Vai al contenuto

Messaggi Raccomandati

Cita

Messaggio Aggiornato il 22/06/2016
Vai a fine messaggio



 

A seguito della mia seconda visita dell’ex stabilimento Bugatti di Campogalliano in maggio 2015 – questa volta con potente macchina fotografica al seguito – ritengo doveroso modificare questa mia discussione integrandola con foto migliori delle precedenti (scattate con uno smartphone…), più altre nuove.

In questo modo mi auguro che il lettore apprezzerà, ma soprattutto coglierà, ancora di più la magia di questo luogo, che non è solo una fabbrica abbandonata, ma LA fabbrica dove si produsse l’ultima vera Bugatti sanguigna e passionale, prima che un’altra Casa ne facesse di lei un mero sfoggio di tecnologia totalmente asettica, un robot “senz’anima”, in contrasto con colei che la precedette.

 

 

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

“Hic Sunt Leones”, tradotto letteralmente dal latino all’italiano significa “Qui ci sono i leoni”.

Si dice che questa locuzione fosse utilizzata sulle carte geografiche dagli antichi romani, in riferimento al territorio africano, non tanto riferendosi ai felini che abitano quelle terre, quanto per i popoli che si batterono strenuamente e ferocemente (come dei leoni, appunto) all’avanzata romanica.

Tornerò su questa frase alla fine…..

 

L’avventura della Bugatti Automobili S.P.A. è durata una batter di ciglia (1987-1995, anche se la commercializzazione della prima vettura - la EB110 - è avvenuta nel 1992), ma per chi ci ha lavorato, per coloro che hanno preso parte a questa realtà, questi anni sono sembrati un sogno.

Un sogno che hanno interrotto troppo presto e troppo bruscamente.

Quello che vedrete è ciò che rimane dell’ex impero di Artioli.

Iniziamo la visita!

 

 

Nulla fu lasciato al caso, nemmeno la toponomastica. Inoltre il paese di Campogalliano, in quel periodo, attuò un gemellaggio con la città di Molsheim (che il sindaco successivo al fallimento, cancellò):

 

1_zps7d10c213.jpg

 

 

L’insegna al di fuori della fabbrica troneggia, di un blu che ancor oggi non tende ad appassire:

 

LA2A2001_zpsvxfqolou.jpg

 

 

Per accedere all’interno bisognava citofonare, oppure inserire una tessera magnetica:

 

LA2A2002_zpsuhobyftx.jpg

 

 

L’edifico cilindrico, visto da lontano:

 

LA2A2004_zpsybeu9qsy.jpg

 

 

I clienti parcheggiavano la vettura in questo parcheggio (i dipendenti in un altro, sulla sinistra):

 

LA2A2006_zpsplohsvqt.jpg

LA2A2005_zpszgougjmp.jpg

 

 

E poi accedevano all’interno dell’edificio a forma di parallelepipedo, attraverso un ingresso ora sommerso dalla vegetazione:

 

LA2A2010_zps95ta0pus.jpg

 

 

Fotografia dell'epoca che mostra i due edifici e l'ingresso:

(IMMAGINE TRATTA DAL SITO: Benedini & Partners)

 

bugatti_5_zpst6faxtvu.jpg

 

 

La sbarra d’ingresso per chi accedeva con la vettura:

 

LA2A2007_zpsvqv2bulh.jpg

 

 

La sicurezza prima di tutto!:

 

LA2A2008_zpsjrweracz.jpg

 

 

Scorcio di fabbrica dalla collinetta:

 

LA2A2011_zps4rykrrhh.jpg

 

 

L’edificio a forma di parallelepipedo, sede della dirigenza:

 

LA2A2014_zpsctsw9mtb.jpg

 

 

Vialetto d’ingresso (poco dopo inizia il ciottolato bianco):

 

LA2A2015_zps29nsds0a.jpg

 

 

REPARTO DIRIGENZA e PROGETTAZIONE

 

Si entra da qua, l’uscita sul retro, quella da cui accedeva il personale la mattina:

 

LA2A2016_zpsyljnpamu.jpg

 

 

Questo è il punto in cui si congiungono i due edifici, quello cilindrico e quello a parallelepipedo:

 

LA2A2017_zpsmhuzq6uu.jpg

 

 

Hall principale, dove venivano accolti i visitatori:

 

LA2A2031_zpsphs4s0he.jpg

 

 

Ecco come si presenta l’ingresso principale, visto dall’interno:

 

LA2A2035_zpsqazaizev.jpg

 

 

Un tempo qui era presente il busto di Ettore Bugatti, prima che qualche delinquente lo rubasse:

 

LA2A2033_zpswzixmaft.jpg

 

 

La scrivania gestita dalle segretarie. Chissà quante chiamate sono passate da qui…Ecco ciò che rimane della strumentazione dell’epoca:

 

LA2A2042_zpsqeibg5kz.jpg

LA2A2040_zpsbtp1nvrj.jpg

LA2A2041_zpsyjeeiyse.jpg

 

 

