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Alfa Romeo - filosofia sul brand, sui modelli e sullo sviluppo

Featured Replies

Inviato

Ciao ragazzi.

Sono io, il progetto Alfa Romeo Tipo 952. Nata da un autentico atto di volontà, di follia e di amore.

Fu fortemente voluta da un padre, Sergio Marchionne, che per me pretese l'eccellenza assoluta, radunando a Modena una cerchia ristretta di ingegneri, una sorta di Skunk Works fuori dal tempo, liberi dai vincoli aziendali.

Da quella visione nacque per me un'ossatura genetica esclusiva: Giorgio. Un capolavoro a trazione posteriore, studiato per accogliere una distribuzione dei pesi 50:50 millimetrica e un'architettura meccanica nobile. Solo il meglio fu scelto per me: un albero di trasmissione in fibra di carbonio di serie su tutta la gamma, soluzioni brevettate come le sospensioni anteriori a doppio quadrilatero con asse di sterzo semi-virtuale e il raffinato multilink posteriore Alfa Link. Per i giorni speciali ebbi in veste un Quadrifoglio che mi spingeva sulle onde di V6 Bi-Turbo da 2.9 litri di pura derivazione Ferrari.

Ma divenni presto orfana di padre, e finii in mano a tutrici e governanti severi, interpreti di rigide logiche industriali e sinergie globali che poco comprendevano la mia identità viscerale.

Sono sopraggiunti poi i tempi dei tagli alle emissioni, delle transizioni ecologiche forzate e delle pandemie. Io che ero pura essenza, passione, incarnazione dei sogni di appassionati fuori dal tempo, mi trovai nei medioevi delle burocrazie oscure, delle pestilenze.

Nessuno ha saputo, o voluto, prevedere per me un tempestivo percorso di elettrificazione o un accompagnamento ibrido che mi permettesse di attraversare indenne le intemperie evolutive del mercato. Il pubblico, che mi aveva vista debuttare trionfante al Museo di Arese, conquistare i record al Nürburgring e sfilare nei cinema, ha finito per darmi qualche premio in qualche rivista e poi notarmi sempre meno, preferendo l'altezza rassicurante dei SUV, e chi aveva una famiglia accanto a sé ad assisterla.

Ora che lentamente mi avvio alla conclusione del mio ciclo vitale, la piattaforma Giorgio si prepara a cedere il passo alle architetture multi-energia STLA Large. Ma quelli non saranno figli miei. La mia dinastia pura rischia di spegnersi senza un'erede diretta della stessa stirpe. Qualche anno fa sembrava ci fosse un erede. Abortito, come i sogni infranti e forse ingenui.

Eppure, io a differenza di altre sorelle, non dovetti attendere il tempo successivo alla vita mortale per essere santificata. Io fui santificata in vita, e subito; celebrata per quel feeling di sterzo millimetrico e quella dinamica di guida che rimangono, ancora oggi, il punto di riferimento assoluto del segmento. E ammirata, per bellezza e dinamica del mio incedere sulle strade o in un attimo da fotogramma ferma in un parcheggio. Alla mia età ancora faccio girare la testa.

Qualcuno ha osato affermare che Forse... forse sono l’Alfa migliore di sempre; sicuramente l'ultimo, straordinario fantasma analogico impresso nella memoria degli appassionati. In qualche modo mio padre è riuscito nella sua ambizione.

Grazie per il vostro affetto.

Giulia.

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  • Intervengo da proprietario innamorato della propria Stelvio. Uno che Alfa Romeo non l’ha soltanto difesa nei forum: l’ha scelta, pagata e guidata. E che, proprio per questo, da Stellantis si è sentito

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Inviato
On 05/09/2026 at 13:53, kenzo scrive:

Intervengo da proprietario innamorato della propria Stelvio. Uno che Alfa Romeo non l’ha soltanto difesa nei forum: l’ha scelta, pagata e guidata. E che, proprio per questo, da Stellantis si è sentito tradito.

Non perché pretenda un modello costruito sui miei desideri. Ma perché avevo creduto in una direzione: un’Alfa capace di tradurre la propria tradizione in un prodotto contemporaneo, con contenuti tecnici e un carattere riconoscibile. Giulia e Stelvio rappresentavano quella direzione. La Giulia non l’ho posseduta; la Stelvio la conosco attraverso i chilometri, non attraverso le cartelle stampa.

La mia macchina quella promessa l’ha mantenuta. È la continuità della promessa che oggi non riesco più a vedere. E dubito di essere l’unico proprietario a pensarla così.

