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  1. Ultima ora

  2. La cosa più assurda è che il personale francese di stellantis , al 99% ex PSA , sta dicendo esattamente il contrario. E cioè che i francesi non contano più nulla, tutti i capi sono italiani , la produzione è sempre più altrove e per tenere aperta rennes assembleranno roba cinese. Tutto sto Francia contro italia in realtà è una guerra tra poveri che hanno già perso quasi tutto. I veri vincitori sono i cinesi, e i paesi che attirano assemblaggio e fornitori cioè Spagna , Polonia , Serbia. Turchia e Marocco. Nonché Ungheria e Romania per marchi non stellantis. Il paese dove stellantis produrrà la grande maggioranza delle stia one è la Spagna
  3. Buttare via un decennio di investimenti nella rete concessionari e officine americane, nonché mandare al diavolo una base clienti di circa 50,000 , bisogna proprio essere masochisti. La tonalona ha la stazza dello Stelvio e con un GME4 potrebbe tenere il marchio in stato di sopravvivenza per altri 5+ anni, sperando in veri eredi di Stelvio e Giulia più tardi
  4. Intanto ringrazio tutti per i consigli. Alcune considerazioni in ordine sparso sugli ultimi messaggi, per T-Cross da considerare che probabilmente è la meno piacevole da guidare almeno per quanto riguarda l'accoppiata motore/cambio. Di Puma non le piacciono gli interni ma la versione che abbiamo visto era quella attuale, da vedere la versione pre-restyling se ci sono esemplari in zona in budget. Renegade e 500x nelle mie zone non ci sono esemplari benzina in budget che rispettano i requisiti di anni/km, la maggior parte sono diesel e oltre la Vitara non vuole prendere in considerazione altre auto diesel. Per quanto riguarda le altre Stellantis, Avenger ha il 1.2 a catena sulle varianti benzina solo dal restyling appena lanciato quindi fuori budget, anche su 600 è stato lanciato da poco quindi non si trovano esemplari usati e nuova è fuori budget, Ypsilon non le piace. Vuole il cambio manuale quindi le versioni con il 1.2 MHEV non sono prese in considerazione. Settimana prossima si dovrebbero vedere Swift e Mazda 2 e farci fare alcuni preventivi, nel frattempo vediamo se ci saranno sviluppi per la Vitara di famiglia
  5. Nell'autunno 1960 Sir William Lyon acquisì la Daimler dalla BSA, non certo per la sua offerta di posate berline aristocratiche ma per sfruttare la sua capacità produttiva nella produzione Jaguar. Giusto sei mesi prima si era però aggiunta un'auto che difficilmente si inseriva nella gamma esistente, e che aveva colpito per più di un motivo: la SP250 "Dart". L'auto era stata introdotta al Salone di New York del 1959, e la sua esistenza era dovuta al motore che la muoveva. Il Capo Ingegnere Edward Turner aveva infatti sviluppato parallelamente un 2.5 e un 4.5 V8, ma mentre il secondo si inseriva perfettamente nella Majestic Major, il primo non trovava una collocazione. Fu il successo della XK120 a convincere la Daimler che una sportiva a due posti fosse la scelta giusta, e per rimanere nei costi fu deciso l'impiego di fibra di vetro per la carrozzeria, una scelta controversa visto che finora il suo uso era stato solo su auto di piccola produzione. Come controverso era lo stile, una amalgama delle tendenze di design britanniche e americane, visto che il mercato statunitense era ritenuto importantissimo dalla casa. Talmente tanto che nessuno controllo i diritti del nome "Dart", che infatti erano in mano alla Chrysler Corporation! Questa gaffe non migliorò l'immagine di un'auto dallo stile difficile da digerire, e con una qualità così altalenante da farla disprezzare dallo stesso Lyon, che non nascose mai la sua poca simpatia per questo modello. Una delle prime SP250, conosciuta anche come "A-Spec". Eppure la SP250 conobbe un discreto sviluppo durante la sua carriera, venendo aggiornata