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Dall’Europa dazi fino al 38,1% su tre marchi di auto elettriche cinesi, del 21% sugli altri

I dazi individuali che la Commissione europea intende applicare ai tre produttori cinesi del campione saranno del 17,4% per la società BYD, del 20% per la società Geely e del 38,1% per la società SAIC

«Gli altri produttori cinesi di auto elettriche, che hanno collaborato all’inchiesta ma non sono stati inseriti nel campione, saranno soggetti al seguente dazio medio ponderato del 21%»

 

https://www.ilsole24ore.com/art/ft-dall-europa-dazi-25percento-auto-elettriche-cinese-AGeE1xW

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  • j changed the title to Dazi UE sulle auto cinesi
5 minuti fa, KimKardashian scrive:

Non mi è chiaro, quindi BYD paga dazio del 17% e gli altri (come Chery o Dongfeng) ne pagano il 21% ? 

 

Esattamente, i 3 hanno dazi specifici, per gli altri tutti al 21%

 

Io vorrei capire se Geely significa anche Volvo, Smart e Lotus

Edited by j

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5 minuti fa, KimKardashian scrive:

Non mi è chiaro, quindi BYD paga dazio del 17% e gli altri (come Chery o Dongfeng) ne pagano il 21% ? 

Non è chiaro neppure a me. Immagino che abbia collaborato all'indagine e dimostrato che riceve meno sussidi degli altri. Non mi è chiaro neppure se i produttori europei che importano dalla Cina pagheranno più dazi

Ue deciderà più avanti se dazi auto Cina saranno retroattivi

BRUXELLES, 12 giugno (Reuters) - L'Unione europea deciderà più avanti, in un secondo tempo, se applicare anche in maniera retroattiva l'aumento dai dazi varato oggi sulle importazioni di auto elettriche dalla Cina.

Lo riferisce un funzionario comunitario.

La tassazione è stata innalzata fino a 38,1%

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33 minuti fa, j scrive:

 

Esattamente, i 3 hanno dazi specifici, per gli altri tutti al 21%

 

Io vorrei capire se Geely significa anche Volvo, Smart e Lotus

Ma infatti questi di mercato ne sanno poco; tutte le aziende europee hanno partecipazioni cinesi più o meno grandi e molti marchi sono praticamente cinesi. Se in un mercato libero devi mettere i dazi vuol dire che c'è più di qualcosa che non funziona...

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48 minuti fa, KimKardashian scrive:

Non mi è chiaro, quindi BYD paga dazio del 17% e gli altri (come Chery o Dongfeng) ne pagano il 21% ? 

 

Si, questo e il piano.

 

 

 

43 minuti fa, j scrive:

 

Esattamente, i 3 hanno dazi specifici, per gli altri tutti al 21%

 

Io vorrei capire se Geely significa anche Volvo, Smart e Lotus

 

Si. Non solo Geely, anche BMW per le Mini e iX3, VW per la Tavascan ecc.

 

 

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Quindi, dal momento che le nostre auto costano troppo, qual è la risposta? Alzare i prezzi di quelle che costano poco!

Possibilmente, andando anche a impattare buona parte della filiera automotive europea.

Ah, e ovviamente tutto ciò andando a pestare i piedi al player manufatturiero più potente al mondo.

 

Non vedo cosa potrebbe mai andare storto

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6 minuti fa, parish scrive:

qual è la risposta?

 

fare prodotti migliori rispetto i cinesi per quelli i clienti sono disposti dii pagare prezzi piu alti - si chiama competizione. Protezione e regolazione statale non vince mai alla fine.

 

 

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Bruxelles conferma le indiscrezioni del Financial Times e tira dritta – nonostante gli alert di Berlino che teme l’inasprirsi di una guerra commerciale – con le tariffe per le quattro ruote a batteria made in China. La motivazione? Il fatto che ricevano sussidi statali che consentono a questi veicoli di giocare un campionato con regole diverse da quelle di competitor europei, con evidenti vantaggi nei listini. L’anno scorso, calcola Rhodium Group, la Cina ha esportato auto elettriche nell’Ue per 10 miliardi di euro, raddoppiando la quota di mercato all’8%. Ancor più drastiche le stime europee emerse a margine dei lavori, con il rischio per 2,5 milioni posti di lavoro diretti e per 10,3 milioni indiretti, come conseguenza della concorrenza ai produttori interni dell'offerta che si ritiene sovvenzionata da parte della Cina. Dai calcoli della Commissio, tra il 2020 e il 2023 la quota di mercato dell'industria Ue è continuamente scesa portandosi dal 68,9% al 59,9%. Nel frattempo la quota di mercato delle importazioni cinesi è salita dal 3,9% al 25%.