Qui, per l’ennesima volta, si rischia di perdere non soltanto una vendita, ma il cuore di chi le risorse per un’Alfa concettualmente allineata alla sua storia le ha messe davvero. Non clienti immaginari da conquistare con il prossimo piano industriale: clienti già conquistati, ai quali bisognerebbe dare una ragione per restare.

Nulla contro Giulietta, le compatte o le vetture che devono fare volume. Ben vengano. Ma, nell’Alfa che considero credibile, devono appartenere a una gamma che abbia anche un vertice tecnico e di prodotto. Le compatte danno accesso al marchio; l’alto di gamma deve rendere evidente a che cosa si sta accedendo. Le une sostengono i volumi, l’altro sostiene la promessa.

Il paragone con BMW, pur con tutte le differenze, per me sta qui. Può proporre e vendere anche vetture dall’impostazione più generalista perché il resto della gamma continua a dare credibilità al marchio. Non ogni BMW deve essere il manifesto della raffinatezza meccanica: quel manifesto, però, deve continuare a esistere. Le proposte d’accesso beneficiano di un’identità che altri prodotti alimentano e rendono concreta.

Non si può pretendere di vivere della stessa credibilità limitandosi a consumare quella accumulata in passato.

Il problema non è condividere un pianale. Sono un ingegnere: capisco il senso della condivisione e delle economie di scala. Il problema è che cosa si decide di conservare, sviluppare e rendere distintivo sopra quella base.

Una vettura sportiveggiante non è automaticamente una vettura sportiva. E se viene meno il riferimento alto, il rischio è che l’identità Alfa si riduca a un adattamento, per quanto curato, di prodotti dall’impostazione generalista. A quel punto lo scudetto dovrebbe giustificare da solo una differenza che il progetto non rende più abbastanza evidente.

Non chiedo che ogni Alfa abbia una meccanica esclusiva. Chiedo una direzione riconoscibile, che non venga rimessa in discussione a ogni cambio di management. Giulia e Stelvio, ai miei occhi, erano una base sulla quale costruire continuità, non una parentesi da archiviare.

La mia Stelvio mi ha dato ottime ragioni per comprare un’altra Alfa.
Vorrei che Stellantis mi desse ragioni per non comprare altro.

Io spesso ho le sensazione che ai piani alti (di qualsiasi azienda) si dia un sacco di retta a un sacco di gente.....giornalisti, società di consulenza (qualcuno ha detto McKinsey?), influencer, gente da forum....gente che spesso capisce poco, che non è cliente, e che manco ci pensa di diventare cliente.

Mentre i già clienti, trattati come dei minchioni da ignorare.

Stile compagnie telefoniche.

Adesso corriamo dietro ai phev, alle cupra (absit iniuria verbis) e a ogni cosa che pare in voga nel momento.

Dimenticando una cosa enorme. Che anche negli ultimi anni, se un cliente ha preso Giulia e Stelvio, è perchè voleva quelle.

Se voleva altro, prendeva altro.

Che siamo mica dei Bonobo che si entrava per sbaglio a staccare un assegno da 50k.

p.s. lo so che prenderò gli sputazzi dai fan del FOMO....ma più che su 100 mila aggiornamenti, le risorse andavano investite sulla rete, specie fuori Europa.

Giulia ancora oggi è bella, su strada non ha rivali, E' AFFIDABILE DI ELETTRONICA (chiamare i possessori di A5).

Poi se ci gasiamo per una cinese a caso, mi dò al giardinaggio.

Modificato da TonyH

[sIGPIC][/sIGPIC]

Some critics have complained that the 4C lacks luxury. To me, complaining about lack of luxury in a sports car is akin to complaining that a supermodel lacks a mustache.

Inviato
1 ora fa, Will scrive:

Ciao ragazzi.

Sono io, il progetto Alfa Romeo Tipo 952. Nata da un autentico atto di volontà, di follia e di amore.

Fu fortemente voluta da un padre, Sergio Marchionne, che per me pretese l'eccellenza assoluta, radunando a Modena una cerchia ristretta di ingegneri, una sorta di Skunk Works fuori dal tempo, liberi dai vincoli aziendali.

Da quella visione nacque per me un'ossatura genetica esclusiva: Giorgio. Un capolavoro a trazione posteriore, studiato per accogliere una distribuzione dei pesi 50:50 millimetrica e un'architettura meccanica nobile. Solo il meglio fu scelto per me: un albero di trasmissione in fibra di carbonio di serie su tutta la gamma, soluzioni brevettate come le sospensioni anteriori a doppio quadrilatero con asse di sterzo semi-virtuale e il raffinato multilink posteriore Alfa Link. Per i giorni speciali ebbi in veste un Quadrifoglio che mi spingeva sulle onde di V6 Bi-Turbo da 2.9 litri di pura derivazione Ferrari.