A fianco è ancora presente la bandiera del Giappone, ricordo della presentazione della EB110 nel Pese del Sol Levante nel 1993:

 

LA2A2037_zpsdxus5fz8.jpg

 

 

Vista panoramica della main hall (i lampadari sono una chicca):

 

LA2A2048_zpsvu8cgsyc.jpg

 

 

Fotografia dell'epoca che mostra la main hall:

(IMMAGINE TRATTA DAL SITO: Benedini & Partners)

 

bugatti_4_zps8vl1jfqw.jpg

 

 

Sala riunioni:

 

LA2A2036_zpsaomicmir.jpg

LA2A2047_zpsbf1wjuqj.jpg

 

 

Piccola salettina sul retro (non so cosa ci fosse…):

 

LA2A2046_zps83ih2xfg.jpg

 

 

Locale allarme:

 

WP_20150509_011_zpstgntt7ed.jpg

 

 

Sulla sinistra (dalla hall) si accede a quello che era il salone dei ricevimenti e dei grandi eventi, come presentazione di nuove vetture e cene di gala. Mi dispiace non aver scattato una foto migliore con il grandangolo, perché questo salone, da solo, “vale il prezzo del biglietto” da tanto è magnificente:

 

LA2A2029_zpszxfzzfql.jpg

 

 

Vi sono ancora affissi i manifesti dell’epoca, che raffigurano alcuni prodotti del brand “Creazioni Ettore Bugatti”, come il profumo Bugatti, gli occhiali da sole, lo spumante, i servizi da tè e caffè, ecc.:

 

LA2A2021_zpsnjm1ysgp.jpg

 

 

Da notare lo stile grandioso del soffitto, disegnato dall’architetto Benedini ispirandosi ai cerchi di una Bugatti Type 59. Mai visto niente di così grandioso:

 

LA2A2020_zpsf4uqjhak.jpg

 

 

In un angolo sono ancora presenti tazzine di caffè, presumibilmente risalenti all’ultimo evento qui svolto:

 

LA2A2022_zpsilujpwsa.jpg

 

 

Per salire al primo e al secondo piano si utilizzavano gli ascensori:

 

LA2A2032_zps9eddmcfv.jpg

 

 

1° PIANO

 

Salite le scale, ci ritroviamo al primo piano. Quella che vedrete era la sede creativa e progettuale della Bugatti. Qua gli ingegneri progettarono la leggendaria EB110 e la splendida EB112.

L’accesso era consentito solo al personale autorizzato:

 

LA2A2054_zps0glad6kh.jpg

 

 

Una volta ottenuta l’autorizzazione, si sarebbero aperte le porte:

 

LA2A2052_zpsy0ngvowu.jpg

 

 

E si sarebbe acceduti a questa stanza. Magnifica:

 

LA2A2057_zpsluk5kvvq.jpg

 

 

Fotografia dell'epoca che mostra uno scorcio di sala, con i tecnici al lavoro:

(IMMAGINE TRATTA DAL SITO: Benedini & Partners)

 

1309-2_zpsqcslsjty.jpg

 

 

Un po’ di preistoria informatica, d’altronde si parla di primi anni ’90…:

 

LA2A2055_zpsetd2s9ox.jpg

 

 

Il corridoio del primo piano, che unisce i due edifici:

 

LA2A2058_zpsqmjeeqtl.jpg

 

 

Anche qui, tecnologia preistorica non meglio identificata (elaboratori, presumo):

 

LA2A2059_zpsbu4z8mbm.jpg

 

 

Armadi, armadi, nient’altro che armadi. Le pareti sono gli armadi stessi. Non potevo misurarli, ma ad occhio e croce sono alti almeno 3,50m, il che obbligava ad utilizzare scalette metalliche per accedere ai ripiani più alti. Sinceramente non comprendo l’esigenza di tutto questo spazio a disposizione.

Un tempo, tra un armadio e l’altro, c’erano bellissimi disegni raffiguranti Bugatti del passato e altri stilemi Bugatti, ora sono totalmente spoglie.:

 

LA2A2045_zpsggbxjgjy.jpg

LA2A2060_zpsywe5bbde.jpg

LA2A2061_zpsmkiqqfyc.jpg

LA2A2069_zpskyzon7en.jpg

LA2A2062_zpsxlknwgei.jpg

LA2A2063_zpsgkkr5fjr.jpg

 

 

Tutto il contenuto di questi armadi venne portato via dopo il fallimento, tranne questi faldoni.

In essi sono contenuti tutti gli ordini effettuati dall'azienda tra il 1988 e il 1991:

 

LA2A2083_zpsv8gi15jk.jpg

 

 

Il bagno al primo piano.

