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Transizione ecologica ed il futuro della mobilità


Messaggio aggiunto da J-Gian,

 

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11 hours ago, Davialfa said:

Grazie per la spiegazione, non sapevo di questi problemi dell'idrogeno. Comunque nella prossima vita voglio nascere norvegese... Va il petrolio hanno il petrolio, va il litio vai con i giacimenti di litio.. Son 4 gatti e hanno di tutto

 

PS: ti consiglio una serie norvegese, Okkupert. Premessa: Dopo un violentissimo uragano che produce centinaia di morti nella sola Norvegia il governo norvegese decide di puntare tutto su un innovativo metodo di fissione nucleare con il torio anziché l'uranio. E di smettere di estrarre gas e petrolio. Risultato: l'UE boicotta la Norvegia e chiude un occhio sul tentativo di colpo di stato e poi invasione da parte della Russia... :-)

 

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I dati di Terna relativi ad Agosto mostrano una copertura della domanda da fonti rinnovabili al 43,8%, circa il 50% sulla produzione nazionale.

 

La produzione da rinnovabili ad agosto è stata così suddivisa: 34,7% idrico, 33,3% fotovoltaico, 15,5% eolico, 12,6% biomasse, 3,9% geotermico.

 

Considerando tutte le fonti rinnovabili, nei primi otto mesi del 2023 l’incremento di capacità in Italia è pari a 3.470 MW, un valore superiore di circa 1.733 MW (+100%) rispetto allo stesso periodo del 2022. Estendendo l’analisi agli ultimi 12 mesi (quindi al periodo settembre 2022 - agosto 2023) l’incremento di capacità risulta pari a 4.770 MW.

 

In riduzione la produzione di energia da fonte termica: -20% rispetto allo stesso mese dello scorso anno e -16,6% nei primi otto mesi dell’anno, con un risparmio complessivo di 3,3 miliardi di metri cubi di gas rispetto al 2022


image.thumb.png.1f5d666e814c117e4834f290524d6d2a.png
 

https://www.terna.it/it/media/comunicati-stampa/dettaglio/consumi-elettrici-agosto-2023

Modificato da xtom
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Secondo me la via più pragmatica sarabbe stata, dal 2035, consentire il termico solo se questo non è mai direttamente collegato alle ruote, percorrenza minima WLTP in modalità elettrica (tipo 200 km), e capacità massima del serbatoio di carburante.

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8 minuti fa, maxsona scrive:

Secondo me la via più pragmatica sarabbe stata, dal 2035, consentire il termico solo se questo non è mai direttamente collegato alle ruote, percorrenza minima WLTP in modalità elettrica (tipo 200 km), e capacità massima del serbatoio di carburante.

 

Base EV con eventuale range extender per i casi in cui è richiesto

Credo sia la soluzione migliore tutto sommato, lo dico da anni.

Però si sono messi in testa che devono cambiare le abitudini delle persone, c'è poco da fare.

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In my courtyard: 2019 Maserati Ghibli 250cv GranSport, 2017 Alfa Giulia 150cv

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Cita
Quattroruote
- LETTERE DALL'AUTO -
 
Gian Luca Pellegrini


di Gian Luca Pellegrini
twitter: @Pellegrini4R

 

Il cambio di paradigma tecnologico. Le implicazioni (e le contraddizioni) della transizione. I retroscena, i personaggi e le storie di un’industria al centro di una rivoluzione. La passione per le belle macchine e la bella guida. In anteprima, per voi, l'editoriale che troverete sul numero di ottobre di Quattroruote

 

L'EUROPA SI BLINDA, MA ORMAI È TARDI

 

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Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea

Alla fine, anche Ursula von der Leyen ha dovuto ammettere che la transizione disegnata in modo ingenuo (meglio pensare che d'ingenuità, e non altro, si sia trattato) ha spalancato le porte alla Cina e, per estensione logica, alla progressiva deindustrializzazione dell'Europa. Durante il suo discorso sullo stato dell'Unione al Parlamento europeo, la presidente della Commissione ha infatti sostenuto che «i veicoli elettrici rappresentano un settore cruciale per la green economy, con un enorme potenziale per l'Europa. Attualmente, però, i mercati globali sono inondati da auto elettriche cinesi più economiche. E il loro prezzo è mantenuto artificialmente basso grazie a ingenti sussidi statali. Queste pratiche causano distorsioni sul nostro mercato. E come non le accettiamo quando provengono dall'interno, così non le accettiamo neppure dall'esterno. Posso quindi annunciarvi che la Commissione avvierà un'inchiesta antisovvenzioni riguardo ai veicoli elettrici provenienti dalla Cina». 

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La presidente, dunque, prende posizione, probabilmente terrorizzata dal catastrofico quadro di recente dipinto dalla Corte dei Conti in merito alla (scarsa, se non nulla) competitività del comparto europeo delle batterie. I francesi, che negli ultimi mesi hanno spinto affinché Bruxelles li difendesse (non è escluso che la decisione di Macron di rivedere il meccanismo degli incentivi locali con lo specifico intento di ostacolare le auto cinesi abbia in qualche modo accelerato la mossa della von der Leyen), esultano per una vittoria insperata e fanno la voce grossa: «Non lasceremo che il nostro mercato sia inondato da veicoli elettrici eccessivamente sovvenzionati che minacciano le nostre aziende, proprio com'è successo con i pannelli solari», ha tuonato il ministro per gli Affari esteri, Laurence Boone. La stessa Germania, che si è sempre opposta a qualsiasi iniziativa in grado di alimentare tensioni con la Cina, fondamentale mercato di sbocco per le sue esportazioni e tra le principali destinazioni per i suoi investimenti, sembra allineata: il ministro dell'Economia, Robert Habeck, ha parlato di «concorrenza sleale» da parte cinese. Più cauta l'industria, comunque: la Vda (l'associazione dei costruttori) preferisce il basso profilo, sapendo quanto vendicativa possa essere Pechino quando le si pestano i piedi.

