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Alfa Romeo - filosofia sul brand, sui modelli e sullo sviluppo

Featured Replies

Inviato
11 minuti fa, __P scrive:

Ma Giorgio è nato come progetto globale per sostituire la piattaforma a trazione posteriore per segmenti alti ereditata con l’acquisizione di CDJ. È una piattaforma che è stata pure evoluta negli anni per Le applicazioni di Maserati. La versione Giorgio Global nel tempo si è evoluta in Large.

per "le Giorgio" intendo la Giulia e la Stelvio. Non incolpo la piattaforma in se, ma l'aver voluto passare da Mito e Giulietta, ad un prodotto in grado di competere con BMW senza però dargli il sostegno che un prodotto di quel livello avrebbe meritato.

Modificato da M86

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Inviato

Questo ultimo grafico, secondo me, va letto con attenzione.

Non dimostra che Alfa Romeo “non possa vendere” o che il mercato non sia disposto a riconoscerle valore. Dimostra piuttosto che i picchi arrivano quando il marchio mette sul mercato prodotti nuovi, forti e riconoscibili: 156 e 147 tra fine anni Novanta e primi Duemila, poi Giulia e Stelvio nel 2016-2017.

Il trend negativo degli anni successivi non nasce dal fatto che il brand sia debole in sé, ma da una combinazione di gamma ridotta, rinnovi mancati, politiche industriali discontinue e presenza commerciale altalenante. Se per anni lasci un marchio con pochi modelli, pochi aggiornamenti e poca continuità, è inevitabile che i numeri scendano.

Anzi, a me sembra quasi notevole che Alfa Romeo, con una gamma così limitata rispetto ai concorrenti tedeschi, continui comunque a generare volumi e discussione. Questo significa che il marchio ha ancora forza latente.

Il punto quindi non è arrendersi al ribasso, svendere o svuotare il prodotto. Il punto è fare quello che fanno i marchi seri: curare il prodotto, rinnovare la gamma, presidiare i mercati, costruire fiducia e insistere nel tempo.

Un brand forte non vive di fiammate isolate. Vive di perseveranza industriale.

Modificato da kenzo

Inviato
31 minuti fa, kenzo scrive:

Questo ultimo grafico, secondo me, va letto con attenzione.

Non dimostra che Alfa Romeo “non possa vendere” o che il mercato non sia disposto a riconoscerle valore. Dimostra piuttosto che i picchi arrivano quando il marchio mette sul mercato prodotti nuovi, forti e riconoscibili: 156 e 147 tra fine anni Novanta e primi Duemila, poi Giulia e Stelvio nel 2016-2017.

Il trend negativo degli anni successivi non nasce dal fatto che il brand sia debole in sé, ma da una combinazione di gamma ridotta, rinnovi mancati, politiche industriali discontinue e presenza commerciale altalenante. Se per anni lasci un marchio con pochi modelli, pochi aggiornamenti e poca continuità, è inevitabile che i numeri scendano.

Anzi, a me sembra quasi notevole che Alfa Romeo, con una gamma così limitata rispetto ai concorrenti tedeschi, continui comunque a generare volumi e discussione. Questo significa che il marchio ha ancora forza latente.

Il punto quindi non è arrendersi al ribasso, svendere o svuotare il prodotto. Il punto è fare quello che fanno i marchi seri: curare il prodotto, rinnovare la gamma, presidiare i mercati, costruire fiducia e insistere nel tempo.

Un brand forte non vive di fiammate isolate. Vive di perseveranza industriale.

È come quello studente sveglio che cerca di campare di rendita perché è dotato. Ti fa la mega interrogazione brillante e poi fino a fine anno non studia più nulla.

1 ora fa, led zeppelin scrive:

Il fatto che le abbiano avute finora, non significa che necessariamente ce le avranno anche domani le sospensioni posteriori indipendenti.

Però intanto ci sono con anche trazione integrale in molti casi per gestire potenze significative over 300 cv.

