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Alfa Romeo - filosofia sul brand, sui modelli e sullo sviluppo

Featured Replies

Inviato
2 minuti fa, A.Masera scrive:

Non so se si sia capito, ma quel «stiamo valutando cosa fare nel segmento D» significa, in sostanza: portiamo avanti ciò che ormai non è più possibile cancellare; per il resto, stiamo cercando di capire se vendere tutto oppure condividere investimenti e rischi con qualche partner che, almeno per ora, non appartiene alla galassia Stellantis

Che investimenti esosi ci sarebbe da fare, se la piattaforma ce l'hanno già in casa, ed andrebbe giusto personalizzata nei lamierati/stampi per declinarla dal segmento E al segmento D?

Se poi sciattamente vogliono fare un compitino "ino ino", prendano la Grecale, aggiustino paraurti e declinazioni delle power unit/accessori, ed hai una Stelvio di nuova generazione pronta.

Non devono inventarsi nulla, solamente riorganizzare quello che hanno oggi in casa.

Nell'automotive nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si ricarrozza.

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Inviato
6 minuti fa, Graziano68dt scrive:

Che investimenti esosi ci sarebbe da fare, se la piattaforma ce l'hanno già in casa, ed andrebbe giusto personalizzata nei lamierati/stampi per declinarla dal segmento E al segmento D?

Se poi sciattamente vogliono fare un compitino "ino ino", prendano la Grecale, aggiustino paraurti e declinazioni delle power unit/accessori, ed hai una Stelvio di nuova generazione pronta.

Non devono inventarsi nulla, solamente riorganizzare quello che hanno oggi in casa.

I miei two cents: non è stato fatto perché non hanno in casa soluzioni competitive per PHEV e BEV e non ci vedono un ritorno economico a svilupparle.

Probabilmente fosse stata solo termica sarebbe stato fattibile quello che dici: quando erano state cassate Giulia e Stelvio su Large, si parlava di un ritorno a Giorgio, ma qualcosa deve essere andato storto nella valutazione

Inviato
12 minuti fa, Graziano68dt scrive:

Che investimenti esosi ci sarebbe da fare, se la piattaforma ce l'hanno già in casa, ed andrebbe giusto personalizzata nei lamierati/stampi per declinarla dal segmento E al segmento D?

Se poi sciattamente vogliono fare un compitino "ino ino", prendano la Grecale, aggiustino paraurti e declinazioni delle power unit/accessori, ed hai una Stelvio di nuova generazione pronta.

Non devono inventarsi nulla, solamente riorganizzare quello che hanno oggi in casa.

Continui a ragionare come se fossimo ancora nel 2015 e il problema fosse semplicemente trovare una piattaforma per fare Giulia e Stelvio. La piattaforma è solo una parte dell’investimento, e nemmeno quella decisiva.

Il punto non è se Stellantis abbia tecnicamente la possibilità di realizzare due modelli di segmento D perchè ovviamente ce l’ha. Il punto è se possa venderli nei volumi necessari, a un prezzo competitivo e con margini sufficienti a giustificare sviluppo, industrializzazione, stampi, rete commerciale, ecc ecc. La precedente generazione ha già dimostrato che avere due prodotti eccellenti non significa automaticamente trovare abbastanza clienti.

Prendere la Grecale, cambiare paraurti e chiamarla Stelvio non risolve nulla. O la personalizzi seriamente, sostenendo costi importanti per differenziarla, oppure realizzi l’ennesimo rebadge che gli alfisti rifiuterebbero e che fuori dall’Italia interesserebbe ancora meno. Inoltre Grecale nasce come prodotto più costoso, trasformarla in una Stelvio competitiva per prezzo non è proprio una passeggiata.

Se esitano, non è perché non trovano qualche centinaio di milioni per due modelli ma è perché probabilmente hanno concluso che quei modelli non raggiungerebbero mai i numeri necessari a un prezzo sostenibile.... quel “stiamo valutando” potrebbe riguardare qualcosa di molto più grande della prossima Stelvio: capire se mantenere Alfa dentro Stellantis, venderla oppure inserirla in un’alleanza o fusione con un soggetto esterno. Naturalmente questo non possono dichiararlo finché non esiste un accordo concreto.

