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Scelte strategiche Ferrari

Featured Replies

Inviato

"Ferrari fatica a Piazza Affari all'indomani della presentazione della nuova Ferrari Luce, il primo modello elettrico del Cavallino Rampante. Il titolo a Piazza Affari ha perso l'8,37% a 284,05 euro, bruciando 5 miliardi di euro. Un valore che corrisponde al costo di circa 9 mila nuove Ferrari Luce" fonte: Corriere della Sera.

Del resto, cosa ci si poteva aspettare di diverso?

Sono certo che i mercati non sono contrari a una Ferrari "ecologica", ma fossi stato loro, oltre ad aver dato in mano la matita per disegnarla ad una persona competente in materia, e non a chi ha disegnato un telefono (per quanto quel telefono abbia fatto la storia), facendo una Full Hybrid. Non ho dubbi che l'accoglienza sarebbe stata diversa. Mi auguro, che abbiano imparato la lezione a Maranello, basta sfilate di moda, basta esercizi "stupidi" come la Luce, basta golette et similia per fare regate....basta. Focalizzarsi a fare quello che sanno fare meglio, auto da sogno e motori incredibili....e vincere in F1, cosa necessaria ormai. Punto. Sogno anche un cambio sia di Vigna che di Elkann con gente più competente e appassionata nonché rispettosa della tradizione, della storia e dell'essenza del marchio Ferrari....ma so di chiedere troppo.

Modificato da VuOtto

in garage: diversi 4, 6 e 8 cilindri.

 

Inviato

cmc oggi il titolo sta recuperando la perdita di ieri, questa mattina è a +2,8%

"quello che della valle spende in 1 anno di ricerca io lo spendo per disegnare il paraurti della punto." Cit.

Inviato
43 minuti fa, VuOtto scrive:

"Ferrari fatica a Piazza Affari all'indomani della presentazione della nuova Ferrari Luce, il primo modello elettrico del Cavallino Rampante. Il titolo a Piazza Affari ha perso l'8,37% a 284,05 euro, bruciando 5 miliardi di euro. Un valore che corrisponde al costo di circa 9 mila nuove Ferrari Luce" fonte: Corriere della Sera.

Del resto, cosa ci si poteva aspettare di diverso?

Sono certo che i mercati non sono contrari a una Ferrari "ecologica", ma fossi stato loro, oltre ad aver dato in mano la matita per disegnarla ad una persona competente in materia, e non a chi ha disegnato un telefono (per quanto quel telefono abbia fatto la storia), facendo una Full Hybrid. Non ho dubbi che l'accoglienza sarebbe stata diversa. Mi auguro, che abbiano imparato la lezione a Maranello, basta sfilate di moda, basta esercizi "stupidi" come la Luce, basta golette et similia per fare regate....basta. Focalizzarsi a fare quello che sanno fare meglio, auto da sogno e motori incredibili....e vincere in F1, cosa necessaria ormai. Punto. Sogno anche un cambio sia di Vigna che di Elkann con gente più competente e appassionata nonché rispettosa della tradizione, della storia e dell'essenza del marchio Ferrari....ma so di chiedere troppo.

Pensi realmente che altri farebbero un lavoro "diverso" ? Il problema è e sarà sempre la quotazione in borsa con tutto ciò che ne consegue

. “There are varying degrees of hugs. I can hug you nicely, I can hug you tightly, I can hug you like a bear, I can really hug you. Everything starts with physical contact. Then it can degrade, but it starts with physical contact." SM su Autonews :rotfl:

Inviato
3 ore fa, TONI scrive:

la targa ? perchè pensi che ne venderanno una ? 😂

attenzione perché il giornalista Paolo Ciccarone ha appena scritto che "le hanno vendute tutte a 700 mila euro l'una con le personalizzazioni infinite"

"quello che della valle spende in 1 anno di ricerca io lo spendo per disegnare il paraurti della punto." Cit.

Inviato
  • Autore
22 minuti fa, Alain scrive:

attenzione perché il giornalista Paolo Ciccarone ha appena scritto che "le hanno vendute tutte a 700 mila euro l'una con le personalizzazioni infinite"

Are you sure?

IN Ferrari funziona che prima della presentazione, mandi una lettera di intenti, per farla semplice, mandi una lettera di interesse a Ferrari S.p.A. Poi questo interesse, viene tradotto in ordine ufficiale. E non sempre accade, come dimostrano auto ben più decenti come Dodicilindri o Amalfi.