L'ingresso porta i segni inequivocabili del sisma che colpì l'Emilia-Romagna nel 2012...:

 

LA2A2049_zpsjsr6vwbp.jpg

 

LA2A2051_zpsenm7srbr.jpg

 

 

Lattine "vintage" al suo interno, bevute in uno degli ultimi momenti di pausa al lavoro:

 

LA2A2050_zpskvqu7xyi.jpg

 

 

2° PIANO

 

Ecco la sala progettazione al secondo piano. Purtroppo la copertura del tetto è degradata dal tempo e dall'usura, con i conseguenti effetti. Davvero un peccato lasciarla così....:

 

LA2A2073_zpsnal3ksb9.jpg

 

 

...vedendo come era all'epoca:

(IMMAGINE TRATTA DAL SITO: Benedini & Partners)

 

bugatti_9_zpsdazkdcgp.jpg

 

 

Il corridoio del secondo piano:

 

LA2A2076_zpsndjqlkpa.jpg

 

 

I bellissimi oblò che illuminano il locale. E' anche da scelte come queste che questo stabilimento fu definito "il più bello stabilimento automobilistico della sue epoca":

 

LA2A2078_zpsccuzh1jl.jpg

 

 

Dettaglio:

 

LA2A2077_zpsfyzrup8u.jpg

 

 

Grande stanza, presumibilmente luogo di alcuni vertici dirigenziali:

 

LA2A2066_zps53ojqx3l.jpg

 

 

Un luogo magico, il prossimo.

 

 

La sede dell'ufficio del Presidente, Romano Artioli:

 

LA2A2070_zpsyxenzqcw.jpg

 

 

Ecco come appariva l'ufficio del presiedente a chi solcava la soglia d'ingresso (da notare il vaso con la pianta, tutt'ora presente nel medesimo punto):

(IMMAGINE TRATTA DAL SITO: Benedini & Partners)

 

bugatti_8_zpszhx7uj90.jpg

 

 

La stanza comunicante:

 

LA2A2071_zps5u2efo9x.jpg

 

 

Questa era la saletta dedicata, probabilmente, ai meeting con i clienti e i soci.

Eccola in una foto dell'epoca, con protagonista il Presidente Artioli:

 

Bugatti-CEO-Romano-Artioli_zpsrfcl5uas.jpg

 

 

Vista d'insieme dei due locali:

 

LA2A2072_zpslcm0f1yy.jpg

 

 

Fotografia dell'epoca che mostra le due stanze.

(IMMAGINE TRATTA DAL SITO: Benedini & Partners)

 

bugatti_13_zpszzzgrrio.jpg

 

 

Avviso che ormai non viene più rispettato.....:

 

LA2A2074_zps5ukovrfb.jpg

 

 

La fabbrica vista dall'alto del tetto:

 

LA2A2079_zpsnqyf0fss.jpg

 

 

Porzione di pista di prova:

 

LA2A2080_zpsqcqqbgui.jpg

 

 

Ma ora scendiamo ed usciamo, per dirigerci all'edificio che sta di fronte, ovvero il reparto di prova motori e trasmissione.

 

 

 

REPARTO PROVE MOTORI, TRASMISSIONE ED EMISSIONI

 

 

Vista dei due edifici.

Nello specifico, quello color blu di Francia era il reparto delle prove motori, mentre quello bianco era il reparto dedito a trasmissione ed emissioni.

 

LA2A2084_zpsh7mojbus.jpg

 

 

Tutti i reparti avevano un nome e un numero di riferimento. In questo caso PM4 significa "Prove Motori 4":

 

LA2A2088_zpszygvugps.jpg

 

 

Iniziamo proprio da questo reparto.

Qui dentro venivano testati i motori in ogni modo possibile (celebri i test di durata che duravano giorni e giorni):

 

LA2A2138_zpsvtx0wsnn.jpg

 

LA2A2142_zpsklvyqjpm.jpg

 

 

Interno sala

(N.B.: purtroppo non disponevo del flash per la macchina fotografica, così sono dovuto ricorrere al cellulare in questi reparti):

 

18_zps84e2c86b.jpg

 

WP_20150509_006_zpse1mznfgm.jpg

 

WP_20150509_007_zps8yy5jwmo.jpg

 

 

Quel che resta dei cavi all'esterno....:

 

19_zps8cd7d874.jpg

 

 

Altro reparto PM:

 

LA2A2137_zpsqzfbugc0.jpg

 

Stesso locale, all'epoca. Qui eravamo ad inizio 1991, con la EB110 prototipo ancora con le linee di Gandini:

 

 

 

72_zpseghwq1ej.jpg

 

 

Spostiamoci nell'edificio adiacente.

Subito incontriamo il Laboratorio Emissioni:

 

LA2A2139_zps0nwaof6g.jpg

 

 

Vista della sala con le apparecchiature dedicate:

 

LA2A2141_zpssmmoxlty.jpg

 

 

Ciò che rimane delle apparecchiature dell'epoca:

 

LA2A2140_zpshmzd3r7q.jpg

 

 

Interno sala, dove c'era il banco su rulli:

 

LA2A2136_zpsgp0lfgfj.jpg

 

 

Relazione su scarichi sperimentali:

 

LA2A2130_zpsqf4lacaw.jpg

 

 

Sala parecchio "ingolfata" di lamiere, condutture e tubi:

 

LA2A2133_zpskfrptuyg.jpg

 

LA2A2131_zpsfsvtcv1z.jpg

 

LA2A2132_zpstbpy1ayy.jpg

 

 

Taniche Bugatti. Chissà cosa contenevano...:

 

LA2A2143_zpsacssjfds.jpg

 

 

Taniche "sponsor" della ELF, utilizzate per indicare il percorso da seguire all'esterno dello stabilimento:

 

24_zps4bf7417a.jpg

 

 

Un po’ di foto dell’esterno.

