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FCA - Product Plan (Notizie - Riassunto a pag. 1)


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  • 3 settimane fa...
CHANGES AT THE TOP IN MASERATI NORTH AMERICA AND MASERATI CHINA

Monday, 8 December 2014 – Effective January 1st, 2015, Christian Gobber will be assigned responsibility for Maserati North America, replacing Pete Grady, who has announced his intent to retire effective March 31st, 2015.

Christian Gobber will maintain his responsibility for Maserati Global Sales.

Effective January 1st, 2015, Mirko Bordiga will join Maserati and will be assigned responsibility for Maserati China, replacing Christian Gobber.

Maserati further strengthens its sales and commercial structure in the two main markets for the Trident brand.

Maserati CEO Harald Wester thanks Pete Grady for his dedication and achievements at the helm of Maserati in North America, and wishes all the best to Christian Gobber and Mirko Bordiga in their new positions.

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Chrysler Group's Grady to Retire

December 5, 2014 , Auburn Hills, Mich. - Chrysler Group today announced that Peter Grady has stated his intention to retire, effective March 31, 2015. In the interim, Grady will retain his current responsibilities as Vice President Dealer Network Development and continue as a member of the Company's NAFTA Leadership Team. In a move announced earlier, Christian Gobber will assume responsibility for leading Maserati North America, effective January 1, 2015.

"I want to thank Pete for his many years of dedication to the Company and wish him and his family the very best," said Sergio Marchionne, Chief Executive Officer, Fiat Chrysler Automobiles.

Grady joined American Motors Corporation in 1984 and has had extensive experience in all aspects of sales, service and dealer network operations, both in the U.S. and internationally.

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Peter M. Grady

Vice President - Dealer Network Development, Chrysler Group LLC

President and Chief Executive Officer - Maserati North America Inc.

Peter M. Grady was appointed Vice President – Dealer Network Development, Chrysler Group LLC, in June 2009. His responsibilities include ensuring that the Chrysler Group's dealer network operates at the highest possible level to ensure optimal sales volumes for Chrysler, Jeep, Dodge, Ram, SRT, FIAT and Mopar vehicles and products.

In this role, he is also responsible for managing network development, dealer capacity and standards, network financial analysis and reporting, corporate-owned dealerships and market representation.

Grady was appointed President and Chief Executive Officer (CEO) - Maserati North America Inc., in November 2013.

Since joining the company in 1984, Grady has had extensive experience in all aspects of sales, service and dealer network operations, both in the U.S. and internationally.

His work and academic background includes:

2013 - current, President and CEO - Maserati North America Inc.

2009 - current, Vice President - Dealer Network Development, Chrysler Group LLC

2009, Vice President - Network Development and Fleet, Chrysler Group LLC

2009, Director - Dealer Operations, Chrysler LLC

2005, Director - Remarketing and Fleet Operations, Chrysler LLC, DaimlerChrysler

2004, Director - Mid-Atlantic Business Center

2002, Director - Great Lakes Business Center

2001, Zone Manager - New York

2000, Zone Manager - Phoenix

1997, President, Chrysler Taiwan, Ltd.

1994, Assistant Zone Manager - Memphis, Chrysler Corporation

1987, Staff positions of increasing responsibility - Chicago Zone

1984, District Sales Manager, American Motors Corporation

Grady holds a Bachelor of Science in Business Administration from John Carroll University (1981) in University Heights, Ohio.

Grady was born in Toledo, Ohio.

Chrysler Group LLC - Other Press Releases

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Articolo dell'Espresso ripreso da Dagospia:

con la quotazione in borsa, ferrari usata come un bancomat da fca - Business

[h=1]FURBETTI COL TURBO – CON LA QUOTAZIONE IN BORSA, LA FERRARI USATA COME UN BANCOMAT DALAL FIAT – NON SOLO, MARANELLO DOVRÀ ANCHE INDEBITARSI PER FORAGGIARE LA CASA MADRE – IL CONFLITTO D’INTERESSI DI MARPIONNE, CHE AMMINISTRA ENTRAMBE LE SOCIETÀ[/h] [h=2]Intanto gli annunci sulla Ferrari, che hanno creato un boom in Borsa dei titoli Fca, hanno avuto effetti benefici su un collocamento di azioni proprie da 100 milioni e anche il prestito convertendo da 2 miliardi di euro potrà essere piazzato più facilmente in Borsa…[/h] Prossimo articoloArticolo precedente

