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Pandino

Realizzata la "Linea Diamante" di Giò Ponti

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Cita

Grand Basel, evento dedicato alle automobili più esclusive del passato, del presente e del futuro, che si terrà a Basilea, in Svizzera, dal 6 al 9 settembre (per poi proseguire, nel 2019, a Miami Beach e Hong Kong), terrà a battesimo un progetto di grande valore culturale che coinvolge anche la nostra Casa editrice. Un team di designer guidato da Roberto Giolito, direttore della FCA Heritage, ha infatti realizzato la vettura ideata nel 1953 dal celebre architetto Gio Ponti basandosi sui suoi disegni originali.

 

Il progetto. Ponti, scomparso nel 1979, oltre ad aver dato vita a edifici conosciuti in tutto il mondo come il grattacielo Pirelli di Milano e a oggetti di culto del design come la sedia Superleggera, è stato, nel 1928, co-fondatore della rivista Domus, compito nel quale venne presto affiancato da Gianni Mazzocchi, ideatore nel 1956 di Quattroruote. L’architetto non era insensibile al mondo dell’auto, tanto da disegnare, nel 1953, Linea Diamante, un’ipotesi di vettura concepita in collaborazione con il collega Alberto Rosselli e mai portata a compimento perché troppo avveniristica per la sua epoca. Punto di partenza del progetto, che si sarebbe avvalso della meccanica di un’Alfa Romeo 1900, era una sagoma aerodinamica a forma di lacrima, presto trasformata con l’adozione di un linguaggio formale più spigoloso. Era, la sua, una sorta di reazione allo stile delle auto di quel periodo, giudicate eccessivamente “gonfie” rispetto alle dimensioni limitate delle loro superfici vetrate; Ponti preferì ipotizzare pannelli e finestrini piatti, che rendevano l’abitacolo più luminoso. Paraurti di gomma installati lungo tutto il perimetro della vettura, concepiti con la collaborazione della Pirelli (oggi sponsor tecnico dell’iniziativa), ne avrebbero aumentato la sicurezza. Sviluppato inizialmente in partnership con la carrozzeria milanese Touring, il progetto venne poi proposto alla Fiat, che non lo accolse; e, fino ai giorni nostri, non si è mai andati oltre la realizzazione di modelli in scala 1:10.

65 anni dopo. In settembre, invece, Linea Diamante sarà per la prima volta presentata nella sua interezza grazie al progetto The Automobile by Ponti, avviato nel 2017 sotto l’egida del professor Paolo Tumminelli, presidente del consiglio di amministrazione di Gran Basel, per il quale The Automobile by Ponti “rappresenta perfettamente l’indissolubile connubio che lega le auto con il design, l’architettura e l’arte”. Il progetto definitivo della vettura è stato sottoposto alla supervisione scientifica di Roberto Giolito, responsabile della FCA Heritage, ed è stato sostenuto con entusiasmo dall'Editoriale Domus, la cui presidente ed editrice Giovanna Mazzocchi Bordone sottolinea come “essere arrivati in fondo a questo difficile, ma entusiasmante percorso sia motivo di orgoglio e di grande soddisfazione”.

 

Quattroruote

 

Per chi volesse approfondire: http://www.gioponti.org/it/archivio/scheda-dell-opera/dd_161_6047/progetto-di-carrozzeria-linea-diamante-per-carrozzeria-touring

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Nei suoi disegni in qualche modo aveva anticipato la CX e un pò tutto il designi anni 70/80. Comunque operazione interessante soprattutto se la realizzazione sarà marciante.

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Inviato (modificato)

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Cita

Grand Basel, la manifestazione elvetica dedicata ai capolavori dell’automotive in programma dal 6 al 9 settembre, è il teatro di un debutto eccezionale: farà infatti la sua prima apparizione Linea Diamante, ovvero l’automobile concepita nel 1953 dall’architetto e designer Gio Ponti(fondatore, nel 1928, della rivista Domus con Gianni Mazzocchi, ideatore ed editore di Quattroruote) in collaborazione con il collega Alberto Rosselli. Rimasta per 65 anni sulla carta, fatta eccezione per la realizzazione di modelli in scala ridotta, il progetto vede ora la luce nelle sue dimensioni reali grazie allo sforzo compiuto dalla FCA Heritage, con il supporto culturale di Domus.

