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Restauro di una Prisma 1.5, consigli


fuzz77

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anche io penso che possa essere giusto cercare di recuperarla. Sui costi per eventuale restauro, sicuramente supererebbero e di molto il valore dell'auto. Eppure da frequentatore di questo "strano" mondo delle Auto d'epoca mi sono imbattuto in persone che mosse dalla passione hanno resturato auto in apparenza ancora meno meritevoli. Sono convinto che questa sara una auto dal futuro interessante non credo di essere l'unico a pensarlo. Prova a far fare una serie di preventivi a vari carrozieri, e poi magari prova a chiedere se sono disponibili a fare il lavoro nei ritagli di tempo, Tu avrai il vantaggio di non dover sborsare tutto e subito, ma con il tempo, mi pare infatti di notare che non hai alcuna fretta. Sui ricambi prova a www.autodemolizionepadana.it.

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Nel caso in cui decidessi di partire coi lavori e dovesse tornarti utile il tomo qui sotto, mi fai un fischio e te lo appioppo con un piccione viaggiatore. ;)

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"... guarda la libidine sarebbe per il si, ma il pilota dopo il gran premio ha bisogno il suo descanso... e poi è scattata la regola numero due: perlustrazione del pueblo e ricerca de los amigos... ah Ivana, mi raccomando il panta nell'armadio, il pantalone bello diritto. E un po' d'ordine in stanza... see you later!" (Il Dogui, Vacanze di Natale)

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Ammiro tantissimo le persone mosse dalla passione per le auto ormai andate, pertanto non posso che incoraggiare nel recupero di questa Prisma che a quanto pare non verserebbe in condizioni propriamente proibitive per un eventuale recupero.

Personalmente credo che Prisma sia un modello che meriti al di là del suo valore praticamente nullo di oggi. Ma certamente in futuro, anche se non prossimo, questo modello inzierà a solleticare gli appetiti come storica.

Aggiungo che quanto detto da PaoloGTC sulla difficoltà di reperimento di ricambi credo sia purtroppo vero. Mio padre, possessore di una Delta, è diventato matto nel cercare di reperire le scritte posteriori "Lancia" e "Delta LX".

Per il resto mi auguro che tu possa portare a compimento nel migliore dei modi il recupero di questa Prisma.

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Prisma merita sicuramente, nel suo piccolo che probabilmente grande mai sarà. Merita come tutte le auto di questo genere, fra le quali ovviamente noi "sentiamo" di più le italiane (insomma difficilotto trovare qualcuno in terra italica che voglia conservare a tutti i costi una jetta o una ascona, per dire...).

Per un paio di motivi soprattutto.

Primo, la nostra generazione (allargo un po' la categoria.. di solito le generazioni sono definite a scaglioni di pochi anni... io invece intendo dire quelli che di noi erano negli anni 80 appena patentati-adolescenti-fanciulli appassionati... quindi c'è un certo delta di anni) è quella che in questo momento si affaccia, come parte di appassionati, nel mondo delle auto "che non ci sono più", ed è facile appassionarsi ad un qualcosa che non è magari la giulia gt o la fulvia hf piuttosto che la 124 abarth... perchè la "normale" auto 2v o 3v che fosse, è magari quella che fa parte della nostra infanzia, ce l'aveva papà, o abbiamo imparato con quella a guidare, oppure ancora è stata la nostra prima auto propinataci dalla famiglia perchè ormai quasi cotta e andava bene per fare esperienza.

Rispetto ad altre generazioni abbiamo lo svantaggio di vedere il parco circolante cui siamo legati molto più rarefatto: sono strasicuro che in Italia vegetano più Fulvie che Prisme, per farla breve.

In secondo luogo, queste auto fanno parte della storia. Non hanno mai vinto nelle corse, non hanno e non avranno mai un qualche passato glorioso, per qualche motivo, che le porta automaticamente nell'Olimpo delle auto che hanno lasciato un segno.

Come diceva diverso tempo fa il buon Duetto80, "facile decidere di tenere una Giulia GT o una Fulvia... massimo rispetto per chi decide di salvare altro, perchè ciò evidenzia la passione che mette uno quando parte con l'idea di conservare un modello che non rappresenta e non rappresenterà un investimento sicuro".