Ma divenni presto orfana di padre, e finii in mano a tutrici e governanti severi, interpreti di rigide logiche industriali e sinergie globali che poco comprendevano la mia identità viscerale.

Sono sopraggiunti poi i tempi dei tagli alle emissioni, delle transizioni ecologiche forzate e delle pandemie. Io che ero pura essenza, passione, incarnazione dei sogni di appassionati fuori dal tempo, mi trovai nei medioevi delle burocrazie oscure, delle pestilenze.

Nessuno ha saputo, o voluto, prevedere per me un tempestivo percorso di elettrificazione o un accompagnamento ibrido che mi permettesse di attraversare indenne le intemperie evolutive del mercato. Il pubblico, che mi aveva vista debuttare trionfante al Museo di Arese, conquistare i record al Nürburgring e sfilare nei cinema, ha finito per darmi qualche premio in qualche rivista e poi notarmi sempre meno, preferendo l'altezza rassicurante dei SUV, e chi aveva una famiglia accanto a sé ad assisterla.

Ora che lentamente mi avvio alla conclusione del mio ciclo vitale, la piattaforma Giorgio si prepara a cedere il passo alle architetture multi-energia STLA Large. Ma quelli non saranno figli miei. La mia dinastia pura rischia di spegnersi senza un'erede diretta della stessa stirpe. Qualche anno fa sembrava ci fosse un erede. Abortito, come i sogni infranti e forse ingenui.

Eppure, io a differenza di altre sorelle, non dovetti attendere il tempo successivo alla vita mortale per essere santificata. Io fui santificata in vita, e subito; celebrata per quel feeling di sterzo millimetrico e quella dinamica di guida che rimangono, ancora oggi, il punto di riferimento assoluto del segmento. E ammirata, per bellezza e dinamica del mio incedere sulle strade o in un attimo da fotogramma ferma in un parcheggio. Alla mia età ancora faccio girare la testa.

Qualcuno ha osato affermare che Forse... forse sono l’Alfa migliore di sempre; sicuramente l'ultimo, straordinario fantasma analogico impresso nella memoria degli appassionati. In qualche modo mio padre è riuscito nella sua ambizione.

Grazie per il vostro affetto.

Giulia.

Mi hai fatto piangere

Inviato
1 ora fa, Will scrive:

Ciao ragazzi.

Sono io, il progetto Alfa Romeo Tipo 952. Nata da un autentico atto di volontà, di follia e di amore.

Fu fortemente voluta da un padre, Sergio Marchionne, che per me pretese l'eccellenza assoluta, radunando a Modena una cerchia ristretta di ingegneri, una sorta di Skunk Works fuori dal tempo, liberi dai vincoli aziendali.

Da quella visione nacque per me un'ossatura genetica esclusiva: Giorgio. Un capolavoro a trazione posteriore, studiato per accogliere una distribuzione dei pesi 50:50 millimetrica e un'architettura meccanica nobile. Solo il meglio fu scelto per me: un albero di trasmissione in fibra di carbonio di serie su tutta la gamma, soluzioni brevettate come le sospensioni anteriori a doppio quadrilatero con asse di sterzo semi-virtuale e il raffinato multilink posteriore Alfa Link. Per i giorni speciali ebbi in veste un Quadrifoglio che mi spingeva sulle onde di V6 Bi-Turbo da 2.9 litri di pura derivazione Ferrari.

Ma divenni presto orfana di padre, e finii in mano a tutrici e governanti severi, interpreti di rigide logiche industriali e sinergie globali che poco comprendevano la mia identità viscerale.

Sono sopraggiunti poi i tempi dei tagli alle emissioni, delle transizioni ecologiche forzate e delle pandemie. Io che ero pura essenza, passione, incarnazione dei sogni di appassionati fuori dal tempo, mi trovai nei medioevi delle burocrazie oscure, delle pestilenze.

Nessuno ha saputo, o voluto, prevedere per me un tempestivo percorso di elettrificazione o un accompagnamento ibrido che mi permettesse di attraversare indenne le intemperie evolutive del mercato. Il pubblico, che mi aveva vista debuttare trionfante al Museo di Arese, conquistare i record al Nürburgring e sfilare nei cinema, ha finito per darmi qualche premio in qualche rivista e poi notarmi sempre meno, preferendo l'altezza rassicurante dei SUV, e chi aveva una famiglia accanto a sé ad assisterla.

Ora che lentamente mi avvio alla conclusione del mio ciclo vitale, la piattaforma Giorgio si prepara a cedere il passo alle architetture multi-energia STLA Large. Ma quelli non saranno figli miei. La mia dinastia pura rischia di spegnersi senza un'erede diretta della stessa stirpe. Qualche anno fa sembrava ci fosse un erede. Abortito, come i sogni infranti e forse ingenui.