Su questa parete c’erano gli sponsor e il grande logo Bugatti.

Era anche lo sfondo prediletto delle foto scattate per la presentazione delle vetture e di quelle consegnate ai clienti (ad esempio la EB100 SS gialla consegnata a Michael Schumacher):

 

LA2A2087_zpsmldnnzyg.jpg

 

 

Alcuni tra i fornitori "sponsor":

 

LA2A2085_zpsxigigthj.jpg

 

 

E quel che rimane del logo, che a differenza di quanto si potrebbe pensare, non si è scolorito né è venuto via. E’ stato semplicemente coperto da un grande adesivo di colore blu, su volontà del curatore fallimentare.

Ma sta inesorabilmente riemergendo….:

 

LA2A2086_zpswp1b0rva.jpg

 

 

Un paio di foto dell'epoca, scattate davanti a questo edificio:

 

bugatti_7_zps0lwwbio7.jpg

 

schummy-forocoches-com_zps7jm5xo5i.jpg

 

 

Ed infine, dirigiamoci verso l'ultimo edificio, i capannoni dove si assemblava la EB110.

 

 

 

REPARTO PRODUZIONE, ASSEMBLAGGIO ED ESPERIENZA

 

 

Reparto Produzione 2 e 3:

 

LA2A2089_zpsfiksoxc9.jpg

 

 

Carrellata dell'interno del Reparto di Produzione:

 

LA2A2090_zpspte1cooi.jpg

 

 

Foto dell'epoca del reparto:

 

bugatti_factory_windows_copy_zpswbvtlp3x.jpg

 

eb110_engine_shop_full_copy_zpsirtcrif0.jpg

 

 

Sempre Reparto Produzione:

 

LA2A2091_zps04ezaxob.jpg

 

LA2A2092_zpsfqhr0vel.jpg

 

Parte dell'unico macchinario rimasto:

 

 

LA2A2093_zpskzbaec79.jpg

 

 

Quadro di controllo:

 

LA2A2094_zps0f1giu6u.jpg

 

 

Qui c'era il resto:

 

LA2A2096_zpsnglge7fp.jpg

 

LA2A2099_zpsqgqx80nd.jpg

 

 

Come si può notare in questa rara foto dei tempi:

 

eb110_machine_row_copy_zpsnu8dglze.jpg

 

 

Lampada di ispezione delle vetture. Sono ancora tutte qui:

 

LA2A2102_zpstjqt2pj9.jpg

 

 

Questo non saprei dire a cosa servisse (colonnina dell'acqua per gli operai?):

 

LA2A2095_zpsbbibcldr.jpg

 

 

Grandangolo dei due reparti produttivi appena visti:

 

LA2A2101_zps5tcbtj6p.jpg

 

LA2A2100_zpso08y769i.jpg

 

 

Locale magazzino, vuoto:

 

LA2A2103_zps7psqsck2.jpg

 

 

Il reparto Esperienza, dove si mettevano a frutto nuove idee applicate all'auto:

 

LA2A2104_zpszjgd7ppv.jpg

 

 

Immagini che fanno male...

Archivio Esperienza:

 

LA2A2120_zpsoezzbfy6.jpg

 

 

 

Innumerevoli disegni tecnici della EB110 e EB112 alla rinfusa:

 

LA2A2116_zpsv0sjlx6b.jpg

 

LA2A2118_zpsmwghm65e.jpg

 

LA2A2117_zpsf9e7ojea.jpg

 

 

Altri faldoni, trattati come fossero carta straccia:

 

LA2A2112_zpssgtmy3nq.jpg

 

LA2A2115_zpssjj4yyg1.jpg

 

LA2A2113_zpsyq8pjhtg.jpg

 

 

Nella stanza a fianco sono presenti quadri elettrici e condotti vari:

 

LA2A2111_zpsq7xq58uo.jpg

 

 

Reparto verniciatura (anche se le scocche arrivavano già verniciate, che sappia io da Bra (con)...):

 

LA2A2121_zpsmjvn29zb.jpg

 

 

Qui venivano posizionati i contenitori con i pezzi delle vetture:

 

LA2A2106_zpsp0mc5ajw.jpg

 

 

I bagni del reparto produzione ed esperienza:

 

LA2A2124_zps22zbipo2.jpg

 

 

SM 13. Sviluppo Motori 13?

 

LA2A2110_zps0wfixh8w.jpg

 

 

Altro magazzino. Non so che pezzi siano quelli sopra gli scaffali:

 

 

LA2A2123_zpsadxrs3fq.jpg

 

 

In fondo la porta per accedere alla mensa, comune a operai e dirigenti.