 

Anche per queste ragioni la Commissione Ue, che aveva aperto ad ottobre una indagine sulla questione, ha infatti provvisoriamente concluso che i produttori cinesi "beneficiano di sussidi ingiusti" e che "stanno causando una minaccia di danno economico ai produttori Ue". Verranno così imposti provvisoriamente dei dazi compensativi sulle importazioni, a partire dal 4 luglio. I dazi ai tre produttori cinesi inclusi nel campione saranno: Byd del 17,4%; Geely: 20%; Saic 38,1%. Altri produttori che hanno collaborato all'indagine saranno soggetti a un dazio del 21%, mentre sarà del 38,1% per quanti non hanno collaborato. Considerando la tariffa al 10% già in vigore, nei casi estremi si arriva a sfiorare dunque la metà del costo all’import.

 

"Il nostro obiettivo non è chiudere il mercato europeo ai veicoli elettrici cinesi, ma garantire che la concorrenza sia leale", dice il vice presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, commentando l’iniziativa.

Se Francia e Spagna tifano per l’iniziativa, e il ministro italiano Urso parla di “soddisfazione” e di “possibilità di riaffermare in Italia l’industria automobilistica”, ben contraria è invece Berlino (con Svezia e Ungheria), i cui produttori hanno ampi interessi cinesi, che parla apertamente del rischio di una "guerra commerciale" con il ministro dei trasporti tedesco, Volker Wissing. "Le tariffe punitive della Commissione europea colpiscono le aziende tedesche e i loro prodotti di punta. Le automobili devono diventare più economiche attraverso una maggiore concorrenza, mercati aperti e condizioni commerciali significativamente migliori nell'Ue, non attraverso la guerra commerciale e l'isolamento del mercato", ha detto.

Ma Pechino – che applica una tariffa contraria al 15% – ha già fatto sapere che è pronta a contromisure. “L'Ue colpisce i suoi propri interessi con i dazi alle importazioni di veicoli elettrici made in China”, metteva le mani avanti il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian già alle indiscrezioni del Ft. Pechino adotterà tutte le misure per "difendere con fermezza i suoi diritti e interessi legittimi". "Esortiamo l'Ue a rispettare il suo impegno a sostenere il libero scambio, a opporsi al protezionismo e a collaborare con la Cina per salvaguardare la cooperazione economica e commerciale complessiva bilaterale", ha aggiunto Lin. A misura annunciata, la Camera di commercio cinese presso l'Ue è stata ancora più dura esprimendo "shock, grave delusione e profonda insoddisfazione". I timori, si legge in una nota, sono legati al fatto che la mossa possa "intensificare gli attriti commerciali tra Pechino e Bruxelles, incidendo negativamente sulle relazioni economiche e commerciali" tra le due parti.

Il clima si può presto arroventare, anche se Bruxelles resta lontana dalle imposizioni al 100% che hanno fatto scattare gli Usa.

Ma proprio da Washington, scrive questa volta la Bloomberg, potrebbero presto partire nuove iniziative. L'amministrazione Biden starebbe infatti valutando la possibilità di imporre ulteriori restrizioni all'accesso della Cina alla tecnologia dei chip utilizzati per l'intelligenza artificiale. Le solite fonti parlano di tentativo di mettere Pechino ai margini dell’architettura di chip avanzati GAA, che potenziano i semiconduttori aumentando le possibilità di calcolo.

 

https://www.repubblica.it/economia/2024/06/12/news/la_ue_pronta_a_nuovi_dazi_sullauto_elettrica_cinese_e_gli_usa_stringono_sui_chip-423216343/?ref=RHLF-BG-P3-S1-T1

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