Può essere che la JV porti ad una condivisione tecnica, notizia di ieri stanno stringendo gli accordi

Stellantis pronta a collaborare con Jaguar Land Rover

ma forse non abbiamo colto minimamente la gravità della situazione.

Inviato
12 minuti fa, mccll scrive:

I miei two cents: non è stato fatto perché non hanno in casa soluzioni competitive per PHEV e BEV e non ci vedono un ritorno economico a svilupparle.

Probabilmente fosse stata solo termica sarebbe stato fattibile quello che dici: quando erano state cassate Giulia e Stelvio su Large, si parlava di un ritorno a Giorgio, ma qualcosa deve essere andato storto nella valutazione

3 minuti fa, A.Masera scrive:

Continui a ragionare come se fossimo ancora nel 2015 e il problema fosse semplicemente trovare una piattaforma per fare Giulia e Stelvio. La piattaforma è solo una parte dell’investimento, e nemmeno quella decisiva.

Il punto non è se Stellantis abbia tecnicamente la possibilità di realizzare due modelli di segmento D perchè ovviamente ce l’ha. Il punto è se possa venderli nei volumi necessari, a un prezzo competitivo e con margini sufficienti a giustificare sviluppo, industrializzazione, stampi, rete commerciale, ecc ecc. La precedente generazione ha già dimostrato che avere due prodotti eccellenti non significa automaticamente trovare abbastanza clienti.

Prendere la Grecale, cambiare paraurti e chiamarla Stelvio non risolve nulla. O la personalizzi seriamente, sostenendo costi importanti per differenziarla, oppure realizzi l’ennesimo rebadge che gli alfisti rifiuterebbero e che fuori dall’Italia interesserebbe ancora meno. Inoltre Grecale nasce come prodotto più costoso, trasformarla in una Stelvio competitiva per prezzo non è proprio una passeggiata.

Se esitano, non è perché non trovano qualche centinaio di milioni per due modelli ma è perché probabilmente hanno concluso che quei modelli non raggiungerebbero mai i numeri necessari a un prezzo sostenibile.... quel “stiamo valutando” potrebbe riguardare qualcosa di molto più grande della prossima Stelvio: capire se mantenere Alfa dentro Stellantis, venderla oppure inserirla in un’alleanza o fusione con un soggetto esterno. Naturalmente questo non possono dichiararlo finché non esiste un accordo concreto.

Può essere che la JV porti ad una condivisione tecnica, notizia di ieri stanno stringendo gli accordi

Stellantis pronta a collaborare con Jaguar Land Rover

ma forse non abbiamo colto minimamente la gravità della situazione.

Se ve la ragionate così, allora 3/4 dei ricarrozzamenti che ci sono nelle gamme dei vari brand stellantis NON dovrebbero esistere, e invece...

Il ROI di un'eventuale "Grecale dei poveri" dovrebbe essere molto basso, non essendo necessaria nessuna nuova linea di assemblaggio, e nessuna evoluzione dell'architettura di rillievo(nessun propulsore differente, nessuna tipologia di batteria differente, elettronica(adas, trasmissione, sensori vari traslati da un progetto all'altro ecc..). La macchina sarebbe pronta li, il tempo di rifare stampi di plastiche e lamierati(manco tutti, frontale e paraurti anteriori/posteriori).

Per quanto mi riguarda ci possono essere solamente 2 motivazioni valide per non averlo fatto:

1)Joint venture con un altro costruttore in arrivo, quindi nuova piattaforma sviluppata in modo dedicato per progetti segmento D/E;

2)Cessione del marchio;

Ma di sicuro un eventuale ROI troppo alto per il ricarrozzamento di un Grecale non è una motivazione sensata.

Nell'automotive nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si ricarrozza.