La scalinata per accedervi:

 

LA2A2126_zpscucsvx5e.jpg

 

 

Due raffigurazioni presenti in sala mensa. Anche qui automobili!:

 

 

LA2A2127_zpsb9yecn7y.jpg

 

 

Qualche foto dell'esterno.

I capannoni mostravano con fierezza e una certa ridondanza il logo di Ettore Bugatti:

 

LA2A2145_zps1cnpti4t.jpg

 

 

Qui si univano i due reparti, produzione ed esperienza (il primo, sulla destra, presente fin dalla nascita dello stabilimento, il secondo costruito in un secondo momento):

 

 

LA2A2129_zpsxkh0ogcj.jpg

 

 

Da più lontano:

 

LA2A2147_zpsa1dmcofe.jpg

 

 

Due reparti diversi sia nelle lavorazioni che nell'architettura:

 

LA2A2146_zpsvobztxfu.jpg

 

 

L'edificio circolare della progettazione visto da dietro:

 

 

LA2A2148_zpsbacdhubq.jpg

 

 

Ingresso sul retro, da cui si accedeva direttamente ai reparti produttivi (presumo che i camion passassero da qui).

      La scritta "Bugatti Automobili" era identica a quella sul davanti, ma negli anni è stata rubata lettera per lettera....:

 

LA2A1995_zpsn8zditek.jpg

 

LA2A1996_zpspievl7zh.jpg

 

LA2A1997_zpsfqy3ln5z.jpg

 

 

 

Ed ora, per concludere, immagini che accrescono ulteriormente la nostalgia.

Questo foto sono il ritratto della quotidianità di una delle aziende più speciali della propria epoca.

Una quotidianità spezzata all’improvviso, come un ciclone che si porta via tutto, lasciando solo misere macerie.

 

 

Un quadernetto sulla scrivania d'ingresso con le chiamate da effettuare in tale giornata. L’ultima data riportata risale al luglio del 1995 (l'inizio della fine, potremmo dire). Questa pagina è invece datata 07/03/1995:

 

34_zps033cac0d.jpg

 

 

Il quaderno con il riepilogo delle chiamate ricevute e passate in quella giornata (questa pagina specifica è relativa ad un giorno di febbraio 1995):

 

LA2A2144_zps2vvppmcd.jpg

 

 

Quadernetto raccoglitore con gli ultimi veri Campioni della F1:

 

LA2A2038_zpsva66nv1k.jpg

 

 

Il foglio di una comunicazione interna, diramato e firmato dall’architetto Benedini in persona:

 

35_zps9a4969f3.jpg

 

 

Una raccomandata e un blocchetto di fatture:

 

36_zpsd74bf0c5.jpg

 

 

Una chicca. Questo poster riepiloga le relazioni e il tipo di relazioni tra le maggiori case automobilistiche nel 1991:

 

LA2A2068_zpslg5bavnk.jpg

 

 

Un calendario del 1993, ancora affisso in un ufficio della dirigenza. Su tutto, spiccano i giorni di prova a Nardò. Dopo quelle prove la Bugatti EB110 si fregiò del titolo di “Auto più veloce al mondo”, con le stratosferiche velocità di 342 km/h per la versione GT e di 351 km/h per la versione SS, poco tempo dopo:

 

LA2A2065_zpshgri2ngf.jpg

 

 

Una comunicazione interna, presente nei faldoni lasciati in dirigenza. Nella fattispecie, si parlava degli snodi delle sospensioni:

 

LA2A2081_zps5dgswfqw.jpg

 

 

Un foglio nel reparto assemblaggio con il riepilogo dei numeri interni di tutti i dipendenti dell'azienda al 10/04/1995:

 

LA2A2098_zps9nv0bqrn.jpg

 

 

La pubblicità di un’agenzia di viaggi (tutt’ora esistente) in cui si proponeva una vacanza in Giordania:

 

LA2A2128_zpsbmahg3gk.jpg

 

 

Una “Gazzetta dello sport” dell’11/09/1995 (pochi giorni prima della bancarotta):

 

39_zps74350141.jpg

 

 

Un autentico PEZZO DA MUSEO.

La porta originale della prima fabbrica Bugatti fondata a Molsheim da Ettore Bugatti.

 

Molsheim 1909 - Campogalliano 1990

 

E' posta in fondo alla scalinata che conduce alla sala mensa.

Viene da piangere solo a vederla......Pensare cosa voleva rappresentare e sapere com'è andata a finire....

 

 

LA2A2125_zps0r2xgjtf.jpg

 

 

Fax inviato il 22 settembre 1995

 

Chissà quanti pensieri si affollavano nella mente di una persona che stava vedendo trasformarsi il proprio sogna divenuto realtà sprofondare in un incubo...

Comunque siano successe certe cose, rimane la nostalgia per qualcosa che era e non è più potuto essere, in un'epoca che era e non sarà più.

 

602bf033-9e0a-497b-94ff-086200c64c51_zps

 

 

Ed infine la foto più triste ma forse, paradossalmente, più significativa ed emozionante di tutte.