nell'Aprile 1961 ["B-Spec", la modifica più importante fu l'aggiunta dei paraurti] e nell'Ottobre 1963 ["C-Spec" dalla vita breve, vista la produzione interrotta un'anno dopo], e incredibilmente sviluppando addirittura un'successore: la SP252 protagonista di questo post. Questa scelta fu fatta perché nonostante tutto Sir William Lyon vedeva del potenziale nella vettura, e decise di continuarne lo sviluppo. Ovviamente in puro stile Jaguar fu lui stesso a disegnare la nuova carrozzeria, che fu poi traslata in un modello da fargli visionare, che nonostante lo convinse poco bastò per dare il via alla produzione di tre prototipi, numeri di telaio 100003/100004/100005. [Questi erano avanzati dallo sviluppo dell'originale nel 1958, i cui prototipi erano numerati 100000/100001/100002] Il modello di stile della SP252, osservato da Sir William Lyon e Fred Gardner [Capo del reparto carrozzeria]. Secondo Brian Long qui sotto si celerebbe il telaio 100004. Daimler SP252 100003. Primo dei tre prototipi costruiti, conosciuti internamente come SP250 MkII, era rifinito in nero. Dotato di sterzo a cremagliera e sospensioni anteriori indipendenti di derivazione Jaguar, non fu mai immatricolato e fu in seguito smontato e demolito. Il prototipo 100003 nella sua forma completa. Daimler SP252 100004. Come riportato sopra, l'autore Brian Long nel suo libro "Daimler V8 SP250" ritiene che questo telaio - nonostante la mancanza di una registrazione ufficiale - sia quello usato da Fred Gardner per la costruzione del suo modello. Una prova a sostegno di questa teoria è una nota nei registri Jaguar, che riporterebbe la vendita della sola carrozzeria di una MkII. Comunque, il destino di questo telaio è sconosciuto ma probabilmente fu in seguito demolito. Daimler SP252 100005. Completata nel 1963, quest'auto fu rifinita in bordeaux con interni grigi, e inizialmente consegnata alla residenza di campagna di Sir William Lyon a Wappenbury Hall, dove valutava ogni prototipo costruito. Restituita alla fabbrica di Browns Lane, l'auto catturò l'attenzione di Colin Chapman e il suo team durante una visita nel 1964, quando si stava valutando una fusione Jaguar/Lotus. Non fu però lo stile ma il suo motore V8 a interessare i visitatori, prendendo in considerazione per una versione dell'allora in svilluppo Elan+2. Saltato tutto l'auto rimase in fabbrica finché non fu venduta nel 1967 dalla concessionaria Lofty England al Signor Peter Ashworth, un affezionato cliente che già possedeva una SP250, e immatricolata LHP307F. In poco tempo l'auto passò di mano, al Signor Tom Sweet, che la tenne per diversi anni. Dopo svariati passaggi di proprietà l'auto risultava nel 2020 di proprietà di Matt Pilkington, che ne aveva concesso il prestito al Jaguar-Daimler Heritage Trust per esporla a Gaydon. La SP252 durante un servizio di Classic & Sports Car nel 2020. La SP252 100005 con la SP250 100002, la "Dart" più vecchia esistente. Fonti consultate: The Daimler Dart that never was, and the earliest SP250 - Martin Buckley - 14 Agosto 2020 - Classic & Sports Car Daimler V8 S.P. 250 -Brian Long - 1994 - Veloce Publishing Jaguar/Daimler: An Appreciation of Production Models, 1960-1970 - Robert Hughes - 1997 - Blandford Press A to Z British Cars 1945-1980 - Graham Robson - 2006 - Herridge & Sons
  6. Ben ritrovati bella gente. Assolutamente straordinaria questa SS, ma onestamente fossi stato il proprietario avrei evitato di portarla in una strada così affollata di persone, che il distratto lo si trova sempre. Se vai nelle pagine precedenti le trovi tutte, la Beta se non erro fa parte del secondo reportage. Ne aveva una identica un amico di mio padre, ce la prestò per un paio di giorni quando feci la comunione (all'epoca era nuovissima), ricordo ancora oggi quanto apparisse avveniristica rispetto la Golf III che aveva mio padre in quel periodo.
