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Mercato del lavoro o mercato delle prese per il sedere?

Featured Replies

Inviato

Non giriamoci attorno, nella stragrande maggioranza dei casi gli incrementi di stipendi si hanno proprio con il calciomercato.

Si può scegliere di rimanere sempre nella stessa azienda per altri tipi di vantaggi (tutt"altro che irrilevanti). Ma a livello di stipendio, è una scelta che nel breve - medio periodo difficilmente ripaga.

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  • 2 settimane fa...
Inviato

Ciao, uso questa discussione per chiedere un po' il vostro parere su una situazione lavorativa che potrei dover affrontare a breve.

Al momento lavoro per una PMI da 50M di fatturato, parte di un gruppo con fatturato 300M. Sono in engineering (ingegnere meccanico) ma ho un ruolo tecnico/commerciale, di gestione diretta del rapporto con il cliente. Essendo una PMI la posizione ha dei contorni parecchio sfumati, e mi capita sia di fare il progettista sia di negoziare delle offerte. Il mio diretto superiore è il CEO della PMI, con il quale ho un ottimo rapporto. Lavoro lì da oltre 10 anni, al momento faccio 3 giorni a casa e 2 in ufficio. Trasferte intercontinentali lunghe (1 settimana) al massimo una volta ogni due mesi, ma ultimamente devo dire che sono più rare.

Sono in fase avanzata di selezione per una posizione di responsabile commerciale per il nord-est Italia per una multinazionale nord-europea, fatturato 5 miliardi (anche se la "mia" business unit fa 500 milioni).

Lavoro puramente commerciale con trasferte frequenti (praticamente ogni giorno) ma sempre più o meno in zona. Azienda estremamente più strutturata, con ruoli e procedure ben definiti e organigramma che permette percorsi di carriera sia in orizzontale che in verticale.

A livello di total compensation si parla di un aumento di retribuzione di circa il 15%, auto aziendale ad uso promiscuo presente in entrambi i casi.

Da un lato, inserirmi in una multinazionale (soprattutto nord europea) è sempre stato il mio sogno, e ho paura che sia un treno che se non prendo adesso che ho 45 anni non lo prendo più.

Dall'altro lato, al momento mi trovo in una comfort zone pazzesca, dove mi gestisco il mio tempo quasi al 100% e riesco a dedicare molte risorse alla mia famiglia (3 figli sotto i 7 anni). Di contro, le possibilità di carriera come potete immaginare sono molto limitate.

Inoltre, si tratterebbe di andare a ridurre in maniera pesante la componente tecnica del mio lavoro per andare a fare un lavoro puramente commerciale (tenete conto che comunque ho anche una specializzazione in negoziazione presso un'importante università europea).

Altro aspetto, al momento gestisco commesse abbastanza importanti con grandi/grandissimi produttori OEM globali, mentre nel nuovo lavoro gestirei commesse più piccole con realtà più locali.

Una parte di me è esaltatissima, l'altra spera malignamente che la selezione non prosegua per non dovermi trovare a scegliere.

So che gli autopareristi hanno le carriere e le esperienze più disparate...cosa mi consigliate?

Inviato
21 minuti fa, parish scrive:

Ciao, uso questa discussione per chiedere un po' il vostro parere su una situazione lavorativa che potrei dover affrontare a breve.

Al momento lavoro per una PMI da 50M di fatturato, parte di un gruppo con fatturato 300M. Sono in engineering (ingegnere meccanico) ma ho un ruolo tecnico/commerciale, di gestione diretta del rapporto con il cliente. Essendo una PMI la posizione ha dei contorni parecchio sfumati, e mi capita sia di fare il progettista sia di negoziare delle offerte. Il mio diretto superiore è il CEO della PMI, con il quale ho un ottimo rapporto. Lavoro lì da oltre 10 anni, al momento faccio 3 giorni a casa e 2 in ufficio. Trasferte intercontinentali lunghe (1 settimana) al massimo una volta ogni due mesi, ma ultimamente devo dire che sono più rare.

Sono in fase avanzata di selezione per una posizione di responsabile commerciale per il nord-est Italia per una multinazionale nord-europea, fatturato 5 miliardi (anche se la "mia" business unit fa 500 milioni).

Lavoro puramente commerciale con trasferte frequenti (praticamente ogni giorno) ma sempre più o meno in zona. Azienda estremamente più strutturata, con ruoli e procedure ben definiti e organigramma che permette percorsi di carriera sia in orizzontale che in verticale.

A livello di total compensation si parla di un aumento di retribuzione di circa il 15%, auto aziendale ad uso promiscuo presente in entrambi i casi.

Da un lato, inserirmi in una multinazionale (soprattutto nord europea) è sempre stato il mio sogno, e ho paura che sia un treno che se non prendo adesso che ho 45 anni non lo prendo più.

Dall'altro lato, al momento mi trovo in una comfort zone pazzesca, dove mi gestisco il mio tempo quasi al 100% e riesco a dedicare molte risorse alla mia famiglia (3 figli sotto i 7 anni). Di contro, le possibilità di carriera come potete immaginare sono molto limitate.