L'unico assist per questo elettrodomestico, risiede proprio nei meme che stanno spopolando ora, ma.....se dovesse rimanere la macchina da Ferraristi sfigati, farà bene peggio di Amalfi (e ce ne sono parecchi di telai liberi.....credimi. Cosi' come ci sono Dodicicilindri che i clienti che l'avevano "intenzionata" non hanno poi voluto ordinare dopo la visione.

Il trick brutto e a mio avviso sbagliato, che ha in messo in piedi Ferrari, è quello che ti puoi prendere una speciale...se prima prendi questa, quella e quella laggiù. Diversi clienti sono stati invitati a prendere Portofino, la 296, la 812 e la SF90 ecc per avere una Purosangue, e poi per poter accedere alle speciali (guarda Shmee e quante Ferrari si è preso ultimamente, e capirai il giochetto), ma chi fa così, e per carità beato lui, alla fine della fiera, in mano non ha un bel niente, poiché le speciali vere e le icona, sono comunque destinate ai grandi clienti di lungo corso, o da quelli che ordinano almeno due auto nuove mainstream all'anno da loro per almeno un tot di anni.

Ecco perché ora il mercato è invaso da 296 relativamente nuove, ed ecco perché anche la Purosangue sta svalutando moltissimo, come la SF90 del resto. Vi è molta offerta e la gente se ne libera prima che sia troppo tardi. Questo vuol dire che il brand Ferrari interessa più per speculazione sulle serie speciali che per affezione o prestigio di possederne una. L'ennesimo capolavoro di colui che è alla guida e guarda sempre e solo al mero profitto. Questo gioco gli si ritorcerà contro, prima o poi e questo mi rattrista.

E' probabile quindi che magari riusciranno anche a venderne, ma solo per il fatto che sarà un passo obbligato per quei clienti che hanno mire ben più alte, cioè di mettersi nelle liste delle speciali, per cui dovranno pagare pegno e portarsi a casa questo pozzi&ginori, per poi rimetterlo in vendita ed inondare il mercato "second hand" Ferrari di LUCE usate (nuove e con pochi chilometri) entro 18/20 mesi da oggi.

Se diventa l'iphone delle auto bravi loro, ma da come è stata accolta l'auto, sapendo anche come era stato accolto l'iphone all'epoca, direi che la vedo dura......e farà la fine che ho scritto pocanzi.

Modificato da VuOtto

in garage: diversi 4, 6 e 8 cilindri.

 

Inviato
34 minuti fa, Alain scrive:

attenzione perché il giornalista Paolo Ciccarone ha appena scritto che "le hanno vendute tutte a 700 mila euro l'una con le personalizzazioni infinite"

Ieri mi è stato detto che la vettura è stata proposta ad alcuni privati e che, almeno fino a ieri, nessuno l’aveva acquistata.

Il problema vero, però, è un altro: non nasce da un modello già in vendita, ma da una piattaforma dedicata. E una piattaforma del genere, se poi non viene estesa ad altri modelli della gamma, rischia seriamente di trasformarsi in un enorme buco nei conti del Cavallino.

poi comunque mi pare inevitabile che qualcuna ne vendano, anche solo per collezionismo

Inviato
5 minuti fa, A.Masera scrive:

Ieri mi è stato detto che la vettura è stata proposta ad alcuni privati e che, almeno fino a ieri, nessuno l’aveva acquistata.

Il problema vero, però, è un altro: non nasce da un modello già in vendita, ma da una piattaforma dedicata. E una piattaforma del genere, se poi non viene estesa ad altri modelli della gamma, rischia seriamente di trasformarsi in un enorme buco nei conti del Cavallino.

poi comunque mi pare inevitabile che qualcuna ne vendano, anche solo per collezionismo

9 minuti fa, VuOtto scrive:

Are you sure?

IN Ferrari funziona che prima della presentazione, mandi una lettera di intenti, per farla semplice, mandi una lettera di interesse a Ferrari S.p.A. Poi questo interesse, viene tradotto in ordine ufficiale. E non sempre accade, come dimostrano auto ben più decenti come Dodicilindri o Amalfi.