  7. Oggi

  8. Ciao a tutti, La mia situazione è particolare Avrei una scenic del 2019 che andava benissimo, fino a che un cinghiale enorme mi ha attraversato di botto, devastando completamente l'anteriore della scenic Stiamo in trattativa col perito che ritenendo il preventivo maggiore del valore della macchina dovrebbe farmi un'offerta in denaro per la cifra che ritiene di mercato dell'auto meno i suoi parametri, vedremo. Nell'attesa mi hanno regalato una macchina molto vecchia ma funzionante e quindi diciamo che ho parzialmente tamponato. Sto dando un'occhiata al nuovo ma è un bagno di sangue Al momento mi convince la dacia duster 1.2 turbo 120cv gpl, un allestimento buono mi viene 24.700, considerando quello che mi entra della scenic gli darò una parte cash e una parte finanziata. Ho avuto modo di provare la macchina in oggetto, anche se temevo fossero pochi 120cv alla fine non è così addormentata e a gpl avrei un bel risparmio, considerando che faccio circa 25mila km anno. La cosa buona è anche la garanzia 7 anni che funziona veramente (a mio cognato alla duster 2 al 6 anno gli si è inchiodata la turbina e gliene hanno messa una nuova in garanzia) Che alternative posso considerare? Scarterei evo e dr visto che sembra consumino molto e abbiano spesso grossi problemi (un mio collega l'ha portata per anomalia motore 8 volte a ancora non risolve) Il budget che avevo in mente è attorno ai 25, il che significa che se con 26 prendo di meglio Ok, 29mila sono troppi. Non ho idea di cosa vedere in alternativa, voglio vedere in toyota se trovo qualche offerta (pare facciano rottamazione toyota mi potrebbero scontare 5mila dando dentro il rottame che ho ora) Idee?
  9. Mid size è segmento D/E (da 4,7 m fino a circa 5). Il segmento C europeo lo chiamano Compact
  10. Ero entrato per postare lo stesso video. L'ho trovato interessante, del resto credo anch'io che la componente costi e l'aumento di popolarità del Wec, stia mettendo in crisi il mondiale Rally.
  11. C3 o MG Vitara se si potesse non è male...
  12. Non proprio gratificante come immagine, spero di vederla presto in un contesto migliore
  13. Tralasciando il dettaglio degli Airbump che ormai sono spariti dalla produzione e quello logo (inguardabile) che sembra il naso di un maialino, fari così sporgenti sono omologabili? Non ci sono rischi per i pedoni?
  14. L'attuale Tonale era venduta già, negli Usa. Dov'è il problema, se pensano di fare vendite sufficienti per ripagare l'investimento?
  15. L'importante è che non ne riprenda gli interni
  16. La cosa più assurda è che VW, che tra l’altro sta come sta, assegna la progettazione di specifiche versioni delle sue piattaforme a Seat (citycar) e Skoda (alcuni motori, piattaforma segmento B e non solo), oltre ad esserci sostanziale autonomia sull’alto di gamma Audi/Porsche. Stellantis Europe invece mantiene la lead tecnica su tutto al 100% in Francia nonostante sia frutto di fusioni recenti con soggetti che erano indipendenti fino a poco tempo fa. E ancora più assurdo, Fiat è praticamente parificata a Opel come autonomia progettuale.
  17. Come al solito ognuno prenderà atto delle conseguenze di tali scelte...
  18. Beh si ci sta, non è che sia stata pensata come primo mercato per gli USA...
  19. Negli Usa questa fa la fine di 500L, tra di noi dobbiamo essere chiari.
  20. Ecco il Futuro: SHOW totale GPOneMotoGP, Circuito MotoGP di Adelaide 2027 svelato...ma dov...Il circuito proposto, del valore di 96 milioni di dollari, è il risultato di mesi di stretta collaborazione tra MotoGP, la Fédération Internationale de Motocyclisme (FIM) e i partner ad Adelaide.
  21. trovo invece che sia bell'idea integrarla nel gruppo ottico. invece cosa cela piccolo sportellino gruppo ottico post.sinistro? non penso il lava telecamera
  22. Mi pare che anche la parte elettrica sia progettata in Francia e, se proprio, verrà sostituita da roba cinese, sicuramente non italiana. E sul termico si sono usate fino ad ora piattaforme francesi pre-fusione come CMP e Medium (che è una mera evoluzione della piattaforma della 308), ma questa è la prima a nascere dopo la fusione e nonostante questo è 100% francese quindi molto più indicativa circa il futuro del gruppo. Potevano almeno che so dare lo sviluppo delle segmento B a Torino. Invece zero. Tra l’altro dietro le quinte, al momento della fusione, si diceva che in Italia a livello di progettazione sarebbe rimasto l’alto di gamma e i veicoli commerciali, ma non mi risulta che in questi quasi sei anni siano nate nuove piattaforme progettate qui né dell’una né dell’altra. Certo che i tanti che compravano Fiat nella speranza di supportare l’industria nazionale (come succede ovunque nel mondo) ormai hanno perso quel legame. Macchine progettate in Francia, prodotte tra Europa dell’est e Nord Africa con introiti tassati nel Regno Unito. L’unica cosa italiana è un minimo di design esterno e uno dei passaporti della famiglia, cosmopolita, del primo azionista. Non per niente gli italiani hanno sostanzialmente smesso di comprare “italiano” e guardano solo al portafoglio.
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