La filosofia. Nell’elaborare il progetto Ponti s’ispirò a principi di design all’avanguardia nei primi anni 50: punto di partenza del disegno fu, infatti, una sagoma aerodinamica a forma di lacrima, poi trasformata in tratti spigolosi visti come una sorta di reazione allo stile dominante dell’epoca, caratterizzato da soluzioni "gonfie" cui corrispondevano ridotte superfici vetrate e, di conseguenza, interni poco luminosi. La via scelta dall’architetto milanese fu diametralmente opposta: il suo linguaggio stilistico si esprimeva in una carrozzeria a pannelli con ampi finestrini che permettevano d’inondare di luce l’abitacolo. A questo si aggiungevano un bagagliaio spazioso e un paraurti di gomma, previsto lungo tutto il perimetro della vettura, con rostri anteriori e posteriori montati su molle, frutto di una collaborazione con la Pirelli. Il progetto era stato pensato per adottare il telaio e la meccanica dell’Alfa Romeo 1900; Ponti chiese inizialmente la collaborazione della carrozzeria milanese Touring, per poi rivolgersi alla Fiat, che però decise di non assecondarlo. I concetti dell’architetto erano troppo in anticipo sui tempi: dovrà passare, infatti, una ventina d’anni prima che si possano ritrovare certe sue soluzioni formali su modelli come la Renault 16 e la Volkswagen Passat.

Il tributo. La traduzione in dimensioni reali della Linea Diamante costituisce oggi un ennesimo omaggio alla genialità di Ponti, autore, tra l’altro, di opere iconiche come il grattacielo Pirelli di Milano e la celebre sedia 626 Superleggera. "Questo brillante e arioso progetto", spiega Roberto Giolito, responsabile di FCA Heritage, "è ancora oggi rivoluzionario: per la sua realizzazione sono state necessarie l’analisi e la comprensione dei particolari degli schizzi originari di Ponti, scegliendo tra differenti documenti allo scopo di decifrare i suoi studi". L’iniziativa ha avuto il sostegno dell’Editoriale Domus, la cui presidente Giovanna Mazzocchi Bordone sottolinea come "la difficile sfida sia stata affrontata con entusiasmo" e quanto "si possa oggi essere orgogliosi e soddisfatti dei risultati".

L’esposizione. A Basilea, la Linea Diamante verrà collocata su un lungo piedistallo, che funge da cronologia fisica per la presentazione della vettura: il visitatore verrà trasportato indietro nel tempo fino ai primi anni 50, tra richiami alle opere più conosciute di Ponti (il pavimento sarà stampato con una replica ingrandita delle linee geometriche delle piastrelle di ceramica progettate dall’architetto, che riprendono le forme spigolose dell’auto). Vicino al modello sarà ricordata anche l’Alfa Romeo 1900, riferimento tecnico e stilistico dell’epoca, ma anche tipico esempio del linguaggio formale che l’architetto intendeva superare con la propria opera; sulle pareti laterali verrà ripercorso il cammino progettuale della vettura, dal primo schizzo alla sua realizzazione, attraverso disegni e fotografie. Il modello di Basilea costituisce il primo passo verso la ricostruzione di un’auto perfettamente funzionante, realizzata oggi sulla meccanica di un’Alfa 1900 secondo le tecniche produttive degli anni 50. Prima di allora, però, lo studio e la ricostruzione degli interni, solo in parte completati da Ponti, permetterà di avviare una riflessione sui valori, storici e universali, del car design e sui concetti di mobilità.

 

Quattroruote

 

Visti i nomi in ballo, mi aspettavo di meglio sinceramente.

 

Modificato da Pandino

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"il mio falegname con 25000 lire la faceva meglio" cit.

No, ma veramente, sembra una macchinina di plastica degli anni '80 :disp2: 

 

Comunque, per esser stata concepita nel 1953, era davvero troppo avanti per l'epoca.

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3 minuti fa, Sandro scrive:

"il mio falegname con 30000 lire la faceva meglio" cit.

No, ma veramente, sembra una macchinina di plastica degli anni '50 :disp2: 

 

Comunque, per esser stata concepita nel 1953, era davvero troppo avanti per l'epoca.

fixed 

 

Se non altro FCA ha fatto risuscitare Garbetz :lol: :lol:

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Fortuna che faceva altro di mestiere.

 

Bocciata su tutta la linea, indipendentemente dalla ventata d'innovazione che doveva rappresentare agli occhi del pubblico all'epoca. Per una volta, si può essere d'accordo con la mancata accettazione della proposta da parte di Fiat!

 

Che poi, perché meccanica Alfa e proposta inoltrata alla Fiat?

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Considerato che solo due anni dopo....Flaminio Bertoni disegnò questa:

 

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Direi che non ci siamo proprio.

 

p.s. ogni volta che la guardo penso che con pochi ritocchi sarebbe attuale pure nel 2018. Davvero senza tempo.

 

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4 ore fa, TonyH scrive:

Considerato che solo due anni dopo....Flaminio Bertoni disegnò questa:

 

200412668-21cb119c-d1d6-4650-8901-bf90c4

 

Direi che non ci siamo proprio.

 

p.s. ogni volta che la guardo penso che con pochi ritocchi sarebbe attuale pure nel 2018. Davvero senza tempo.

 

Flaminio Bertoni non disegnava: scolpiva. :saggio

E comunque, le sue moderne eredi sono tra noi:

 

Risultati immagini per ds7

 

:rotfl:

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La preferivo volante 

 

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