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Il futuro dei siti produttivi Stellantis

Messaggio aggiunto da AleMcGir,

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Inviato

Stellantis non rimette in moto Cassino

Resterà ancora chiuso lo stabilimento Stellantis di Cassino che in tutto gennaio ha lavorato appena quattro giorni e non ha piani ben definiti circa la sua ripartenza a seguito del rinvio dei nuovi modelli Alfa Romeo. Nel 2025 sfornate 19mila vetture: erano oltre 135mila nel '17. Licenziamenti anche nell'indotto

NESSUNA RIPRESA DAL 18 FEBBRAIO

Considerato che a gennaio i giorni lavorati sono stati solo 4 e col 18 febbraio non c’è stato l’agognato rientro in fabbrica, è come se l’intero impianto fosse ancora nel pieno di interminabili ferie di Natale. “La multinazionale ha appena comunicato l’ennesimo fermo produttivo per montaggio e collegati” scriveva solo ieri la testata locale Ciociaria Oggi. “Continuano le vacanze forzate”.

(Start magazin)

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  • comunque ci sono aziende - come quella in cui lavoro, il cui fatturato sfiora comunque il miliardo - che continuano a produrre in Italia accettando di fare meno utili, perché pensano che impoverire il

  • Le aziende quando licenziano lavoratori e distruggono il pianeta: 😍✨le leggi di mercato✨🤩 Le aziende quando le leggi di mercato le obbligano a pagare di più i lavoratori: 🤕🥺

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Inviato

Per mancanza dei componenti lo stabilimento Stellantis di San Nicola di Melfi sospenderà la produzione giovedì 26 febbraio

Nuovo stop alla produzione nello stabilimento Stellantis di San Nicola di Melfi per giovedì 26 febbraio. Il motivo che aveva già portato all’analoga condizione ad inizio settimana è sempre quello della mancanza di componenti.

Fattori che erano una ordinaria condizione negli anni passati soprattutto nella fase in cui la richiesta del mercato internazionale di semiconduttori era talmente elevata rispetto alla produzione che aveva compromesso l’intero comparto dell’automotive, non escludendo ovviamente lo stabilimento lucano.

Le chiusure attuali invece sono causate dalla mancanza di diversi componenti su tutta la linea. Le ragioni bisogna cercarle nella parziale ripresa produttiva, avviata da una fase di riorganizzazione e segnata dal ritorno del terzo turno (notturno) per alcuni reparti, finalizzato a supportare la realizzazione di nuovi modelli, tra cui la nuova Jeep Compass.

Infatti mentre la crisi di Stellantis – che ha aveva causato nel 2025 un minimo storico di produzione – aveva una matrice ben definita, ossia l’avvento dell’elettrico, la soluzione per contrastare la bassa richiesta di modelli è stata quella di puntare nuovamente sull’ibrido. Strategia che di fatto ha portato ad un aumento nelle richieste. Ma il repentino cambio produttivo non ha trovato pronto il mercato, incapace di soddisfare l’immediata domanda di  componenti adatti per i motori ibridi, ma non in dotazione sugli elettrici.

Condizione che verosimilmente non si risolverà in poco tempo perché il vero problema non riguarda la capacità dei fornitori di procurarsi il materiale necessario, bensì la reale disponibilità sul mercato delle quantità richieste da Stellantis. Se così fosse, bisognerebbe attendere che i componenti vengano prima realizzati e poi venduti con le deduttive conseguenze sui tempi di consegna.

(Antennasud.com)

Inviato

Cassino per me la tagliano, ormai l’unica cosa che arriva sono le mail di filosa in stile c’è la faremo durante il covid, oltre al fatto che gli ingegneri buoni se ne stanno andando tutti verso altri lidi prima che affondi la barca, chi rimane o non ha conoscenze o deve andare in pensione a breve…, come vogliano ripartire 🤷‍♂️

  • 2 settimane fa...
Inviato

Stellantis, il cambio delle ibride prodotto a Mirafiori arriva anche a Termoli: 41 milioni sul piatto

Stellantis investirà 41 milioni di euro nello stabilimento di Termoli e dal 15 settembre avvierà la produzione del cambio eDct destinato ai modelli ibridi del gruppo. L’operazione consentirà di creare nuove attività industriali nel sito molisano, ma non basterà a evitare una riduzione dell’organico: secondo le organizzazioni sindacali, gli esuberi a fine anno potrebbero essere circa 400 su un totale di 1.780 dipendenti. Le prospettive dello stabilimento sono state al centro di un incontro tra la direzione del gruppo e i rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr, convocato dopo lo stop al progetto di riconversione dell’impianto in gigafactory per la produzione di batterie da parte di Acc, la joint venture tra Stellantis, Mercedes e TotalEnergies.

Durante il confronto l’azienda ha confermato la prosecuzione della produzione dei tre motori attualmente realizzati a Termoli. Si tratta del Gse, per il quale è prevista un’evoluzione per l’adeguamento agli standard ambientali Euro 7, del V6 legato ai modelli Maserati - oggi penalizzato da volumi ridotti ma con prospettive di crescita - e del Gme, che lavora attualmente a pieno regime ma con una forte dipendenza dall’export verso gli Stati Uniti. Una delle principali novità riguarda proprio l’introduzione del cambio eDct, oggi prodotto nello stabilimento di Mirafiori a Torino. L’installazione delle linee produttive a Termoli dovrebbe concludersi entro la fine di aprile, mentre tra giugno e luglio sono previste le prime pre-serie. A regime, la nuova attività dovrebbe generare un fabbisogno occupazionale aggiuntivo di circa 288 lavoratori e impiegare un numero di addetti paragonabile a quello che in passato era coinvolto nella produzione del motore Fire.

