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dati presentati dall'Osservatorio sul turismo procreativo

Bimbi in provetta, boom dopo la legge 40

Quadruplicato il numero delle coppie italiane infertili che vanno all'estero. La Spagna è la meta principale

insemi--180x140.jpg Inseminazione artificiale

Vanno soprattutto in Spagna, perché lì ci sono strutture organizzate con tanto di interpreti al servizio dei pazienti, medici italiani o bilingue. Oppure scelgono il Belgio o la Svizzera. Il dato certo è che negli ultimi tre anni i viaggi delle coppie italiane infertili all'estero in cerca di un bambino «in provetta» si sono quadruplicati, passando da 1.066 a 4.173. Questi i dati presentati a Roma dall'Osservatorio sul turismo procreativo, che hanno confrontato la situazione precedente all'approvazione della legge 40 sulla fecondazione artificiale e quella attuale. Nei 27 centri di 10 Paesi considerati nell'indagine si è rilevato «un aumento significativo della presenza di italiani», afferma Andrea Borini, presidente dell'Osservatorio e dei Cecos (Centro Studi e Conservazione Ovociti e Sperma Umani) Italia.

METE - La Spagna, come detto, è la meta più ambita: ai centri spagnoli che si rivolgono ormai oltre 1.300 coppie italiane infertili, incoraggiate da una rete di servizi sempre più efficiente, completa di interpreti e di medici che parlano italiano, e attratte dalla legislazione, che ammette la donazione di ovociti e spermatozoi e alla possibilità di praticare la diagnosi genetica pre-impianto. Numerose anche le coppie che vanno in Belgio (775) e in Svizzera (740). Alti costi e difficoltà linguistiche ostacolano, invece, il turismo procreativo verso la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. In aumento anche l'affluenza di coppie italiani verso Austria e Repubblica Ceca, Slovenia e Grecia.

Questa la situazione nel dettaglio:

- SPAGNA: è la meta preferita dalle coppie italiane, aumentate da 60 a 1.365 in tre anni; nei 7 centri spagnoli di riferimento considerati nell'indagine gli italiani rappresentano fra il 10% e il 50% dei pazienti. Il fenomeno è in deciso aumento, anche grazie all'ottima organizzazione spagnola al servizio del turismo procreativo, con tanto di interpreti al servizio dei pazienti, medici italiani o bilingue. Ad attrarre, secondo l'indagine, sono anche le ampie possibilità previste dalla legge spagnola. Tra queste, la diagnosi pre-impianto e la selezione del sesso del nascituro (quest'ultima, però, consentita solo nel caso di malattie legate ai cromosomi sessuali). Una delle tecniche più richieste dalle coppie italiane è la donazione di ovociti, che prevede un rimborso per le donatrici (spesso studentesse o comunque donne molto giovani) compreso fra 2.000 e 3.000 euro. In Spagna c'è infatti un fiorente mercato di gameti.

- BELGIO: ogni anno almeno 775 italiani si rivolgono al Belgio per la fecondazione artificiale e Bruxelles si conferma tra le principali mete in Europa. Ad attrarre è soprattutto la Free University, il maggiore centro europeo specializzato, con 3.500 cicli l'anno. Qui dopo la legge 40 le coppie italiane sono raddoppiate (dal 5 all'11% del totale dei pazienti). La diagnosi pre-impianto è la tecnica più richiesta.

- SVIZZERA: alta (almeno 740 coppie) la presenza delle coppie italiane (molte provenienti dalla Lombardia) soprattutto a Lugano. Ad attirare le coppie è la possibilità di congelare gli embrioni, mentre è vietata la donazione di ovuli e la diagnosi pre-impianto è permessa solo sul globulo polare, il corpuscolo che viene espulso dall'ovocita appena fecondato.

- GRAN BRETAGNA: alti costi e difficoltà linguistiche sono un deterrente per la coppie italiane, che si rivolgono soprattutto a centri con medici che parlano italiano. Nonostante ciò il numero delle coppie italiane è quadruplicato, passando da 25 a 100, concentrate essenzialmente a Londra. Tra le tecniche più richieste dai pazienti, la diagnosi genetica pre-impianto.