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Vittorio Malagutti per “l’Espresso

sergio-marchionne-599831_tn.jpg sergio marchionne

Solo due mesi fa, neppure il più ottimista degli investitori avrebbe immaginato la quotazione dei titoli Fiat Chrysler Automobiles (Fca) saldamente ancorata oltre i 10 euro. Da fine ottobre il valore di Borsa del gruppo automobilistico ha fatto un balzo del 40 per cento. Il mercato premia i piani di Sergio Marchionne, che vuol portare la Ferrari a Wall Street come società autonoma e punta a raccogliere 4 miliardi sul mercato per migliorare la debole posizione finanziaria di Fca.

Entro Natale infatti, Fiat Chrysler ha in programma di collocare sul mercato Usa circa 100 milioni di azioni proprie. Ebbene, grazie al boom di queste settimane, i proventi dell'operazione saranno ben superiori a quanto si poteva prevedere poche settimane fa. E anche il prestito convertendo in azioni Fca per 2,5 miliardi di dollari (2 miliardi di euro) potrà essere piazzato più facilmente in Borsa.

john-elkann-230425_tn.jpg John Elkann

Come dire che la tempistica degli annunci, a cominciare da quelli che riguardano Ferrari, il gioiello del gruppo, sembra studiata apposta per tirare la volata ai due collocamenti. Un marketing perfetto. Altro discorso sono le prospettive a lungo termine di Fca così come della Ferrari, destinata a diventare una società autonoma controllata dagli attuali soci del gruppo automobilistico, a cominciare dalla holding Exor degli Agnelli che conserveranno il 24 per cento del Cavallino rampante.

La società che approderà al listino sarà molto diversa da quella attuale. La Fca, infatti, con debiti per oltre 11 miliardi, si servirà a piene mani dalle casse di Maranello, che invece ha il portafoglio gonfio di denaro, con una posizione finanziaria netta (crediti e liquidità meno i debiti) positiva per 1,6 miliardi.

ferrari-star-a-los-angeles-festa-per-i-60-anni-in-usa-5-599828_tn.jpg ferrari star a los angeles, festa per i 60 anni in usa 5

In sostanza l'azienda dei bolidi di Formula Uno, che macina da anni profitti in gran quantità, verrà trattata come una sorta di bancomat al servizio della controllante. Di più: Maranello sarà costretta anche a indebitarsi per foraggiare Fca, che riceverà 2,25 miliardi di euro entro il primo semestre del 2015. Dopodiché, una volta spremuta, Ferrari verrà piazzata in Borsa. La maggior parte degli investitori non si preoccupa: con i bilanci che grondano profitti, il Cavallino rampante non avrà problemi a far fronte all'indebitamento.

ferrari-star-a-los-angeles-festa-per-i-60-anni-in-usa-3-599826_tn.jpg ferrari star a los angeles, festa per i 60 anni in usa 3

D'altra parte, è difficile negare che, nell'ottica dei soci di minoranza, sia preferibile un'azienda con le casse piene e senza debiti a una destinata a finanziarsi sul mercato, con tutti gli oneri del caso. Marchionne, a quanto pare, ha già fatto la sua scelta. Lui comanda in Fiat Chrysler (amministratore delegato) e anche in Ferrari (presidente). La strada è segnata, quindi, all'ombra del conflitto d'interessi.

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:roll:

. “There are varying degrees of hugs. I can hug you nicely, I can hug you tightly, I can hug you like a bear, I can really hug you. Everything starts with physical contact. Then it can degrade, but it starts with physical contact." SM su Autonews :rotfl:

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Maranello sarà costretta anche a indebitarsi per foraggiare Fca, che riceverà 2,25 miliardi di euro entro il primo semestre del 2015. Dopodiché, una volta spremuta, Ferrari verrà piazzata in Borsa. La maggior parte degli investitori non si preoccupa: con i bilanci che grondano profitti, il Cavallino rampante non avrà problemi a far fronte all'indebitamento.

quindi dove sta il problema? :mrgreen:

Alfa Romeo Giulietta, 1.4 TBI Multiair 170 CV Exclusive (2013)

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Ferrari sta valutando di spostare la Sede fiscale all’Estero.

