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la serie A divorzia dalla serie B


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Serie A, il divorzio dalla B è fatto

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MILANO - Tutto confermato: non ci sarà più una Lega calcio con serie A e B insieme, ma due leghe separate. Ieri l'assemblea dei club di serie A ha votato all'unanimità la scissione dalla serie B, ribadendo e ufficializzando la spaccatura emersa due settimane fa. La nuova Lega di A si chiamerà "Serie A" ed è già pronto un logo. La mutualità alla serie B, ossia la ragione della separazione, non sarà però sospesa del tutto: per i prossimi "n" anni, come dice Galliani (non più di tre in ogni caso), la A pagherà alla B una mutualità ridotta (molto lontana comunque dai 110 milioni di questi anni), ancora da definire. Il presidente della Samp, Garrone, commenta: "E' come in un vero divorzio: il marito pagherà gli alimenti alla moglie". La nuova "Serie A" avrà anche una mutualità interna: un "paracadute" per chi retrocederà in B, forse intorno ai 2,5 milioni di euro per ogni club. "La B ha capito - dice il presidente di Lega Galliani - che andare avanti separati è la cosa migliore, e nel frattempo mai come stavolta i club di A sono uniti. La B avrà ancora una parte della mutualità per i prossimi "n" anni, poi dovrà andare con le proprie gambe come in altri paesi, ad esempio l'Inghilterra". E' possibile che i proventi della vendita dei diritti televisivi degli "highlights" della A vada in mutualità alla B, anche se si tratterà di una cifra bassa per forza di cose.

Ma intanto ci sono problemi enormi per attuare la decisione, presa dall'ex Lega calcio qualche mese fa, di giocare al sabato tutte le partite di B. Giovedì scorso si è riunita una delegazione di sindaci e assessori delle città impegnate in serie B, capeggiata dal sindaco di Piacenza, e ha sottolineato come per problemi di ordine pubblico far giocare la serie cadetta al sabato è impossibile: per prima ci sono mercati comunali quasi ovunque e nessuno ha voglia di spostarli in altri giorni feriali, inolte sui treni si rischierebbero pericolosi contatti tra gli studenti che tornano da scuola e gli ultrà in trasferta.

Sull'altro fronte caldo dell'estate, quello delle iscrizioni, è scaduto ieri sera a mezzanotte il termine ultimo per presentare i ricorsi alla Camera di Conciliazione del Coni (ultimo grado della giustizia sportiva) per i club di A, B e C che non sono stati ammessi ai rispettivi campionati. Particolarmente voluminoso il ricorso del Torino, che ha presentato una memoria di 56 pagine, mentre sono arrivati anche i ricorsi di Perugia (la cui posizione resta comunque estremamente critica: a tutt'oggi non sono stati pagati gli stipendi), Salernitana, Benevento, Imolese, Torres e Fermana. Anche il Napoli ha presentato un proprio ricorso, i cui contenuti saranno resi noti oggi: il documento dovrebbe riguardare le modalità scelte dalla Lega di serie A e B per i ripescaggi.

(a. s.)

(18 luglio 2005)

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