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Rishi Sunak: il Regno Unito ha rinviato lo stop alle endotermiche dal 2030 al 2035

Infatti, il governo di Xi Jinping s'è subito fatto sentire. Il ministero del Commercio ha accusato la UE di voler «proteggere la propria industria in nome della "concorrenza leale"». Di conseguenza, il progetto «è un puro atto protezionistico che interromperà e distorcerà gravemente la catena globale dell'industria automobilistica e delle forniture, oltre ad avere un impatto negativo sui legami economici e commerciali tra Cina e UE». Nell'attesa di vedere se le lamentele di Pechino si trasformeranno in qualcosa di concreto, come interpretare la mossa della von der Leyen? I maligni dicono che la presidente della Commissione stia preparando il campo per le elezioni del '24. Ora che le policy green varcano il confine delle intenzioni per invadere la quotidianità, la gente – posta di fronte alle implicazioni pratiche di scelte su cui non è stata coinvolta – inizia a protestare (a Torino è intervenuto addirittura il governo per scongiurare il blocco della circolazione delle Euro 5 diesel): è evidente che certi piani hanno un costo sociale irragionevole. E partono le retromarce: il premier britannico Rishi Sunak ha rinviato il phase out dei motori endotermici dal 2030 al 2035, mentre il governo svedese si è visto costretto a ridurre i finanziamenti per le misure ambientali, introducendo tagli fiscali su benzina e diesel. La triste verità è che l'iniziativa della von der Leyen è tardiva, intempestiva (l'indagine sul dumping durerà almeno 13 mesi...) e non porterà a nulla di tangibile (a parte, forse, una revisione della Carbon border tax: oggi l'Europa, per completare il capolavoro, tassa l'importazione delle materie prime di cui le proprie industrie hanno bisogno). Il Green Deal ha messo in moto un processo giunto a uno stadio irreversibile: Bruxelles doveva pensarci prima a non regalare alla Cina una leadership tecnologica che controllava da un secolo.

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La fabbrica Volkswagen di Dresda

Certo, rimangono perplessità sull'atteggiamento delle Case europee. Eccitate dalla prospettiva di milioni di consumatori obbligati a cambiare macchina, vogliose di trasformare il proprio modello di business abbracciando una logica orientata ai ricavi e non più ai volumi, galvanizzate dall'idea di ridurre l'impronta industriale, abbagliate dal sogno di attirare fantastiliardi d'investimenti Esg e moltiplicare la capitalizzazione, si sono buttate sull'elettrico dando per scontato che la loro superiorità tecnica non sarebbe stata intaccata. Ora che la quota full electric in Europa è arrivata al 20%, le cronache dimostrano la fallacia di tali premesse. I cinesi godono di un vantaggio sui costi che non potrà essere colmato e la Tesla offre un rapporto prezzo/qualità imbattibile (non vedo abbastanza sottolineata la notizia che metà delle Bev vendute in Italia sono fatte da Elon Musk). Le conseguenze sono palesi: la Volkswagen, quella che si è esposta più di tutti, sta valutando la riconversione della fabbrica di Dresda, dove costruisce la ID.3. Prima o poi, i costruttori dovranno riconoscere che l'aver assecondato il dogmatismo della UE è stato un suicidio collettivo, aggravato da un tocco d'arroganza.

(Nel frattempo, i 230 dipendenti della Marelli di Crevalcore, licenziati perché producevano ormai anacronistici collettori d'aspirazione, ringraziano chi li ha voluti sacrificare sull'altare di una supposta sostenibilità).

 

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5 minuti fa, AlexMi scrive:

Per riflettere, su QR in edicola c'è la prova della Audi SQ8 e-tron, peso rilevato sulla bilancia in ordina di marcia: 2.832 kg  😵

 

Immagino che nella recensione sarà scritto che in pratica non si sentono, vero?

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Di questi ne vendono a secchiate.

Vedrete.

[scritto in data 18 Luglio 2013 - Riferito a Jeep Cherokee]

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Io credo che in ambito elettrico il game changer sarà il passaggio alle batteria allo stato solido che garantiranno percorrenze sopra i 1000 km e tempi di ricarica brevissimi. 

Chiaramente ora hanno dei limiti (costi estremamente elevati, meno cicli di ricarica) ma verosimilmente in 5-6 anni lo sviluppo tecnologico le renderà applicabili in ambito automotive e questo spazzerà via le attuali elettriche. Mi chiedo anche quanto può aver senso comprare un elettrica ora, sopratutto in ottica rivendibilità futura.

 

Credo che i costruttori europei dovrebbero tutti fare All in su questa tecnologia, cercando quindi di riagganciare americani e cinesi che attualmente hanno un evidente vantaggio competitivo .

 

Al solito chi sembra in vantaggio in questa corsa è Toyota, che è sempre stata una spanna davanti agli altri per i propulsori ibridi, ma che era in ritardo sull'elettrico. Giustamente arriverà alle date X riguardo al passaggio all'elettrico con probabilmente la giusta tecnologia 

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28 minuti fa, Davialfa scrive:

Io credo che in ambito elettrico il game changer sarà il passaggio alle batteria allo stato solido che garantiranno percorrenze sopra i 1000 km e tempi di ricarica brevissimi.

I tempi di ricarica brevissimi li puoi avere coi modellini o coi droni.

Quante centrali elettriche servono per alimentare una sola stazione di servizio con 6 caricatori che ricaricano contemporanemente a 1,2 MW l'uno (1,2 MW servono per caricare 100 kWh in 5 minuti)?

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