Ferrari sposta la Sede fiscale fuori dall’Italia? È un’ipotesi. Secondo Bloomberg i prossimi mesi saranno decisivi per il futuro fiscale di Ferrari S.p.A.

L’Azienda italiana, scorporata da FCA e destinata alla quotazione in Borsa a New York, potrebbe seguire l’esempio del Gruppo FCA per quanto concerne la disposizione della propria Sede fiscale. L’obiettivo sarebbe quello di beneficiare di importanti risparmi sulla tassazione.

Il Presidente Sergio Marchionne e il CdA di Maranello avranno sul tavolo diverse soluzioni nei prossimi mesi. Quella della Sede fiscale extra-italiana è una, così come la permanenza fiscale in Italia.

Inutile dire la mossa finanziariamente più conveniente sarebbe quella di sposare la tassazione di uno Stato europeo meno pressante. In ogni caso la decisione non avrà effetti sulla Produzione, sull’Amministrazione e sulla Sede operativa di Ferrari S.p.A.

La “fuga” di Aziende, persone e Capitali dall’Italia verso altri Paesi “concorrenti” dovrebbe far riflettere. Questo Stato è destinato a morire?

http://www.infullgear.com/blog/49053/ferrari-sta-valutando-di-spostare-la-sede-fiscale-allestero.html

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ok, se per fca si parlava di una nuova azienda, multinazionale, baricentro spostato verso altri mercati ecc. qui che si tratta dell'orgoglio del made in italy, come la mettiamo?*

*imho atteggiamento da condannare come i vari google o amazon che pagano le tasse in irlanda per esempio, tifo automobilistico ed antimarchionismo non c'entrano una fava

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Non è che lo fanno per le norme societarie, che ad esempio in Olanda permettono ai soci storici di mantenere il controllo al riparo da scalare ostili? (Specie se ti quoti in borsa).

Qua in Italia abbiamo l'abitudine di valutare tutto solo col il metro delle tasse. Ma nel funzionamento di una grossa azienda ci sono necessità che vanno oltre (brevetti, burocrazia, controllo societario) che anche come istituzioni ignoriamo bellamente.

Siamo dei badola. Strozziamo i piccoli perché gli chiediamo di rispettare le stesse norme di esercizio dei colossi, e facciamo scappare i colossi perché pensiamo che siano organizzati come i piccoli.

ma fare il contrario no?

[sIGPIC][/sIGPIC]

Some critics have complained that the 4C lacks luxury. To me, complaining about lack of luxury in a sports car is akin to complaining that a supermodel lacks a mustache.

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ok, se per fca si parlava di una nuova azienda, multinazionale, baricentro spostato verso altri mercati ecc. qui che si tratta dell'orgoglio del made in italy, come la mettiamo?*

*imho atteggiamento da condannare come i vari google o amazon che pagano le tasse in irlanda per esempio, tifo automobilistico ed antimarchionismo non c'entrano una fava

E' un atteggiamento da condannare* , ma continuo a chiedermi perchè i giornalisti per riempire i loro spazi debbano inventarsi le notizie (al 90% questa notizia è frutto di fantaeconomia alla macchinetta del caffè più che di notizie spifferate da insider..). Non sarebbe più proficuo un'inchiesta seria su quante tasse in meno pagherebbe fca dopo il cambio di sede fiscale/legale? (Magari rapportato al totale delle tasse pagate in italia, fra fiat group, stabilimenti, enti ammninistrativi, commerciali..)

Sarei molto più curioso di valutare delle cifre, invece che baloccarmi sul "mi ha detto mio cuggino che..". Vabbè.. ma c'è ancora l'ordine dei giornalisti?

*per quanto, se potessi sarei tentato di farlo anche io. Non tanto per risparmiare 4 soldi, ma per togliermi di dosso la costante sensazione di lavorare per mantenere un sistema marcio tarlato da burocrati e privilegiati atteggiantisi a vittime.

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