Ricordate la frase con cui ho iniziato il “tour virtuale” e con cui ho detto che avrei concluso?

 

40_zps07bdbba3.jpg

 

 

Eccola.

Una pagina di un calendario, risalente al settembre del 1995.

E sulla data del 23 settembre, cerchiata in blu (un blu ormai scolorito dal tempo ma ancora presente), qualcuno scrisse: HIC SUNT LEONES

Qui ci sono i leoni.

Leoni che hanno vissuto un sogno e che hanno combattuto per mantenerlo in vita. Come gli Africani durante l’invasione delle loro terre da parte dei Romani.

In entrambi i casi, sappiamo com’è andata a finire.

L’importante però, anche se l’avversario è più grosso e forte di te e non hai scampo, è combattere come un leone, per non essere mai dimenticato.

 

Bugatti Automobili S.P.A. fallì ufficialmente il 23 settembre 1995.

 

Con lei se ne andò il sogno di un visionario diventato il sogno comune delle 240 persone che ivi lavorarono.

E con lei se ne andò anche una parte di automobilismo Italiano, sanguigno, passionale e insuperabile, che troppo spesso - oggi - possiamo solo ricordare.

 

 

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

 

Qualche riferimento a pagine e video

 

 

Il miglior sito dedicato alla Bugatti Automobili SpA. Foto dell'epoca, registro di tutte le auto vendute (con relative foto) e dei prototipi. Un appassionato non può trovare niente di meglio!

 

The Bugatti EB110 Registry

 

 

Bellissimo documento dal titolo "Bugatti in Italia". Tutto da leggere, ma la parte che più interessa a noi inizia a pagina 28.

PDF da scaricare dal sito dell'AISA - Associazione Italiana per la Storia dell'Automobile

 

AISA - Associazione Italiana per la storia dell?Automobile

 

 

Video dell'epoca, realizzato all'incirca nel 1993/1994, molto interessante perchè mostra uno spaccato di realtà dell'azienda:

 

 

 

Video sulla Bugatti di Artioli, con interviste al Presidente, al collaudatore Bicocchi e al Capo Progettista iniziale della EB110, Stanzani.

Una gemma rara e preziosa, di quella che può considerarsi a tutti gli effetti una delle più belle avventure automobilistiche di ogni epoca:

 


 

Video realizzato nel maggio 2014 dal collezionista, broker e venditore svizzero Kidston, con interviste importanti (Artioli, Bicocchi, Sighinolfi, Trombi, Pavesi), due EB110, una GT e una SS, più qualche spezzone di filmato d'epoca:

 

 

 

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

 

Per coloro che volessero visitare come me questo autentico "tempio" dell'automobilismo,

ecco nome e numero di telefono del custode dello stabile (su richiesta esplicita dello stesso):

 

EZIO - 338 9313173

 

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

 

ALTRE NOTIZIE, APPROFONDIMENTI, OPINIONI E TESTIMONIANZE, SEGUIRANNO NELLE PAGINE SUCCESSIVE !

 

 

GRAZIE A TUTTI PER LA LETTURA E IL CONTRIBUTO.

 

Modificato da the_gallas27

Condividi questo messaggio


Link diretto a questo messaggio
Condividi su altri Social

Grazie per le emozioni che ci hai regalato, pur vuota in quella fabbrica pulsa sempre passione.

  • Like! 1

Condividi questo messaggio


Link diretto a questo messaggio
Condividi su altri Social

:clap:clap

Per curiosità, come ci sono finiti dei giornali abbastanza recenti (uno parla del terremoto del 2012) lì dentro?

Altra curiosità, le zone sono state completamente svuotate? Non c'è neanche una carrozzeria abbandonata o qualcosa del genere?

Condividi questo messaggio


Link diretto a questo messaggio
Condividi su altri Social
Grazie per le emozioni che ci hai regalato, pur vuota in quella fabbrica pulsa sempre passione.

Frase verissima. Grazie dell'apprezzamento!

:clap:clap

Per curiosità, come ci sono finiti dei giornali abbastanza recenti (uno parla del terremoto del 2012) lì dentro?

Altra curiosità, le zone sono state completamente svuotate? Non c'è neanche una carrozzeria abbandonata o qualcosa del genere?

I giornali sono li perchè c'è ancora il custode dello stabilimento (lo stesso dal 1990 ad oggi) che lo "mantiene in vita". I giornali deve averli portati lui, magari per dei lavoretti o soltanto per leggerli.

Si, tutto svuotato.

I progetti e gran parte dei disegni tecnici della EB110 sono stati portati via da Jean-Marc Borel, il co-fondatore di Bugatti Automobili e il fondatore della B.Engineering che sorge lì a fianco. In tal modo possono riparare le varie EB110 in giro per il mondo senza problemi.

Anche i macchinari sono stati portati via, ma chissà dove sono finiti...

