuzional-nazista-stalinista-pluto-giudaico-massonica (o quello che preferite voi)?

Se ti riferisci alle assenze per malattia, l'idea di fondo è la medesima (salvo che poi Brunetta ha fatto parzialmente marcia indietro).

Il punto è che si ragiona per stereotipi: da una parte gli statali, nessuno escluso, sono fannulloni. Dall'altra i lavoratori del settore privato, nessuno escluso, sono oppressi e schiavizzati.

Modificato da loric

Alfiat Bravetta senza pomello con 170 cavalli asmatici che vanno a broda; pack "Terrone Protervo" (by Cosimo) contro lo sguardo da triglia. Questa è la "culona".

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Da dove deriva la certezza che gli altri sindacati abbiano firmato con resa incondizionata?

Lo chiedo perché certi colori politici sono bravissimi ad appropriarsi tutti i meriti della lotta (vedi i partigiani...)

[sIGPIC][/sIGPIC]

Some critics have complained that the 4C lacks luxury. To me, complaining about lack of luxury in a sports car is akin to complaining that a supermodel lacks a mustache.

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Da dove deriva la certezza che gli altri sindacati abbiano firmato con resa incondizionata?

Lo chiedo perché certi colori politici sono bravissimi ad appropriarsi tutti i meriti della lotta (vedi i partigiani...)

Io so che alcune modifiche sono state fatte su richiesta sindacale. Il discorso relativo al controllo dell'assenteismo, per esempio, è stato smussato rispetto alla proposta iniziale. Per quanto riguarda le pause, ho notizia dell'accoglimento di una specifica richiesta della stessa FIOM.

Alfiat Bravetta senza pomello con 170 cavalli asmatici che vanno a broda; pack "Terrone Protervo" (by Cosimo) contro lo sguardo da triglia. Questa è la "culona".

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Io so che alcune modifiche sono state fatte su richiesta sindacale. Il discorso relativo al controllo dell'assenteismo, per esempio, è stato smussato rispetto alla proposta iniziale. Per quanto riguarda le pause, ho notizia dell'accoglimento di una specifica richiesta della stessa FIOM.

Quindi non si sono calati le braghe....si sono trovati abbastanza in fretta sulle stessa lunghezza d'onda. Tra persone assennate succede...

Purtroppo ci insegnano che trattativa = scontro duro.....quando tante volte basta mettere in chiaro le richieste per fare in fretta.

A un corso di vendita a quel proposito ci hanno fatto fare un esercizio che calza bene.

Divisi in 2 squadre, entrambi rappresentanti di ditte farmaceutiche con brevetto di un urgente farmaco salvavita.

Si doveva trattare per una partita di arance da cui ricavare il farmaco.

Ovviamente siamo partiti tutti a muso duro per prendere tutte le arance senza trattare. Niet. Nada. Non si arretra.

Per poi scoprire cosa? Che al mio gruppo serviva il SUCCO dell'arancia, all'altro gruppo la BUCCIA......scoperto ciò, si è fatto in fretta....

Modificato da TonyH

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Some critics have complained that the 4C lacks luxury. To me, complaining about lack of luxury in a sports car is akin to complaining that a supermodel lacks a mustache.

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A un corso di vendita a quel proposito ci hanno fatto fare un esercizio che calza bene.

Divisi in 2 squadre, entrambi rappresentanti di ditte farmaceutiche con brevetto di un urgente farmaco salvavita.

Si doveva trattare per una partita di arance da cui ricavare il farmaco.

Ovviamente siamo partiti tutti a muso duro per prendere tutte le arance senza trattare. Niet. Nada. Non si arretra.

Per poi scoprire cosa? Che al mio gruppo serviva il SUCCO dell'arancia, all'altro gruppo la BUCCIA......scoperto ciò, si è fatto in fretta....

OT.

Stesso esercizio di gruppo che hanno fatto fare a me un paio di anni fa. :lol:

Tattica vincente del mio gruppo è stato sondare le richieste del secondo gruppo prima di approfondire la trattativa: a noi servivano le bucce, a loro il succo. Loro però non se ne sono acccorti.

Risultato: abbiamo proposto quasi subito un accordo che prevedeva che noi acquistassimo le arance al prezzo base dal produttore e le rivendessimo a loro come succo, con un minimo sovrapprezzo per avergli già fatto la spremitura, ma ad un prezzo anche inferiore a quello a cui erano disposti a comprarlo.

Apparentemente le richieste dell'altro gruppo erano soddisfatte al 100% e loro ne uscivano virtualmente vincenti e soddisfatti.