- STATI UNITI: come la Gran Bretagna, sono un riferimento solo per chi ha elevate possibilità economiche e conosce la lingua. Le coppie italiane si rivolgono soprattutto alla Cornell University di New York, American Fertility Services e università di Harvard. Ma solo in quest'ultima il numero delle coppie italiane è aumentato, passando dallo 0,5-1% all'1-2% del totale.

- AUSTRIA E REPUBBLICA CECA: l'affluenza di italiani è aumentata sensibilmente, passando da 22 a 500 coppie. -

- SLOVENIA: serve soprattutto l'area di Trieste. A Lubiana, dopo la legge 40, gli italiani sono diventati il 10% dei pazienti.

- GRECIA: le coppie italiane si concentrano a Salonicco e sono attualmente il 12-15% del totale dei pazienti.

30 novembre 2006

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Credo che gia' si faccia.

Ma in attesa di risultati, ci si arrangia come si puo'...:)

Scherzi a parte, e' quello che sempre succede quando un paese adotta una legislazione diversa o piu' restrittiva rispetto ai paesi limitrofi, verso i quali i limiti di transito/residenza sono minimi o nulli.

E' un po' come succedeva negli anni '20 del secolo scorso quando il Nevada era in pratica l'unico stato dell'Unione ad adottare una legislativa molto permissiva sul divorzio.

In pratica tutti andavano a divorziare li'....:lol:

Archepensevoli spanciasentire Socing.

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Certo, come quando in Italia l'aborto era vietato e i ricchi andavano ad abortire in Svizzera.

Il quorum non raggiunto un anno fà si è rivelato essere decisamente classista, oltre che moralmente sbagliato.

Chi è più criminale, chi tiranneggia il suo popolo, o chi prima finanzia il tiranno, e poi rimpiazza la dittatura con l'anarchia?

(Niall Ferguson, trad. Rita Baldassarre, Corriere Della Sera 02/01/2007)

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A me fa riflettere come sempre più persone siano costrette a dover rivolgersi all'inseminazione artificiale.

So che è difficile,ma non sarebbe meglio capire le cause di infertilità e lavorare lì ?

vallo a dire a chi è ormai già sterile...

l'abolizione della visita di leva non è stata compensata da un'adeguata informazione in merito. Mentre le femmine vanno dai dieci anni in poi tutti gli anni dal ginecologo gli uomini spesso arrivano al matrimonio ormai sterili senza neanche saperlo. E poi non mi sembra che si rivolgano all'estero solo per quello...

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Guest Riccardo
Mentre le femmine vanno dai dieci anni in poi tutti gli anni dal ginecologo gli uomini spesso arrivano al matrimonio ormai sterili senza neanche saperlo.

10 anni mi sembra un po' presto.

In ogni caso non preoccuparti poi noi recuperiamo quando iniziamo con la prostata ;)))

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10 anni mi sembra un po' presto.

In ogni caso non preoccuparti poi noi recuperiamo quando iniziamo con la prostata ;)))

ci sono alcune patologie, come le varicocele o la fimosi, di cui molti sono affetti senza neanche saperlo. E neanche se ne parla in Famiglia (lo scrivo maiuscolo altrimenti qualcuno si arrabbia) dei problemi legati al sesso...

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Guest Riccardo
ci sono alcune patologie, come le varicocele o la fimosi, di cui molti sono affetti senza neanche saperlo. E neanche se ne parla in Famiglia (lo scrivo maiuscolo altrimenti qualcuno si arrabbia) dei problemi legati al sesso...

Ascolta io ho fatto solo una battuta ma sono assolutamente daccordo con te sul fatto che su certe cose soprattutto i maschietti non sono abbastanza informati ;)

Per i 10 anni un po' presto parlavo del ginecologo per le bambine!!!

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Guest DESMO16
ci sono alcune patologie, come le varicocele o la fimosi, di cui molti sono affetti senza neanche saperlo. E neanche se ne parla in Famiglia (lo scrivo maiuscolo altrimenti qualcuno si arrabbia) dei problemi legati al sesso...

durante il periodo del car (che in aeronautica si chiama sar) molti dei miei ex commilitoni furono declassati per problemi al varicocele, che non sapevano di avere, ma nel contempo nemmeno la famiglia, quindi le famiglie non c'entrano.

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