Inviato
6 minuti fa, Graziano68dt scrive:

Se ve la ragionate così, allora 3/4 dei ricarrozzamenti che ci sono nelle gamme dei vari brand stellantis NON dovrebbero esistere, e invece...

Il ROI di un'eventuale "Grecale dei poveri" dovrebbe essere molto basso, non essendo necessaria nessuna nuova linea di assemblaggio, e nessuna evoluzione dell'architettura di rillievo(nessun propulsore differente, nessuna tipologia di batteria differente, elettronica(adas, trasmissione, sensori vari traslati da un progetto all'altro ecc..). La macchina sarebbe pronta li, il tempo di rifare stampi di plastiche e lamierati(manco tutti, frontale e paraurti anteriori/posteriori).

Per quanto mi riguarda ci possono essere solamente 2 motivazioni valide per non averlo fatto:

1)Joint venture con un altro costruttore in arrivo, quindi nuova piattaforma sviluppata in modo dedicato per progetti segmento D/E;

2)Cessione del marchio;

Ma di sicuro un eventuale ROI troppo alto per il ricarrozzamento di un Grecale non è una motivazione sensata.

Tralasci però un aspetto fondamentale: l’inevitabile deprezzamento di Maserati, che si ritroverebbe una gemella low cost della Grecale proprio in un momento in cui non c’è esattamente la fila fuori dai suoi concessionari. Se cambi soltanto frontale, paraurti e qualche lamierato, il cliente si accorge immediatamente che sotto c’è la stessa automobile. A quel punto o la Stelvio costa quasi quanto la Grecale, e diventa commercialmente inutile, oppure costa molto meno e rende ancora più difficile giustificare il prezzo della Maserati.

È vero che Stellantis vive di ricarrozzamenti, ma generalmente li utilizza nei segmenti generalisti, dove la condivisione tecnica è accettata e il prezzo finale può assorbire meglio le sinergie. Alfa e Maserati, invece, dovrebbero vendere esclusività, identità e prestigio: applicare loro la stessa logica di 208, Corsa e Ypsilon significa indebolire ulteriormente entrambi i marchi: non tutti i ricarrozzamenti hanno lo stesso costo industriale, ma soprattutto non provocano lo stesso danno commerciale.

Inoltre questa ricetta, in forma certamente più nobile e con investimenti ben superiori, è già stata tentata. Giulia e Stelvio erano prodotti tecnicamente eccellenti, costruiti su un’architettura dedicata e con una differenziazione reale. Eppure non hanno raggiunto i risultati sperati. Perciò la domanda non è più: quanto poco possiamo spendere per rifare una Stelvio, ma se esiste ancora un numero sufficiente di clienti disposto a comprarla al prezzo necessario per renderla redditizia.

Se il fallimento della generazione precedente fosse imputabile esclusivamente al mancato aggiornamento dei modelli, alla gamma incompleta e alla pessima gestione commerciale, allora potrei anche condividere il ragionamento poichè basterebbe correggere quegli errori e ripartire. Ma se, come penso, il problema è molto più profondo — ovvero che Alfa Romeo è ormai soprattutto storia, che fuori dall’Italia quasi nessuno con un budget elevato la preferisce davvero alla concorrenza e che ci troviamo nel mezzo di una transizione tecnologica costosissima e ancora confusa — allora una Grecale da poveri non sarebbe una soluzione, ma sarebbe semplicemente la ripetizione dello stesso errore, questa volta con un prodotto meno esclusivo, meno differenziato e con il rischio aggiuntivo di danneggiare Maserati.

Il ROI industriale del singolo ricarrozzamento potrebbe anche sembrare basso sulla carta, ma non basta sommare stampi e componenti: bisogna considerare i volumi realistici, gli sconti necessari per vendere, i costi di omologazione e commercializzazione, il mantenimento del modello negli anni e soprattutto il valore sottratto alla Grecale..