L'unico assist per questo elettrodomestico, risiede proprio nei meme che stanno spopolando ora, ma.....se dovesse rimanere la macchina da Ferraristi sfigati, farà bene peggio di Amalfi (e ce ne sono parecchi di telai liberi.....credimi. Cosi' come ci sono Dodicicilindri che i clienti che l'avevano "intenzionata" non hanno poi voluto ordinare dopo la visione.

Il trick brutto e a mio avviso sbagliato, che ha in messo in piedi Ferrari, è quello che ti puoi prendere una speciale...se prima prendi questa, quella e quella laggiù. Diversi clienti sono stati invitati a prendere Portofino, la 296, la 812 e la SF90 ecc per avere una Purosangue, e poi per poter accedere alle speciali (guarda Shmee e quante Ferrari si è preso ultimamente, e capirai il giochetto), ma chi fa così, e per carità beato lui, alla fine della fiera, in mano non ha un bel niente, poiché le speciali vere e le icona, sono comunque destinate ai grandi clienti di lungo corso, o da quelli che ordinano almeno due auto nuove mainstream all'anno da loro per almeno un tot di anni.

Ecco perché ora il mercato è invaso da 296 relativamente nuove, ed ecco perché anche la Purosangue sta svalutando moltissimo, come la SF90 del resto. Vi è molta offerta e la gente se ne libera prima che sia troppo tardi. Questo vuol dire che il brand Ferrari interessa più per speculazione sulle serie speciali che per affezione o prestigio di possederne una. L'ennesimo capolavoro di colui che è alla guida e guarda sempre e solo al mero profitto. Questo gioco gli si ritorcerà contro, prima o poi e questo mi rattrista.

E' probabile quindi che magari riusciranno anche a venderne, ma solo per il fatto che sarà un passo obbligato per quei clienti che hanno mire ben più alte, cioè di mettersi nelle liste delle speciali, per cui dovranno pagare pegno e portarsi a casa questo pozzi&ginori, per poi rimetterlo in vendita ed inondare il mercato dell'usato Ferrari di LUCE usate entro 18/20 mesi da oggi.

non ho fonti interne, ho solo riportato quello che ha scritto un giornalista molto noto... se sia vero o no non lo so

"quello che della valle spende in 1 anno di ricerca io lo spendo per disegnare il paraurti della punto." Cit.

  • __P ha aperto la Discussione
Inviato

La reazione della Borsa

IMG_2267.jpeg

Insomma, Ferrari ha premuto l’interruttore dell’elettrico, ma non ha acceso la luce. A Piazza Affari, poi, sembra ci sia stato un black-out totale. Eppure, quanto avvenuto lo scorso autunno dovrebbe far riflettere. Il mercato, infatti, vive di logiche tutte sue, che spesso e volentieri non si combinano né con quanto dicono gli appassionati né con le logiche industriali di imprese come Ferrari né tantomeno con i commenti a caldo di osservatori vari ed eventuali.

Quattroruote lo ha scritto chiaramente in occasione del Capital Markets Day, quando il crollo azionario è iniziato in concomitanza non con le previsioni del management sull’elettrico o sul taglio degli obiettivi di vendita, bensì quando sono state diffuse le stime di medio termine per l’intero gruppo. E gran parte delle perdite sono state determinate da “prese di beneficio”. Gli operatori di Borsa lavorano secondo la regola sempre valida del buy the rumor, sell the news (“compra sulle voci, vendi sulle notizie”), ossia intensificano la loro operatività sui titoli sulla base di eventuali speculazioni e poi vendono a man bassa quando arrivano conferme ufficiali.

E difatti basta guardare l’andamento delle azioni (nel grafico qui sopra) tra il minimo mensile di 277 euro, registrato il 17 maggio, e il massimo di 310 euroraggiunto alla vigilia della presentazione della Luce. Il rialzo è di quasi il 12%. E oggi? Il titolo ha iniziato la giornata in rialzo dello 0,99% a 286,85 euro, per poi accelerare e superare i 290 euro. Il rimbalzo, per quanto contenuto, rafforza quanto affermato da Gabriel Debach, analista di eToro, secondo il quale attribuire il crollo di ieri “a un’unica causa sarebbe semplicistico”.