In realtà nell'accordo il nostro gruppo si ritrovava ad ad avere in mano quello che ci serviva ovvero le bucce, senza spendere una lira, ma anzi incassando più di quello che spendevamo. :mrgreen: :mrgreen: :lol:

Pure il tizio che teneva il corso si è complimentato della strategia. :lol:

Modificato da Regazzoni
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mah... la sensazione, perche' alle trattative nessuno di noi era presente, e' che chi ha accettato l' accordo sia andato gia' molto ben predisposto ; non ricordo chi ha dichiarato prima di entrare: " noi non andiamo per discutere ma andiamo per firmare"

poi rimane comunque il dato di fondo che non abbiamo informazioni sufficienti per valutare ne' in un senso ne' nell' altro. Come capita troppo spesso purtroppo!

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da chicago-blog.it

Mirafiori, il patto di Natale è sto-ri-co

Oscar Giannino

L’accordo per Mirafiori è storico e decisivo. In pochi giorni, è diventato evidente a tutti che c’erano tutte le premesse per chiudere oggi stesso l’intesa di massima. Le rappresentanze dei lavoratori iscritti a Cisl, Uil e Fismic hanno ribadito che la disponibilità è piena, ed il favore esplicito all’ultima proposta avanzata da Sergio Marchionne. Quella di subordinare la decisione dell’azienda di investire il quasi miliardo di euro annunciato per il potenziamento di Mirafiori a una prova di democrazia diretta, estesa a tutti i lavoratori dello stabilimento. Se l’intesa passa con la maggioranza dei voti tra i lavoratori, anche solo col 51% ha detto Marchionne, allora si va avanti, s’investe e si lavora tutti alle nuove condizioni. ma con ua decisiva innovazione: la newco nasce fuori dall’accordo interconfederale del 93, che a differenza dello Statuto dei lavoratori consentiva anche a chi non firmava i contratti di presentare liste per le rappresentanze sindacali godendo di tutti i diritti. In altre parole, chi non firma a Mirafiori sta fuori. Gli altri sindacati non ne potevano più di una Fiom che non firma da tre contratti dei metalmeccanici, ma è sempre pronta a riorganizzare manifestazioni e scioperi. Marchionne riscatta gli ultimi decenni di storia Fiat, tenacemente ferma sul punto che senza Fiom non si andava avanti nelle intese, ma in compenso si ottenevano gli aiuti pubblici. E’ una svolta profondissima: e ora bisogna sperare e fare in modo che nelle urne i sindacati che condividano tale impostazione non vengano travolti dalla pressione terrible che media e intellettuali metteranno in campo, a favore della Fiom e in nome naturalmente dei diritti violati. Perché se questa linea passa a Miafiori, si estende a macchia d’olio finalmente nel Paese. Superando persino la ritrosia di Confidustria, dovuta al fatto che molti in Federmeccanica temono la durezza della ritorsione Fiom.

La Fiom è durissima nel respingere l’accordo. Giorgio Cremaschi, presidente nazionale del comitato centrale della Fiom, è stato il primo giorni fa a dirsi contrario al referendum e l’ha definito illegittimo. Perché non è nella disponibilità della maggioranza dei dipendenti di Mirafiori tirarsi fuori dal contratto nazionale, sostiene Cremaschi, ma solo tutti i metalmeccanici italiani potrebbero a maggioranza deciderlo. Quali visioni di fondo e valori si contrappongono, in questo no? Tentiamo di capirlo al di là delle scomuniche, perché si tratta di temi decisivi per la vita del Paese, non solo per Mirafiori che è comunque un simbolo pregiato dell’intera storia industriale italiana.

La tesi di Cremaschi e di chi dice no è che il contratto nazionale, le sue norme su retribuzioni e utilizzo degli impianti, turni e straordinari, retribuzioni e diritti sindacali, non sono nella disponibilità dei singoli lavoratori. Solo le parti nazionali – sindacati e imprese – possono insieme definirli e modificarli. Altrimenti, se passa il principio per il quale gli orari come lo sciopero possono essere ridefiniti per consenso maggioritario nelle singole aziende, è come rinunciare una volta per tutte al motivo ideale per il quale nacquero i contratti nazionali: come espressione cioè della solidarietà che i lavoratori più forti, attraverso la loro lotta, davano a quelli più deboli, cioè più esposti ad offerte inferiori delle imprese e al loro ricatto.

Storicamente, è stato esattamente così, è illogico negarlo. Ma c’è un motivo altrettanto vero, per superare questa impostazione. La storia è andata avanti. E, come sempre, la storia la fa chi a sfide nuove risponde con soluzioni nuove. Non siamo né ai primi del Novecento, né negli anni Cinquanta e Sessanta. L’Italia resta un Paese in cui per fortuna la manifattura continua a pesare assai più che in altri Paesi avanzati, e questo dà forza al nostro export e realizza il più della crescita italiana. Ma è tramontata l’illusione che esistesse un percorso obbligato per il quale le imprese piccole diventavano medie, le medie grandi, e gli operai sempre di più e sempre più standardizzate nei loro processi organizzativi come nelle condizioni di lavoro.