Inoltre, si tratterebbe di andare a ridurre in maniera pesante la componente tecnica del mio lavoro per andare a fare un lavoro puramente commerciale (tenete conto che comunque ho anche una specializzazione in negoziazione presso un'importante università europea).

Altro aspetto, al momento gestisco commesse abbastanza importanti con grandi/grandissimi produttori OEM globali, mentre nel nuovo lavoro gestirei commesse più piccole con realtà più locali.

Una parte di me è esaltatissima, l'altra spera malignamente che la selezione non prosegua per non dovermi trovare a scegliere.

So che gli autopareristi hanno le carriere e le esperienze più disparate...cosa mi consigliate?

non c'è consiglio che possa darti un estraneo perchè non conosce tutte le tue situazioni e motivazioni

Inviato
6 minuti fa, skid32 scrive:

non c'è consiglio che possa darti un estraneo perchè non conosce tutte le tue situazioni e motivazioni

Questo è evidente, ma è anche vero che il consiglio di un estraneo mi aiuterebbe a valutare punti di vista diversi dal mio proprio perché libero da quei preconcetti che io posso avere.

Chiaro che la decisione finale spetta a me e a mia moglie

Inviato

Il solo consiglio che ti do' e' capire quali sono i tuoi obiettivi umani a lungo termine .

Nel senso che al di la' del lavoro , vita ne abbiamo una sola. Ed alla fine, essendo un progetto non a risorse infinite e' essenziale avere il piu' chiaro possibile quali sono le milestone personali che si vogliono conseguire. Milestone di cui la soddisfazione lavorativa e' una fondamentale , ma non e' detto che sia unica o la piu' importante .

Fatta chiarezza con questo , secondo me puoi prendere la decisione che ritieni migliore .

Detto questo:

Io personalmente lavoro per una tra le aziende piu' grandi in Italia, e ritengo che lavorare per una azienda grande abbia come plus la sicurezza della retribuzione , la possibilita' di cambiare ambito lavorativo e la sicurezza dell sopravvivenza del lavoro fino ad eta' pensionabile ( questo pero' solo per le aziende italiane, molto meno per le multinazionali a guida straniera , dove dopo una certa eta' sei un peso da eliminare alla prima occaxione ) . Come minus , la poca possibilita' di crescita se non in determinati ambiti e situazioni , e il fatto di avere pochissimo controllo sulle scelte strategiche .

Archepensevoli spanciasentire Socing.

Inviato

Io la vedo così: tu attualmente stai bene sotto diversi aspetti, che andrebbero persi. Sui cambiamenti prospettati mi partono queste domande:

1) Quanto ti servono quei soldi in più? O visto dall'altro lato, il peggioramento di vita li vale?

[poi, non è che magari con l'altra offerta in mano riesci a chiedere qualcosa in più dove sei? Senza ricatti, detto in modo sereno]

1bis) Carriera: vero che una realtà più grande ha più spazio "verticale" in cui sperare di muoversi. Ma vista la considerazione che ha di te il CEO, c'è margine per intavolare un discorso di evoluzione del ruolo anche lì? Magari non subito ma tracciare una strada.

Inoltre, com'è l'orizzonte dell'azienda attuale? Sia come stabilità che sull'evolversi verso altri filoni di attività. Magari in futuro possibilità che diventi lei stessa qualcosa di più ampio?

2) Ad abbandonare del tutto la parte tecnica non è che ti rompi i coglioni dopo poco? E' un passaggio che sto affrontando anche io e il rischio è concreto, se i Lego ti divertono...

3) Personalmente capisco bene il fascino della multinazionale nordica 🙂 e il passare da una realtà piccola ad una grande e strutturata, però... capisco anche che sul versante clienti la cosa si ribalterebbe, e qui ci vedo un rischio grosso, perché secondo me quelle interazioni sono la vera componente che porta gli stimoli dentro al tuo lavoro.

Almeno per me, la fascinazione di cui sopra è molto legata al poter interagire con culture e abitudini strutturate. "gestirei commesse più piccole con realtà più locali" mi manda in allarme... anche questo per vissuto personale. Azienda multinazionale, ma interazione con clienti piccoli e di scarse vedute... male, male.

In sintesi: visto il peggioramento sensibile nella qualità del tuo tempo, non mi sembra un trade off imperdibile; ma sfrutterei la potenziale offerta per allungare la mano dove stai -D

There's no replacement for displacement.

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Anche tu ti ecciti palpeggiando pezzi di plastica? Perché stare qui a discutere con chi non ti può capire? Esprimi la tua vera passione passando a questo sito!

Inviato

Anche io non capisco il fascino per una multinazionale nordica... Però immagino si riferisca al tuo settore.

Io dopo 16 anni di lavoro per una multinazionale italiana e dopo l'aver diretto la loro filiale austriaca mi sono ritirato per dedicarmi alla mia società commerciale.

Ogni tanto mi pento, ogni tanto sono felice, la verità è che avrei avuto le stesse sensazioni se fossi rimasto. Quello che posso dire, da padre di due bambini, è che c'è del vero quando si dice che più si invecchia più il tempo sembra scorrere velocemente. Guardando il mio figlio più grande mi accorgo che questi anni non torneranno e che prima o poi ti chiederai se hai fatto scelte giuste su come usare il tuo tempo.

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