La questione dei volumi

In sostanza è stata una combinazione di fattori a determinare la freddezza con la quale è stata accolta la Luce. Per esempio, i diversi analisti citati negli articoli di varie agenzie di stampa, specializzate e non (Ansa, Radiocor, Bloomberg, Reuters, MF-News), puntano l’attenzione sulle potenziali vendite e sul prezzo. Equita, per esempio, ha espresso la propria delusione per l’assenza di indicazioni sui volumi nonostante la Luce non sia “un modello a tiratura limitata”, ma ha anche previsto vendite su livelli tali da non determinare un impatto consistente sui risultati finanziari. “Noi restiamo dell’idea che un modello elettrico con prezzo elevato non genererà volumi elevati”, evidenziano gli analisti. “Non riteniamo che i volumi di questo modello siano determinanti nell’influenzare i risultati di gruppo, ma trattandosi di un primo modello con una nuova motorizzazione è importante preservare l’immagine di qualità e performance”.

Non è dissimile il commento degli esperti di Mediobanca: “Prevediamo che la Luce rimarrà un’offerta di nicchia all’interno del portafoglio, rappresentando circa l’1% dei volumi totali” di Ferrari. Anche gli analisti di Intesa Sanpaolo stimano volumi di vendita bassi e soprattutto concentrati su una nuova tipologia di clienti. A tal proposito, dalla maggior banca italiana ricordano l’intervista concessa a Repubblica dall’amministratore delegato Benedetto Vigna. “Ci saranno ferraristi che oggi non la vogliono e magari domani cambieranno idea. Ci saranno clienti che hanno già elettriche di altri marchi e vogliono passare a Ferrari. E ci saranno persone che entreranno per la prima volta a Maranello proprio attraverso un’elettrica. È già quello che stiamo vedendo”, ha risposto il manager alla domanda su chi comprerà la Luce. “Dei 1.200 clienti che in questi giorni verranno a vedere e a prenotare la vettura, il 50% è nuovo. Di solito questa quota è del 10%”, ha precisato Vigna.

Rincara la dose Intermonte: “Come la società aveva lasciato intendere, il veicolo si inserisce nel mondo GT (non sport) e si rivolge a una clientela prevalentemente nuova rispetto a quella tradizionale, proprio grazie alla motorizzazione elettrica”. Non deve stupire più di tanto. L’obiettivo di Maranello è sempre stato chiaro: aprire nuovi sbocchi di mercato.

Il "problema" del prezzo

Di sicuro, il prezzo della Ferrari Luce dice molto del posizionamento della Luce e delle strategie di Ferrari. Equita evidenzia come i 550 mila euro del costo base siano “superiori al prezzo di vendita medio di gruppo che nel 2025 si è attestato intorno a 440 mila euro”. Mediobanca, invece, aggiunge che è “ben al di sopra del modello più costoso attualmente in gamma”, ossia la 849 Testarossa con i suoi 460.000 euro.

Abbastanza ovvie le conseguenze finanziarie. Per Intermonte, il tema dei prezzi è “sempre delicato”, ma il “track record di Ferrari è invidiabile”. Pertanto il prezzo, ancor di più considerando le personalizzazioni (supera i 700 mila euro), andrà a migliorare ulteriormente la media dei ricavi unitari. E, di riflesso, una redditività estremamente elevata, come da nostri recenti calcoli. A tal proposito, è emblematica l’analisi di Banca Akros: “Sebbene i veicoli elettrici tendano a diluire i margini per le case automobilistiche, riteniamo che il prezzo record elevatissimo compensi ampiamente tale diluizione, con la Luce che dovrebbe essere già redditizia”. Inoltre, la prima elettrica di Maranello consentirà di portare il fatturato unitario fino a 460 mila euro nel 2026 anche con volumi limitati e fino a 480 mila euro nel 2027.

Detto questo, però, non manca qualche timore. Intermonte, segnalando la sua fiducia nella capacità di Ferrari di “produrre il veicolo con i massimi standard di qualità e di gestire il rapporto tra domanda e offerta”, lancia un chiaro monito a Maranello. In tal senso, è abbastanza negativa l’opinione di Pierre-Olivier Essig, capo della ricerca di Air Capital, secondo il quale la nuova Ferrari sembra "un mix tra Honda Accord EV e una Tesla Model 3”. "Siamo persi nella traduzione della nuova strategia di Ferrari che cerca di emulare il design di Apple", afferma Essig a Bloomberg, dicendo di preferire "vetture cinesi o giapponesi con lo stesso look e simili performance per una frazione del prezzo".