Sono auto che non hanno scritto pagine eroiche sul libro delle quattro ruote, son modelli normalissimi che comunque rappresentano un'epoca attraverso la quale siamo passati, ed è brutto pensare che non ne rimanga nemmeno una a testimoniare.

La Lancia negli anni precedenti fece le Flavia, le Fulvia, le Aprilia, le Ardea, le Flaminia. Benissimo. Beh la Lancia nel 1983 fece la Prisma, ha fatto parte della storia anche lei, anche della nostra di storia, e se si presenta l'occasione, ovviamente in base alla disponibilità, è giusto che essa venga conservata.

Io per dire sarei già uno che se avesse lo spazio e soprattutto i dindini, sarebbe possessore di un capannone in cui conserva tanti modelli che al tipico collezionista di modelli "ovvi" farebbero dire "ma perchè hai fatto 'sto mucchio di robe?"

Se potessi avrei accanto a 164 una Thema così come una Croma, così come Delta 1.3, Prisma, Y10 e, non mi vergogno a dirlo, io ci metterei dentro anche una Tipo Digit, perchè ricordata o meno, con carisma zero, con una storia partita decisa e proseguita così così, beh ragazzi nel 1988 quello fu il pensiero Fiat per combattere la Golf, la 2v corta ma larga spaziosissima dalla grande tenuta di strada e col digitale che in quel momento si proponeva come il futuro.

Nella mia collection ci starebbe pure quella; la capirebbero in tre su un milione ma me ne fregherebbe zero. Fu venduta a milioni, portò in giro mezza Italia nei suoi anni, non ha mai vinto una corsa ma ha fatto parte della nostra storia automobilistica, indi il posto se lo merita.

Non ha assolutamente senso che si creino dei buchi nella storia delle auto solo perchè un'ottantesca non ha il petto pieno di medaglie come certe sue progenitrici.

"... guarda la libidine sarebbe per il si, ma il pilota dopo il gran premio ha bisogno il suo descanso... e poi è scattata la regola numero due: perlustrazione del pueblo e ricerca de los amigos... ah Ivana, mi raccomando il panta nell'armadio, il pantalone bello diritto. E un po' d'ordine in stanza... see you later!" (Il Dogui, Vacanze di Natale)

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Quoto Paolo da "Prisma" a "progenitrici". Quanti discorsi mi fecero riguardo la Y10, che non ha futuro, che sono soldi buttati in quanto non vale niente... ma dobbiamo forse ricordare che 30 anni fa, queste cose le dicevano a chi aveva una Bianchina ed ora si ritrova una macchinetta di tutto rispetto con una certa quotazione?

Se ne pentiranno quelli che preferiscono demolire senza problemi la macchinetta vecchia del nonno che riposava in garage sotto un leggero strato di polvere, piuttosto che recuperarla per farci ancora un giro. Anche perchè tutto ritorna ad un particolare, quando in Italia (prendiamo il caso della Prisma), rimarrà UNA sola Prisma, l'ultima... tutte le altre demolite, continueranno a dire che vale meno di una Fulvia di cui ne circolano tantissime in Italia ancora oggi?

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Prisma merita sicuramente, nel suo piccolo che probabilmente grande mai sarà. Merita come tutte le auto di questo genere, fra le quali ovviamente noi "sentiamo" di più le italiane (insomma difficilotto trovare qualcuno in terra italica che voglia conservare a tutti i costi una jetta o una ascona, per dire...).

Per un paio di motivi soprattutto.

Primo, la nostra generazione (allargo un po' la categoria.. di solito le generazioni sono definite a scaglioni di pochi anni... io invece intendo dire quelli che di noi erano negli anni 80 appena patentati-adolescenti-fanciulli appassionati... quindi c'è un certo delta di anni) è quella che in questo momento si affaccia, come parte di appassionati, nel mondo delle auto "che non ci sono più", ed è facile appassionarsi ad un qualcosa che non è magari la giulia gt o la fulvia hf piuttosto che la 124 abarth... perchè la "normale" auto 2v o 3v che fosse, è magari quella che fa parte della nostra infanzia, ce l'aveva papà, o abbiamo imparato con quella a guidare, oppure ancora è stata la nostra prima auto propinataci dalla famiglia perchè ormai quasi cotta e andava bene per fare esperienza.

Rispetto ad altre generazioni abbiamo lo svantaggio di vedere il parco circolante cui siamo legati molto più rarefatto: sono strasicuro che in Italia vegetano più Fulvie che Prisme, per farla breve.

