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Alfa Romeo - filosofia sul brand, sui modelli e sullo sviluppo

Featured Replies

Inviato
13 ore fa, Graziano68dt scrive:

Se A.R vuole rimanere sul mercato, deve avere dei volumi di vendita più alti di così(almeno 100k unità vendute l'anno).

Questa storia la sento almeno dal 2012....so passati 3 lustri e non è mai accaduta.

Marchionne c'aveva fatto business plan a gogò

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Inviato
11 ore fa, libbio scrive:

Questa storia la sento almeno dal 2012....so passati 3 lustri e non è mai accaduta.

Marchionne c'aveva fatto business plan a gogò

Non è mai accaduta perchè non si è mai dato continuità a nessun prodotto?

Avevano Mito?Cassata secondo loro a favore di Junior che è un'auto completamente diversa;

Avevano Giulietta?Cassata secondo loro a favore di Junior e Tonale che sono auto completamente diverse;

Hanno Giulia?Il prossimo anno verrà cassata perchè non c'è la piattaforma per il segmento D economicamente sostenibile.

Hanno Stelvio?Il prossimo anno verrà cassata perchè non c'è la piattaforma per il segmento D economicamente sostenibile.

Hanno Tonale?Massì facciamolo più grande il prossimo anno in modo da tentare di recuperare clienti dalla mancanza di Stelvio(spoiler chi ha una Stelvio oggi non passerà a Tonale 2 domani, e Tonale 2 sarà pure troppo grande e costosa per i clienti della Tonale odierna);

Non si può campare così dai, vivendo alla giornata e alla piattaforma che ti passa in convento tramite fusioni/acquisizioni della casa madre.

Nell'automotive nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si ricarrozza.

Inviato
4 minuti fa, A.Masera scrive:

Oppure Alfa Romeo semplicemente non interessa al 99% degli acquirenti…

Nel mercato si sono creati dal nulla marchi che vendono auto a badilate, tipo Cupra, e ora il problema sarebbe A.R che ha più di 100 anni di storia?

Basta dare la colpa letteralmente al nulla, io qui ci ho sempre visto poca continuità, poca propensione ad avere una gamma che punta ai giusti target, pochi aggiornamenti(avevano lasciato in gamma Giulia/Stelvio da sole per 3 anni dal 2019 al 2022 senza aggiornamenti), e anche un marketing che ha sempre fatto il compitino.

Vendere un'A.R non è come vendere una Panda, 500, 208, C3, Corsa ecc... spero se ne rendano conto.

Nell'automotive nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si ricarrozza.

Inviato
1 hour ago, A.Masera said:

Oppure Alfa Romeo semplicemente non interessa al 99% degli acquirenti…

Non interessa se costa di più senza valore aggiunto e se, quando c'è il valore aggiunto, non c'è continuità e quindi dimostri poca sicurezza nel prodotto —e quindi non si crede nel valore aggiunto.

(So che sto semplificando processi industriali complessi, però ogni tanto serve per chiarezza).

Inviato

Intervengo da proprietario innamorato della propria Stelvio. Uno che Alfa Romeo non l’ha soltanto difesa nei forum: l’ha scelta, pagata e guidata. E che, proprio per questo, da Stellantis si è sentito tradito.

Non perché pretenda un modello costruito sui miei desideri. Ma perché avevo creduto in una direzione: un’Alfa capace di tradurre la propria tradizione in un prodotto contemporaneo, con contenuti tecnici e un carattere riconoscibile. Giulia e Stelvio rappresentavano quella direzione. La Giulia non l’ho posseduta; la Stelvio la conosco attraverso i chilometri, non attraverso le cartelle stampa.

La mia macchina quella promessa l’ha mantenuta. È la continuità della promessa che oggi non riesco più a vedere. E dubito di essere l’unico proprietario a pensarla così.

Qui, per l’ennesima volta, si rischia di perdere non soltanto una vendita, ma il cuore di chi le risorse per un’Alfa concettualmente allineata alla sua storia le ha messe davvero. Non clienti immaginari da conquistare con il prossimo piano industriale: clienti già conquistati, ai quali bisognerebbe dare una ragione per restare.

Nulla contro Giulietta, le compatte o le vetture che devono fare volume. Ben vengano. Ma, nell’Alfa che considero credibile, devono appartenere a una gamma che abbia anche un vertice tecnico e di prodotto. Le compatte danno accesso al marchio; l’alto di gamma deve rendere evidente a che cosa si sta accedendo. Le une sostengono i volumi, l’altro sostiene la promessa.

Il paragone con BMW, pur con tutte le differenze, per me sta qui. Può proporre e vendere anche vetture dall’impostazione più generalista perché il resto della gamma continua a dare credibilità al marchio. Non ogni BMW deve essere il manifesto della raffinatezza meccanica: quel manifesto, però, deve continuare a esistere. Le proposte d’accesso beneficiano di un’identità che altri prodotti alimentano e rendono concreta.

Non si può pretendere di vivere della stessa credibilità limitandosi a consumare quella accumulata in passato.

Il problema non è condividere un pianale. Sono un ingegnere: capisco il senso della condivisione e delle economie di scala. Il problema è che cosa si decide di conservare, sviluppare e rendere distintivo sopra quella base.