  • Like! 1

Condividi questo messaggio


Link diretto a questo messaggio
Condividi su altri Social

Ho perso il conto delle volte che sono passato davanti alla "Bugatti di Campogalliano" fin da quando bambino andavo in trentino con i genitori fino ad oggi che ci torno spesso d'estate in moto... Nei primi anni '90 faceva effetto passare davanti a quel monumento di stile che era la fabbrica.... ancora oggi in buonissime condizioni per altro. Su un numero di RuoteClassiche dello scorso anno mi pare, c'era un'intervista fatta ad un ex dipendente che diceva che nessuno in azienda si aspettava il fallimento, che l'azienda pagava regolarmente tutti fornitori e anche dopo il fallimento tutti ricevettero ogni singola lira che gli spettava. Tra l'altro ai tempi Artioli era una potenza, oltre a Bugatti era proprietario anche di Lotus e (se no sbaglio) furono ingenieri italiani a progettare il telaio della Elise... è molto sospetto come questo imprenditore sia caduto in disgrazia... mah.. Oltre al grande rammarico che fà vedere l'ennesimo posto dove si dava lavoro (dopo Arese, Desio, Lambrate, Chivasso, ecc) che è diventato un cimitero industriale...

Condividi questo messaggio


Link diretto a questo messaggio
Condividi su altri Social
Ho perso il conto delle volte che sono passato davanti alla "Bugatti di Campogalliano" fin da quando bambino andavo in trentino con i genitori fino ad oggi che ci torno spesso d'estate in moto... Nei primi anni '90 faceva effetto passare davanti a quel monumento di stile che era la fabbrica.... ancora oggi in buonissime condizioni per altro. Su un numero di RuoteClassiche dello scorso anno mi pare, c'era un'intervista fatta ad un ex dipendente che diceva che nessuno in azienda si aspettava il fallimento, che l'azienda pagava regolarmente tutti fornitori e anche dopo il fallimento tutti ricevettero ogni singola lira che gli spettava. Tra l'altro ai tempi Artioli era una potenza, oltre a Bugatti era proprietario anche di Lotus e (se no sbaglio) furono ingenieri italiani a progettare il telaio della Elise... è molto sospetto come questo imprenditore sia caduto in disgrazia... mah.. Oltre al grande rammarico che fà vedere l'ennesimo posto dove si dava lavoro (dopo Arese, Desio, Lambrate, Chivasso, ecc) che è diventato un cimitero industriale...

Diciamo che Bugatti, con la super-sportiva più veloce al mondo EB110 e con la ammiraglia più veloce al mondo EB112 (stroncata poco prima che nascesse), stava iniziando a dare fastidio.

Forse fin troppo fastidio....

Condividi questo messaggio


Link diretto a questo messaggio
Condividi su altri Social

E' un vortice di emozioni e sensazioni vedere immagini di questo tipo, di qualunque tipo di archeologia industriale si tratti. Certo è però che quando si tratta di automobili la passione prende il sopravvento su tutte le altre emozioni; se poi si tratta di automobili appartenenti al limbo della leggenda le emozioni diventano veramente forti.

Peccato, purtroppo è uno scenario malinconico. Ma anche una tangibile testimonianza della maestria tutta italica nel fare un certo tipo di automobili, che è seconda a nessuno.

  • Like! 1

Condividi questo messaggio


Link diretto a questo messaggio
Condividi su altri Social

Ti voglio ringraziare, spesso ci passo davanti e sempre ho avuto la curiosità di sbirciarci dentro.

Ho dei libri a riguardo, ma vederla ora è diverso.

Tra l'altro avevo letto che era stata venduta e avrebbe dovuto sorgere un centro commerciale, evidentemente la crisi si è fatta sentire.

Del resto è una struttura difficilmente riconvertibile.

Ps mi piange il cuore anche a guardare l'area ex DeTomaso in viale virgilio a Modena, è su tutti i siti di aste fallimentari e ogni giorno è in uno stato peggiore...

Condividi questo messaggio


Link diretto a questo messaggio
Condividi su altri Social
Diciamo che Bugatti, con la super-sportiva più veloce al mondo EB110 e con la ammiraglia più veloce al mondo EB112 (stroncata poco prima che nascesse), stava iniziando a dare fastidio.

Forse fin troppo fastidio....

Difatti si è sempre mormorato che qualcuno un zona avesse deciso che quell'azienda non doveva continuare a progettare e vendere.

Chissà cosa sarebbe oggi...

Condividi questo messaggio


Link diretto a questo messaggio
Condividi su altri Social

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere iscritto per commentare e visualizzare le sezioni protette!

Crea un account

Iscriviti nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

  • Contenuti simili

    • Da Beckervdo
      Il W16 sarà presto sostituito secondo le dichiarazioni del CEO Winkelmann. Nato dall'unione di due W8 Volkswagen, o se vogliamo un mezzo W8 + un W12, ha una gestazione molto travagliata.
      All'inizio 3 bancate, 6 cilindri, per realizzare il propulsore aspirato W18 (18 cilindri) da 6.3 litri che muove la Concept Bugatti Chiron 18/3. Poco meno di 600 CV sono pochi.
      4 bancate da 4 cilindri suonano meglio, ecco apparire la Concept Bugatti Veyron 16/4, spinta da un W16 da 8.0 litri sovralimentato con quattro turbocompressori single scroll.
      Si parte con 735 kW o se vogliamo 1001 CV. Per poi salire a circa 1200 CV con la Veyron SuperSport.
       
