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AleMcGir

Costa Concordia - The Parbuckling Project

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Costa Concordia, il 16 iniziano i lavori

A partire da lunedì l’intervento per il raddrizzamento della nave «Un’impresa mai tentata prima» Poi verso primavera la rimozione

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L’intervento per il raddrizzamento della Costa Concordia, naufragata davanti all’isola del Giglio il 13 gennaio 2012, «potrebbe cominciare alle ore 6 del 16 settembre». Lo ha ribadito il capo di Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, presentando alla stampa, a Roma, il “Parabuckling project”, il progetto per la rotazione di 65° della nave Concordia. «La decisione sul programma dei lavori sarà assunta alle ore 14 di ogni giorno. Alle 14 del 15 settembre decideremo se farla il 16 e così via con questa modalità», ha spiegato Gabrielli che è anche commissario delegato del governo per l’emergenza Concordia sottolineando che si tratta di “un’impresa mai tentata prima”.

«Un’impresa mai tentata prima», ha avvisato Gabrielli. Il capo di Dipartimento della Protezione Civile ha confermato che l’operazione partirà, condizioni meteo marine permettendo, alle 6 di lunedì prossimo. Tutte le fasi del progetto, ha sottolineato Gabrielli, «sono state approvate e validate».

La fase che comincerà la prossima settimana, detta “parbuckling” è quella più delicata di tutto il progetto di recupero della nave naufragata al Giglio. Un progetto che ad oggi ha già richiesto un investimento di 600 milioni di dollari. Il “parbuckling”, letteralmente il ribaltamento del relitto o rotazione in assetto verticale, dovrebbe durare tra le 12 e le 24 ore, ma non è affatto escluso che l’intera operazione possa richiedere alcuni giorni, in quanto ogni movimento dovrà essere molto delicato e soggetto ad un costante controllo: è necessario infatti compensare al meglio le forze per far ruotare il relitto senza però deformare lo scafo. Sul sito creato ad hoc dal Consorzio italo-americano formato dalla Titan Salvage e dalla Micoperi (le imprese scelte da Costa Crociere) si sottolinea che la rotazione avverrà mediante martinetti idraulici (strand jacks) che metteranno in tensione cavi di acciaio fissati alla sommità dei 9 cassoni centrali ed alle piattaforme sulle quali andrà ad appoggiare il relitto dopo il suo raddrizzamento.

Il falso fondale su cui poggerà la Concordia - creato per riempire il vuoto tra i due speroni di roccia, uno a poppa e uno a prua, che attualmente sostengono la nave - è stato realizzato posizionando dei sacchi (grout bags) che sono stati poi riempiti di una speciale malta cementizia. Le grout bags sono dotate di occhielli, così da poter essere recuperate e rimosse durante la fase di bonifica a lavori ultimati. Quando la nave avrà recuperato il suo assetto verticale - a questo punto la Concordia poggerà sul falso fondale a 30 metri di profondità, secondo il progetto - si passerà alla fase successiva: l’installazione sul lato di dritta (quello attualmente sommerso) di 15 cassoni di galleggiamento, gemelli di quelli già saldati sul lato sinistro del relitto. Per mezzo di un sistema pneumatico, i cassoni sui due lati verranno progressivamente svuotati dall’acqua e forniranno la spinta necessaria a far rigalleggiare la Concordia. Terminata l’operazione, la parte che rimarrà sommersa sarà di circa 18 metri.

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Fonte: La Stampa - Costa Concordia, il 16 iniziano i lavori

Mappa interrattiva Speciale Concordia

Sito dell'impresa, incaricata da Costa Crociere, per il recupero Titan Salvage: Worldwide Emergency Response, Marine Salvage & Wreck Removal

Sito che descrive le operazioni necessarie per "raddrizzare" la nave The parbuckling project

2 anni di lavori ormai, mi impressionano le spese che possono esserci dietro. Chi li sgancia i dindini? Costa crociere, assicurazioni o altro?

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Hanno aspettato che la nave si deteriorasse per bene sotto acqua prima di iniziare i (lunghi) lavori di recupero.

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Guest EC2277

Si ed ho sentito che qualcuno ha rischiato di lasciarci le penne.

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Se non sbaglio un'operazione simile non è mai stata mai tentata prima.

Di sicuro è un grande sforzo ingenieristico

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Hanno aspettato che la nave si deteriorasse per bene sotto acqua prima di iniziare i (lunghi) lavori di recupero.

abbi pazienza, ma mi sembra il solito commento del cazzo di chi non si sofferma nemmeno a immaginare cosa può essere un lavoro del genere.

Ti rendi conto del culo che si sono fatti in questi mesi e dei rischi che hanno preso?

Innanzi tutto la nave l’hanno dovuta svuotare di tutto il combustibile. Non so se hai mai visto com’è fatto il combustibile per quei motori, e ce n’era per riempire un laghetto di pesca sportiva di una roba più simile all’asfalto che al gasolio

Poi devi rinforzarla, e togliere una marea di strutture potenzialmente pericolose

Intanto hai costruito una struttura sommersa grossa come quasi la nave stessa

Il tutto in mezzo all’acqua e con un crostone girato su di un fianco, vicino a un paese e in un’area protetta

Ah, non dimentichiamo che al momento quel bestione arenato è una tomba, per cui un minimo di rispetto mi parrebbe necessario

Io non la vedo così facile come pensano tutti. Considerando che, per fare paragoni terra terra, una palazzina la tiri su in 18 mesi e un edificio da uffici in struttura metallica mediamente in 14, io non riesco a capire come si fa a dire che si siano grattati i coglioni.

Stanno facendo una cosa mai provata prima in quelle condizioni, capire come farlo (e non è detto che sia un successo) senza creare ulteriori danni è già di per sé un lavoro tutt’altro che banale.

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Anche se la dicitura 'una cosa mai tentata prima'... non è prorpio vera. ci sono casi di navi militari recuperate da affondate. Certo, affondate in porto, quindi cose molto più agevoli dell'affondato in mare (quasi) aperto.

E' una operazione comunque complessa pericolosa e difficile...

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Anche se la dicitura 'una cosa mai tentata prima'... non è prorpio vera. ci sono casi di navi militari recuperate da affondate. Certo, affondate in porto, quindi cose molto più agevoli dell'affondato in mare (quasi) aperto.

E' una operazione comunque complessa pericolosa e difficile...

non dico sia una pratica sconosciuta. Semplicemente le condizioni di contorno sono nuove e veramente problematiche. Siamo pure sempre in un parco marino. Nel dopoguerra certe considerazioni non erano nemmeno fatte

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