BMW M135i xDrive 306 cv

Inviato
36 minuti fa, kenzo scrive:

Questo ultimo grafico, secondo me, va letto con attenzione.

Non dimostra che Alfa Romeo “non possa vendere” o che il mercato non sia disposto a riconoscerle valore. Dimostra piuttosto che i picchi arrivano quando il marchio mette sul mercato prodotti nuovi, forti e riconoscibili: 156 e 147 tra fine anni Novanta e primi Duemila, poi Giulia e Stelvio nel 2016-2017.

Il trend negativo degli anni successivi non nasce dal fatto che il brand sia debole in sé, ma da una combinazione di gamma ridotta, rinnovi mancati, politiche industriali discontinue e presenza commerciale altalenante. Se per anni lasci un marchio con pochi modelli, pochi aggiornamenti e poca continuità, è inevitabile che i numeri scendano.

Anzi, a me sembra quasi notevole che Alfa Romeo, con una gamma così limitata rispetto ai concorrenti tedeschi, continui comunque a generare volumi e discussione. Questo significa che il marchio ha ancora forza latente.

Il punto quindi non è arrendersi al ribasso, svendere o svuotare il prodotto. Il punto è fare quello che fanno i marchi seri: curare il prodotto, rinnovare la gamma, presidiare i mercati, costruire fiducia e insistere nel tempo.

Un brand forte non vive di fiammate isolate. Vive di perseveranza industriale.


ma anche negli anni buoni, sommando le vendite di tutto il prodotto, in tutti i mercati del mondo, immatricolavano comunque meno di un anno in di una serie 3 berlina in Germania.

non stai in piedi.

"quello che della valle spende in 1 anno di ricerca io lo spendo per disegnare il paraurti della punto." Cit.

Inviato

Secondo me il peggio deve ancora venire, se Alfa resta in casa Agnelli/Elkann tra qualche anno vedremo il marchio premium di Dongfeng (Voyah) che produrrà in Francia e farà numeri ben più alti di Alfa DS e Lancia messe assieme, grazie agli investimenti di Stellantis a favore dei cinesi e ai loro powertrain ibridi ed elettrici che rispecchiano le norme europee future

Inviato
20 minuti fa, Felis scrive:

Però intanto ci sono con anche trazione integrale in molti casi per gestire potenze significative over 300 cv.

Direi una bella eAWD con le balestre, come c'è su XC90 con l'eTwinster-D

Inviato
2 ore fa, led zeppelin scrive:

Il fatto che le abbiano avute finora, non significa che necessariamente ce le avranno anche domani le sospensioni posteriori indipendenti.

Sarei curioso di vedere che lavoro potrebbero fare i tecnici italiani su una base di partenza cinese impostata così.
Il problema della STLA One è che è pensata per troppi modelli, per troppe esigenze.
La piattaforma Leap Motor sembra più adatta a uno sviluppo Alfa...I cinesi parlano anche di distribuzione dei pesi 50/50 e, sicuramente avrà una buona rigidità torsionale.

Questo non significa, ovviamente, che gli europei o ancora peggio gli italiani, non sappiano più fare pianali e piattaforme, ma semplicemente che, allo stato attuale e con le condizioni attuali del mercato, non ci sono risorse a sufficienza per sviluppare prodotti davvero custom (come fu ad esempio Giorgio 11 anni fa). Quindi, perchè non sfruttare la piattaforma di un partner e riadattarla alla meccatronica Stellantis?

Inviato
2 ore fa, led zeppelin scrive:

Oppure, al contrario, non hanno un mercato nazionale tale da assorbir l'offerta premium come viene intesa generalmente.

D'altra parte, capiamoci:

In Italia i segmenti che vanno per la maggiore sono

A

B

B+ (SUV/Crossover)

Qualsiasi cosa dal C in su, fa una fatica bestiale, vedendo i numeri generali.

Le premium, sono per lo più (ma molto di più) aziendali. Dove entrano in gioco fattori molteplici, ma fiscalità e rate leasing in primis.