Negativo anche il commento di Oddo BHF, che non solo si aspetta “un impatto modesto” sulle vendite, "una potenziale diluizione dei margini, dati gli elevati costi di sviluppo, e una minore dinamica del valore residuo nei veicoli elettrici" nonostante la garanzia di otto anni su componenti elettrici e batterie (sempre sostituibili), ma soprattutto cita le prime reazioni "in gran parte negative tra i fan più appassionati di Ferrari, a causa delle preoccupazioni relative all’allontanamento della tradizione del marchio". In tal senso Oxcap afferma che "l’estetica della Luce è probabilmente difficile da digerire per molti”.

La grande scommessa

A chiudere il cerchio sulle ragioni alla base della freddezza degli investitori ci pensa Debach. “L’elettrica non sarà la Ferrari accessibile, ma una Ferrari ancora più esclusiva”, che “conferma la volontà di stare in alto, di tutelare esclusività e margini verso i clienti più esigenti. Focus sul valore più che sui volumi. Una scelta coerente, non un azzardo”, avverte Debach, aggiungendo che il vero tema è “il design, non tanto il motore o la tecnologia”, perché “nel lusso estremo l’estetica non accompagna il prodotto. È il prodotto. È la capacità di far innamorare al primo sguardo. E oggi quel colpo di fulmine, per molti, non è scoccato”.

Attenzione, però: “un prodotto esteticamente divisivo non è necessariamente un prodotto sbagliato”. Anche la Purosangue divise l’opinione, ma è andata sold-out. Tuttavia, quando si toglie il “rombo di un V8 o di un V12”, il design deve “caricarsi di tutto il peso emozionale che il motore portava da solo. E su questo Ferrari affronta una sfida reale, non solo percettiva”.

Debach fa poi il paragone con il caso Harley-Davidson: “Con la LiveWire elettrica il problema non fu tanto la tecnologia, quanto l’assenza dell’elemento emotivo che definiva il brand, quel rombo che era identità e appartenenza prima ancora che prestazione. La situazione Ferrari è strutturalmente diversa, ma il nodo emozionale è lo stesso: cosa rimane del brand quando togli il suono e la sua silhouette?”.

“Una Luce che divide. Per alcuni è innovativa, per altri è troppo distante dal DNA Ferrari. Ferrari probabilmente ha fatto tutto ciò che aveva senso fare dal punto di vista industriale e strategico. Pricing alto, produzione controllata, approccio multi-energy, tutela dell’esclusività. Il vero verdetto però non arriverà dalla seduta odierna, ma dai depositi. Se le liste d’attesa si formano, il mercato avrà semplicemente avuto torto per qualche mese. Se stentano, allora” il crollo di Borsa “sarà stato solo il primo segnale”, avverte l’analista di eToro, chiudendo con una frase che sintetizza tutto: “Nel segmento supercar non basta innovare. Devi emozionare”.

Probabile, però, che a Maranello ne abbiano tenuto in debito conto, preferendo imboccare la stessa strada del rischio intrapresa con Purosangue. Del resto, basta leggere le dichiarazioni di alcuni mesi fa di Vigna: “I leader sono e continuano a essere tali solo se osano e cercano di usare la tecnologia nuova, qualunque essa sia, per destare nuove emozioni o emozioni diverse”. Del resto è chiaro come la Luce sia anche qualcosa che va al di là del semplice prodotto: è una scommessa industriale sul futuro di Ferrari (gli investimenti hanno, per esempio, portato ad almeno 60 brevetti che saranno usati su altre creature, con la relativa spalmatura dei costi di sviluppo), ma non è dirimente. Vigna ha sempre parlato di un modello aggiuntivo alla gamma, non sostitutivo. Serve, insomma, a intercettare nuovi clienti. La scommessa è grande, il rischio enorme. Se la Luce andrà bene, la scommessa avrà pagato. In caso contrario, Ferrari può reggere benissimo le conseguenze finanziarie, ma non le ripercussioni sull’immagine e la sua storia.

via Quattroruote

Modificato da __P

Inviato

Già che parlino del 1% del venduto fa ridere... sarebbero 100 macchine annue, semmai 10% per 1000 pezzi annui (e son pochi lo stesso) .

Guidatore medio di S.w. mi piacciono le auto , fumatore Light e AD INTERIM convivente... questo è nicogiraldi....

875kg - 260+ cv i numeri del mio piacere

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