In secondo luogo, queste auto fanno parte della storia. Non hanno mai vinto nelle corse, non hanno e non avranno mai un qualche passato glorioso, per qualche motivo, che le porta automaticamente nell'Olimpo delle auto che hanno lasciato un segno.

Come diceva diverso tempo fa il buon Duetto80, "facile decidere di tenere una Giulia GT o una Fulvia... massimo rispetto per chi decide di salvare altro, perchè ciò evidenzia la passione che mette uno quando parte con l'idea di conservare un modello che non rappresenta e non rappresenterà un investimento sicuro".

Sono auto che non hanno scritto pagine eroiche sul libro delle quattro ruote, son modelli normalissimi che comunque rappresentano un'epoca attraverso la quale siamo passati, ed è brutto pensare che non ne rimanga nemmeno una a testimoniare.

La Lancia negli anni precedenti fece le Flavia, le Fulvia, le Aprilia, le Ardea, le Flaminia. Benissimo. Beh la Lancia nel 1983 fece la Prisma, ha fatto parte della storia anche lei, anche della nostra di storia, e se si presenta l'occasione, ovviamente in base alla disponibilità, è giusto che essa venga conservata.

Io per dire sarei già uno che se avesse lo spazio e soprattutto i dindini, sarebbe possessore di un capannone in cui conserva tanti modelli che al tipico collezionista di modelli "ovvi" farebbero dire "ma perchè hai fatto 'sto mucchio di robe?"

Se potessi avrei accanto a 164 una Thema così come una Croma, così come Delta 1.3, Prisma, Y10 e, non mi vergogno a dirlo, io ci metterei dentro anche una Tipo Digit, perchè ricordata o meno, con carisma zero, con una storia partita decisa e proseguita così così, beh ragazzi nel 1988 quello fu il pensiero Fiat per combattere la Golf, la 2v corta ma larga spaziosissima dalla grande tenuta di strada e col digitale che in quel momento si proponeva come il futuro.

Nella mia collection ci starebbe pure quella; la capirebbero in tre su un milione ma me ne fregherebbe zero. Fu venduta a milioni, portò in giro mezza Italia nei suoi anni, non ha mai vinto una corsa ma ha fatto parte della nostra storia automobilistica, indi il posto se lo merita.

Non ha assolutamente senso che si creino dei buchi nella storia delle auto solo perchè un'ottantesca non ha il petto pieno di medaglie come certe sue progenitrici.

Paolo hai racchiuso in queste parole tutto il mio pensiero. Troppa gente pensa ancora che le auto d'epoca siano le Topolino, le 5oo, i primi Maggiolino: senza dubbio lo sono, ma non si rendono conto che lo sono anche le varie 126 (fate un giro dai rottamatori e vedete in proporzione se ci sono più 126 o 500... ), ma anche Delta e Prisma ormai; forse sono viste come auto ancora troppo vicine come passato, ma appunto non è una buona motivazione per eliminarle. Quello che ha espresso Paolo è il modo di pensare dell'intenditore di auto, ma purtroppo sono ancora una minoranza le persone che la pensano così; sono già sicuro che in un domani non troppo lontano rimpiangerò di aver demolito la Brava che era ancora perfetta.

In questo caso specifico, la Prisma sì non ha vinto rally, ma è stata una delle Lancia più vendute della storia del Marchio, forse la 3 volumi Lancia che più ha venduto in assoluto.

Quanto alla Tipo Digit, quella era appunto l'espressione del futuro in quegli anni, in un'Italia lanciata nel panorama mondiale, finalmente uscita da una dimensione provinciale: era l'Italia degli abiti Armani di Richard Gere in American Gigolò, l'Italia dell'alta moda, l'Italia patria di quella Fiat di Ghidella che era diventata il primo costruttore europeo; in poche parole, come sintetizzava splendidamente la pubblicità della Thema, era "L'Italia di successo" .

Modificato da Nick for Speed

"Ci sono persone che amano circondarsi di cose il cui valore concreto si esprime anche nel valore formale. Molto probabilmente una Lancia fa parte del loro mondo."

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"Il successo non si improvvisa, ma al contrario è sempre frutto di fantasia, applicazione, dedizione e tenacia." (Vittorio Ghidella)

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