Una vettura sportiveggiante non è automaticamente una vettura sportiva. E se viene meno il riferimento alto, il rischio è che l’identità Alfa si riduca a un adattamento, per quanto curato, di prodotti dall’impostazione generalista. A quel punto lo scudetto dovrebbe giustificare da solo una differenza che il progetto non rende più abbastanza evidente.

Non chiedo che ogni Alfa abbia una meccanica esclusiva. Chiedo una direzione riconoscibile, che non venga rimessa in discussione a ogni cambio di management. Giulia e Stelvio, ai miei occhi, erano una base sulla quale costruire continuità, non una parentesi da archiviare.

La mia Stelvio mi ha dato ottime ragioni per comprare un’altra Alfa.
Vorrei che Stellantis mi desse ragioni per non comprare altro.

Modificato da kenzo

Inviato
55 minuti fa, kenzo scrive:

Intervengo da proprietario innamorato della propria Stelvio. Uno che Alfa Romeo non l’ha soltanto difesa nei forum: l’ha scelta, pagata e guidata. E che, proprio per questo, da Stellantis si è sentito tradito.

Non perché pretenda un modello costruito sui miei desideri. Ma perché avevo creduto in una direzione: un’Alfa capace di tradurre la propria tradizione in un prodotto contemporaneo, con contenuti tecnici e un carattere riconoscibile. Giulia e Stelvio rappresentavano quella direzione. La Giulia non l’ho posseduta; la Stelvio la conosco attraverso i chilometri, non attraverso le cartelle stampa.

La mia macchina quella promessa l’ha mantenuta. È la continuità della promessa che oggi non riesco più a vedere. E dubito di essere l’unico proprietario a pensarla così.

Qui, per l’ennesima volta, si rischia di perdere non soltanto una vendita, ma il cuore di chi le risorse per un’Alfa concettualmente allineata alla sua storia le ha messe davvero. Non clienti immaginari da conquistare con il prossimo piano industriale: clienti già conquistati, ai quali bisognerebbe dare una ragione per restare.

Nulla contro Giulietta, le compatte o le vetture che devono fare volume. Ben vengano. Ma, nell’Alfa che considero credibile, devono appartenere a una gamma che abbia anche un vertice tecnico e di prodotto. Le compatte danno accesso al marchio; l’alto di gamma deve rendere evidente a che cosa si sta accedendo. Le une sostengono i volumi, l’altro sostiene la promessa.

Il paragone con BMW, pur con tutte le differenze, per me sta qui. Può proporre e vendere anche vetture dall’impostazione più generalista perché il resto della gamma continua a dare credibilità al marchio. Non ogni BMW deve essere il manifesto della raffinatezza meccanica: quel manifesto, però, deve continuare a esistere. Le proposte d’accesso beneficiano di un’identità che altri prodotti alimentano e rendono concreta.

Non si può pretendere di vivere della stessa credibilità limitandosi a consumare quella accumulata in passato.

Il problema non è condividere un pianale. Sono un ingegnere: capisco il senso della condivisione e delle economie di scala. Il problema è che cosa si decide di conservare, sviluppare e rendere distintivo sopra quella base.

Una vettura sportiveggiante non è automaticamente una vettura sportiva. E se viene meno il riferimento alto, il rischio è che l’identità Alfa si riduca a un adattamento, per quanto curato, di prodotti dall’impostazione generalista. A quel punto lo scudetto dovrebbe giustificare da solo una differenza che il progetto non rende più abbastanza evidente.

Non chiedo che ogni Alfa abbia una meccanica esclusiva. Chiedo una direzione riconoscibile, che non venga rimessa in discussione a ogni cambio di management. Giulia e Stelvio, ai miei occhi, erano una base sulla quale costruire continuità, non una parentesi da archiviare.

La mia Stelvio mi ha dato ottime ragioni per comprare un’altra Alfa.
Vorrei che Stellantis mi desse ragioni per non comprare altro.

Da felice possessore di Giulia (per inciso, quella attuale è la seconda entrambe ordinate nuove), non posso che sottoscrivere ogni singola parola del tuo intervento.

No matter what anybody tells you, Words and Ideas can change the world!

Inviato

Amen, dopo 5 Stelvio di cui 3 ancora a casa (510/280/210cv) mi sento orfano. La tonalona nuova phev potrà più o meno andare per sostituire le Stelvio a gasolio nelle flotte. Ma il resto no. Alfa ogni tanto riesce a competere con le segmento D tedesche ma dopo 3 anni dal lancio lasciano perdere, midlife update quasi inesistenti e poi almeno 3-4 anni di nulla cosmico campando di segmento C. L’abbiamo visto dalla 159 in poi. Ovvio che poi si perdono tutti i clienti e si ricomincia da zero.

Tra l’altro sono qua a Monza in tribuna e vedo ancora in tanti come me con Polo e cappelli alfa Romeo F1. Nonostante fossero solo sticker su una sauber, han lasciato un segno

Inviato

Io ho Giulia e sono alfista doc

Per me fare della roba da poco ricarrozzata o peggio motorizzata Peugeot non ha …senso

Alfa fa parte di un gruppo non ha senso di parlare numeri minimi per mtenwre in vita il glorioso marchio .

Però se Maserati sta lavorando con cinesi o roba del genere non è che sia spetta di avere accordi con Maserati Cina pe fare nuove Giulia Stelvio ?

Avrebbe una logica

Modificato da Ugo 56

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