Alla fine sulle due possibili conclusioni siamo quasi d’accordo: o stanno aspettando una collaborazione esterna per condividere investimenti e rischi, oppure stanno preparando una cessione o una diversa collocazione del marchio. La differenza è che tu consideri inspiegabile il mancato ricarrozzamento della Grecale; io lo considero un segnale del fatto che in Stellantis non credano più che basti mettere in strada una nuova Stelvio, per quanto economica da sviluppare, per risolvere il problema Alfa Romeo.

Inviato
33 minuti fa, Graziano68dt scrive:

Se ve la ragionate così, allora 3/4 dei ricarrozzamenti che ci sono nelle gamme dei vari brand stellantis NON dovrebbero esistere, e invece...

Il ROI di un'eventuale "Grecale dei poveri" dovrebbe essere molto basso, non essendo necessaria nessuna nuova linea di assemblaggio, e nessuna evoluzione dell'architettura di rillievo(nessun propulsore differente, nessuna tipologia di batteria differente, elettronica(adas, trasmissione, sensori vari traslati da un progetto all'altro ecc..). La macchina sarebbe pronta li, il tempo di rifare stampi di plastiche e lamierati(manco tutti, frontale e paraurti anteriori/posteriori).

Per quanto mi riguarda ci possono essere solamente 2 motivazioni valide per non averlo fatto:

1)Joint venture con un altro costruttore in arrivo, quindi nuova piattaforma sviluppata in modo dedicato per progetti segmento D/E;

2)Cessione del marchio;

Ma di sicuro un eventuale ROI troppo alto per il ricarrozzamento di un Grecale non è una motivazione sensata.

33 minuti fa, Graziano68dt scrive:

Se ve la ragionate così, allora 3/4 dei ricarrozzamenti che ci sono nelle gamme dei vari brand stellantis NON dovrebbero esistere, e invece...

Il ROI di un'eventuale "Grecale dei poveri" dovrebbe essere molto basso, non essendo necessaria nessuna nuova linea di assemblaggio, e nessuna evoluzione dell'architettura di rillievo(nessun propulsore differente, nessuna tipologia di batteria differente, elettronica(adas, trasmissione, sensori vari traslati da un progetto all'altro ecc..). La macchina sarebbe pronta li, il tempo di rifare stampi di plastiche e lamierati(manco tutti, frontale e paraurti anteriori/posteriori).

Per quanto mi riguarda ci possono essere solamente 2 motivazioni valide per non averlo fatto:

1)Joint venture con un altro costruttore in arrivo, quindi nuova piattaforma sviluppata in modo dedicato per progetti segmento D/E;

2)Cessione del marchio;

Ma di sicuro un eventuale ROI troppo alto per il ricarrozzamento di un Grecale non è una motivazione sensata.

Grecale non ha versioni PHEV, né full Hybrid, e la versione elettrica è diversi ordini di grandezza indietro rispetto alla concorrenza.

Se metti pesantemente mano a questi parametri cade il discorso del ROI, e se non lo fai hai una vettura che può avere il migliore telaio del mondo ma che rimane al palo per tutto il resto.

Inviato
41 minuti fa, mccll scrive:

Grecale non ha versioni PHEV, né full Hybrid, e la versione elettrica è diversi ordini di grandezza indietro rispetto alla concorrenza.

Se metti pesantemente mano a questi parametri cade il discorso del ROI, e se non lo fai hai una vettura che può avere il migliore telaio del mondo ma che rimane al palo per tutto il resto.

Sono parametri a cui comunque dovrebbero mettere mano prima o poi,se vogliono vendere Maserati nei prossimi anni.

Vendere auto Maserati, intendo ,non tutto il marchio

(anche se ...)

Il discorso "alfa Maserati dei poveri" avrebbe senso dandole motori meno potenti (praticamente una mappatura), finiture meno raffinate, cerchi più picoli, meno confort risparmiando sull'insonorizzazione e minori possibilità di personalizzazione.

Meno,meno, meno, per aprire un divario tangibile con Maserati, così che possa esistere ancora un'Alfa degna di questo nome e una Maserati che valga il costo maggiore che viene richiesto

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