Eppure, io a differenza di altre sorelle, non dovetti attendere il tempo successivo alla vita mortale per essere santificata. Io fui santificata in vita, e subito; celebrata per quel feeling di sterzo millimetrico e quella dinamica di guida che rimangono, ancora oggi, il punto di riferimento assoluto del segmento. E ammirata, per bellezza e dinamica del mio incedere sulle strade o in un attimo da fotogramma ferma in un parcheggio. Alla mia età ancora faccio girare la testa.

Qualcuno ha osato affermare che Forse... forse sono l’Alfa migliore di sempre; sicuramente l'ultimo, straordinario fantasma analogico impresso nella memoria degli appassionati. In qualche modo mio padre è riuscito nella sua ambizione.

Grazie per il vostro affetto.

Giulia.

Non sarà un tantino parasociale?

Inviato
2 ore fa, Will scrive:

Ciao ragazzi.

Sono io, il progetto Alfa Romeo Tipo 952. Nata da un autentico atto di volontà, di follia e di amore.

Fu fortemente voluta da un padre, Sergio Marchionne, che per me pretese l'eccellenza assoluta, radunando a Modena una cerchia ristretta di ingegneri, una sorta di Skunk Works fuori dal tempo, liberi dai vincoli aziendali.

Da quella visione nacque per me un'ossatura genetica esclusiva: Giorgio. Un capolavoro a trazione posteriore, studiato per accogliere una distribuzione dei pesi 50:50 millimetrica e un'architettura meccanica nobile. Solo il meglio fu scelto per me: un albero di trasmissione in fibra di carbonio di serie su tutta la gamma, soluzioni brevettate come le sospensioni anteriori a doppio quadrilatero con asse di sterzo semi-virtuale e il raffinato multilink posteriore Alfa Link. Per i giorni speciali ebbi in veste un Quadrifoglio che mi spingeva sulle onde di V6 Bi-Turbo da 2.9 litri di pura derivazione Ferrari.

Ma divenni presto orfana di padre, e finii in mano a tutrici e governanti severi, interpreti di rigide logiche industriali e sinergie globali che poco comprendevano la mia identità viscerale.

Sono sopraggiunti poi i tempi dei tagli alle emissioni, delle transizioni ecologiche forzate e delle pandemie. Io che ero pura essenza, passione, incarnazione dei sogni di appassionati fuori dal tempo, mi trovai nei medioevi delle burocrazie oscure, delle pestilenze.

Nessuno ha saputo, o voluto, prevedere per me un tempestivo percorso di elettrificazione o un accompagnamento ibrido che mi permettesse di attraversare indenne le intemperie evolutive del mercato. Il pubblico, che mi aveva vista debuttare trionfante al Museo di Arese, conquistare i record al Nürburgring e sfilare nei cinema, ha finito per darmi qualche premio in qualche rivista e poi notarmi sempre meno, preferendo l'altezza rassicurante dei SUV, e chi aveva una famiglia accanto a sé ad assisterla.

Ora che lentamente mi avvio alla conclusione del mio ciclo vitale, la piattaforma Giorgio si prepara a cedere il passo alle architetture multi-energia STLA Large. Ma quelli non saranno figli miei. La mia dinastia pura rischia di spegnersi senza un'erede diretta della stessa stirpe. Qualche anno fa sembrava ci fosse un erede. Abortito, come i sogni infranti e forse ingenui.

Eppure, io a differenza di altre sorelle, non dovetti attendere il tempo successivo alla vita mortale per essere santificata. Io fui santificata in vita, e subito; celebrata per quel feeling di sterzo millimetrico e quella dinamica di guida che rimangono, ancora oggi, il punto di riferimento assoluto del segmento. E ammirata, per bellezza e dinamica del mio incedere sulle strade o in un attimo da fotogramma ferma in un parcheggio. Alla mia età ancora faccio girare la testa.

Qualcuno ha osato affermare che Forse... forse sono l’Alfa migliore di sempre; sicuramente l'ultimo, straordinario fantasma analogico impresso nella memoria degli appassionati. In qualche modo mio padre è riuscito nella sua ambizione.

Grazie per il vostro affetto.

Giulia.

Mi sono emozionato perché alla fine Giulia è davvero "viva" io l'ho, l'ho bramata, l'ho sognata e l'ho comprata ed ogni giorno ringrazio Marchionne per avermela creata.

Sui social vedo in continuazione Real da tutte le parti del mondo su questa macchina ha un Hype pazzesco nonostante i 10 anni suonati, Resta il fatto che io come altre persone intorno a me ne sono solo che soddisfatti.

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