      Parentesi diversa con la Bugatti 16C Galibier Concept, dove il W16 rinuncia ai 4 turbocompressori per averne due di tipo TwinScroll. La potenza scende a "soli" 800 CV, ma ora il W16 può girare anche a Bioetanolo. 
       
      Rivoluzione ancora per il W16 della Chiron e della Divo.
      I turbocompressori sono sempre 4, ma sono in sovralimentazione bistadio, quindi un turbocompressore lavora a cascata dell'altro. In questo modo si riduce molto il turbolag ed ogni sistema turbosovralimentatore serve 8 cilindri. Inoltre guadagna la doppia iniezione (diretta + indiretta) per le normative anti-inquinamento Euro6d-Temp.
      La potenza cresce fino a 1500 CV (+50% rispetto alla Veyron d'origine) e la coppia è di 1600 Nm. 
       
      Secondo le parole del CEO Winkelmann, Bugatti darà il canto del cigno al W16 con una potenza che potrebbe avvicinarsi pericolosamente ai 1470 kW....2000 CV. Con cosa verrà sostituito? Magari con un W12 ed un bel sistema elettrico a supporto, così da avere una hypercar ibrida.
      Nei piani di Bugatti c'è anche una halo car completamente elettrica, che sarà sviluppata con l'aiuto della casa Balcanica, RIMAC.
       
       
    • Da Beckervdo
      Serie limitata a 40 esemplari per la Bugatti Divo che, pur essendo basata sulla Chiron, ha oltre il 90% di componenti riprogettati per migliorare la dinamica di guida.
      Il telaio frontale è completamente nuovo ed è sottolineato dal nuovo muso frontale che mantiene la tradizionale griglia Bugatti riducendo al contempo l'area della sezione trasversale della Divo. 
      La nuova forma dei fari ad orientamento verticale, con le prese d'aria aggiunte che migliorano anche il flusso d'aria per il raffreddamento è il segno distintivo della Divo. E non possiamo dimenticare il grande spoiler anteriore, che è parte integrante del nuovo pacchetto aerodinamico della Divo.
      Il nuovo tetto, progettato per formare una presa NACA per convogliare meglio l'aria al massiccio motore W16 della Divo. 
      Un nuovo spoiler attivo si trova sul retro - circa il 23 percento più largo dell'ala del Chiron - che può funzionare anche come aerofreno. 
      Un nuovo diffusore posteriore aiuta la Divo ad aderire alla strada, cosa che può fare fino ad una forza laterale di 1,6 G. Tutti i nuovi cambiamenti aerodinamici aggiungono fino a 90 chilogrammi (198 libbre) di carico aerodinamico aggiuntivo rispetto alla Chiron, mentre forniscono anche un migliore raffreddamento per il motore e i freni. Non male.
      Bugatti rimuove un materiale fonoassorbente e aggiunge una copertura intercooler in fibra di carbonio e cerchi più leggeri. I vani portaoggetti nell'abitacolo vengono rimossi ed uno stereo meno complicato sostituisce l'unità di serie. La perdita di massa non è molta, solo 35 kg (77 libbre) dalla massa approssimativa di Chiron di 1,996 kg (4.400 lb). Comunque, è un piccolo aiuto.
      E l'aiuto lo fa. Bugatti afferma che la Divo può affrontare il test di Nardò otto secondi più veloce della Chiron. Questo è interamente merito dei cambiamenti aerodinamici, perché il motore W16 della Divo rimane intatto a 1.500 cavalli. Tuttavia, il carico aerodinamico ha un costo di pura velocità, ed è piuttosto significativo. La Divo rinuncia alla speciale modalità di velocità massima del Chiron, e le modifiche aerodinamiche limitano l'hypercar a soli  380 km / h.
       Non commettere errori - è ancora follemente veloce, ma è ben lontano dalla velocità elettronicamente limitata della Chiron di 420 km / h (261 mph).
       
      La Bugatti Divo è costosa. Ci vorranno non meno di € 5 milioni ($ 5,8 milioni) per metterne una nel tuo garage ed inoltre solo 40 esemplari verranno realizzati. Sfortuna vuole che siano stati tutti venduti.
      Fonte: Bugatti
       
       
       
       
      Foto LIVE Monterey


       


       
       
      Press Stampa tradotta con traduttore.
       
       
      Topic Spy -> https://www.autopareri.com/forums/topic/65425-bugatti-chiron-divo-2018-teaser
       
    • Da crabble
      http://www.dday.it/redazione/21637/nella-fabbrica-delle-meraviglie-ford-dove-la-tecnologia-incontra-luomo-wip-mancano-mini-video
×

Important Information

By using this site, you agree to our Terms of Use.