Da decenni, sappiamo che non è così. La crisi ci ha messo poi duramente di fronte a una realtà completamente diversa. Quella di grandi Paesi che ci sono concorrenti diretti nella manifattura sui mercati esteri, che sono più competitivi di noi per via di relazioni industriali completamente diverse. Basate su grandi accordi aziendali e non nazionali di categoria, perché le esigenze di adeguamento al mutare della domanda di ogni prodotto e modello sono diverse. E spesso, per esempio negli Stati Uniti come in Germania, intese aziendali agevolate dal fatto che l’impresa di trova di fronte un sindacato unico, non l’eterogenea pluralità di sigle che nella realtà italiana sono figlie della complicata evoluzione ideologico-politica del nostro paese.

E’ di fronte a questa realtà e alla sfida che essa rappresenta per l’impresa italiana – ripeto per tutta quella italiana, non solo per Mirafiori e la Fiat – che occorre definire regole nuove. Questa volta “dal basso”, azienda per azienda e stabilimento per stabilimento, invece che dall’alto come avvenne quando sindacati e masse operaie giustamente affermarono il proprio diritto di fronte a un’impresa abituata a a trattarli non con giustizia ma al più con paternalismo. Ed è per questo che serve e servono i referendum, in modo che siano tutti i lavoratori a decidere, sulle intese definite tra aziende e sindacati. Definite anch’esse maggioritariamente. Perché questo è ciò che esprime la grande novità rispetto al passato, il non consentire più un diritto di veto a chi dice no nella convinzione che senza unanimità nulla possa cambiare.

Era una regola che la stessa Fiat per molti anni ha difeso, e che indusse il presidente di Confindustria Montezemolo a non fare un passo per anni, quando la Cgil si alzò dal tavolo per i nuovi assetti contrattuali. Oggi, continuare con quel metodo significherebbe uscire da settori interi della produzione e della concorrenza sui mercati. Sarebbe questa, la conseguenza di continuare e pensare che in materia di lavoro esistono solo diritti collettivi, e non diritti individuali, con lavoratori liberi di esprimere il loro sì o il loro no a più turni per più salario detassato, con l’aliquota unica del 10%, salario che altrimenti non ci sarebbe. Ma liberi anche di esprimere il loro sì alle nuove norme contro l’assenteismo di comodo e le finte malattie, quei fenomeni che in alcuni stabilimenti Fiat esistono e che con i diritti dei lavoratori non c’entrano nulla.

Dopo Pomigliano, il Patto di Natale è per Mirafiori può essere una nuova data storica. L’accordo di Natale per un’Italia che non abbassa la testa sui mercati, e che veda aziende, sindacati e lavoratori capaci di condividere a maggioranza e di vincere insieme le sfide del mondo nuovo. Ora bisogna vincere nelle urne. Per Bonanni e Angeletti non sarà facile, bisognerebbe autotassarsi per dargli una scorta aggiuntiva. Prevedo infatti lo scatenarsi du una guerra ideologica durissima.

quoto tutto....il resto sono solo stupide rivendicazioni politiche avulse da ogni realtà d'oggi.

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mah... la sensazione, perche' alle trattative nessuno di noi era presente, e' che chi ha accettato l' accordo sia andato gia' molto ben predisposto ; non ricordo chi ha dichiarato prima di entrare: " noi non andiamo per discutere ma andiamo per firmare"

Come (quasi) sempre accade in ogni trattativa prima c'è una lunga fase occulta nella quale si tratta realmente e poi, quando la trattativa diviene pubblica e cominciano le riunioni ufficiali, si mettono a posto le virgole (giusto per far scena) e quindi si firma.

Lo facevo anch'io quando ero rappresentate degli studenti nel Consiglio di Facoltà. Prima, in seno a discussioni private tra noi rappresentanti cerchevamo una posizione (più o meno) comune su una certa questione e poi passavamo a trattare con i professori. Solo dopo aver raggiunto un accordo di massima con il corpo dei docenti la questione veniva dibattuta nelle apposite Commissioni Didattiche, ove subiva delle piccole e totalmente marginali modifiche ed infine passava al Consiglio di Facoltà, che si limitava a ratificare quanto deliberato dalla Commissione; salvo quando qualcuno era fortemente contrario alla delibera ed allora scatenava un putiferio per bloccare tale decisione.

Modificato da EC2277
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