2 ore fa, stev66 scrive:

Ed alla fine di tutto cio' l'italiano medio compra l'X1 a tre cilndri perche' ha la rata piu' bassa e per il marchio sul cofano.

I freddi numeri dicono .

Giuliac20% venduto italiano 80% estero.

Stelvio 30% 70 %.

Toanle 50% 50%.

Gli italiani comprano a prezzo ed a marchio.

Però scusate.... il mercato Italiano è irrilevante per Stellantis e lo si afferma sempre... salvo però essere determinante per lo sviluppo dell'altro di gamma?

Delle due l'una.

Oggi Stellantis, AKA 4° produttore al mondo e mezzo americano (e quindi un mercato domestico per il premium ce lo avrebbe pure) è indifendibile nei confronti di un mancato sviluppo di questo mercato.

Se ci limitassimo solo all'italia, tutte le nostre aziende campano di export.. nessuna esclusa.

Fiat Punto I 55 sx '97

Fiat Punto II restyling 1.2 60cv '04

Toyota Prius V2 '06

Inviato

Il problema non è il valore del marchio, perché ALFAROMEO con Giulia/STELVIO/Tonale non si mai avvicinata così tanto, ad essere considerata premium ed alla pari della concorrenti! E comunque tali modelli suscitano ancora l'interesse del pubblico.

Il problema è la gestione scellerata della gamma, una gestione pensata solo a risparmiare il più possibile, perché non è il solito pegettume ammortizzato con altri 200 Marchi.

Come mai almeno fino al 2021/22 i modelli Giulia/Stelvio facevano buoni numeri? Semplicemente perché avevano un listino ampio, il prodotto era ampiamente configurabile su ogni gusto del cliente, tra configurazione di allestimenti, colori, interni, motorizzazione ed optional..

Dal MY23 le hanno cominciate a vendere tanto al kg, decapitato 3/4 di listino, colori spariti ed interni monocromatici oltre a non essere state aggiornate per nulla, un cliente che spende per un prodotto premium vuole avere anche ampio margine di scelta, oggi se vai a prendere una serie 3 comunque uscita nel 2019 te la puoi fare come meglio credi.

Fare sparire motorizzazioni di punta come il 190cv diesel, 200cv benzina o i più rari 250/280cv benzina posteriore rimasti in listino due giorni contati, optional ed allestimenti che sono già da scandalo sulla Panda (anche lei decimata) come pensi di poter continuare a competere? Quando io cliente mi metto al tavolo della trattativa, ti comincio a chiedere (la vorrei con X-Y-Z) e mi viene risposto che non è possibile, non è più presente questo accessorio, bisogna prendere un pacchetto ecc? Io da cliente me ne andrei perché sto spendendo fior di soldi per comprarla come mi dici te, oltre che ho la percezione di prodotto in dismissione.

Inviato
2 ore fa, Felis scrive:

Però intanto ci sono con anche trazione integrale in molti casi per gestire potenze significative over 300 cv.

Che percentuale di vendite rappresentano nel totale dei rispettivi modelli, globalmente e nel mercato italiano?

Perchè non più di una decina di anni fa, quando era ancora tutt'altro che infrequente incrociare una A3 o una Sr1, erano quasi sempre 1.6 tdi o 116d/118d.

1 ora fa, Motron scrive:

Però scusate.... il mercato Italiano è irrilevante per Stellantis e lo si afferma sempre... salvo però essere determinante per lo sviluppo dell'altro di gamma?

Delle due l'una.

Oggi Stellantis, AKA 4° produttore al mondo e mezzo americano (e quindi un mercato domestico per il premium ce lo avrebbe pure) è indifendibile nei confronti di un mancato sviluppo di questo mercato.

Se ci limitassimo solo all'italia, tutte le nostre aziende campano di export.. nessuna esclusa.

Il mercato USA del premium vuol dire

Lexus

Acura

Infiniti

Tutto il resto sono specialties o nicchie, di fatto. Alfa compresa chiaramente.

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