Secondo Stellantis, l’investimento rappresenta la conferma dell’impegno industriale sul sito molisano. Il gruppo ha inoltre assicurato che verrà individuata una collocazione interna per i dipendenti Acc collegati al progetto della gigafactory, con l’obiettivo di salvaguardare competenze e professionalità. La fase di transizione verrà gestita attraverso strumenti concordati con le parti sociali, tra cui il contratto di solidarietà e uscite volontarie incentivate, in gran parte legate ai pensionamenti. Attualmente la solidarietà riguarda circa il 15% dell’orario di lavoro, ma l’obiettivo è ridurla nei prossimi mesi.

Nonostante l’arrivo del nuovo cambio e l’aggiornamento del motore Gse garantiscano una certa stabilità nel breve periodo, i sindacati sottolineano la necessità di ulteriori investimenti per assicurare il futuro dello stabilimento. Per questo chiedono a Stellantis di presentare, il 21 maggio, un nuovo piano industriale per l’Italia che preveda nuove assegnazioni produttive e una piena saturazione degli impianti, a partire proprio da Termoli.

Nell'automotive nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si ricarrozza.

Inviato

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Comunicato stampa

Il Centro Sicurezza di Orbassano, Torino, celebra 50 anni di progressi nella sicurezza dei veicoli a livello globale

  • Il Centro Sicurezza Stellantis di Orbassano, nei pressi di Torino, ha celebrato stamattina i primi 50 anni di attività ricevendo la visita di Emanuele Cappellano, COO Stellantis Enlarged Europe

  • Fondato nel 1976, il Centro Sicurezza ha costantemente evoluto le proprie competenze attraverso ricerca avanzata e innovazione e oggi rappresenta un punto di riferimento dell’ecosistema ingegneristico di Stellantis, nonché una struttura riconosciuta a livello internazionale per lo sviluppo della sicurezza dei veicoli e per i crash test

  • Con una superficie complessiva di mq 110.000 e oltre 100 dipendenti che lavorano su due turni, il Centro Sicurezza costituisce un sistema di eccellenza integrato con le altre componenti aziendali, dotato di 4 piste di prova con 4 punti di impatto, in grado di realizzare fisicamente e attraverso la simulazione virtuale fino a 1.000 prove all’anno su vetture, veicoli commerciali e i loro componenti

  • Un traguardo che simboleggia questo anniversario è il superamento dei 24.000 crash test i cui risultati, integrandosi con l’intero sviluppo virtuale, hanno contribuito in modo fondamentale all’evoluzione tecnologica, incrementando esponenzialmente la sicurezza dei veicoli Stellantis e la protezione delle persone

TORINO, 12 marzo 2026 - Oggi Emanuele Cappellano, COO Stellantis Enlarged Europe, ha visitato il Centro Sicurezza di Orbassano che celebra i primi 50 anni di attività. Nato infatti nel 1976, Il Centro è cresciuto fino a diventare una delle strutture per la sicurezza automobilistica più accreditate e complete al mondo, grazie alla ricerca ingegneristica avanzata, all’innovazione tecnologica e al continuo sviluppo di nuove capacità di test.

Il Centro si sviluppa su una superficie complessiva di 110.000 mq ed è innanzitutto caratterizzato dalla presenza di 4 percorsi di prova con 4 punti di impatto per crash test, integrati da attrezzature di prova statiche e dinamiche. Queste dotazioni consentono un’analisi approfondita degli scenari critici di sicurezza, tra cui l’impatto con i pedoni, la resistenza del tetto e il comportamento in caso di ribaltamento, coprendo sia le condizioni previste dalle normative sia quelle del mondo reale.

Una dotazione strutturale che ha pochi uguali nel mondo, recentemente integrata da un sistema di posizionamento computerizzato delle telecamere con 13 obiettivi mobili, diretti verso il punto d’impatto. Inoltre, queste piste consentono di effettuare riprese video ad alta velocità del sottoscocca e di montare fino a cinque telecamere a bordo dei veicoli di prova, consentendo un livello di analisi delle dinamiche di crash mai raggiunto prima.

Questa combinazione di test fisici e processi di ingegneria digitale integrata consente al Centro di analizzare praticamente qualsiasi scenario di incidente e riprodurlo con precisione in ambiente virtuale. Il risultato è un livello di efficienza leader nel settore, sia in termini di tempi di sviluppo sia di utilizzo delle risorse, mantenendo al contempo i più elevati standard di accuratezza tecnica e qualità della validazione.

Di conseguenza i modelli esaminati a Orbassano possono essere certificati come conformi a oltre 175 standard tecnologici e di sicurezza internazionali, inclusi anche i mercati che operano in regime di autocertificazione, dove sono indispensabili una profonda competenza tecnica e il rigoroso rispetto delle procedure di prova.

Inoltre il Centro Sicurezza di Orbassano è attrezzato per prove sui sistemi di ritenuta come cinture e airbag, e sui singoli componenti della vettura, come scocca, porte, sedili, plance, ecc. I risultati di questi test, oltre che in termini di sicurezza, generano indicazioni certificate e preziose anche per i fornitori, a supporto di sviluppo e miglioramento prodotto.

Come ha dichiarato Emanuele Cappellano: ”Oggi ci troviamo a celebrare i primi 50 anni di attività di una struttura che ha dedicato la propria missione alla salvaguardia e al miglioramento della sicurezza dell’auto e della protezione delle persone. Un esempio di eccellenza nella ricerca e nell’innovazione, che continua a definire gli standard all’interno di Stellantis e nell’intero settore”.

Il Centro Sicurezza di Orbassano fa parte di un sistema integrato e globale di ingegneria e testing che include gli altri Centri di Sicurezza presenti a Belchamps, in Francia, Chelsea, in Michigan e Betim, in Brasile.

Via Stellantis.

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